Sono Anna Dal Bon dal Lussemburgo.
Alcuni mesi fa avevate chiesto, sia ai vari Presidenti
che ai Comitati, di scrivere qualcosa sulla nostra
storia di emigranti, per tenerci uniti alla associazione
madre. Da tempo era mia desiderio farlo, ma una volta
mancava il tempo, in altri momenti le idee. Ora che
mi trovo per un po' di giorni qui al paese, mi sono
sentita di farlo. Sapete che a novembre la nostra
associazione avrà vent'anni, perciò
speriamo che veniate in molti per fare con noi un
po' di festa. Vi attendiamo. Però Ë con
molta amarezza che devo constatare che noi emigrati
siamo lasciati un po' in disparte in tutti i sensi.
All'estero non abbiamo molte informazioni, non sappiamo
per chi votare. Se vogliamo un giornale quotidiano
o una rivista costano circa il doppio, e il Corriere
della Sera 4000 lire. Da una persona di cui non posso
dire il nome mi sono sentita rispondere che devo mettermi
la parabolica, così avrò tutto a disposizione!
Però quella persona - e forse anche voi - non
sapete i sacrifici che noi emigrati abbiamo fatto
specialmente nei primi anni, e che una persona titolare
di un piccolo appartamento étassata il doppio
di quelle che risiedono nel proprio paese.
A proposito del voto che noi non possiamo ancora avere
- tanti anni fa nel Parlamento italiano c'era l'Onorevole
Igino Giordano, ora morto, nel 2000 avrebbe avuto
cent'anni. All'età di 25-30 anni parlava della
obiezione di coscienza per i giovani, aveva partecipato
alla prima guerra mondiale rimanendo gravemente ferito.
Ebbene, solo circa dieci anni dopo la sua morte éstata
approvata , finalmente, la legge sull'obiezione di
coscienza.
Non sarà, dico io, che anche per noi emigranti,
dopo circa 40 anni che chiediamo il voto ne passeranno
altrettanti perchÈ questa legge si realizzi?
A chi servirebbe allora se i giovani d'oggi, sin da
ora, non si interessano quasi più nè
di associazioni regionali nè di altro genere?
Ancora un argomento poi chiudo: ho saputo che tutti
i Sardi che andranno a votare riceveranno 700 mila
lire dalla Regione! Dalle 700 mila lire per persona
a qualche migliaio di lire solo per il viaggio, per
noi di Verona, mi sembra che ci sia una bella differenza!
Avrei voluto scrivervi una lettera un po' pi(breve)
serena, ma lo stato d'animo di questo momento é
così.
Vi lascio con tanti cordiali saluti a tutti, con l'augurio
di un'Italia migliore; per voi che restate e per noi,
perchè qualcuno un giorno abbia più
tempo di occuparsi di noi emigranti, che tanto abbiamo
lavorato e sofferto, che abbiamo fatto l'Italia e
l'Europa unita più di 50 anni fa. Nel '49 la
mia mamma era amica di una signora napoletana, ed
io subito lo sono diventata della figlia".