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    Aut. del Trib. di Verona del 6/6/1974 n.312 - Dir. Resp. Beppe Montresor
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Qui Verona: Hellas, navigazione più tranquilla
 

Diciamo la verità: speravamo che il centenario di vita dell’Hellas, fondato da professori e studenti del glorioso Liceo “Maffei” nel lontanissimo 1903, potesse essere festeggiato in ben altri termini. Una città come Verona, una delle poche provinciali arrivate a vincere uno scudetto (nel non lontanissimo 1985), e ad essere per alcuni anni stabilmente tra le ‘grandi’ (com’è accaduto, più recentemente, al Parma), si merita assolutamente di giocare in serie A, di avere tra le sue fila calciatori di alto livello, di regalare al suo pubblico, se non scudetto e zona Uefa, almeno il piacere di scontrarsi con Inter, Juventus, Milan, Roma. E invece, fino a qualche settimana fa, dovevamo fare addirittura i conti con la paura di retrocedere in serie C, una ‘vergogna’ in cui, in cento anni di storia, il Verona è incappato una sola volta, negli anni del secondo conflitto mondiale.

Sapete da tempo come la pensiamo. Pensiamo che la dirigenza gialloblù, negli ultimi anni, non sia stata all’altezza della tradizione e del compito, e che abbia avuto anche abbastanza fortuna a far rimanere l’Hellas in serie A fino all’anno scorso. Pensiamo che lo ‘sfacelo’ della squadra sia cominciato tre anni fa, quando il presidente Pastorello fece sì che se ne andasse Prandelli, e con lui un bel giocattolo che, con un paio di ritocchi, avrebbe sì potuto ambire a posizioni da Coppa Uefa. Ma ormai è storia passata, tant’è, e non vogliamo rinfocolare polemiche. In questi giorni sembra si stia arrivando ad un passaggio di consegne tra lo stesso Pastorello e una cordata capeggiata da un imprenditore veronese, Claudio Paiola, già sponsor dell’Hellas.

Siamo anche noi tra coloro che ritengono positivo un cambio della guardia ai vertici dell’Hellas. Siamo anche contenti che il nuovo, possibile presidente, sia veronese. Crediamo, in genere, che il presidente di una squadra di calcio di serie A, con una tradizione come quella del Verona, non debba essere soltanto un manager capace di far tornare i conti dal punto di vista economico. Deve esserci anche la passione, la consapevolezza di rappresentare orgoglio e ambizioni di tutta una città. A noi piacciono gli uomini come Moratti, uno che per l’Inter, da anni, ci mette l’anima e il cuore con un’ostinazione quasi incredibile. Ovvio che non si può pretendere qualcosa del genere a Verona, in termini di investimenti, ma ci auguriamo che chiunque sia il nuovo ‘padrone’ dell’Hellas sia animato da spinte simili, con le debite proporzioni. Vedremo nelle prossime settimane, comunque, se effettivamente si arriverà ad una nuova dirigenza.

Per quest’anno, come ha detto sin dall’inizio il mister Alberto Malesani, ci accontentiamo di arrivare alla salvezza, di vedere ogni tanto qualche bella partita, e di valorizzare qualcuno dei tanti giovani che oggi giocano tra i gialloblù.

Domenica scorsa il Verona ha vinto, di misura (1 a 0), il derby con il Venezia di mister Bellotto. Anche i neroverdi, dopo l’addio del presidente Zamparini (ora ‘padrone’ del Palermo), hanno subìto un ridimensionamento. Dal Bentegodi niente di eccezionale, ma nelle ultime gare l’Hellas ha mostrato più equilibrio, più solidità, e punticino dopo punticino si trova adesso più o meno a metà classifica, con sei punti sulla quart’ultima, il derelitto Napoli del ‘professor’ Scoglio. Intendiamoci, bisogna continuare a fare molta attenzione, perché già domenica prossima a Catania, contro una formazione decisamente deboluccia (a parte il vecchio goleador Oliveira, già protagonista di A con il Cagliari e la Juve), non si può perdere. Il Catania è dietro di noi, così come sono dietro di noi il Napoli, appunto, e il Bari. Squadre che in teoria avrebbero dovuto combattere per la serie A, e che sono comunque avversarie pericolose se non altro per il nome che portano.

Nelle ultime due partite è tornato a segnare Max Vieri, fratello del ‘ciclone’ Bobo. Non è un campione, diciamocelo chiaro. Però la mentalità da ‘bisonte’ dell’area ce l’ha, è uno che si impegna, e l’anno scorso ad Ancona ha fatto caterve di gol. Speriamo che riesca a farne tanti in questa seconda parte del campionato. Oddio, un po’ tutto il Verona di quest’anno non abbonda di fenomeni. C’è Vincenzo Italiano, che ha le qualità per essere un giocatore da serie A. In potenza lo sarebbe anche Martino Melis, che però forse non ha enorme personalità. Per il resto, una pattuglia di giovani. Qualcuno, e diciamo soprattutto il piccolo ma sgusciante Cossu, sembra avere buone potenzialità. Gli altri, per ora, se la cavano, alternando buone prestazioni a notevoli ingenuità. Malesani, poverino, fa il possibile, e gli va riconosciuto un certo coraggio (e una buona dose di umiltà) nell’aver accettato di condurre (lui proveniente da Fiorentina e Parma) un’”armata” di ragazzini (accettando anche una notevole riduzione di stipendio).

Concludendo, il miglior augurio che ci sentiamo di fare al Mister è quello di riuscire a ‘traghettare’ il Verona del centenario alla salvezza, sperando in un cambio di marcia con una nuova dirigenza. E chissà che nel frattempo qualcuno dei giovani virgulti di gialloblù riesca a dimostrarsi calciatore di razza.

 

Buon centenario Hellas Verona!

 
 
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