Intervista
a Fabio Bortolazzi, Presidente della Camera
di Commercio di Verona
Bilancio dell’attivita’
di un veronese doc
Quando abilità amministrativa,
capacità di dialogo e valore imprenditoriale
guidano la scelta di far crescere Verona nel Mondo
In questi anni la Camera di Commercio si
è impegnata particolarmente per fare di Verona
un sistema aperto e fluido verso il mondo, ed una realtà
forte e dinamica nel territorio. Una sfida positiva
che l’attuale Presidente Fabio Bortolazzi persegue
dal 2001, con attenzione costante al dialogo e confronto
con le Associazioni di Categoria, gli enti e le realtà
importanti dell’economia, della cultura e società
scaligera. E in tutto questo si inserisce una certa
sensibilità nei confronti di tutti quei veronesi
che risiedono all’estero, esempi di emigrazione
positiva, integrazione, valore, verso i quali Fabio
Bortolazzi ha sempre dimostrato stima e riconoscenza.
La nostra intervista parte proprio da qui.
Presidente, perché un impegno così profondo
da parte della Camera di Commercionei confronti dei Veronesi Nel Mondo?
“ Perché sono un esempio di emigrazione
positiva, di integrazione nel tessuto economico –
sociale nel paese d’adozione. Hanno saputo portare
altrove volontà, capacità ed affidabilità
nonostante i sacrifici che si sono trovati ad affrontare.
Hanno costruito sinergie con la realtà in cui
si sono stabiliti a vivere, promovendo la capacità
di fare sistema ed hanno naturalizzato la cultura imprenditoriale
veronese dove non si conosceva. Per altro fenomeni quali
la delocalizzazione produttiva, il trasferimento di
tecnologia e capitali sono un valore aggiunto dell’emigrazione
di oggi, in grado di sviluppare ed internazionalizzare
l’economia locale in un’economia fuori paese.
Verona nella sua particolarità culturale è
riuscita a fare sistema altrove, così come in
America, in Brasile e Argentina e continuerà
a farlo anche attraverso le nuove generazione, attraverso
l’interscambio e la formazione”
Dal 2001 Lei è Presidente della Camera di Commercio
di Verona, ed ha per altro inaugurato il primo mandato
non più di nomina ministeriale, ma elettivo.
Cosa significa questo?
“ E’ un mandato amministrativo impegnativo,
il primo successivo alla riforma del sistema elettivo
delle Camere di Commercio ed ha introdotto novità
fondamentali assegnando un ruolo strategico e centrale
alle Associazioni di Categoria che hanno all’interno
del Consiglio Camerale dei diretti rappresentanti, protagonisti
di tutte le scelte importanti: dall’elezione del
Presidente e della giunta alla definizione delle politiche
generali, alla programmazione degli investimenti e delle
linee operative concrete. Un’operazione democratica
ed una bella sfida a mettere in atto collaborazioni
reali tra singole associazioni, aprendo il dialogo e
lavorando come punto di mediazione per far sì
che l’unità degli intenti fosse la base
per la crescita di Verona come sistema di Qualità.
Concretamente l’approccio è stato pratico,
è stato il confronto ed il dialogo permanente
attuato con riunioni congiunte in cui erano presenti
oltre i consiglieri, i Presidenti delle Associazioni
stesse e anche ospiti esperti di argomenti di stretto
interesse per la città e provincia di Verona.
Si è mantenuto alto l’impegno nelle strategie
di sviluppo di strutture che rappresentano momenti importanti
di Verona, partecipando concretamente con supporti specifici
alla vitalità delle stesse e della nostra economia.“
Ad esempio?“La Fiera di Verona con planning industriali
per lo sviluppo delle categorie economiche produttive
veronesi, l’Ente Lirico Arena evitando lo spirito
mecenatistico ed aumentando il valore artistico degli
spettacoli nella promozione anche di un turismo artistico
di qualità, Verona Mercato promuovendo una mediazione
con gli operatori, l’Aeroporto e Cargo Service
di cui si è soci di maggioranza ed ancora il
Consorzio Zai. Creare rete significa crescere e svilupparsi,
essere competitivi in un sistema globalizzato che non
è in concorrenza con il valore storico, culturale
ed ambientale di un territorio. Ed inoltre procedono
nella loro attività i laboratori di analisi,
un valido strumento per le aziende, altamente tecnologici
e specializzati per il settore del vino, dell’agroalimentare,
del marmo e a breve degli ortofrutticoli e dei terreni”