Ricordando
Attilio Beghini. A dieci anni dalla
scomparsa.
Fu tra i promotori dell’Associazione Veronesi
nel Mondo, e suo Presidente dal 1976 fino al ’94,
anno della sua prematura scomparsa
Nel nostro tempo ci sono
anche le celebrazioni delle “Giornate della Memoria”,
un’iniziativa intelligente, di grande spessore
storico, con proiezioni nel futuro.
La storia è la maestra della vita se certi valori
non si dimenticano e si trasmettono alle generazioni
alle quali si passa la mano.
La nostra è anche terra di migranti, per rendersi
conto del fenomeno basti pensare che gli Italiani nel
Mondo sono forse in numero maggiore degli Italiani in
Patria.
Attilio Beghini al microfono.
Il fenomeno migratorio è stato
soprattutto vissuto dopo le due guerre mondiali, orientandosi
in prima scelta verso i paesi del Sudamerica, e dopo
la seconda guerra mondiale all’Europa, al Canada,
all’Australia.
Un’espressione dice bene del
dramma di chi parte: “Partire è un po’
morire”! Si parte con l’agonia nell’anima…la
tristezza nel cuore: bisogna rifarsi la vita e ogni
migrante è un eroe della vita.
Il fenomeno migratorio ha avuto i suoi
profeti, anime elette che hanno attirato l’attenzione
su questo dramma invitando la società, la Chiesa,
a condividerlo: la Santa Cabrini, lo Scalabrini.
La Chiesa ha scritto una delle più
belle pagine della sua storia di carità donando
ai migranti missionari, anime religiose e laiche che
sono stati i punti di riferimento dei migranti. Anche
in Patria ci si rese conto che il migrante era “Italiano
all’estero”, “un figlio della Chiesa”.
Sorsero le varie Associazioni degli
Italiani all’Estero; una vera benedizione per
i migranti che non si sentirono più dimenticati
e non dovevano pensare all’Italia solo con melanconia
che faceva male all’anima, al cuore.
Anche a Verona nacque l’Associazione
Veronesi nel Mondo. Era il 1972.
L’iniziativa si deve ad Attilio
Beghini di San Floriano di Valpolicella, che poi ne
fu per quasi vent’anni Presidente. Un figlio della
sua terra, della nostra gente di forte tradizione cristiana,
di impegno politico e sociale.
Militante cattolico, la fede l’aveva
ricevuta e imparato a viverla in famiglia, e nella fede
trovò anche l’ispirazione e l’iniziativa
per condividere il dramma dei nostri migranti veronesi.
Impegnato nella politica e nel sociale,
si servì del suo ruolo per donare all’Associazione
Veronesi nel Mondo non solo la possibilità di
nascere, ma anche di crescere e di farsi conoscere tra
i Veronesi nel Mondo.
Attilio Beghini era un forte organizzatore,
capiva i problemi, le difficoltà, che affrontava
subito con determinazione e chiarezza.
Attilio sapeva creare amicizia, legami,
profondendo impegno, responsabilità, e dando
soddisfazioni. Sorsero Circoli in tutti i continenti,
nasceva una realtà, una speranza nuova per i
Veronesi nel Mondo. Lui voleva che l’Associazione
fosse pure al servizio dei problemi dei nostri migranti.
Si rese conto dei problemi e delle speranze dei nostri
migranti visitandoli, e invogliandoli a tornare a rivedere
Verona o il proprio paese.
Incoraggiò e sostenne l’organizzazione
di gruppi di migranti rientrati in Patria.
La morte lo colse nel vigore della
vita, delle sue attività di fede soprattutto
politico-sociali, con particolare attenzione all’Associazione
Veronesi nel Mondo che con nobile iniziativa vuol ricordarlo
nel decimo anniversario della morte.