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Premio “Cara Giulietta” 2004
 

La nostra città, grazie all’immortale storia shakespeariana, è nel mondo il simbolo dell’amore eterno. La premiazione il giorno di San Valentino nella casa di via Cappello.

Ogni anno a Verona arrivano migliaia di lettere da tutte le parti del mondo, indirizzate semplicemente a “Giulietta – Verona – Italia”, e destinate ad una donna irreale, simbolo di amore eterno.

Scrivono a Giulietta persone di ogni provenienza, età e cultura. Ogni lettera è un frammento di vita, una finestra sull’immaginario, un flash sulle emozioni, un ponte che annulla le distanze geografiche.

Ad accoglierle è il Club di Giulietta (Presidente Giulio Tamassia) formato da un gruppo di giovani volontarie che si dedicano con passione e serietà a leggere, tradurre e dare a tutte una risposta personale e qualificata.

Lo scorso 14 febbraio, giorno di San Valentino, si è svolta, nella suggestiva cornice di Casa Capuleti, la cerimonia del Premio “Cara Giulietta”, dedicato alla lettera più significativa. Due le vincitrici, Stefania di Meglio di Lacco Ameno Ischia, e Dorothea Seydel di Berlino, bionda e raffinata la prima, bruna e solare la seconda.

Entrambe si sono rivolte a Giulietta per confidare uno stato d’animo che difficilmente avrebbero raccontato ad altri…

Ospite della cerimonia l’attore inglese Leonard Whiting, indimenticabile Romeo del film di Franco Zeffirelli, che ha confessato di aver avuto, all’epoca, una tenera storia d’amore con la giovanissima Giulietta Olivia Hussey…

Il fenomeno delle lettere a Giulietta si può considerare unico al mondo, in termini numerici, per i suoi contenuti e soprattutto per l’uso della lettera come mezzo privilegiato di espressione dei sentimenti.

Nella nostra epoca di ritmi accelerati, di mezzi di comunicazione sofisticati e veloci, dove fax, computer, cellulari, hanno azzerato le distanze, cambiato il senso del tempo, la lettera è poco usata. Ma migliaia di persone, da ogni parte del pianeta, prendono carta e penna e scrivono a un Mito. Si scrive a Giulietta nei momenti di solitudine, spesso di notte, quando il livello di razionalità si abbassa, quando è forte il potere del sogno, del desiderio, del dolore.

Al di là delle interpretazioni, il dato più eclatante è che in quasi tutte le missive vengono esposti fatti reali, vissuti quotidiani, unioni spezzate, amori difficili…Un vero e proprio specchio delle emozioni amorose e degli eventi del vivere comune.

Perché in ognuno di noi, anche il più serio e razionale, nella parte più nascosta e talvolta oscura dell’animo, alberga il desiderio di sogno e magia.

Marinella Fedrigoli


Le due vincitrici del Premio: la bruna Dorothea Seydel...


...la bionda Stefania di Meglio

 

 

 
 
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