Littoria,
"ottava Provincia del Veneto".
Storia e attualità dell'emigrazione veronese,
veneta e italiana
Riportiamo qui una sintesi
dell'intervento di Alberto Panzarini, Presidente dell'Associazione
Veneti nel Lazio di Latina, al convegno ospitato a Verona,
nella Loggia di Fra' Giocondo, in occasione del 30°
anniversario dell'Associazione Veronesi nel Mondo
Tra il 1932 ed il 1939, mentre ancora procedevano i
lavori di bonifica, giungono nella pianura pontina 2953
famiglie di coloni, per un totale di 29.300 persone;
di queste oltre la metà provengono dalle sette
province venete. 2400 coloni veronesi per complessive
230 famiglie a cui bisogna aggiungere 1000 operai impiegati
per i lavori di bonifica provenienti da ben 18 comuni
scaligeri...ecco perché Littoria poteva essere
definita l'ottava provincia del Veneto...ecco perché
oggi siamo qui! A distanza di anni, superati gli schemi
di un antifascismo gretto ed 'indietro' con la storia,
si è finalmente potuto raccontare e valutare
con obiettività la bonifica integrale della Palude
Pontina e la contemporanea colonizzazione. Vanno ricordate
a tal proposito le parole del compianto Presidente della
Repubblica Sandro Pertini: "Cinquant'anni fa Mussolini
progettò la bonifica Pontina e riuscì
a far crescere il grano dove c'erano paludi e malaria.
Fu una grande opera, sarebbe disonesto negarlo". Fu
effettivamente un'opera faraonica: per prosciugare la
palude furono costruiti 18 impianti idrovori, scavati
803 chilometri di canali principali, 2122 chilometri
di collettori e 13.748 scoline. Vengono quindi realizzati
743 chilometri di strade statali e provinciali oltre
a 416 chilometri di strade interpoderali, costruite
3851 case coloniche, 5 nuove città (Littoria,
Sabaudia, Pontima, Aprilia e Pomezia) e 17 borghi rurali.
Per realizzare tali opere furono coinvolte decine di
migliaia di operai con una punta massima nel 1933 di
124.221 lavoratori, di cui 21.673 immigrati.
Perché i coloni Veneti? Il regime fascista tentò
la prima grande impresa di un popolamento selezionato,
l'immissione nelle terre da colonizzare di "Elementi
di provata vitalità e prolificità", e
la regione che più si conformava a questi requisiti
era per l'appunto il Veneto.
I criteri di base che il commissariato per le migrazioni
utilizza per scegliere le famiglie da inviare in Agro
Pontino, tra quelle che hanno fatto richiesta, sono:
composizione di rurali fedeli alla terra, onesti, sobri,
sani fisicamente, moralmente e politicamente, di pura
razza italiana; inoltre la famiglia deve avere poi al
suo interno una solida composizione ed almeno un ex-combattente
della Grande Guerra.
La realtà invece era che le famiglie che si fanno
scegliere cercano di sfuggire alla disoccupazione ,
alla miseria, ai debiti, inseguendo il mito della terra,
come alcuni di loro avevano fatto all'inizio del secolo
emigrando in America.
I poderi erano stati affidati ai coloni con un contratto
di mezzadria, ma anche la metà del raccolto spettante
al colono veniva confiscata dall'ONC che si impegnava
però a registrare su un libretto debiti e crediti
della famiglia, a cui concede non un salario ma un anticipo
in grano e denaro con la promessa del riscatto del podere
(fatto che si concretizzerà dopo il 1941).
La storia moderna è quella che tutti conosciamo.
Latina con 115.000 abitanti è la seconda città
del Lazio...ed ancora oggi camminando per le vie della
città e soprattutto dei borghi vi capiterà
spesso di sentire il nostro dialetto. La nostra Associazione,
nata il 18 ottobre 1987, è stata costituita da
un gruppo di amici appartenenti alla seconda e alla
terza generazione dei padri veneti fondatori delle città
di bonifica, convinti che dopo il trapasso di generazioni,
di avvenimenti e di profonde modificazioni sociali,
lo smalto di una presenza viva e generosa della gente
veneta nel territorio pontino non era stato eroso, e
che quindi se da un lato occorreva, per il rispetto
delle origini, non disperdere il patrimonio culturale
dei "Veneti emigrati", dall'altro bisognava affermare
la specificità veneta come componente essenziale
della società e dell'identità culturale
pontina.
Per il futuro abbiamo programmi ben chiari, da un lato
insisteremo nella realizzazione delle iniziative rispetto
a quelli che sono i nostri principali scopi associativi
di conservare e mantenere vive cultura e tradizioni
della nostra regione di origine tra i Veneti della provincia
di Latina, dall'altro punteremo a favorire, secondo
la logica dei tempi, un interscambio concreto e duraturo
che investa aspetti legati non solo alla cultura, ma
anche alla politica ed all'economia, tra la realtà
Pontina e quella Veneta (ovunque essa si trovi).
L'incontro di oggi non deve semplicemente idealizzare
un momento celebrativo ma rappresentare una prospettiva
di sviluppo in quanto a funzioni ed attività
delle nostre realtà associative. Associazione
Veneti nel Lazio.