L'Associazione
Veronesi nel Mondo raggruppa in un grande abbraccio
i concittadini emigrati e promuove il contatto, la
cultura e la solidarietà

Sono
moltissimi i veronesi che hanno parenti residenti
all'estero, figli di quegli emigranti che, già
a partire dall'Ottocento, si sono spostati alla ricerca
di condizioni di vita e lavoro migliori. Alcuni sono
tornati in patria, altri sono rimasti e nuovi emigranti
continuano a partire. Quando la nostalgia diventa
un po' più acuta, sanno di poter contare sull'appoggio
di chi, nelle varie sedi estere, offre il proprio
sostegno e la propria esperienza di emigrante. Giuseppe
Riccardo Ceni, attuale presidente dell'Associazione
Veronesi nel Mondo ci introduce nelle attività
svolte da questo affiatato gruppo che ha membri sparsi
nei cinque continenti, tutti uniti dal filo della
loro veronesità.
Quando è nata l'Associazione Veronesi nel
Mondo?
È stata fondata nel 1972 da un gruppo di persone
provenienti da diversi settori di attività,
dal volontariato, alla politica, all'economia. Gli
scopi, oggi come allora, prevedono l'assistenza morale
ed eventualmente materiale ai veronesi emigrati e
a chi intenda rimpatriare, la promozione di attività
di studio sui problemi dell'emigrazione, il collegamento
tra gli emigrati, le loro terre d'origine e le loro
famiglie, tramite visite, viaggi ed incontri. Nel
1974 è iniziata anche la pubblicazione di un
omonimo periodico, tuttora attivo, che viene spedito
a tutti i veronesi sparsi nel mondo che l'Associazione
riesce a contattare ed è visitabile on line.
A livello Istituzionale siamo sostenuti essenzialmente
dalla Camera di Commercio e dalla Curia Vescovile,
entrambe dotate di un proprio rappresentante nel Consiglio
d'Amministrazione dell'Associazione, come il Comune,
la Provincia e la Regione.
Ci parli di lei...
Mi interesso di questioni pubbliche legate alla città
da prima degli anni Settanta; sono stato per vent'anni
nel consiglio comunale, per cinque assessore, per
una legislatura alla Camera dei Deputati e per sei
anni presidente della Fiera di Verona. Tutte le conoscenze
e le esperienze acquisite in questi anni di attività
pubblica sono ora al servizio della città e
dell'associazione. Tra i motivi che mi hanno convinto
a guidare questa istituzione c'è una storia
familiare. I miei nonni, infatti, prima della grande
guerra, si sono trasferiti, con la loro valigia di
cartone, in Argentina, dove è nata mia madre.
Mio nonno è rientrato in Italia per patriottismo
durante il primo conþitto mondiale. Sono stato
a Buenos Aires proprio lo scorso anno, dove ho partecipato
alla riunione di tutti i parenti di mia madre. Sono
innamorati dell'Italia, più di tanti italiani,
come tutti gli emigranti e i loro eredi. È
incredibile quanto portino nel cuore i valori dei
propri genitori e della propria nazione, come se madre
natura usasse il Dna come forma di comunicazione tra
il cuore e la materia grigia.
Lei proviene anche da un'importante tradizione
imprenditoriale...
Oltre alla prima guerra mondiale, mio padre ha partecipato
a campagne in Libia, in Albania ed è stato
richiamato per la seconda guerra mondiale. Da Mantova,
nostra città di origine, ci siamo trasferiti
a Verona proprio perché allora era impiegato
alla stazione di Porta Nuova. Finita la guerra ha
voluto ricreare la propria attività qui; si
è rivelata una scelta oculata. Hanno iniziato
con due vetrine in via Pigna e quando sono subentrato,
nel 1953, la Ceni Gomma aveva tre dipendenti. Ho proseguito
fino all'89 arrivando a oltre centosessanta addetti.
Qual
è la filosofia che guida l'Associazione?
La nostra Associazione ha un compito morale, culturale,
sociale e solidale da svolgere. L'impronta è
basata su quanto si può dare, oggi, nel ricordo
e nel riferimento all'epoca storica dell'emigrazione,
fenomeno che continua anche nel presente con gli emigranti
"del terzo millennio", con il computer portatile a
tracolla al posto della valigia di cartone. Si tratta
di giovani che, dopo aver concluso gli studi, anche
ad alti livelli, non trovano il proprio sbocco lavorativo
in patria e devono cercarlo all'estero. Coerentemente
con le nuove forme di emigrazione abbiamo costituito
il primo circolo di emigranti veronesi nell'Estremo
Oriente, in Asia e in Cina. L'Associazione non è
viva solo per celebrare il passato. Il ricordo serve
ad animare e stimolare il presente, con un occhio
verso il futuro.
Come operate a livello concreto?
Molti degli ordini religiosi che hanno la propria
casa madre a Verona hanno spesso sedi estere nelle
stesse città in cui si trovano i nostri circoli.
Abbiamo così pensato di unire le forze. L'anno
scorso a Buenos Aires, collegando gli istituti missionari,
il nostro circolo emigranti e i referenti di Verona
abbiamo attuato due progetti pilota. Il primo riguardava
la sistemazione del salone dei convegni e del teatro
delle Suore della Misericordia di Buenos Aires che,
fuori norma, non poteva essere utilizzato, mentre
il secondo prevedeva l'ampliamento di un cortile dell'istituto
dei sordomuti Provolo di Buenos Aires, che è
stato attrezzato in modo da ospitare tutte quelle
attività ricreative che permettano loro di
sviluppare una comunicazione anche verbale. Da questi
esperimenti sono nati dei modelli di collaborazione,
per il buon esito dei quali, siamo grati alle Istituzioni
Finanziarie che ci supportano.
Quali altre iniziative sono previste?
Per il 2007 è in corso un'iniziativa con l'istituto
Don Calabria a Porto Alegre, in Brasile, per sostenere
l'avviamento al lavoro di ragazzi con problemi di
handicap abbandonati per strada, nonché due
programmi per il Brasile e uno per il Sudan per il
2008. In quest'ultimo caso sosteniamo l'iniziativa
Verona Comboni University nel Darfur. In collaborazione
con l'università alcuni docenti andranno ad
insegnare là; l'obiettivo è far sì
che queste persone vengano istruite e valorizzate
direttamente sul posto, in stretto legame con la loro
terra, perché chi si reca a studiare in Europa
o in America, spesso non riesce più a tornare
indietro.
Verona è una città generosa in questo
senso?
È una città che guarda all'estero, proiettata
nel mondo, ha produzioni tipiche, come vino, marmo,
mobili e altri, nelle quali è leader, ma ha
anche una sede produttiva, impegnata ed articolata,
del volontariato, citata come tale fra le più
dinamiche ed attive d'Italia. A pieno titolo può
essere considerata leader nelle solidarietà.
Convinto di questo ho pensato che attraverso la nostra
Associazione fosse possibile diven- tare esportatori
di solidarietà. Esportiamo un valore aggiunto
che può dare un grandissimo ritorno anche sul
piano dell'economia, oltre che umano. I migliori portavoce
delle tradizioni italiane sono proprio i nostri emigranti
e i loro figli. Può quanto sopra, mi auguro
essere lo spunto per provocare finalmente una concreta
e costante collaborazione fra tutti gli Enti e Istituzioni
Veronesi disponibili, ad un armonico e collegiale
"gioco di squadra". Verona ed i Veronesi, saranno
così testimoni nei fatti della loro vocazione
Mondiale.
Riccardo Ceni
Veronesi nel Mondo
Associazione Veronesi nel Mondo Corso Porta Nuova,
96 - Verona
Tel. 045 8085809 - 045 8085747
Fax 045 8085747 - 045 594648
www.veronesinelmondo.org
presidenza@veronesinelmondo.org
Questa intervista è tratta dal volume "Excellence
book - I protagonisti - Autunno 2007", Delmiglio editore