Da Londra a Sydney
sulle tracce dell’emigrazione dalla
nostra provincia
Da circa quattro mesi fa parte dell'«altra
Verona» in Australia. Si tratta di
Michele Grigoletti, 32 anni, originario
di Borgo Venezia ed a caccia di informazioni
e testimonianze sull'emigrazione veronese
che è entrata a far parte della storia
stessa australiana.
«Mi sono trasferito
da Londra, dove prima abitavo» spiega
Grigoletti, incontrato al Novotel Brighton
Beach di Brigthon Le-Sands, presso Sydney,
dove s'è svolta la Conferenza d'area
dei Veneti in Australia e Sud Africa voluta
dall'assessorato alle Politiche dei flussi
migratori e della Sicurezza della Regione
Veneto. A Verona, Michele
Grigoletti ha la madre Erminia e le sorelle
Elena e Maria Luisa. Per lui il periodo
londinese è stato «propedeutico»
al contatto con la realtà dell'emigrazione
italiana e veronese. Dal '98 fa parte dell'Associazione
Veronesi nel Mondo ed è curatore
del sito associativo su Internet, «voce»
telematica del periodico cartaceo «Veronesi
nel Mondo». Anche se già presente
in rete dal 1998, è dal gennaio 2002
che, grazie soprattutto alla spinta innovativa
del presidente dell'associazione Claudio
Valente, è stato deciso un radicale
restyling strutturale sul web, in grado
di rispondere il più possibile alle
richieste di associati via e-mail.
«Gli stessi
dati statistici inerenti i primi dodici
mesi della nuova svolta del sito»
rimarca il veronese «mostrano una
crescita costante. Lo conferma l'aumento
di pagine lette che erano "appena"
152 nel gennaio 2002 e sono diventate 1.420
nel gennaio 2003. Contemporaneamente si
è registrato un incremento di nuovi
visitatori, passati dai 22 del gennaio 2002
ai 634 del dicembre dello stesso anno. Il
numero di copie del giornale scaricate nel
primo anno in formato elettronico pdf per
mezzo del sito Internet, inoltre, è
stato di quasi quattromila. I visitatori
del sito risiedono soprattutto in Europa,
Sud America ed Oceania, costituendo il 90%
dei visitatori». «Per la ricerca
che sto conducendo attualmente partendo
dal New South Wales (Nuovo Galles del sud)»
precisa Grigoletti «contatto ovviamente
le persone più anziane, quelle che
patiscono la nostalgia, che hanno sofferto
i primi momenti dell'inserimento in una
società talvolta ostile, chiusa.
Anche l'emigrazione veronese non è
stata senza lacrime ed il desiderio di tornare
è sempre stato covato dentro. Ma
hanno figli e nipoti che si sentono, anzi,
sono più australiani che italiani.
Sopravvivono in un limbo e quelli ancora
in salute ed economicamente tranquilli alleviano
la malinconia con qualche viaggio. Scavando
nelle loro storie più intime si sente
questo malessere che non s'è dissolto
nemmeno per quanti, rientrati in Italia,
hanno poi fatto ritorno in Australia. A
Sydney c'è un ospizio che si prende
cura degli italiani indigenti, segno che
non tutti sono stati accompagnati dalla
fortuna» conclude Grigoletti.
Michele Grigoletti
reputa necessaria la creazione di un archivio
della prima emigrazione, delle ondate dirette
che hanno visto distinguersi, per una specie
di selezione naturale, i più forti,
i più resistenti, i più testardi.
Quelli che non volevano mollare o dargliela
vinta, quelli che ora potrebbero benissimo
essere definiti i «giganti dell'emigrazione».