Lo si evince dai dati presentati
da Alfredo Troisi, presidente dell'Azienda Provinciale
Turistica.
Dopo l'11 settembre, naturalmente, le cose sono cambiate.
Per quanto riguarda l'afflusso turistico, il primo
semestre del 2001, a Verona, si é concluso
con un bilancio estremamente positivo, confermando
che la nostra città, e anche il suo territorio,
costituiscono una potente calamita per i turisti europei,
americani e sudamericani, e giapponesi. Lo ha detto
Alfredo Troisi, presidente dell'APT di Verona, che
ha recentemente illustrato le cifre relative ai primi
sei mesi dell'anno per quanto ha riguardato arrivi
e presenze in città, nei comuni della Lessinia
e in un'altra parte del territorio provinciale.
Al di là dell'ormai consolidata vocazione turistica
di Verona e provincia, va detto che l'incremento si
deve anche al pervicace lavoro di promozione svolto
in questi anni appunto dall'Azienda, accanto e in
collaborazione con tutte le realtà cittadine
e provinciali interessate ai mercati turistici nazionali
e internazionali. Significativo, ad esempio, che l'APT
di Verona abbia partecipato a sedici fiere specializzate.
Trosi ha spiegato che, comunque, il 2001 si confermerà
come un'annata decisamente positiva sotto questo profilo,
anche se, ovviamente, l'impasse mondiale derivante
dagli attacchi terroristici negli Usa finirà
giocoforza per ridimensionare la crescita positiva
del periodo precedente all'11 settembre.
Nella prima metà del 2001 sono arrivate a Verona
358.606 persone, 16.854 in pi(breve) rispetto al 2000,
per una crescita del 4,9%. Ancora pi(breve) rilevante
il segno percentuale positivo per quanto riguarda
le presenze sul nostro territorio: 16,05% in più
dell'anno scorso, per un totale di 978.356 presenze
contro le 843.063 dell'anno scorso.
E veniamo alla suddivisione per nazionalità
di provenienza del turismo a Verona. Il rapporto privilegiato
continua ad essere quello con la Germania, in testa
al gruppo con 57.862 presenze (+ 5,69%); al secondo
posto gli Stati Uniti, con 52.313 presenze, e un incremento,
però, del 21,03%; quindi il Regno Unito (38.882
presenze e addirittura un 47,87% di crescita), la
Francia (24.999 presenze, + 22,28 %), e, abbastanza
sorprendentemente, la ex-Jugoslavia (21.029, + 37,85%).
In termini di crescita percentuale, note positive
sono venute anche da Grecia, Irlanda, Spagna, Svezia
e, tra i paesi extracomunitari, Brasile e Giappone.
Adesso, c'é solo da sperare che l'attuale situazione
internazionale allenti, almeno, quella Spada di Damocle
della paura e del terrore che al momento grava ancora
su tutto il mondo occidentale.