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    Aut. del Trib. di Verona del 6/6/1974 n.312 - Dir. Resp. Beppe Montresor
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Intervista all’Assessore Raffaele Zanon
 

L’Assessore regionale ai flussi migratori traccia un primo bilancio del Progetto s.o.s. Argentina, dell’iniziativa per far rientrare dal paese  latino-americano alcuni nostri connazionali, e di altre iniziative.


 

Assessore Zanon, in questi primi mesi del 2003 è scattata l’operazione “S.O.S. Argentina”: come sta andando, e che idea si è fatto dell’atteggiamento generale della popolazione veneta nei riguardi dei nostri emigrati in quel paese?

Come sempre, il Veneto sta rispondendo con solidarietà concreta agli appelli che abbiamo lanciato per aiutare i nostri emigrati argentini, che stanno vivendo questo momento di grande difficoltà. Siamo già alla fase operativa, e la nostra Regione, sia a livello di territorio in generale che per quanto riguarda enti ed istituzioni, sta dimostrando serietà e capacità. Credo che questo genere di risposta, di pratica solidarietà, sia una caratteristica ormai comprovata della nostra gente.

Come procedono i rientri degli argentini nelle aziende venete? C’è una buona collaborazione con le imprese, c’è ancora disponibilità di posti? Di che livello sociale sono, in genere, le persone che rientrano, e come è stata affrontata la questione degli alloggi? Si tratta per lo più di gente professionalmente qualificata? Le pare che anche dal punto di vista dell’inserimento sociale le cose procedano bene? Tendenzialmente, tornano con la famiglia al seguito?

Il “progetto rientro” prosegue secondo le previsioni, nonostante le ovvie difficoltà che si incontrano nel rapportarsi con un Paese in cui la situazione è caotica. I nostri emigrati rientrano per scaglioni successivi, che dopo la preselezione e l’acquisizione della documentazione necessaria, partono per il Veneto con la certezza di trovare un lavoro stabile ed un alloggio. Vi è grande collaborazione con le imprese e con le categorie produttive; non solo con Electrolux Zanussi, con la quale è stato attivato il “progetto rientro”, che è un’iniziativa sperimentale, ma anche con tutte le aziende, come la Manni di Verona, che si sono rivolte allo “sportello rientro” istituito dalla Regione; tanto che è prevista per quest’anno un’ulteriore iniziativa regionale che coinvolgerà tutte le associazioni datoriali, le quali continuano a manifestare la necessità di acquisire forza lavoro. Gli emigrati che rientrano coprono un po’ tutte le categorie sociali, perché la situazione in Argentina è tale da creare difficoltà a tutti i ceti. Per quanto riguarda gli alloggi, coloro che rientrano nell’ambito del “progetto rientro” hanno la garanzia che per sei mesi la Regione rende disponibile e sostiene i costi abitativi. Ormai le aziende richiedono principalmente personale specializzato, e quand’anche non lo fossero, con le preselezioni si scelgono soggetti che abbiano i requisiti per poter essere adeguatamente formati una volta assunti. Sotto il profilo dell’inserimento sociale, le cose proseguono in modo molto soddisfacente; del resto stiamo parlando di nostri corregionali o di loro discendenti, quindi è abbastanza normale la predisposizione, al di là dei problemi pratici, ad inserirsi nel contesto sociale veneto. La prima positiva emergenza a cui abbiamo fatto volentieri fronte è stata quella della volontà, manifestata da subito, di portare nel Veneto anche le famiglie: segno evidente della positività dell’iniziativa e della volontà di chi rientra di reinserirsi completamente nel tessuto sociale veneto.

Sportelli informativi: ne sono già stati istituiti, anche in questo caso c’è collaborazione con Province ed Enti?

L’attività degli sportelli prosegue secondo le previsioni e gli auspici, tanto che i due sportelli sperimentali per guidare il rientro da Argentina, Cile e Brasile, sono divenuti elementi portanti e irrinunciabili delle iniziative di assistenza e sostegno promosse dalla Regione. La recentissima legge regionale per i Veneti nel Mondo prevede l’istituzione di uno sportello per ogni provincia.

Informazione tra le nostre comunità nel mondo: ce n’è a sufficienza, va ‘inventata’ o migliorata?

Sicuramente l’esigenza di informazione alle nostre comunità venete è fortemente sentita dai vari circoli ed associazioni. Anche la Regione farà la sua parte a fianco di chi è già attivo in questo campo, con la realizzazione di un notiziario regionale. E’ poi importante che la tipologia della comunicazione sia costantemente aggiornata per rispondere in modo compiuto alle aspettative dei nostri corregionali sparsi nel mondo.

Ci sono altri Paesi, a parte l’Argentina, cui la Regione guarda con particolare attenzione e preoccupazione per i nostri emigrati?

La Regione guarda con attenzione a tutti i Paesi nei quali si è spinta la nostra emigrazione. Certo è che la situazione di tutto il Sudamerica, ad eccezione forse del solo Cile, desta molte preoccupazioni, non solo per l’Argentina, ma, per esempio, anche per il Brasile, il Venezuela, l’Uruguay, la Bolivia, tutte aree di grande instabilità.

Vi sono Conferenze d’Area previste a breve scadenza?

A giugno è prevista la prossima Conferenza d’Area dei Veneti del Nordamerica, che si terrà in Canada, e si collegherà alle tante iniziative programmate per quest’anno in quello Stato.

Si è parlato della possibilità di promuovere ufficiali riconoscimenti a nostri corregionali che si sono fatti onore all’estero…

Sì, con la nuova legge è prevista la possibilità, da quest’anno, di conferire particolari riconoscimenti ai nostri corregionali residenti all’estero che si sono particolarmente contraddistinti. Finalmente un segno tangibile del riconoscimento e della gratitudine nei confronti di chi tiene alto fuori dai confini nazionali il prestigio ed il nome della terra natìa. Per ora speciali riconoscimenti sono andati a cinque famiglie venete delle vittime della tragedia di Marcinelle, in Belgio nel 1956.

Voto alle elezioni regionali per gli italiani all’estero: sarà nel nuovo Statuto?

Ho da tempo proposto che nel nuovo Statuto Regionale sia fatto specifico riferimento al diritto di voto per gli Italiani residenti all’estero. E’ chiaro che le modalità attraverso cui questo diritto va esercitato vanno individuate con norme nazionali, ma è fondamentale che anche la Regione Veneto sancisca il principio per cui i nostri corregionali residenti all’estero hanno il sacrosanto diritto di partecipare non solo alla elezione del Parlamento, ma anche alla scelta del Governatore regionale.

 
 
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