Il premio Nobel per la fisica
è stato assegnato ad un astrofisico di origine
italiana, Riccardo Giacconi, insieme all'americano Raymond
Davis e al giapponese Masatoshi Koshiba.
Il premio è stato diviso a metà: un quarto
ciascuno a Davis e a Koshiba "per i loro contributi
pionieristici nell'astrofisica e in particolare per
la scoperta dei neutrini cosmici". L'altra metà
è andata a Giacconi "per i suoi contributi pionieristici
nell'Astrofisica che hanno portato alla scoperta delle
sorgenti dei raggi X cosmici".
Nato a Genova nel 1931 e laureatosi a Milano, Giacconi
ha lavorato sin dalla fine degli anni '50 negli Stati
Uniti. Dal 1977 è cittadino americano. Nel 1962
in un memorabile articolo firmato anche da Herbert Gursky,
Paolini e Bruno Rossi, si riportava la prima osservazione
di una sorgente a raggi X al di fuori del Sistema Solare:
questa osservazione segna la nascita dell'astrofisica
a raggi X.
Tra le maggiori cariche ricoperte da Giacconi, oltre
l'Istituto dello Space Telescope Hubble di Baltimora,
ricordiamo la sua direzione generale, dal 1992, dell'ESO
(European Southern Observatory). In parallelo a questa
molteplice attività, che ha visto Giacconi per
ben tre volte leader mondiale nella creazione e nello
sviluppo prima dell'Astronomia a Raggi X, poi dell'Astronomia
ottica spaziale, ed infine del più grande interferometro
ottico terrestre (quello dell'Eso), egli non ha mai
dimenticato la ricerca scientifica fondamentale nella
quale ha continuato a dare contributi scientifici essenziali
con più di 150 articoli pubblicati su riviste
scientifiche internazionali.
Altrettanto importante è la sua attività
didattica che si è manifestata nella pubblicazione
di numerosi testi sull'astrofisica dei raggi X.