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    Aut. del Trib. di Verona del 6/6/1974 n.312 - Dir. Resp. Beppe Montresor
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Ricordando Attilio Beghini. A dieci anni dalla scomparsa.
 

Fu tra i promotori dell’Associazione Veronesi nel Mondo, e suo Presidente dal 1976 fino al ’94, anno della sua prematura scomparsa

Nel nostro tempo ci sono anche le celebrazioni delle “Giornate della Memoria”, un’iniziativa intelligente, di grande spessore storico, con proiezioni nel futuro.
La storia è la maestra della vita se certi valori non si dimenticano e si trasmettono alle generazioni alle quali si passa la mano.
La nostra è anche terra di migranti, per rendersi conto del fenomeno basti pensare che gli Italiani nel Mondo sono forse in numero maggiore degli Italiani in Patria.


Attilio Beghini al microfono.

 

Il fenomeno migratorio è stato soprattutto vissuto dopo le due guerre mondiali, orientandosi in prima scelta verso i paesi del Sudamerica, e dopo la seconda guerra mondiale all’Europa, al Canada, all’Australia.

Un’espressione dice bene del dramma di chi parte: “Partire è un po’ morire”! Si parte con l’agonia nell’anima…la tristezza nel cuore: bisogna rifarsi la vita e ogni migrante è un eroe della vita.

Il fenomeno migratorio ha avuto i suoi profeti, anime elette che hanno attirato l’attenzione su questo dramma invitando la società, la Chiesa, a condividerlo: la Santa Cabrini, lo Scalabrini.

La Chiesa ha scritto una delle più belle pagine della sua storia di carità donando ai migranti missionari, anime religiose e laiche che sono stati i punti di riferimento dei migranti. Anche in Patria ci si rese conto che il migrante era “Italiano all’estero”, “un figlio della Chiesa”.

Sorsero le varie Associazioni degli Italiani all’Estero; una vera benedizione per i migranti che non si sentirono più dimenticati e non dovevano pensare all’Italia solo con melanconia che faceva male all’anima, al cuore.

Anche a Verona nacque l’Associazione Veronesi nel Mondo. Era il 1972.

L’iniziativa si deve ad Attilio Beghini di San Floriano di Valpolicella, che poi ne fu per quasi vent’anni Presidente. Un figlio della sua terra, della nostra gente di forte tradizione cristiana, di impegno politico e sociale.

Militante cattolico, la fede l’aveva ricevuta e imparato a viverla in famiglia, e nella fede trovò anche l’ispirazione e l’iniziativa per condividere il dramma dei nostri migranti veronesi.

Impegnato nella politica e nel sociale, si servì del suo ruolo per donare all’Associazione Veronesi nel Mondo non solo la possibilità di nascere, ma anche di crescere e di farsi conoscere tra i Veronesi nel Mondo.

Attilio Beghini era un forte organizzatore, capiva i problemi, le difficoltà, che affrontava subito con determinazione e chiarezza.

Attilio sapeva creare amicizia, legami, profondendo impegno, responsabilità, e dando soddisfazioni. Sorsero Circoli in tutti i continenti, nasceva una realtà, una speranza nuova per i Veronesi nel Mondo. Lui voleva che l’Associazione fosse pure al servizio dei problemi dei nostri migranti. Si rese conto dei problemi e delle speranze dei nostri migranti visitandoli, e invogliandoli a tornare a rivedere Verona o il proprio paese.

Incoraggiò e sostenne l’organizzazione di gruppi di migranti rientrati in Patria.

La morte lo colse nel vigore della vita, delle sue attività di fede soprattutto politico-sociali, con particolare attenzione all’Associazione Veronesi nel Mondo che con nobile iniziativa vuol ricordarlo nel decimo anniversario della morte.

 

 
 
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