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Veronafiere sempre più incontro al mondo
 

Intervista al Presidente dell’Ente, l’avvocato Luigi Castelletti


L'avvocato Castelletti, presidente Veronafiere.

Si è chiusa con un bilancio eccellente la 106° edizione di Fieragricola, una delle più importanti, nel settore primario, di tutta Europa. Rinnovata nella formula, Fieragricola ha visto la presenza, in cinque giornate, di circa 140 mila operatori, il 72% in più dell’anno scorso e il 25% in più rispetto al 2002, anno in cui era stata esposta la grande meccanica. Oltre alle altre consuete manifestazioni, con il Vinitaly sugli scudi dal 1° al 5 aprile (con l’appuntamento veronese, nel settore dell’enologia, può competere soltanto Bordeaux), è stata intanto annunciata la qualificata partecipazione di aziende italiane, sotto l’egida di Veronafiere-Fieragricola, alla “China Agricolture Trade Fair”, in programma a Pechino nell’autunno di quest’anno. Di queste ed altre novità abbiamo parlato con l’avvocato Luigi Castelletti, dall’anno scorso Presidente di Veronafiere.

49 anni, originario di Ferrara di Monte Baldo, con un master honoris causa in Logistica Integrata assegnatogli dall’Università degli Studi di Verona, l’avvocato Castelletti è stato per vent’anni consigliere comunale nel suo paese di nascita, e per due anni consigliere dell’amministrazione provinciale di Verona; dal ’96 al 2003 è stato Presidente del Consorzio Zai, e quindi la Presidenza a Veronafiere.

Avvocato, proviamo ad individuare le principali direttrici si cui si sta muovendo il lavoro di Veronafiere…

Cominciamo con l’infrastrutturazione del quartiere fieristico, che necessita di dimensioni adeguate ai tempi e alle manifestazioni, una trentina, ospitate ogni anno da Veronafiere. Dobbiamo naturalmente pensare a quelli che sono i fiori all’occhiello della nostra programmazione, ovvero gli appuntamenti di richiamo mondiale. Oltre che di Fieragricola, parlo della Fiera Cavalli, del Vinitaly, di Marmomacc, del Samoter. Le aree coperte e scoperte di cui disponiamo non sono più sufficienti, è d’obbligo allargarsi. A dicembre è stato approvato il Piano Industriale valido fino al 2007. Abbiamo previsto investimenti per circa 80 milioni di euro. E’ una sfida, naturalmente, di cui siamo assolutamente convinti. Noi siamo un Ente Pubblico Economico, essendo costituito da istituzioni, banche, enti, ma dobbiamo lavorare come un’azienda privata, con quel tipo di mentalità. Da qui, dunque, l’esigenza di trasformare Veronafiere, come persona giuridica, in una Spa. E anche questo è un percorso che abbiamo avviato, e che dovrebbe concludersi entro l’anno, previe delibere dei soci.

Il rapporto tra Veronafiere e città?

E’ un altro elemento fondamentale su cui stiamo già lavorando. Vogliamo portare delle belle fiere in una bella città. Intendo dire che non bastano le manifestazioni all’interno della Fiera. Devono essere accompagnate/inserite in una serie di eventi che riguardino tutta la municipalità. Quanto avviene in Fiera deve svilupparsi parallelamente ad altre offerte della città, come abbiamo già fatto l’anno scorso al Palazzo della Gran Guardia, per esempio.

Quest’anno avete apportato delle modifiche alla struttura di Fieragricola, e avete annunciato che d’ora in poi, diversamente dal passato, avrà cadenza biennale…

Sì, abbiamo deciso di intervenire riportando alla centralità della manifestazione l’azienda agricola, e dando alla Fiera un taglio meno generico. Qual è la nuova intuizione, quella che spiega la cadenza biennale? Proseguire, ogni due anni – e quindi stiamo parlando adesso di Fieragricola 2006 – con la suddivisione in tre canali tematici che corrispondono ai principali filoni produttivi del settore primario: dunque la meccanica, con Agrimeccanica che raccoglie quasi il 90% del mercato mondiale sui macchinari agricoli; l’allevamento, con Zoosystem, ed infine i prodotti ed i servizi per le imprese agricole, con Agriservice, che ospita società rappresentanti l’85% del mercato mondiale di fitofarmaci. In tutti e tre i filoni, stiamo parlando di quelli che sono i fattori di produzione di chi opera nell’agricoltura. Di qui la cadenza biennale: nell’anno ‘scoperto’, che invece ‘scoperto’ non sarà, ospiteremo, già dal 2005, un nuovo appuntamento, con nuovo nome, in cui saranno invece protagonisti i prodotti dell’agricoltura. Un percorso, insomma, dalla produzione al prodotto finito. Riteniamo che questa soluzione renda ancora più competitiva, a livello internazionale, l’offerta di Veronafiere.

Ad autunno parteciperete all’appuntamento di Pechino…

E’ un’altra tematica su cui stiamo intensamente lavorando, l’internazionalità di Veronafiere, che va ulteriormente valorizzata anche giocando “in trasferta”. Dobbiamo, insomma, ‘accompagnare’ le aziende all’estero, far conoscere il Made in Italy, venderlo, mantenere vivi i contatti con le realtà di altre nazioni, dalla gente alle aziende. Ci sono due grandi macroaree del mondo, cui guardiamo con grandissima e particolare attenzione. I paesi dell’Est Europeo, e tutto il continente americano, nord e sud. Possiamo contare su un sistema di delegati all’estero, persone che sono vicine a noi come alle realtà straniere. In quest’ottica, per esempio, si è inserito il recente “Vinitaly Tour” negli Stati Uniti, a New York, Chicago e Los Angeles. Ma siamo andati e abbiamo contatti importanti anche a Varsavia, e in Russia, e in Argentina nella zona di Mendoza. Ed anche con i nostri connazionali all’estero, non ci possiamo più accontentare del ‘romanticismo’, ma sviluppare un fecondo rapporto economico che coinvolga tutte le ‘maglie’, dalle Camere di Commercio estere all’Istituto per il Commercio Estero.

Castelletti all’inaugurazione dell’ultima Fieragricola, con il Ministro per le Politiche Agricole Gianni Alemanno e il Sindaco di Verona Paolo Zanotto.

 
 
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