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Veneto chiama Ucraina. Per conoscersi meglio
 
Importanti presenze all'incontro organizzato dal Circolo provinciale di Verona dell'Associazione Veneti nel Mondo e dall'Associazione Veronesi nel Mondo


 Il tavolo dei relatori, da sinistra Claudio Beccalossi,
Vittorio Di Dio, Adimaro Moretti degli Adimari,
i consoli Vilskyiy e Sabluk, Giangaetano Poli.


Interventi del Console generale a Milano, Volodymyr Vilskyiy
(per la prima volta a Verona), e dell'imprenditore Giovanni Rana Un primo, importante, utile approccio conoscitivo, in vista di ulteriori obiettivi. E' soprattutto questo il senso dell'incontro "Veneto chiama Ucraina. Nell'inevitabile Grande Europa di domani" che lo scorso 5 dicembre ha avuto luogo presso la Sala Transatlantico della Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Verona. Promosso, organizzato e voluto dal Circolo provinciale di Verona dell'Associazione Veneti nel Mondo e dall'Associazione Veronesi nel Mondo, l'appuntamento è stato realizzato anche con l'apporto degli assessorati alle Relazioni internazionali del Comune, ed alla Pubblica istruzione ed alla Cultura della Provincia.

Tramite l'iniziativa si sono voluti proporre "esempi d'intervento, approcci formativi e reciproche collaborazioni in vista di future Giornate ucraine in terra veneta e Giornate venete in terra ucraina, eventi necessari per propiziare/cementare occasioni costruttive, anche nel segno dell'amicizia tra popoli e culture diverse". In pratica, la conferenza ha dibattuto i rapporti economici, culturali e sociali intercorrenti tra il Veneto (e Verona in particolare) e l'Ucraina, Paese, quest'ultimo, ormai estremo confine orientale dell'Unione Europea (dopo l'entrata di Romania e Bulgaria) ma tassello da integrare a sua volta ed al più presto nella Grande Europa del futuro. L'occasione è servita pure ad individuare e valutare l'interscambio veneto-ucraino del presente e le sue possibilità di sviluppo, instaurando un rapporto pratico e funzionale con le autorità consolari ucraine di Milano, aprendo la strada a forme collaborative quanto mai propizie alla conoscenza dei rispettivi campi d'azione e tracciando un itinerario anche solo nel segno dell'amicizia tra popoli e culture diverse.

Prima di passare la parola agli autorevoli relatori Claudio Beccalossi, segretario del Circolo provinciale di Verona dell'Associazione Veneti nel Mondo nonché curatore e coordinatore dell'incontro, ha voluto "sottolineare l'importanza del convegno/dibattito definito convegno-pilota perché apripista, per molti versi inedito, di rapporti più intensi con il Consolato generale dell'Ucraina (insediato a Milano solo dall'inizio del 2003), visto come tramite, ponte, agevolatore d'un interscambio di diverse, reciproche potenzialità che necessariamente devono ruotare attorno all'asse economico, motore per riflesso degli ambiti culturali e sociali". L'assessore alla Pubblica istruzione ed alla Cultura della Provincia di Verona, Adimaro Moretti degli Adimari, è poi intervenuto anche a nome dell'indisposto Riccardo Borghero (dirigente dell'Area affari economici della C.C.I.A.A. scaligera). "L'Ucraina, pur non essendo uno dei primi partner commerciali dell'Italia, rientra nella lista dei Paesi con cui vi è un vivace scambio commerciale. I rapporti con il Veronese sono in continua crescita anche per l'elevata capacità dei nostri imprenditori di affrontare i mercati esteri, non solo in termini di esportazioni ed importazioni. Nel 2002, l'Italia ha esportato verso l'Ucraina per un importo che s'aggira sui 764 milioni di euro mentre le importazioni hanno quasi raggiunto il miliardo e mezzo di euro. La provincia di Verona ha esportato, nello stesso anno, circa 19 milioni di euro ed importato per più di 39 milioni di euro. Rispetto al 2001 l'export è diminuito del 18,5% nel primo trimestre 2003 mentre è stato registrato un sensibile aumento dell'import pari addirittura al 138,2%. Verona esporta soprattutto macchine per impieghi speciali (2,6 milioni di euro), mobili (1,9 milioni di euro), articoli d'abbigliamento (1,8 milioni di euro). Altre voci rilevanti riguardano macchine per la produzione di energia ed apparecchi per uso domestico. La provincia veronese importa dall'Ucraina prevalentemente ferro, ghisa, acciaio (33,6 milioni di euro), cuoio (2 milioni di euro), pietre da costruzione (1 milione di euro). I dati, quindi, confermano quanto sia importante continuare a lavorare per mantenere e rafforzare i rapporti economici e commerciali con l'Ucraina".

L'assessore provinciale Moretti degli Adimari ha poi voluto "ricordare il messaggio del Papa ai cardinali Lubomyr Husar e Marian Yavorsky nell'anniversario dei settant'anni dalla carestia provocata dall'Unione Sovietica in Ucraina a causa dell'ideologia comunista. Si trattò d'un disumano disegno di sangue, della distruzione di famiglie, del dissesto della compagine sociale, della divisione anche della vita religiosa. Auspichiamo, pertanto, che l'Ucraina sappia portare alla costruzione della causa comune europea la custodia dell'eredità cristiana orientale ed occidentale".

Dopo i saluti dell'assessore alle Relazioni internazionali del Comune di Verona, Giangaetano Poli, e gli interventi dei consoli Vilskyiy e Sabluk (per la prima volta a Verona) sulla loro massima disponibilità nei confronti di quanti, imprenditori ed operatori economici, vogliano introdursi nel mercato ucraino, il microfono è passato a Vittorio Di Dio, responsabile delle Relazioni istituzionali di Veronafiere. "Il nostro polo fieristico è impegnato da molti anni a garantire una sempre maggiore internazionalizzazione alle sue manifestazioni di punta e non a caso può contare su un'organizzazione di delegati che copre oltre 52 Paesi nei cinque continenti. Una delle aree che nei prossimi anni costituirà il core-business dell'ente scaligero sarà certamente quello che vedrà l'allargamento dell'Unione Europea e, più in generale, delle nazioni emergenti dell'Est europeo. In questo scenario evolutivo l'interesse per l'Ucraina è forte ed è determinato non solo dall'apertura verso un mercato dai numeri allettanti, ma specialmente dal dinamismo socio-politico che lo ha caratterizzato negli ultimi anni. Elementi attrattori risultano essere la nuova e ritrovata stabilità politica, la mutata filosofia improntata al libero mercato, la crescita a due cifre del Pil. Radicali cambiamenti, insomma, che il nuovo governo ucraino ha decisamente avviato. Tutto ciò ha portato, negli ultimi anni, ad una presenza sempre più evidente di imprese italiane sia nei campi dell'agroalimentare, della logistica, della distribuzione alimentare, della tecnologia che a quelli dei macchinari e mezzi di trasporto, con un notevole aumento del numero delle aziende italo-ucraine non più a livello di filiali ma di case-madri. Come terzo polo fieristico italiano, Verona intende già da quest'anno essere presente in maniera più decisa alle varie iniziative che si svilupperanno in Ucraina, prime fra tutte quelle che riguarderanno l'agroalimentare, il settore delle macchine per il movimento terra e del marmo. Stiamo infatti riorganizzando la rete dei nostri delegati prevedendo nel prossimo futuro possibilità di facilitazioni nei riguardi della presenza di aziende italiane in Ucraina che, contemporaneamente, avvicinino la nascente imprenditoria dell'ex Repubblica sovietica alle imprese del nostro Paese".

Atteso ed applaudito per le sue impressioni sull'Ucraina tra ricordi di ieri e prospettive d'oggi, Giovanni Rana, presidente del pastificio omonimo, ha quindi dato spazio alla presidente dell'Associazione Amici Senza Frontiere Onlus di Isola Rizza, Laudilia Poli Zoppei. La quale ha illustrato l'attività a favore di bambini ucraini provenienti soprattutto dalle zone contaminate di Chernobyl. Per rimarcare l'impegno dell'associazione, l'assessore provinciale Moretti degli Adimari ha consegnato alla Poli Zoppei, a nome e per conto dell'Associazione Veronesi nel Mondo, una targa in riconoscimento dell'opera di Amici Senza Frontiere che "promuove e cura l'assistenza sviluppando l'aspetto solidaristico verso i bambini in disagio mediante l'ospitalità e l'accoglienza nelle famiglie dei soci".

Altri interventi hanno contraddistinto l'evento: quelli di Emilio Ciapetti (avvocato e professionista in Italia ed in Ucraina), di Tarcisio Bonotto (segretario nazionale dell'Associazione socioculturale Proutist Universal), di Enrico Barletta ("pendolare" tra S. Giovanni Lupatoto e Jalta, in Crimea). Sensibili ascoltatori del richiamo di un'Ucraina che, anche tramite questo convegno, sembra essere un po' più a portata di mano...

Claudio Beccalossi

 
 
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