"Il Veneto non ha dimenticato l'odissea patita dai minatori
veneti e italiani nel Belgio negli anni quaranta e cinquanta
del secolo scorso. Dei 262 minatori periti nel disastro
della miniera, 136 erano italiani di cui 5 veneti, giovani
ventenni e trentenni: Dino Dalla Vecchia bellunese di
Sedico; Giuseppe Polese trevigiano di Cimadolmo; Mario
Piccin trevigiano di Codogné; Guerrino Casanova
trevigiano di Montebelluna; Giuseppe Corso veronese
di Montorio. Oggi, 8 agosto 2001, 45 anni dopo la catastrofe,
siamo qui a fianco del Ministro per gli Italiani nel
Mondo Mirko Tremaglia, e a fianco dei rappresentanti
delle Associazioni provinciali degli emigrati veneti
e dei figli e nipoti di quelle vittime. Perchè
questa cittadina belga é un simbolo. E' un luogo
della storia italiana e veneta dal quale ripartire per
affrontare con intelligenza e umanità la sfida
che ci pone oggi, nel duemila, l'immigrazione nella
nostra regione, nel nostro Paese, nel nostro continente.
Sfide di cui sono esempi gli incidenti dei giorni scorsi
nelle miniere di carbone romene". Lo ha detto a Marcinelle
- la cittadina belga dove, nell'agosto del 1956, avvenne
il tragico scoppio della miniera di carbone "Bois du
Cazier" - l'assessore ai Flussi Migratori della Regione
Veneto Raffaele Zanon, giunto a rappresentare il Veneto
e a portare ai discendenti e ai familiari delle vittime
il saluto e il ricordo di tutti i Veneti. Zanon ha ricordato
che oggi ci sono 4 milioni di lavoratori della comunità
europea che vivono e lavorano in un paese diverso dal
proprio. Alla fine della cerimonia di commemorazione,
incontrando i famigliari delle vittime e i rappresentanti
delle associazioni, Zanon ha annunciato che la Regione
Veneto terrà la prossima conferenza d'area degli
emigrati in Europa a Berlino nella primavera del 2002.
Ripercorrendo gli eventi di Marcinelle e il contesto
sociale ed economico nel quale si sviluppÚ l'emigrazione
italiana in Belgio, l'assessore Zanon ha ricordato le
ingiustizie sociali e lo sfruttamento patito dai nostri
lavoratori emigrati che venivano avviati ad un lavoro
pericolosissimo e tossico senza preparazione alcuna
e alloggiati il più delle volte in strutture
fatiscenti. "Da quel giorno fatidico é trascorso
più di mezzo secolo. Oggi gli italiani del Belgio,
270 mila - ha detto ancora Zanon - sono la comunità
meglio integrata e più numerosa, cittadini che
hanno saputo con sacrifici, intelligenza e tenacia,
inserirsi, distinguersi, crescere socialmente ed economicamente,
diventare classe dirigente. Tuttavia, cambiata l'epoca
e le condizioni storiche - ha continuato l'assessore
veneto - Marcinelle mantiene diversi punti di contatto
con alcune questioni dell'immigrazione attuale. Ricordare
Marcinelle ci aiuta, cittadini e istituzioni, a non
abbassare la guardia verso le nuove sfide poste dall'immigrazione
nei riguardi della convivenza civile, del rispetto della
legalità e della cultura dei paesi in cui si
va a vivere, dell'inserimento degli stranieri in comunità
diverse dalle loro, della lotta contro lo sfruttamento
del lavoro e le nuove forme di schiavitù. La
Regione Veneto si adopererà affinchè le
nuove generazioni venete non dimentichino Marcinelle
che é stata una pagina tragica ed importante
della storia italiana ed europea". Nel corso del suo
intervento il ministro Tremaglia ha proposto di dichiarare
l'8 agosto giornata internazionale del lavoro italiano
nel mondo e si é detto contrario alle proposte
di legge che indicano il reato di immigrazione e i contratti
a termine per gli immigrati.