Una grande esposizione a
Treviso. Alla Casa dei Carraresi fino al 10 febbraio.
la presentazione di Marco Goldin, curatore della mostra.
Il desiderio é quello di presentare per la prima
volta, davvero, l'opera di Monet e la sua figura al
pubblico italiano. Con una mostra che, nel taglio certamente
inedito rispetto alle moltissime che nel mondo si sono
fatte e continuamente si aprono, ne segua il percorso
di strepitosa e nuova operosità, senza trascurare
alcuno dei suoi motivi fondamentali. E del resto la
conoscenza della pittura di Monet può costituirsi
soltanto dall'aver visitato, tutti insieme, alcuni musei
sparsi nei cinque continenti. Tanto che risulta non
indifferente, e certamente non inutile, pensare a questa
esposizione trevigiana come ad un'occasione veramente
unica per entrare dentro la gioia e il mistero di un'arte
che ha segnato, con la sua intensità quasi profetica,
una larga parte del secolo che si é appena concluso.
PoichÈ, forte delle sue novanta opere, la mostra
propone anche dal punto di vista quantitativo un'immagine
molto completa del percorso di Monet. Che si apre proprio
con il dipinto che convenzionalmente viene inteso come
il primo da lui eseguito nel 1858, all'età di
diciotto anni, fino alle ultime cose realizzate nel
1924, solo due anni prima della morte avvenuta nel dicembre
del 1926. Se poi si consideri che qui a Treviso abbiamo
anche l'orgoglio di poter presentare un quadro inedito,
del 1869 e realizzato gomito a gomito con Renoir, ritengo
si possa ben dire che non si tratti di una mostra nata
dalla volontà di legarsi a un nome altisonante
dell'impressionismo, anzi al suo stesso ispiratore,
ma di una mostra che porterà qualche argomento
nuovo alla conoscenza di un tale caposcuola. Tra l'altro,
con l'arrivo di non pochi quadri da collezioni private
che mai li avevano concessi, o da musei situati in nazioni
non cosÏ abituate al prestito nelle grandi rassegne
internazionali.
Questa mostra si divide in quattro ampie sezioni, che
al loro interno si diramano in altri percorsi a costituire
una precisa unità. L'idea é stata quella
di individuare i luoghi della vita e della pittura di
Monet e attraverso di essi creare un itinerario che
é sì dell'arte ma anche del cuore. Ed
é così che all'interno di Casa dei Carraresi
una ricca dotazione di materiale fotografico d'epoca
ci aiuta a ricostruire, oltre che con i dipinti, il
clima di un'epoca. Ci porta a conoscere anche l'evoluzione
del paesaggio non solo francese a cavallo dei due secoli,
l'ingigantirsi del concetto di città. E attraverso
le lettere di Monet, che fanno da contrappunto continuo
alle opere cui si riferiscono, cresce ancor di più
la sensazione di un mondo che é molto vicino
a noi, in ogni suo aspetto.
In Normandia e Bretagna é il titolo della prima
sezione, distesa nei quarant'anni che corrono dal primo
dipinto, ancora nell'orbita di Boudin e Daubigny, realizzato
a Rouelles, fino a quei capolavori trascoloranti che
sono le versioni della roccia a Pourville, tra il 1896
e il 1897. Scogliere che sono tra le opere più
celebri di Monet, e sarà sufficiente ricordare
quelle di Etretat e di Belle-Ile per dire della loro
bellezza.
Lungo la Senna, seconda sezione, propone un viaggio
sul grande fiume ma anche nei suoi immediati dintorni.
Quindi le opere eseguite ad Argenteuil, poi a VÈtheuil,
a Rouen, fino a giungere ad uno dei vertici di tutta
quest'opera, i quadri con Il mattino sulla Senna che
segnano il punto di giuntura con il romanzo finale di
Giverny.
Ma prima di arrivarvi, lì A Giverny, titolo della
quarta e ultima sezione della mostra, dove campeggiano
i dipinti che forse più stanno nella memoria
di tutti - i Pioppi, i Covoni, naturalmente le diverse
versioni del ponte giapponese e delle Ninfee - occorre
dire della terza sezione, Città e villaggi, che
si incarica di seguire Monet lungo le sue rotte. Prima
a Londra, poi in Olanda, naturalmente a Parigi con la
mitica Stazione Saint-Lazare, sulle coste del Mediterraneo
prima a Bordighera e poi ad Antibes, ancora in Olanda,
in Norvegia, ancora a Londra con i quadri celebri del
Parlamento, infine a Venezia. Un girovagare miracoloso
nei suoi risultati, di un'altezza persino indescrivibile
nel suo fascino di annuncio continuo del nuovo.
"Monet -I luoghi della pittura" é stata
aperta, alla Casa dei Carraresi di Treviso, il 29 settembre
scorso, e resterà aperta fino al 10 febbraio
2002. Dal lunedì al giovedì dalle 9 alle
20, dal venerdì alla domenica dalle 9 alle 22.
Il prossimo 1° gennaio sarà aperta dalle
15 alle 22. La mostra resterà chiusa nei giorni
24, 25 e 31 dicembre. L'Ente Committente é la
Fondazione Cassamarca, lo Sponsor principale il Gruppo
Euromobil, il progetto e la cura della mostra sono di
Marco Goldin.
Per prenotazione biglietti, visite guidate, laboratori
didattici e informazioni si può rivolgersi al
Call Center tel. 0438/21306