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    Aut. del Trib. di Verona del 6/6/1974 n.312 - Dir. Resp. Beppe Montresor
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Buon Natale! Buon Anno 2004! Ai migranti veronesi nel mondo!
 

 

Nella vita non si può perdere un Natale perché non si può vivere senza pace e buona volontà!

Natale è anche un giorno di auguri. Un proverbio dice: Natale con i tuoi!

Il primo augurio di diritto è per chi è lontano, per ogni migrante, o immigrato. Come non pensare al Natale di qualche nostro emigrante solo, al Natale di tanti profughi, tanti immigrati?

Ricordo il Natale di un minatore. Lo incontro dopo la messa, all'osteria seduto a un tavolo. Tracanna una bottiglia di birra. Gli batto sulla spalla e mormoro: Buon Natale! Mi fissa con gli occhi rossi : "Grazie! Lo creda, bevo perché un Natale così, da solo, è peggio di una giornata in miniera". Gli occhi rossi si gonfiano di pianto e lo rendono fanciullo: proprio un personaggio da presepio. Anche lui aveva diritto agli auguri di Natale, anche se non era entrato in chiesa. Il primo Natale vissuto da emigrante non si dimentica, soprattutto se si era soli.

Natale è l'avvenimento diventato crocevia della storia, si contano gli anni.

Il Natale c'è perché Dio ama l'uomo e l'uomo ha bisogno di Dio. L'esperienza di Dio non è un lusso o un affare di anime elette ma il vero impegno di ogni uomo. Se non si incontra Dio si vive come si fosse padroni della propria vita, prima o poi ci si compromette o si tradisce. Pensiamo al secolo appena trascorso, nessun secolo ha tanto arrossato di sangue la storia perché è stato il secolo dell'ateismo, delle guerre, delle rivoluzioni.

L'uomo ha bisogno di pane e di una parola di vita eterna.

Il migrante conosce il valore del guadagnarsi il pane, ma la vita è veramente dura se non ci sono degli ideali, se non si sa perché si vive.
L'uomo del nostro tempo ha particolarmente bisogno di una parola di vita eterna perché viviamo nella società del benessere, l'uomo ha tutto, si dona tutto, eppure ha tradito i valori più belli come l'amore, la famiglia, l'onesta, l'amicizia...
Natale doni la fierezza di sentirsi uomo soprattutto se per il pane ha avuto l'umiltà e il coraggio di emigrare.
Il migrante viva NATALE ricordando le tradizioni della sua terra ma sappia anche essere aperto alla cultura della terra che lo accoglie.

BUON NATALE ! La pace nelle famiglie, la buona volontà in ogni cuore!

Otto giorni dopo Natale nasce l'Anno nuovo. Il 2004 possa essere un anno di pace, serenità, salute, benessere.

BUON NATALE! BUON ANNO NUOVO 2004!

Don Walter Soave

 
 
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