Con un documento approvato congiuntamente dalla Giunta
Regionale e da tutti i Gruppi consiliari già
il 12 settembre, all'indomani del clamoroso e tragico
assalto alle Torri Gemelle, il Veneto Ë stata la
prima regione italiana ad esprimere in termini ufficiali
il pieno sostegno agli Stati Uniti. C'é, evidentemente,
un legame molto particolare che unisce la nostra regione
agli Usa, grande terra d'emigrazione della nostra popolazione
e a sua volta meta prediletta di molti americani, senza
contare la presenza delle basi militari a Verona e Vicenza.
Ma la solidarietà del Veneto non si é
fermata al documento all'indomani degli attacchi terroristici
a New York e a Washington. Il mese scorso, a Roma, il
Presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan ha illustrato
un pacchetto di iniziative concrete che saranno messe
in atto a breve. Innanzitutto c'é l'impegno ad
ospitare i figli e i parenti delle vittime di origine
italiana, circa una quarantina, perite negli attentati
dell'11 settembre.
Inoltre, il governatore Galan é intenzionato
a sottoporre alla Giunta Regionale il progetto di un
gemellaggio tra Veneto e New York, per saldare ancor
di pi(breve) il legame con gli Usa. Nella stessa occasione
é stata resa nota la lettera aperta ai cittadini
americani scritta dal governatore circa due mesi dopo
gli attentati. "La tragedia che l'11 settembre ha straziato
corpi e anime, noi l'abbiamo vissuta come una nostra
tragedia. Il vostro dolore é il nostro dolore
perchè non c'é parte d'Italia che non
sia legata agli Usa".
E il legame, appunto, é reciproco. Tanto per
ricordare, basti menzionare la speciale attrazione che
su molte figure preminenti della cultura e dello spettacolo
americano ha esercitato Venezia. Pensiamo a Ernest Hemingway
e ai suoi soggiorni al Gritti, alle sue bevute all'Harry's
Bar, alle sue levatacce per la caccia in laguna; pensiamo
a Peggy Guggenheim, che a Venezia ha donato quel gioiello
che é l'omonimo museo, 'fratello', appunto, di
quello newyorkese di Charles Lloyd Wright.
Pensiamo a Robert Rauschenberg, a John Steinbeck, a
poeti come Allen Ginsberg ed Ezra Pound: e pensiamo
ad una valanga di star hollywoodiane come Hunphrey Bogart,
Lauren Bacall, Gary Cooper, a registi come Robert Altman,
Martin Scorsese e naturalmente Woody Allen, innamorato
della città sull'acqua a tal punto da averla
scelta come scenografia in un suo film.