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Egisto Mantovani
 

20.03.2002

Sono Egisto Mantovani, un veronese "de soca" nel senso che da generazioni la mia famiglia è residente in quel di Povegliano, dove sono nato.

Attualmente vivo e lavoro in Cina da oltre 13 mesi. Questo paese comunque non mi è nuovo, ci vengo dal 1986. Ho girato mezzo mondo, sempre da viaggiatore – genuine globtrotter – come mi chiamano gli amici.

Lavoro per una joint venture italo-cinese, dove il partner italiano sta per essere sostituito da una multinazionale americana. Produciamo tubi ad alta pressione gomma-acciao. Abbiamo circa 600 persone e mi occupo delle operation (dir. stabilimento).

Siamo a Shenyang-Liaoning province (ex Manciuria), Cina.

Ho portato anche i miei figli, Luca (20 anni), Carlo (13) e mia moglie Miny. Carlo frequenta una scuola americana mentre Luca studia cinese a Pechino.
Ci siamo quindi tutti trasferiti nel grande impero giallo e dovremmo rimanerci fino alla fine del 2003, poi si vedrà, in funzione della nuova proprietà e degli eventi. Possibilmente vorrei rimanere all'estero anche nei prossimi anni.

Questa città conta 7 milioni di abitanti. La comunità internazionale non è molto numerosa: un po' di coreani, giapponesi, poi americani, britannici, francesi... italiani siamo solo 4.

Le aziende straniere più note qui presenti sono: Michelin, GM e BMW che sta' cercando di installarsi. C'è poi una grossa birreria in cooperazione sudafricana.


Riportiamo inoltre qui di seguito una serie di domande che l'Associazione "Veronesi nel Mondo" ha voluto porre all'amico Egisto. Lo ringraziamo ancora una volta per la disponibilità e schiettezza con cui ci ha risposto.

«È stato facile per te e la tua famiglia scegliere di trasferirvi in Cina?»
Per niente! avendo casa, parenti ed altro a Verona. Ho viaggiato molto, ma non sono mai stato residente all'estero.
Tuttavia ce l'avevo in testa da anni, ma tanti motivi mi avevano sempre frenato. Dopo 3 anni di lavoro per un'azienda di marmi, visto che grosse novità o variazioni non sarebbero avvenute, ho optato per una nuova avventura. Quando poi mio figlio Luca ha finito il liceo l'ho spinto a venire a Shanghai un paio di mesi per fargli capire cosa significasse stare all'estero, vivere da soli eccetera... Insomma, non è stato facile, ho sconvolto radicalmente la mia vita e quella dei miei, però se tornassi indietro lo farei prima...

«Vi sentite mai soli, isolati, non capiti?»
Molto spesso, anche perchè italiani residenti in questa città sono solo 4, di cui noi 3.

«Che cosa vi manca, e non, dell'Italia?»
Tantissime cose: il cibo soprattutto, per il quale comunque ci arrangiamo. Siamo però fuori dalle beghe quotidiane che vediamo in TV e che succedono in Italia tutti i giorni. In questo senso si ha un po' il feeling di essere nell'oblio e talvolta non è male, anche se dà il senso del "Rumore del silenzio".

«La Cina e i cinesi: come li presenteresti per chi non ci è mai stato e non li conosce».
Dipende dalla zona, tuttavia su 1miliardo e 300 milioni di abitanti ci si trova di tutto. Al sud ti tagliano l'erba sotto i piedi e nemmeno te ne accorgi. Qui al nord, invece, sono più vecchio stile, da grandi aziende statali.
A chi non li conosce potrei dire che non sono facili. Però se ti prendono bene ti considerano veramente per quello che sei. Non sono mai invadenti e se tu non li cerchi loro stanno mesi senza contattarti, questo però non vuol dire che siano meno amici... è tutto un altro approccio, un altro modo di pensare, si fanno molto i 'ca...pperi' loro.
Per giudicare bene bisognerebbe anche vedere ciò che stanno facendo in opere di costruzione. Non è come il ponte sullo stretto di Messina che se ne parla da 40 anni. Qui quando lo dicono lo stanno già facendo. Pensa che a Pechino entro il 2008 (per le olimpiadi) faranno ben 140 Km di metropolitane e stai tranquillo che funzioneranno tutte almeno 6 mesi prima del tempo.

«Parlami dei tuoi rapporti con gli altri europei o americani».
Purtroppo non ce ne sono molti. Durante la settimana ognuno lavora e fa una vita propria. Di venerdi o sabato, talvolta si organizza qualche cena a casa di uno o l'altro.
Sabato scorso invece siamo andati a festeggiare S. Patrick in un irish pub. Vi erano circa 10-12 nazionalità, scozzesi, inglesi, sudafricani, etc... Non c'è forse lo spirito di casa, ma il fatto di essere tutti un po' via da casa accomuna ed unisce scavalcando anche i problemi linguistici. Poi però tutti a casa senza invadenza. Sopratutto i british sono molto british e ci tengono a rimarcare il loro essere scottish piuttosto che inglesi.

«Se domani dovessi ritornare in Italia, che cosa hai imparato da questa tua esperienza, in una terra e in una cultura così lontana e affascinante?»
Tante cose, ma tante le sapevo già avendo speso qui parecchio tempo negli anni precedenti.
A dir il vero sto' facendo una vita molto sedentaria e di routine come non ho mai fatto prima, non giro e non ho molti contatti. In ogni caso ti arricchisci dentro, sei obbligato al confronto quotidiano e ciò ti fa' scoprire anche lati di te che non conoscevi o non eri piu' abituato a considerare.
Penso potrei insegnare parecchio soprattutto ai giovani, ma anche a tanti miei coetanei che si credono chissà chi, solo per i quattro soldi fatti. La cultura generata dallo scambio di esperienze non ha valore e ti aiuta in ogni evenienza della tua vita... beh basta cosi non voglio fare il filosofo... anche perche' annoierei.

un salutone a tutti i veronesi e
a tutti i veronesi nel mondo

ciao
Egisto

 

Egisto Mantovani
Shenyang (Cina)


 
 

Age: 47
Origin: Povegliano

 
 

 Egisto e moglie Erminia ritratti a Verona durante la loro
 recente vacanza pasquale

 

 
 
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