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La festa della Renga chiude il Carnevale
 
Quest'anno la tradizionale Festa de la Renga (cioè l'aringa, il pesce povero che un tempo veniva consumato nelle famiglie contadine per insaporire un po' la solita polenta) ha avuto una <Parona> speciale, una giovane di origini srilankesi, Francesca Angodage.

La sue elezione ha fatto un po' arrabbiare la precedente <Parona>, Gianna Valerio, che deteneva lo scettro da ormai nove anni e che ha contestato la validità dell'elezione della giovane di origini orientali. In segno di protesta alcune maschere hanno anche disertato il tradizionale corteo per le vie della frazione cittadina in riva all'Adige. Ma la festa è comunque riuscita benissimo ugualmente. Anzi, le polemiche hanno reso ancora più vivace il clima dei festeggiamenti che ormai attirano ogni anno migliaia di visitatori a Parona. Quest'anno sono state distribuite circa 15.000 porzioni di <Renga> con l'immancabile polenta.

Una tradizione ormai cara ai veronesi che con questa festa chiudono i festeggiamenti per il Carnevale, quest'anno più corto del solito per la scadenza di Pasqua il 23 marzo. Risale ormai al 1969 la nascita del Comitato per organizzare la Festa de la Renga, chiamata cos“ dalla distribuzione di aringhe salate e polenta, un piatto in origine poverissimo, destinato a integrare un pochino la dieta monotona e scarsa di proteine di tanti cittadini sparsi tra la città e la provincia. Oggi la <Renga> non è più un piatto povero, anzi, ha anche un certo costo, ed è il protagonista della festa che si svolge il mercoled“ delle Ceneri e chiude il Carnevale. La festa nasce dalla tradizione che affonda la sua radice nel fiume già da quando era navigato da zatterieri e barcaioli costretti nella località di Parona a soste forzate, nei giorni di festa, per la chiusura delle catene (barriere) ai ponte omonimo. Cresce grazie all'usanza che vede, nel primo giorno di Quaresima, il riversarsi dei cittadini con ogni mezzo, a piedi, con il calesse, in bicicletta e alla fine dei 1800 con il trenino della S.A.E.R. (Verona - Caprino), per degustare il buon pesce del Baltico con la crema di mais. Il fiume si trasforma In mare e dal mare viene pescato il buon pesce che grazie ad una tecnica di conservazione particolare arriva in riva all'Adige e sulle sue rive trova una seconda dimora, quella culinaria. Affiancata alla povera pietanza la "Renga", c'è la "Parona" che nella fantasia popolare era l'ostessa che cucinava la pietanza e la offriva ai naviganti dei fiume ospitati nella sua osteria. La festa tradizionale arriva ai giorni nostri magistralmente coordinata dal Comitato Benefico "Festa de la Renga" e dalla collaborazione di gruppi e associazioni locali.
 
         
 
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