L’Assessore
regionale ai flussi migratori traccia un primo bilancio
del Progetto s.o.s. Argentina, dell’iniziativa per
far rientrare dal paeselatino-americano alcuni nostri connazionali, e
di altre iniziative.
Assessore Zanon,
in questi primi mesi del 2003 è scattata l’operazione
“S.O.S. Argentina”: come sta andando, e che
idea si è fatto dell’atteggiamento generale
della popolazione veneta nei riguardi dei nostri emigrati
in quel paese?
Come sempre, il
Veneto sta rispondendo con solidarietà concreta
agli appelli che abbiamo lanciato per aiutare i nostri
emigrati argentini, che stanno vivendo questo momento
di grande difficoltà. Siamo già alla fase
operativa, e la nostra Regione, sia a livello di territorio
in generale che per quanto riguarda enti ed istituzioni,
sta dimostrando serietà e capacità. Credo
che questo genere di risposta, di pratica solidarietà,
sia una caratteristica ormai comprovata della nostra gente.
Come procedono
i rientri degli argentini nelle aziende venete? C’è
una buona collaborazione con le imprese, c’è
ancora disponibilità di posti? Di che livello sociale
sono, in genere, le persone che rientrano, e come è
stata affrontata la questione degli alloggi? Si tratta
per lo più di gente professionalmente qualificata?
Le pare che anche dal punto di vista dell’inserimento
sociale le cose procedano bene? Tendenzialmente, tornano
con la famiglia al seguito?
Il “progetto
rientro” prosegue secondo le previsioni, nonostante
le ovvie difficoltà che si incontrano nel rapportarsi
con un Paese in cui la situazione è caotica. I
nostri emigrati rientrano per scaglioni successivi, che
dopo la preselezione e l’acquisizione della documentazione
necessaria, partono per il Veneto con la certezza di trovare
un lavoro stabile ed un alloggio. Vi è grande collaborazione
con le imprese e con le categorie produttive; non solo
con Electrolux Zanussi, con la quale è stato attivato
il “progetto rientro”, che è un’iniziativa
sperimentale, ma anche con tutte le aziende, come la Manni
di Verona, che si sono rivolte allo “sportello rientro”
istituito dalla Regione; tanto che è prevista per
quest’anno un’ulteriore iniziativa regionale
che coinvolgerà tutte le associazioni datoriali,
le quali continuano a manifestare la necessità
di acquisire forza lavoro. Gli emigrati che rientrano
coprono un po’ tutte le categorie sociali, perché
la situazione in Argentina è tale da creare difficoltà
a tutti i ceti. Per quanto riguarda gli alloggi, coloro
che rientrano nell’ambito del “progetto rientro”
hanno la garanzia che per sei mesi la Regione rende disponibile
e sostiene i costi abitativi. Ormai le aziende richiedono
principalmente personale specializzato, e quand’anche
non lo fossero, con le preselezioni si scelgono soggetti
che abbiano i requisiti per poter essere adeguatamente
formati una volta assunti. Sotto il profilo dell’inserimento
sociale, le cose proseguono in modo molto soddisfacente;
del resto stiamo parlando di nostri corregionali o di
loro discendenti, quindi è abbastanza normale la
predisposizione, al di là dei problemi pratici,
ad inserirsi nel contesto sociale veneto. La prima positiva
emergenza a cui abbiamo fatto volentieri fronte è
stata quella della volontà, manifestata da subito,
di portare nel Veneto anche le famiglie: segno evidente
della positività dell’iniziativa e della
volontà di chi rientra di reinserirsi completamente
nel tessuto sociale veneto.
Sportelli informativi:
ne sono già stati istituiti, anche in questo caso
c’è collaborazione con Province ed Enti?
L’attività
degli sportelli prosegue secondo le previsioni e gli auspici,
tanto che i due sportelli sperimentali per guidare il
rientro da Argentina, Cile e Brasile, sono divenuti elementi
portanti e irrinunciabili delle iniziative di assistenza
e sostegno promosse dalla Regione. La recentissima legge
regionale per i Veneti nel Mondo prevede l’istituzione
di uno sportello per ogni provincia.
Informazione
tra le nostre comunità nel mondo: ce n’è
a sufficienza, va ‘inventata’ o migliorata?
Sicuramente l’esigenza
di informazione alle nostre comunità venete è
fortemente sentita dai vari circoli ed associazioni. Anche
la Regione farà la sua parte a fianco di chi è
già attivo in questo campo, con la realizzazione
di un notiziario regionale. E’ poi importante che
la tipologia della comunicazione sia costantemente aggiornata
per rispondere in modo compiuto alle aspettative dei nostri
corregionali sparsi nel mondo.
Ci sono altri
Paesi, a parte l’Argentina, cui la Regione guarda
con particolare attenzione e preoccupazione per i nostri
emigrati?
La Regione guarda
con attenzione a tutti i Paesi nei quali si è spinta
la nostra emigrazione. Certo è che la situazione
di tutto il Sudamerica, ad eccezione forse del solo Cile,
desta molte preoccupazioni, non solo per l’Argentina,
ma, per esempio, anche per il Brasile, il Venezuela, l’Uruguay,
la Bolivia, tutte aree di grande instabilità.
Vi sono Conferenze
d’Area previste a breve scadenza?
A giugno è
prevista la prossima Conferenza d’Area dei Veneti
del Nordamerica, che si terrà in Canada, e si collegherà
alle tante iniziative programmate per quest’anno
in quello Stato.
Si è parlato
della possibilità di promuovere ufficiali riconoscimenti
a nostri corregionali che si sono fatti onore all’estero…
Sì, con
la nuova legge è prevista la possibilità,
da quest’anno, di conferire particolari riconoscimenti
ai nostri corregionali residenti all’estero che
si sono particolarmente contraddistinti. Finalmente un
segno tangibile del riconoscimento e della gratitudine
nei confronti di chi tiene alto fuori dai confini nazionali
il prestigio ed il nome della terra natìa. Per
ora speciali riconoscimenti sono andati a cinque famiglie
venete delle vittime della tragedia di Marcinelle, in
Belgio nel 1956.
Voto alle elezioni
regionali per gli italiani all’estero: sarà
nel nuovo Statuto?
Ho da tempo proposto
che nel nuovo Statuto Regionale sia fatto specifico riferimento
al diritto di voto per gli Italiani residenti all’estero.
E’ chiaro che le modalità attraverso cui
questo diritto va esercitato vanno individuate con norme
nazionali, ma è fondamentale che anche la Regione
Veneto sancisca il principio per cui i nostri corregionali
residenti all’estero hanno il sacrosanto diritto
di partecipare non solo alla elezione del Parlamento,
ma anche alla scelta del Governatore regionale.