Sabato 7 dicembre si è
svolta a Verona, nella sede del Dopolavoro Ferroviario
di via XX settembre, un'interessante conferenza-dibattito
organizzata dall'Associazione Veneti nel Mondo in collaborazione
con Veronafiere, la Regione Veneto, la Provincia, e
l'assessorato alle Relazioni Internazionali del Comune
di Verona. Tema dell'incontro, "L'Europa dell'Est ed
i Veneti", con il sottotitolo "La cultura dell'economia
che guarda ad Oriente Origini, analisi e prospettive
d'una relazione d'affari diventata storia sociale".
Moderatore dell'incontro Claudio Beccalossi, segretario
provinciale dell'Associazione Veneti nel Mondo.
Diversi i contributi, le testimonianze e gli spunti
di approfondimento portati dai vari relatori.
Il giornalista e storico Gianni Cantù ha sottolineato
la 'romanità' in varie forme presente in paesi
come la Romania, l'Ungheria, la Bulgaria, e come tale
originario legame con l'Italia sia ancora poco conosciuto
dagli stessi italiani.
Vittorio Di Dio, direttore commerciale di Veronafiere,
ha confermato che anche da parte del mondo fieristico
c'è molta attenzione nei confronti del paesi
dell'Est europeo, lamentando una perdurante carenza,
nell'esportazione dei nostri prodotti e della nostra
cultura, di un "sistema Italia" capillare e ben strutturato.
Un passaggio significativo, secondo Di Dio, sarebbe
la realizzazione della struttura "Casa Italia", sorta
di punto di riferimento parallelo alle ambasciate, di
cui si sta discutendo.
Gianfranco Carrara, che ha fatto gli onori di casa in
quanto Presidente del Circolo Dopolavoro Ferroviario
della sezione di Verona, ha ricordato che la compagnia
di attività turistica legata all'associazione,
denominata "Altre vie", sta per aprire speciali collegamenti
con l'Est Europa.
Ricche di elementi significativi le testimonianze dirette
dell'Ingegner Vittorio Bertani , consulente d'azienda
nella pianificazione territoriale di una società
attiva in Polonia, e di Paolo Lorenzi, rappresentante
delle Camere di Commercio di Arad e Cars-Severin in
Romania. Il primo, che da più di cinque anni
lavora in Polonia, ha parlato di un'esperienza molto
positiva, soprattutto nei rapporti con le nuove generazioni
di quel paese, persone colte ed aperte al dialogo. Bertani
ha detto che la presenza commerciale italiana in Polonia
è forte soprattutto nel settore agroalimentare,
ma è ancora un po' debole nei trasporti, e anche
lui, in questo senso, ha auspicato un "Sistema Italia"
più strutturato ed efficace. Lorenzi ha ricordato
la forte 'migrazione' commerciale di imprenditori italiani
in Romania all'indomani della caduta del regime di Ceausescu,
un 'assalto' condotto in gran parte da 'avventurieri'
e speculatori che non hanno dato un'immagine positiva
del nostro paese, immagine che non è ancora stata
del tutto riparata, anche se oggi la presenza italiana
nel settore è molto più seria ed affidabile,
anche se meno numerosa di dieci anni fa. Lorenzi ha
detto che si può parlare della Romania come di
"un'ottava provincia veneta", data la storica presenza,
già dal secolo scorso, di parecchi veneti, trentini
e friulani, che in un paese sul delta del Danubio costituiscono
addirittura il 70% della popolazione. Ad Arad e Timisoara
è frequente sentire la parlata veneta, e i nostri
corregionali sono circa la metà degli 11.500
italiani residenti in Romania. Lorenzi sta lavorando
per l'istituzione di un gemellaggio Verona-Arad. Oggi
la Romania è quotidianamente collegata a Verona
con voli aerei dall'aeroporto Catullo di Villafranca,
e anche dalla stazione di Porta Nuova partono ogni giorno
pullman per quel paese. Da tutta la Regione Veneto si
guarda con molta attenzione alla Romania.
Paolo Spadafora, Vicepresidente dell'Associazione Culturale
Continuità Adriatica "Norma Cossetto" di Monfalcone,
ha spiegato che l'obiettivo dell'associazione, costituita
nel 1999, è principalmente quello di riallacciare
i rapporti con gli Italiani rimasti in Croazia. In Dalmazia
e Istria, ha detto ancora Spadafora, italiani e slavi
hanno convissuto pacificamente fino alla Prima Guerra
Mondiale. E proprio dalla Croazia è arrivato
in sala il saluto dell'agente del Consolato generale
di quella Repubblica a Trieste, che ha sottolineato
come la collaborazione tra Italia e Croazia, dove vivono
circa 5000 persone di origine italiana, stia progressivamente
aumentando. Tra gli altri interventi ricordiamo quelli
effettuati da Marco Di Lello, giornalista e Presidente
dell'Accademia dello Spettacolo di Rovigo, che sta lavorando
ad un progetto cinematografico (che verrà presentato
il prossimo anno ai Veneti d'Argentina, sul Polesine
e la sua emigrazione, e come contraltare, sulle popolazioni
viventi lungo il corso del Danubio, e quelli di Mario
Bazzoni, responsabile regionale del settore Lavoro dell'Onmic-Cismi
(sulla situazione nella Sanità in Italia e in
Romania), del dottor Giuseppe Cirillo, studioso di economia
dei trasporti, e di Aldo Rozzi Marin, dell'Associazione
Veneti nel Mondo.