Qui Chievo: Qualche distrazione ma la favola
continua
Sì, domenica
scorsa 23 febbraio, come ha scritto anche l’ottimo
Raffaele Tomelleri dell’”Arena”, il
Chievo si è preso una piccola vacanza, a Modena
è andato con le gambe molli (anche per colpa di
un virus influenzale che in questi giorni ha messo molti
italiani a letto, e ha disturbato la notte precedente
alla partita di Moro e Luciano), e così è
incappato in una sconfitta senza attenuanti. 1 a 0 per
i canarini, che avevano assolutamente bisogno dei tre
punti per risollevarsi da un periodo negativo e allontanarsi
un po’ da una zona retrocessione pericolosamente
avvicinatasi dopo un bel girone d’andata. Gli emiliani
hanno ritrovato nell’occasione il loro migliore
talento, Sculli, tornato al gol dopo un lungo digiuno
e tanta panchina.
Per la verità
il Chievo avrebbe avuto da recriminare, perché
la rete del giovane attaccante (futuro juventino, come
Miccoli del Perugia) è stata realizzata probabilmente
in fuorigioco, e alla squadra della Diga è stato
invece negato un evidente rigore per fallo di mano in
area di un difensore modenese su tiro di Oliver Bierhoff.
Ma Gigi Del Neri, come sua apprezzata abitudine, non si
è nascosto dietro gli errori arbitrali del signor
Rosetti di Torino; ha detto semplicemente che il Chievo
ha meritato di perdere perché il Modena ha cercato
di più la vittoria. Punto e basta. Lucido e serio
come sempre, il mister gialloblù. Insomma, non
sarà facile, per Corini e compagni (ecco, a Modena
mancava il ‘capitano’, e ancora una volta
la sua assenza si è fatta sentire: anche quando
non è il migliore in campo, Corini è una
figura che dà sicurezza, equilibrio e stimolo alla
squadra. Un giocatore davvero “a tutto tondo”.
Speriamo che rimanga anche l’anno prossimo, anzi,
che arrivi a chiudere la carriera in serie A con il Chievo),
mantenere le posizioni da Uefa. Ma secondo noi i ragazzi
sono tutt’altro che ‘spompi’ e le possibilità
le hanno. A cominciare da domenica prossima, quando non
dovrebbero scappare i tre punti (mai mettere le mani avanti,
però…) nell’incontro casalingo con
il derelitto Torino, che proprio oggi ha presentato la
sua terza panchina della stagione su cui siederà
l’accoppiata di ex-glorie granata Zaccarelli-Ferri
(‘Zacca’ è stato anche protagonista
di un’indimenticabile stagione al Verona negli anni
’70, da cui si sarebbe poi proiettato nell’eccezionale
Toro di Radice, Claudio Sala, Eraldo Pecci, del tandem
Pulici-Graziani. Auguri a Zaccarelli, ma ci pare che il
Torino di quest’anno sia davvero poca cosa. Meglio
che comincino già a pensare al futuro, pur se il
“cuore granata” è sempre duro a morire).
E poi il Chievo
ha dimostrato, anche recentemente, di essere tutt’altro
che un giocattolo rotto. Ha giocato molto bene in casa
con la Lazio (1 a 1), a Brescia (0 a 0, contro una formazione
in gran forma e un Roby Baggio gasatissimo. Anche gli
uomini di Mazzone, quest’anno, avrebbero le potenzialità
per la Uefa), e ancora in casa contro l’Inter prima
in classifica (vittoria, meritatissima, per 2 a 1). In
difesa si staglia sempre di più la figura di Nicola
Legrottaglie, per tutti ormai diventato “Il Duca”
in virtù della sua eleganza, sul tipo di quella
di Nesta. Per lui, dopo quella della Nazionale, è
prevedibile, l’anno prossimo, la maglia di una ‘grande’.
Solido a centrocampo con Corini e Perrotta, il mese scorso
il Chievo ha perso Massimo Marazzina, ceduto alla Roma.
E qui vogliamo dire due parole. Marazzina se n’è
andato per lo scarso feeling con Del Neri, che in qualche
occasione aveva ‘osato’ metterlo in panchina.
Marazzina è un buon attaccante, dotato di velocità,
senso tattico, discreto tocco di palla. Al Chievo ha dato
molto, ma non si tratta di un insostituibile fuoriclasse.
Il mister, con la saggezza e l’equilibrio che ce
lo hanno fatto apprezzare dall’inizio, lo ha trattato
esattamente come tutti gli altri. Marazzina questo non
l’ha capito, ha peccato di presunzione, e a nostro
giudizio corre il rischio di fare ancor più panchina
a Roma, dove deve disputarsi il posto con gente come Montella,
Del Vecchio, Cassano.
Abbiamo perso
un elemento di valore, ma riteniamo che tra Federico Cossato,
Bierhoff, Pellissier (davvero una bellissima sorpresa
questo ragazzo proveniente dalla C), Beghetto, e dai centrocampisti,
i gol possano continuare ad arrivare. E chiudiamo con
la nota per noi più bella e positiva di queste
ultime giornate. Il ritorno al calcio giocato di Eriberto,
ora Luciano. Il brasiliano, a dispetto della lunga sosta
per le note vicende burocratiche, ha dimostrato di avere
ancora la velocità e il dribbling vincenti. Crediamo
davvero che al Bentegodi, un paio di settimane fa, il
presidente dell’Inter, Massimo Moratti, abbia visto
in Luciano il…fantasma di Jair, indimenticabile
ala dello squadrone di Helenio Herrera. E probabilmente
farà di tutto per portarselo in nerazzurro.