Squadra molto rinnovata, qualche punto
perso per strada, ma i gialloblu continuano a divertire
Piccolo riassunto. L’anno
scorso, dopo un altro campionato brillante, all’ultima
giornata la squadra della Diga ha immeritatamente perso
il posto in Coppa Uefa. Peccato, ma Del Neri e i ragazzi
hanno comunque compiuto un’altra grande impresa.
In estate, naturalmente, il team Campedelli-Sartori (ultima
ora: pare che il DS, uno dei pilastri del miracolo Chievo,
sia destinato, l’anno prossimo, a trasferirsi nel
Parma dell’ottimo Cesare Prandelli. Questa potrebbe
essere una perdita grave e difficile da sostituire) ha
fatto come al solito bene i conti, come deve fare necessariamente
una società come quella della Diga, che non ha
dietro le spalle finanze e appoggi goduti dalle grandi,
peraltro attanagliate, salvo poche eccezioni (la solita
Juventus…), da gravi crisi finanziarie (una tempesta
che sta mettendo alle corde tutta l’organizzazione
del calcio italiano, mai come oggi a rischio bancarotta…i
presidenti e certi giocatori dovrebbero meditare sull’entità
di certi stipendi…).
Dunque, squadra praticamente rivoluzionata, via i gioielli
come Marazzina (alla Sampdoria ben guidata da Walter Novellino),
Corini (il capitano si è fatto attrarre dalle sirene
del Paleremo, compagine di B con dichiarate ambizioni
di promozione, e una lista di grossi nomi oltre al ‘Genio’),
Luciano (chiamato a velocizzare il gioco di fascia dell’Inter
di Moratti: ma per ora il brasiliano non è riuscito
a inserirsi nelle grazie di Cuper prima, esonerato, e
di Zaccheroni adesso. Staremo a vedere, ma abbiamo l’impressione
che Luciano avrebbe fatto meglio a rimanere in una squadra
non obbligata a vincere), e soprattutto Legrottaglie,
venduto a peso d’oro alla Juventus, di cui è
già diventato colonna della difesa, così
come accade in Nazionale. Sono arrivati, di contro, parecchi
giovani, e stranieri magari ancora poco conosciuti al
pubblico italiano. Finito il divertimento? Macché.
Al Chievo, a parte poche eccezioni, sembra che riesca
sempre tutto bene. Forse perché alle spalle c’è
una società sana, che riesce a mettere tutti nella
condizione di giocare con tranquillità, di ambientarsi
senza problemi. Forse perché, ne siamo sempre più
convinti, al timone del team gialloblu c’è
un uomo, Gigi Del Neri da Aquileia, che si dimostra sempre
di più grande allenatore, nella migliore tradizione
veronese dei Bagnoli e dei Prandelli. Di quei mister,
cioè, capaci di capire e di agire nella convinzione
non di un irrinunciabile modulo tattico, ma di un gioco
che sia relativo alla qualità e alle propensioni
dei giocatori a disposizione. In più, il ‘Gigi’
è uno che sa leggere bene le partite, e che soprattutto
è molto abile anche dal punto di vista psicologico:
è bravo nel trasmettere entusiasmo, nel mettere
nella testa dei suoi il senso di squadra, riuscendo, anche
in casi particolari (com’è quello di un nuovo
arrivato, Roberto Baronio), ad allontanare possibili delusioni,
malumori, abbattimenti. Baronio (già nel Brescia,
nella Lazio, nel Vicenza, nella Reggina e nella Fiorentina)
è uno dei classici talenti non sempre sorretti
da continuità, carattere e voglia di sacrificarsi.
L’anno scorso è finito a Perugia, nelle grinfie
del vulcanico e debordante, spesso tuttaltro che simpaticamente,
presidente Gaucci, il quale lo ha fatto mettere fuori
squadra dandogli praticamente del calciatore finito a
soli 25 anni. Baronio è andato in crisi psicologica,
col rischio di perdersi sul serio. Il Chievo lo ha accolto
a braccia aperte, il ragazzo è ancora in ritardo
di convinzione e Del Neri lo ha tenuto per lo più
in panchina o tribuna, tenendolo però sulla corda
e dicendogli che prima o poi sarebbe venuto anche il suo
momento. E’ successo domenica scorsa con l’Inter,
e nonostante la sconfitta, la prova di Roberto è
stata incoraggiante per qualità ma soprattutto
per impegno. Il suo recupero, insomma, sembra avviato
e potrebbe rivelarsi una bella sorpresa. Dicevamo della
sconfitta interna con la derelitta Inter di Zaccheroni.
Fino alla mezzora, è stato un match ad armi pari,
ed anzi a livello di gioco il Chievo ha fatto vedere qualcosa
di più dei nerazzurri di Vieri, Recoba, Javier
Zanetti e Cordoba, per dire degli uomini migliori della
partita. Poi il pessimo arbitro Messina ha espulso Luca
Marchigiani, ottimo nuovo portiere arrivato dalla Lazio
(a 37 anni ancora una garanzia di classe e serietà),
che è entrato sì fuori tempo in uscita disperata
su Vieri, commettendo evidente fallo, ma anche, in tutta
evidenza, senza volontà. Non andava cacciato. Con
l’espulsione (e Luca sostituito dal bravo Giorgio
Frezzolini), in dieci contro undici, il Chievo ha resistito
per un po’ come ha potuto contro un’asfittica
e timorosa Inter, che poi con individuali, quasi casuali
iniziative di Vieri e Recoba, ha finito per metterla dentro
due volte.
Dopo otto giornate, il Chievo è posizionato a metà
classifica, ad undici punti in compagnia dell’Udinese,
con sei punti in più delle quartultime (Bologna
e Perugina: con gli umbri al Bentegodi, demoliti con un
4 a 1, la partita più bella finora disputata dai
gialloblu), ed altrettanti in meno dal Parma, quarto in
classifica dietro a Milan, Juventus e Roma.
Domenica prossima si va a Siena, match difficile con una
neopromossa che sta giocando bene (ha solo un punto in
meno di noi), ha elementi di classe (su tutti Chiesa,
ex-Sampdoria e Fiorentina, ex-nazionale frenato un paio
d’anni fa da un gravissimo infortunio da cui solo
adesso sembra essersi ben ripreso), e che farà
di tutto per scavalcarci.
Ma continuiamo ad essere ottimisti. Abbiamo piena fiducia
nelle capacità di Del Neri, e abbiamo già
potuto osservare notevoli potenziali talenti tra i nuovi
arrivati, al di là di gente già di esperienza
come Marchegiani e Baronio.E diciamo di Franco Semioli,
centrocampista di fascia dal passo veloce e dai piedi
buoni arrivato dal Vicenza. E ancora di due stranieri,
Mario Alberto Santana (fantasioso esterno argentino proveniente
dal Palermo) e Carvalho De Oliveira Amauri (attaccante
brasiliano che ricorda un po’ Corradi, ma con piedi
migliori. Era nel Messina), che sembrano davvero dotati.
Aspettando anche l’esplosione definitiva di Giuseppe
Sculli (una promessa che l’anno scorso a Modena
ha fatto un eccellente girone d’andata), ci piacciono
pure Stefano Morrone, Luigi Sala, Andrea Zanchetta, tutta
gente che non ha la nomea del fuoriclasse ma che pare
ben perfettamente inserita nel giocattolo Chievo. E poi
ci sono sempre i nazionali Lanna e Perrotta, c’èsempre Federico Cossato, ci sono alternative di
vaglia come Pellissier e De Franceschi. Crediamo che il
prosieguo del campionato evidenzierà sempre più
il lavoro fatto da Del Neri e dai suoi, anche quest’anno
capaci di divertire chi va allo stadio e, ne siamo sicuri,
di arrivare al traguardo della salvezza senza troppe ansie.
è uno dei classici talenti non sempre sorretti
da continuità, carattere e voglia di sacrificarsi.
L’anno scorso è finito a Perugia, nelle grinfie
del vulcanico e debordante, spesso tuttaltro che simpaticamente,
presidente Gaucci, il quale lo ha fatto mettere fuori
squadra dandogli praticamente del calciatore finito a
soli 25 anni. Baronio è andato in crisi psicologica,
col rischio di perdersi sul serio. Il Chievo lo ha accolto
a braccia aperte, il ragazzo è ancora in ritardo
di convinzione e Del Neri lo ha tenuto per lo più
in panchina o tribuna, tenendolo però sulla corda
e dicendogli che prima o poi sarebbe venuto anche il suo
momento. E’ successo domenica scorsa con l’Inter,
e nonostante la sconfitta, la prova di Roberto è
stata incoraggiante per qualità ma soprattutto
per impegno. Il suo recupero, insomma, sembra avviato
e potrebbe rivelarsi una bella sorpresa.
Dicevamo della sconfitta interna con la derelitta Inter
di Zaccheroni. Fino alla mezzora, è stato un match
ad armi pari, ed anzi a livello di gioco il Chievo ha
fatto vedere qualcosa di più dei nerazzurri di
Vieri, Recoba, Javier Zanetti e Cordoba, per dire degli
uomini migliori della partita. Poi il pessimo arbitro
Messina ha espulso Luca Marchigiani, ottimo nuovo portiere
arrivato dalla Lazio (a 37 anni ancora una garanzia di
classe e serietà), che è entrato sì
fuori tempo in uscita disperata su Vieri, commettendo
evidente fallo, ma anche, in tutta evidenza, senza volontà.
Non andava cacciato. Con l’espulsione (e Luca sostituito
dal bravo Giorgio Frezzolini), in dieci contro undici,
il Chievo ha resistito per un po’ come ha potuto
contro un’asfittica e timorosa Inter, che poi con
individuali, quasi casuali iniziative di Vieri e Recoba,
ha finito per metterla dentro due volte.
Dopo otto giornate, il Chievo è posizionato a metà
classifica, ad undici punti in compagnia dell’Udinese,
con sei punti in più delle quartultime (Bologna
e Perugina: con gli umbri al Bentegodi, demoliti con un
4 a 1, la partita più bella finora disputata dai
gialloblu), ed altrettanti in meno dal Parma, quarto in
classifica dietro a Milan, Juventus e Roma.
Domenica prossima si va a Siena, match difficile con una
neopromossa che sta giocando bene (ha solo un punto in
meno di noi), ha elementi di classe (su tutti Chiesa,
ex-Sampdoria e Fiorentina, ex-nazionale frenato un paio
d’anni fa da un gravissimo infortunio da cui solo
adesso sembra essersi ben ripreso), e che farà
di tutto per scavalcarci.
Ma continuiamo ad essere ottimisti. Abbiamo piena fiducia
nelle capacità di Del Neri, e abbiamo già
potuto osservare notevoli potenziali talenti tra i nuovi
arrivati, al di là di gente già di esperienza
come Marchegiani e Baronio.E diciamo di Franco Semioli,
centrocampista di fascia dal passo veloce e dai piedi
buoni arrivato dal Vicenza. E ancora di due stranieri,
Mario Alberto Santana (fantasioso esterno argentino proveniente
dal Palermo) e Carvalho De Oliveira Amauri (attaccante
brasiliano che ricorda un po’ Corradi, ma con piedi
migliori. Era nel Messina), che sembrano davvero dotati.
Aspettando anche l’esplosione definitiva di Giuseppe
Sculli (una promessa che l’anno scorso a Modena
ha fatto un eccellente girone d’andata), ci piacciono
pure Stefano Morrone, Luigi Sala, Andrea Zanchetta, tutta
gente che non ha la nomea del fuoriclasse ma che pare
ben perfettamente inserita nel giocattolo Chievo. E poi
ci sono sempre i nazionali Lanna e Perrotta, c’èsempre Federico Cossato, ci sono alternative di
vaglia come Pellissier e De Franceschi. Crediamo che il
prosieguo del campionato evidenzierà sempre più
il lavoro fatto da Del Neri e dai suoi, anche quest’anno
capaci di divertire chi va allo stadio e, ne siamo sicuri,
di arrivare al traguardo della salvezza senza troppe ansie.