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    Aut. del Trib. di Verona del 6/6/1974 n.312 - Dir. Resp. Beppe Montresor
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Qui Chievo: Qualche distrazione ma la favola continua
 

Sì, domenica scorsa 23 febbraio, come ha scritto anche l’ottimo Raffaele Tomelleri dell’”Arena”, il Chievo si è preso una piccola vacanza, a Modena è andato con le gambe molli (anche per colpa di un virus influenzale che in questi giorni ha messo molti italiani a letto, e ha disturbato la notte precedente alla partita di Moro e Luciano), e così è incappato in una sconfitta senza attenuanti. 1 a 0 per i canarini, che avevano assolutamente bisogno dei tre punti per risollevarsi da un periodo negativo e allontanarsi un po’ da una zona retrocessione pericolosamente avvicinatasi dopo un bel girone d’andata. Gli emiliani hanno ritrovato nell’occasione il loro migliore talento, Sculli, tornato al gol dopo un lungo digiuno e tanta panchina.

Per la verità il Chievo avrebbe avuto da recriminare, perché la rete del giovane attaccante (futuro juventino, come Miccoli del Perugia) è stata realizzata probabilmente in fuorigioco, e alla squadra della Diga è stato invece negato un evidente rigore per fallo di mano in area di un difensore modenese su tiro di Oliver Bierhoff. Ma Gigi Del Neri, come sua apprezzata abitudine, non si è nascosto dietro gli errori arbitrali del signor Rosetti di Torino; ha detto semplicemente che il Chievo ha meritato di perdere perché il Modena ha cercato di più la vittoria. Punto e basta. Lucido e serio come sempre, il mister gialloblù. Insomma, non sarà facile, per Corini e compagni (ecco, a Modena mancava il ‘capitano’, e ancora una volta la sua assenza si è fatta sentire: anche quando non è il migliore in campo, Corini è una figura che dà sicurezza, equilibrio e stimolo alla squadra. Un giocatore davvero “a tutto tondo”. Speriamo che rimanga anche l’anno prossimo, anzi, che arrivi a chiudere la carriera in serie A con il Chievo), mantenere le posizioni da Uefa. Ma secondo noi i ragazzi sono tutt’altro che ‘spompi’ e le possibilità le hanno. A cominciare da domenica prossima, quando non dovrebbero scappare i tre punti (mai mettere le mani avanti, però…) nell’incontro casalingo con il derelitto Torino, che proprio oggi ha presentato la sua terza panchina della stagione su cui siederà l’accoppiata di ex-glorie granata Zaccarelli-Ferri (‘Zacca’ è stato anche protagonista di un’indimenticabile stagione al Verona negli anni ’70, da cui si sarebbe poi proiettato nell’eccezionale Toro di Radice, Claudio Sala, Eraldo Pecci, del tandem Pulici-Graziani. Auguri a Zaccarelli, ma ci pare che il Torino di quest’anno sia davvero poca cosa. Meglio che comincino già a pensare al futuro, pur se il “cuore granata” è sempre duro a morire).

E poi il Chievo ha dimostrato, anche recentemente, di essere tutt’altro che un giocattolo rotto. Ha giocato molto bene in casa con la Lazio (1 a 1), a Brescia (0 a 0, contro una formazione in gran forma e un Roby Baggio gasatissimo. Anche gli uomini di Mazzone, quest’anno, avrebbero le potenzialità per la Uefa), e ancora in casa contro l’Inter prima in classifica (vittoria, meritatissima, per 2 a 1). In difesa si staglia sempre di più la figura di Nicola Legrottaglie, per tutti ormai diventato “Il Duca” in virtù della sua eleganza, sul tipo di quella di Nesta. Per lui, dopo quella della Nazionale, è prevedibile, l’anno prossimo, la maglia di una ‘grande’. Solido a centrocampo con Corini e Perrotta, il mese scorso il Chievo ha perso Massimo Marazzina, ceduto alla Roma. E qui vogliamo dire due parole. Marazzina se n’è andato per lo scarso feeling con Del Neri, che in qualche occasione aveva ‘osato’ metterlo in panchina. Marazzina è un buon attaccante, dotato di velocità, senso tattico, discreto tocco di palla. Al Chievo ha dato molto, ma non si tratta di un insostituibile fuoriclasse. Il mister, con la saggezza e l’equilibrio che ce lo hanno fatto apprezzare dall’inizio, lo ha trattato esattamente come tutti gli altri. Marazzina questo non l’ha capito, ha peccato di presunzione, e a nostro giudizio corre il rischio di fare ancor più panchina a Roma, dove deve disputarsi il posto con gente come Montella, Del Vecchio, Cassano.

Abbiamo perso un elemento di valore, ma riteniamo che tra Federico Cossato, Bierhoff, Pellissier (davvero una bellissima sorpresa questo ragazzo proveniente dalla C), Beghetto, e dai centrocampisti, i gol possano continuare ad arrivare. E chiudiamo con la nota per noi più bella e positiva di queste ultime giornate. Il ritorno al calcio giocato di Eriberto, ora Luciano. Il brasiliano, a dispetto della lunga sosta per le note vicende burocratiche, ha dimostrato di avere ancora la velocità e il dribbling vincenti. Crediamo davvero che al Bentegodi, un paio di settimane fa, il presidente dell’Inter, Massimo Moratti, abbia visto in Luciano il…fantasma di Jair, indimenticabile ala dello squadrone di Helenio Herrera. E probabilmente farà di tutto per portarselo in nerazzurro.

 
 
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