Sono nata a Verona 29 anni fa', di
Borgo Roma (Tombetta/Santa Teresa).
Dopo è aver frequentato
il liceo scientifico mi sono laureata
a Bologna al D.A.M.S. con indirizzo
"Scienze della Comunicazione"
che poi durante i 4 anni si staccato
dando origine ad un nuovo indirizzo
di laurea con rettore Umberto Eco.
Ora da più di un anno e mezzo
mi trovo in Perù, precisamente
ad Ayacucho, nel cuore delle
Ande come volontaria del progetto
"Indocumentados - diritto
al nome" del
MLAL (Movimento
Laici America Latina), una
organizzazione non governativa di
Verona di volontariato nazionale e
internazionale che realizza progetti
di sviluppo in Sud America da piu'
di 30 anni promuovendo l'incontro
e lo scambio fra culture differenti.
Le mie esperienze precendenti mi hanno
portato a lavorare piu' nell'ambito
dei mass media iniziando nella promozione
pubblicitaria, redazione di una rivista
letteraria e come addetta al montaggio
video in canali tematici di Tele+
come ad esempio quello musicale di
Match Music Italia Tv.Finita
l'università... una città
come Verona mi sembrava glaciale.
Proprio per insofferenza verso la
Verona bene, verso la sua provincialità,
la sua 'piccolezza borghese', non
per cercare me stessa o "l'America",
ho iniziato i miei viaggi-permanenze.
Come dice lo scrittore G. Iazzolini:
"... è proprio quando
pensi che il mondo sia solo quello
che entra nella tua stanza o al massimo
nella tua piccola città che
è il momento di andar via.
Per scoprire che il mondo ha mille
dimensioni, mille colori e non è
così grigio come le mura che
ti circondano".
Ho accettatto così una borsa
di studio di scambio culturale di
una coppia di produttori cinematografici
di Hollywood (Disney, Warner BROS.
e 20th Century Fox) e cosí
vista la scarsità di soldi
mi mantevo come au pair dei loro figli
anche per poter avere una maggiore
padrodanza della lingua e poi via...
ho iniziato ad accompagnarli e a lavorare
con loro, una grande esperienza, La
disillusione di questi USA... si è
fatta sentire presto, dopo circa un
anno e mezo nel quartiere di Westwood,
Los Angeles.... la pressa del capitalismo
e liberalismo più sfrenato
tipicamente statunitense si è
fatta sentire e ha iniziato a pesare
notevolmete sopra le mie spalle che
da sempre reggevano una testa piena
di ideali di uguaglianza e diritti
umani, dignità e di giustizia
per tutti. Per la prima volta ho visto
code senza fine di gente, famiglie,
bambini (non necessariamente appartenti
a ghetti neri o ispanici) davanti
a chiese che per il giorno di Natale
offrivano un pasto completo a gente
che non se lo poteva permettere perché
esclusa in qualche modo dal sistema,
bambini miliardari che piangevano
perché la piscina della loro
villa era più piccola di un
cm rispetto a quella del loro compagno
di scuola o altri bambini che vedevano
la madre 30 minuti al giorno perché
impegnata a lavorare per il "dio
denaro" per non perdere quell'altissimo
tenore di vita che le permetteva di
vivere a Beverly Hills, ho visto gente
che aveva speso più di 20 anni
in un'azienda gettata sulla strada
con figli da mantenere, ho visto cagnolini
pettinati e profumati cenare a tavola
con la famiglia mentre la tata rigorosamente
ispanica e illegale era relegata in
cucina, immigrati sud americani in
condizioni di semi-schiavitù.
Così nello stesso lavoro che
eseguivo come assistente dei miei
due produttori si ripetevano sopprusi,
la qualità di un prodotto cinematografico
era scartata in nome della più
commerciale e banale pur di sbarcare
il botteghino..... ed ecco la comparsa
di una certa rabbia per tutte queste
ingiustizie e della nostalgia, nostalgia
di vivere in una cultura, e non un
centro commerciale come a me sembravano
gli US.....e il voler fare qualcosa
per il sociale .... citando il presidente
del MLAL, Enzo Melegari "non
è un mistero che anche noi
possiamo vivere a due passi di distanza
gli uni dagli altri senza incrociare
mai gli sguardi, soprattutto se in
essi è racchiusa una domanda:
perchè io non posso partecipare
come te al benessere, di un modo di
vita che mi affascina, di una prospettiva
di successo, di una mia opportunita
di sviluppo?".
Tornata in Italia ho sentito l'esigenza
di poter usare queste mie esperienze
in un ambito più umano, più
sociale e accettare così la
proposta del MLAL di partire come
esperta di comunicazione in un loro
progetto. ....Ed ora eccomi qua, nel
mezzo delle Ande occupandomi appunto
della promozione del diritto al nome,
cercando ogni giorno nuove tecniche
per poter far si' che il 40% di questa
popolazione possa essere registrata
all'anagrafe, per aver un nome, un'identità,
un'esistenza e poter così esercitare
i propri diritti. Avere un nome e'
la porta d'ingresso a tutti gli altri
diritti. Senza un certificato di nascita
che qui e' carissimo (ecco una delle
cause, per non contare poi la violenza
politica, la non conoscenza di tale
diritto, guerre, corruzione, la poca
preparazione degli operatori anagrafici
machisti che il più delle volte
discriminano ) non si puo' godere
ne' di un'assistenza medica nè
del diritto di poter andare a scuola.
Non si puo' lavorare, viaggiare, votare,
non si puo' essere cittadini.
E qui tra queste terre magiche che
hanno visto fiorire uno dei piu' grandi
imperi dell'umanita', quello Incaico
ho conosciuto il mio compagno, Pavel
Sarriá Leòn, peruviano
inserito anche lui nel progetto del
Mlal nell'area grafica-informatica
e dalla nostra unione e' nata la nostra
bimba, Bianca.
Appena 4 mesi, ha già visitato
l'Italia come testimonial del gemellaggio
tra Verona e appunto Ayacucho, la
città dove è nata, dove
viviamo e dove è stato iscritta
all'anagrafe. Da più di un
anno non ripercorrevo il Ponte Pietra,
Corso Portoni Borsari, Verona è
bellissima, così piena d'arte
e di belle case.... Ovviamente la
nostra vita qui è molto diversa
da quella veronese o statunitense.
Le comodità sono poche o quasi
nulle... acqua, luce e gas non sono
beni ovvi e spesso per lunghi periodi
non ci sono. E' una città poverissima,
tra le piu' povere del Peru', culla
di una dei piu' violenti movimenti
terroristici del Sud America, Sendero
Luminoso,... qui non ci sono sprechi
e si vive più guardando all'essenziale
della vita. Non è una vita
facile... anzi... soprattutto quando
si aspetta un bambino e si partorisce
nel mezzo del niente..... con tutti
i timori annessi e connessi...be'
direi che la voglia di tornare a casa,
essere circondati dalla mamma e dal
papa', concedersi un bel piatto di
lesso con la pearà dopo un
bel bagno caldo in una vasca piena
di bagnoschiuma si è fatta
sentire più di una volta Poi...
però...quando vedi l'aiuto
che un progetto del genere porta,
quando vedi signore che con le lacrime
agli occhi dalla felicità possono
iscrivere un figlio a scuola perche'
finalmente ha un certificato di nascita...
quando vedi che vince un politico
non corrotto perche' votato dalla
gente del popolo che prima non poteva
perche' senza documenti....allora
tutto sparisce, si godono lepiù
piccole cose, e quel piatto di lesso
con la pearà puo' volentieri
aspettare.... perchè, sempre
citando Enzo Melegari: "non
solo noi, quindi, anzi sempre oltre
oltre noi dobbiamo andare. Dobbiamo
abbattere muri e costruire ponti.
Instancabilmente. Eccoci qui allora
a chiedere, ad ascoltare, ad accettare
sfide. Vogliamo coinvolgere ed essere
coinvolti, consoLidare esperienze
e trovare strade nuove. Non solo noi,
anzi, sempre oltre noi. E' il nostro
progetto Mondo".
Per sapere di più contattami:
erika.ferrari@mailcity.com
o visitate il sito del MLAL:
www.mlal.org
Erika Ferrari,
il compagno Pavel Sarriá
Leòn e Bianca, la loro bimba.
Ayacucho (Perù)