Intervista
a Sergio Ruzzenente: “Dobbiamo valorizzare
di più i nostri ex-emigrati”
Sergio Ruzzenente,
vicepresidente dell’Associazione Veronesi nel Mondo
delegato dal Comune di Verona, è da tanti anni
una colonna fondamentale nel rapporto tra la città
e i nostri emigrati. Personaggio a tutto tondo, unisce
l’impegno politico alla passione per lo sport. Ci
piace ricordare che recentemente ha ricevuto il significativo
“Premio Fair Play” (insieme al giocatore del
Chievo Daniel Andersson e a Camillo Cametti, altro uomo
politico che ha dedicato la sua vita allo sport) dal Panathlon
Club, un riconoscimento che ha avuto anche l’investitura
ufficiale dell’assessorato allo Sport del Comune
di Verona, guidato da Luciano Guerrini. Il premio a Ruzzenente,
da tanti anni impegnato nella diffusione del rugby nel
veronese, ha voluto sottolineare il suo valore nel trasmettere
quei valori di lealtà, coraggio, spirito di amicizia
e collaborazione tipici di questa disciplina sportiva.
Abbiamo chiesto
al nostro vicepresidente un piccolo riassunto della sua
attività politica, e di spiegarci la genesi della
sua vicinanza ai Veronesi nel Mondo
Sono entrato in
politica come consigliere comunale di San Pietro in Cariano,
in Valpolicella, e lì ho svolto tutta la trafila:
consigliere, assessore, vicesindaco e sindaco, nelle fila
della DC. Politicamente, ma soprattutto a livello di amicizia
personale, ero legato ad Attilio Beghini, scomparso prematuramente,
allora presidente dell’Associazione Veronesi nel
Mondo. Tramite lui mi ci sono avvicinato e…sono
ancora qui. Il legame con l’associazione si è
fatto ancora più ‘istituzionale’, possiamo
dire, quando negli anni ’90 sono diventato assessore
alla Cultura nell’amministrazione provinciale di
Verona. Adesso sono consigliere comunale nell’amministrazione
Zanotto, eletto nell’ambito della Margherita. Dalla
Giunta ho ricevuto la delega di rappresentare Palazzo
Barbieri all’interno dell’associazione.
Qual è
il ricordo più intenso che ha, nel suo lungo rapporto
con i Veronesi nel Mondo?
Forse la mia prima
esperienza in Sudafrica, una ventina d’anni fa,
a Johannesburg, Città del Capo, Pretoria. Rimasi
molto colpito dall’impegno nei nostri emigranti,
a fianco delle Missioni Stimmatine, in favore dell’emancipazione
e della solidarietà con la popolazione nera, tuttora
toccata da indigenza e malavita. Ma i ricordi belli sono
tantissimi, i contatti con i nostri emigrati in Australia,
in Francia…
Le pare che da
parte della Giunta Zanotto vi sia buona attenzione nei
confronti della nostra associazione? Sono stati presi
impegni concreti?
L’attenzione
sicuramente è notevole, anche a livello personale,
da parte del sindaco Zanotto, degli assessori Poli e Sartori.
Essendo a capo dell’amministrazione da poco tempo,
si stanno ancora studiando nuove forme di collaborazione
e di iniziativa. Dal punto di vista dei contributi, per
il 2003 è stata confermata la somma erogata dall’amministrazione
precedente in favore della nostra associazione, e cioè
dieci milioni di vecchie lire. Anche nei confronti dei
nostri connazionali d’Argentina si sta pensando
a qualche forma di intervento.
Quali sono a suo
parere gli aspetti su cui maggiormente dobbiamo lavorare
per i nostri emigrati, e che impressione ha tratto dalle
recenti iniziative per il trentennale della nostra associazione?
Penso che rimanga
sempre fondamentale il lavoro del volontariato per i collegamenti
tra gli amministratori e i nostri associati, affinché
le procedure burocratiche risultino snellite e si possano
dare risposte precise alle varie domande dei nostri connazionali
all’estero. E anche in questo senso ritengo che
vadano sempre più valorizzati il lavoro e le competenze
acquisite “sul campo” dai nostri ex-emigrati
presenti sul territorio. Anche nel corso delle manifestazioni
per il 30° anniversario dell’associazione, promosse
con grande impegno ed efficacia dal Presidente Valente,
abbiamo potuto rilevare il fondamentale ruolo di trait-d’union
che gli ex-emigrati svolgono con i Veronesi nel Mondo.