Corso
Porta Nuova 96 - 37122 Verona - Tel. +39 045 808 58 09 - Fax
045 594648
NOTIZIE
Il
ritorno degli emigranti
SAN GIOVANNI ILARIONE.
In quasi trecento in piazza Castello riuniti dai Veronesi
nel mondo per ritrovare le proprie radici dopo anni
all'estero
Il ritorno degli emigranti
DOMENICO DAL CERO
di Paola Dalli Cani
«Sait bouken!», cioè benvenuti:
è un saluto cimbro quello che Vito Massalongo,
presidente del Curatorium cimbricum, ha scelto per
accogliere gli oltre 300 ex emigranti protagonisti
domenica scorsa del loro ventiseiesimo raduno. Un
omaggio, quello di Massalongo, scelto per ricordare
le radici degli oltre 25 mila abitanti della Lessinia
che dissero addio con le lacrime agli occhi ed il
cuore spezzato alla loro terra; ma un omaggio che
si vuole rivolgere anche ai tanti ilarionesi trapiantati
nel mondo. L'emigrazione dalla provincia di Verona
ebbe proprio in San Giovanni Ilarione la sua massima
espressione e non a caso l'associazione Veronesi nel
mondo ha scelto questa comunità come sede dell'incontro
organizzato tra gli ex emigranti di tutta la provincia.
Ad attestare questo primato di San Giovanni Ilarione
è, non a caso, il monumento che nella piazza
di Castello ricorda chi se ne andò per combattere
al fronte o per garantire, anche se lontano da casa,
un futuro alla propria famiglia. «Furono proprio
gli emigranti a dare un fondamentale contributo al
progresso di queste zone», ha ricordato durante
la cerimonia il sindaco Domenico Dal Cero, «con il duro lavoro in
terre lontane e con le rimesse, ovvero quei risparmi
mandati in patria alle famiglie per comperare casa
e campi». San Giovanni Ilarione
fu, in questo senso, patria di minatori: non è
un caso se la più grossa comunità ilarionese
all'estero si trova proprio in Belgio. Ed è
infatti a Charleroi che, a fine maggio, traslocherà
la festa delle ciliegie grazie ad un'iniziativa promossa
dal Circolo Valdalpone dei Veronesi nel mondo. Una
festa per i discendenti di chi si chiuse nelle viscere
della terra e non è più tornato, come
invece hanno potuto fare i trecento che si sono dati
appuntamento domenica a Castello. Tutte queste persone,
ha voluto sottolineare Riccardo Ceni, che dell'associazione
Veronesi nel mondo è il presidente, «hanno mandato un messaggio
di speranza, hanno insegnato la voglia di guardare
in positivo al futuro, un messaggio che oggi deve
essere di esempio ai giovani emigranti del terzo millennio>.
Ed è agli ex emigranti associati nei circoli
di Verona pianura, Val d'Alpone, Valpolicella, Lessinia
e Baldo-Garda, che don Antonio Grolli ha voluto dire
grazie durante la messa concelebrata con don Angelo
Sacchiero: «Le radici che affondano
in questa terra hanno portato frutto di laboriosità
nel mondo trasformandolo così nella casa di
ogni uomo».