Figura di primo piano della Verona
del dopoguerra, fu il primo Presidente della nostra
associazione
Era malato da tempo, se n’è
andato nel gennaio scorso. Alberto De Mori, detto affettuosamente
“il profe” per la sua forte presenza culturale,
è stato una figura di primo piano, a vari livelli,
della vita veronese del secondo dopoguerra.
Particolarmente importante, per tutti
i migranti veronesi, il suo ruolo nella costituzione
dell’Associazione Veronesi nel Mondo, di cui fu
primo Presidente effettivo dal 1972 al 1976 e, da allora
fino alla scomparsa, Presidente onorario.
De Mori si era impegnato a livello
politico e sindacale nel mondo cattolico. Da giovane,
ancora sotto il fascismo, era stato dirigente dell’Azione
Cattolica, poi nelle Acli e nella Democrazia cristiana.
All’epoca in cui fu primo cittadino di Verona
l’avvocato Renato Gozzi, De Mori ricoprì
anche la carica di vicesindaco.
A livello culturale è stato
componente effettivo nella classe di scienze morali-storiche
e filologiche dell’Accademia di Agricoltura, Scienze
e Lettere, nonché Presidente del Consorzio per
la costituzione e lo sviluppo degli Studi Universitari
dal 1970 al 1972, e referente veronese dell’Istituto
per la Storia del Risorgimento Italiano. Fu anche animatore
instancabile della Giovane Montagna.