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Villa Bartolomea: da terra di emigranti a paese di immigrazione
 

L’analisi del cambiamento nel libro “un sogno e un dramma di ieri e di oggi”, pubblicato di recente.

Oltre settemila gli abitanti del paese costretti a cercare lavoro altrove

La presenza ormai consistente anche a Villa Bartolomea di stranieri provenienti da varie parti del mondo ci ha offerto lo spunto per una ricerca sulla nostra storia di emigrazione. Solo la conoscenza del passato può fornirci degli strumenti per capire e interpretare il presente.


La presentazione del volume a Villa Bartolomea
lo scorso 13 dicembre 2003.

 

Proprio per conoscere da vicino la nostra realtà, abbiamo cercato di ricostruire le dimensioni del fenomeno migratorio, le ragioni per cui tanti sono stati costretti a partire, i luoghi verso cui sono diretti, i modi in cui si realizzava il viaggio, le condizioni di vita dei nuovi paesi, le speranze e le delusioni dei nostri emigranti, e in qualche modo metterle a confronto con quelle degli immigrati di oggi.

Il risultato della ricerca, durata tre anni, è pubblicato nel volume di 350 pagine UN “SOGNO” E UN DRAMMA DI IERI E DI OGGI. Emigranti e immigrati nel Comune di Villa Bartolomea, di Lauretta Passuello e Luciana Manfrin Sbardellini, patrocinato e finanziato dall’Amministrazione Comunale con il contributo e il sostegno della Regione Veneto, presentato lo scorso 13 dicembre 2003 al numeroso pubblico intervenuto nel Teatro Sociale di Villa Bartolomea.

La presentazione, affidata allo scrittore Dino Coltro e al giornalista Dott.Francesco Occhi, ha visto gli interventi del sindaco, Prof.Luigi Montagnana, del Presidente dell’Associazione Veronesi nel Mondo, Dott.Claudio Valente, di Angelo Fiorin, vicepresidente del Consiglio Regionale del Veneto, e di Nicola Gava, brasiliano residente a Nova Veneza/SC, che sta cercando di ricostruire la storia di tutti i 500 cognomi di immigrati, i cui discendenti vivono oggi nel sud dello stato di Santa Catarina, tra cui alcuni originari di Villa Bartolomea.

Il tutto è stato allietato da canzoni e testi sull’emigrazione interpretati dall’attore Gianni Franceschini della compagnia teatrale Viva Opera Circuì, accompagnato al violoncello da Marco Remondini.


Rio Grande do Sul agli inizi del Novecento.

 

Il lavoro si articola in due parti. La prima riguarda la storia dell’emigrazione dal nostro Comune, ricostruita grazie anche alla collaborazione costante di Renato Altobello, curatore dell’archivio storico di Villa Bartolomea, suddivisa in tre fasi, ciascuna delle quali presenta caratteristiche proprie: dalla fine dell’Ottocento alla Grande Guerra, dal 1915 al 1945, dal secondo dopoguerra ad oggi. Nell’ultimo capitolo della prima parte, per documentare il cambiamento che stiamo vivendo, viene proposta una breve analisi del processo di immigrazione, iniziato in modo significativo nel nostro Comune negli anni Novanta.

La seconda parte del lavoro dà la parola ad alcuni protagonisti e testimoni, diretti o indiretti, dell’esperienza di emigrazione, ieri e oggi. Anche per l’immigrazione sono state raccolte testimonianze di stranieri di varia provenienza.


Lavorazione del caffe.

 

Il libro è corredato da un’ampia documentazione fotografica, curata da Lidia Morselli Borgonovi, in parte concessa dal Centro Studi Immigrazione Roma, in parte proveniente dall’Archivio Storico di Erechim/RS, Brasile, per interessamento del Dott.Luis Carlos Piazzetta, in parte fornita da discendenti di emigranti e da ex-emigranti stessi. Altre fotografie ci sono state fornite da alcuni cittadini di Villa Bartolomea, che con molta disponibilità ci hanno consentito di utilizzare documenti sull’emigrazione e immagini gelosamente custodite tra i ricordi di famiglia.

Negli oltre cento anni presi in esame, più di tremila e cinquecento nostri concittadini hanno lasciato il Comune, in modo stabile o temporaneo, per cercare un lavoro oltreoceano o nei paesi ricchi del Centro Europa, e quasi altrettanti si sono spostati nelle regioni d’Italia più industrializzate, spinti dalle difficoltà in cui si trovavano, nonché attratti dal sogno di poter cambiare la propria vita e quella della propria famiglia. Ma per molti, specie nel caso del grande esodo di fine Ottocento, il sogno è svanito molto presto a contatto con una realtà difficile e talora drammatica.

E’ questa l’idea espressa nel titolo del volume.


La copertina del libro.

 

E poi, dagli anni Ottanta del secolo scorso, in coincidenza con le profonde modifiche del contesto regionale e nazionale, anche Villa Bartolomea è diventata terra di immigrazione. Un flusso migratorio, diventato più consistente negli anni Novanta, che riguarda attualmente una comunità di circa 200 persone, di varia provenienza, ma principalmente marocchini e albanesi maschi, con un’età media inferiore ai trent’anni. Una situazione questa che ci ricorda da vicino quella dei nostri compaesani che sono stati costretti dalla necessità a cercare un lavoro fuori dalla patria.

Infatti le regioni di fondo per cui ieri partivano i Veneti sono le stesse che spingono gli immigrati che sono tra noi a lasciare il proprio paese: miseria e disperazione con tutto ciò che ne consegue.

Non possiamo dimenticare questa esperienza, anzi dobbiamo tentare di guardare la realtà di oggi dal punto di vista degli emigranti di ieri. Forse questo atteggiamento ci consentirà di scoprire, al di là di tutte le forme di precarietà, le ricchezze di altre culture, e insieme di conoscere meglio anche noi stessi.

 
 
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