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Sta crescendo l'Hellas baby
 
La Salernitana di Zdenek Zeman è derelitta ultima in classifica, ma una vittoria così non è da prendere sottogamba, si sa quanto sia difficile imporsi in trasferta nei campi 'infuocati' del sud. E invece il Verona-baby di Alberto Malesani, pur dotato di qualche 'senatore' di esperienza (leggi Italiano e Cossato, entrambi tra l'altro in gol), ha fatto il corsaro, ed è tornato da Salerno con un tre a uno a proprio favore, una classifica irrobustita (siamo più o meno a metà, ma la capolista, la blasonata Sampdoria, è solo a sei punti di distanza: in serie B si fa prestissimo a trovarsi in cima, o anche in fondo naturalmente), e un morale decisamente sollevato dopo i forti tentennamenti iniziali. Tra l'altro, l'Hellas ha perso per inesperienza parecchi punti, perché il pareggio esterno con il Genoa e quello casalingo contro il Lecce avrebbero potuto con meno sfortuna tramutarsi in altrettante vittorie. Ma insomma, il Verona c'è, Malesani, che sembrava inizialmente non credere nemmeno lui nel nuovo Hellas, è riuscito a dare un volto alla squadra gialloblu, e soprattutto utilizzando tanti, praticamente una mezza dozzina, 'ragazzini' provenienti dalla Primavera o comunque giovanissimi.

Anche qui, come nel caso del Chievo ma per certi versi ancora più sorprendentemente, si è fatto di necessità virtù. Lo 'squadrone' dell'anno scorso, inopinatamente finito in serie B (ma essendo stati resi noti i retroscena economici della società, non c'è poi nemmeno tanto da stupirsi), è stato disintegrato, e adesso i vari Mutu, Camoranesi, Oddo, Lenoardo Colucci, Frick, deliziano platee di altre città d'Italia. In riva all'Adige sono rimasti quasi soltanto i pezzi...di ricambio, e, appunto, uno stuolo di debuttanti.

Sembrava che ci fosse davvero poco da stare allegri, e in effetti le prime partite non davano adito a molte speranze. Insomma, sembrava profilarsi per la gloriosa squadra gialloblù, proprio nell'anno del centenario di fondazione (l'Hellas è nato su iniziativa di professori e studenti dell'altrettanto glorioso Liceo Classico "Scipione Maffei" nel 1903), una rovinosa caduta libera, con l'onta della retrocessione in serie C dietro l'angolo. Facciamo anche in questo caso gli scongiuri ma, come nel caso del Chievo, il pericolo pare invece allontanarsi, l'Hellas-baby sta crescendo, ha infilato sette risultati utili consecutivi, riesce addirittura a divertire, e mette in vetrina alcuni potenziali gioiellini. Contro la Salernitana ha esordito Castioni, l'ultimo di una 'covata' in cui brillano, soprattutto, due piedi molto buoni come Cossu e Pisanu, fantasiosi e dotati di personalità. Fa piacere vedere che il Verona è riuscito a reagire alle enormi difficoltà dopo la retrocessione con una frizzante compagnia di ventenni. Piano piano, la difesa sembra aver trovato in Gamberini, Gonnella, Comazzi e Teodorani un assetto convincente. A centrocampo si può sempre contare sull'apporto di Vincenzo Italiano, che è giocatore di quantità e qualità, dotato di lancio lungo, tiro, agonismo. Fatte le debite proporzioni, Italiano è un po' il Corini dellHellas. Tra i fantasisti c'è anche un certo Martino Melis, che forse non ha la personalità per essere grande protagonista in serie A, ma che in B è sicuramente tra i più dotati tecnicamente. In avanti regge bene, per ora, Michele Cossato, vecchio 'lupo' dell'area di rigore.

All'appuntamento mancano ancora il brasiliano Adailton, che pare un po' involuto e forse dovrebbe davvero cambiare aria (non è un fuoriclasse, ma nemmeno un bidone: ma a Verona è stato spesso fischiato, e non ci pare più abbastanza sereno da poter esprimersi al meglio), e Max Vieri, fratello minore del celebrato Bobo e, fatte ancor più debite proporzioni, sorta di fotocopia, come tipo di gioco, del bomber nerazzurro. Max è uno che lotta, non ha piedi particolarmente raffinati ma i suoi gol, l'anno scorso ad Ancona, li ha fatti. Crediamo possa dare di più di quanto ha dato finora, probabilmente è un diesel che ha bisogno di scaldarsi per girare a pieni motori.

 

 
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