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    Aut. del Trib. di Verona del 6/6/1974 n.312 - Dir. Resp. Beppe Montresor
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Chievo: Il sogno continua
 
Chievo sempre in vetta alla classifica, Hellas subito dietro le grandi. Quasi incredibile: Verona sempre più capitale del calcio, e i risultati delle due squadre stanno dando grande popolarità mondiale a tutta la città.

Adesso che il campionato di calcio di serie A comincia ad avvicinarsi al giro di boa, si può cominciare a dirlo. Chievo ed Hellas Verona sono due splendide realtà del football italiano, non delle meteore capite lì, ai vertici della classifica, per caso. E' una situazione eccezionale, che sembra quasi stordire la città intera, quasi incredula di ritrovarsi tra le grandi del campionato più difficile del mondo, due squadre che la critica specializzata, quasi all'unanimità, al via del torneo dava praticamente per spacciate. E in particolare il de profundis era stato intonato all'unisono per la formazione della Diga. E invece...invece succede che, alla 15a giornata, cioé quasi alla metà del viaggio (quest'anno si finirà prima per via dei mondiali in Giappone e Corea), la classifica dice che il Chievo é al comando con 29 punti, assieme alla stellare Roma di Totti, Cafu, Candela, Emerson, Tommasi e compagnia bella (i giallorossi di Capello, campioni d'Italia, per noi restano ancora i più accreditati a fare il bis, tecnicamente sono forti in tutti i reparti: peròsabato prossimo, 22 dicembre, si gioca Chievo - Roma al Bentegodi, e potrebbe succedere di tutto); le cifre dicono ancora che i gialloblù di Del Neri sono la squadra che ha segnato di più (28 gol, quasi due a partita) e che ha vinto di più (9 gare, contro le otto di Roma e Inter). Com'é possibile, che una squadra arrivata dalla serie B, al debutto nella massima serie, con pochi soldi spesi senza fare follie, possa guardare tutti dall'alto in basso (e ancora più in alto, se non fosse stata letteralmente 'derubata' del successo a Milano contro il pur forte Milan, uscito dal Meazza con un successo, 3-2, praticamente tutto inventato dall'arbitro)? C'é appunto, tutto un lavoro fatto dalla società in diversi anni. L'incredibile Presidente Campedelli (che sta diventando un personaggio popolarissimo in tutta Italia: lui, così schivo e apparentemente goffo, é stato addirittura eletto, in un sondaggio, il "datore di lavoro con maggiore sex-appeal") ha avuto il grande merito, innanzitutto, di creare attorno ai giallloblù un'atmosfera seria, rigorosa, ma priva di negative tensioni. Al Chievo, insomma (a differenza, per esempio, di quanto accadeva negli anni scorsi alla Beneamata Inter), si é potuto costruire pazientemente tutta una realtà, senza avere dietro il fiato ringhioso di tifosi e proprietà. Magari da Campedelli sarebbe auspicabile vedere qualche risata in più, ma l'uomo é fatto così, e le emozioni, probabilmente, si é abituato a gustarle per conto suo, senza dar troppo a vedere. E poi il merito va agli uomini accanto a lui, dal D.S. Sartori ad un addetto stampa esperto nelle pubbliche relazioni, modesto e gentile come Marco Pacione, che ricordiamo con piacere come punta nel Verona anni '80 (ha giocato anche nell'Atalanta e nella Juventus, prima che problemi fisici gli impedissero una consacrazione definitiva, e lo costringessero a chiudere abbastanza presto la carriera di calciatore). E Luigi Del Neri, naturalmente, un tecnico che, lo ammettiamo, non consideravamo capace di arrivare a tali livelli. Abbiamo avuto l'opportunità di conoscerlo da vicino ad una festa del "Calcio Club Chievo Centro Storico Osteria Carro Armato" (presieduto da Annalisa Morandini, con soci di spicco come l'editore Giorgio Bertani, vicepresidente, il disegnatore Gianni Burato, e tanti altri), e ne abbiamo tratto un'impressione splendida anche dal punto di vista umano: appassionato, comunicativo, per nulla atteggiato nonostante il successo, misurato, intelligente. Del Neri ci ha ricordato, in questo senso, l'indimenticabile Cesare Prandelli (esonerato, e ci spiace, dal Venezia, ma francamente aveva tra le mani una compagine condannata ad andare in B). E in campo, naturalmente, Del Neri dimostra domenica dopo domenica di capire davvero tutto, di essere in grado di leggere bene la partita, prima e nel corso della gara. Il Chievo, fino a questo momento, gioca indubitabilmente il miglior calcio della serie A, sviluppando un gioco tecnicamente e tatticamente quasi impeccabile. Anche nel bellissimo derby con il Verona, perso per 3 a 2 dopo essere partito a razzo con due gol di vantaggio, le cose più belle (le triangolazioni veloci, i passaggi in profondità, le corse sulle fasce, gli spunti tecnici) si sono viste da parte dei ragazzi di Del Neri. Ai quali nell'occasione, forse, rispetto ai 'cugini' dell'Hellas, era mancata un po' di determinazione, quella grinta e quella voglia di vincere necessarie, appunto, per imporsi. Il massimo del massimo, poi, é stata la vittoria di ieri, 16 dicembre, al Meazza contro l'Inter. Una vera doccia fredda per l'ottima squadra di Cuper, Vieri e del ritrovato Ronaldo, che sembrava in piena ascesa a tutti i livelli, tecnico, tattico e psicologico. Tutti pronosticavano il definitivo decollo dei nerazzurri, arrivati allo scontro in testa alla classifica, e invece il Chievo ha letteralmente dato una lezione di calcio, riconosciuta dallo stesso Presidente Moratti (come sempre grandissimo gentiluomo, al pari dello scomparso Avvocato Prisco, al pari dell'allenatore Hector Cuper), alla blasonata Inter, scavalcandola nuovamente in classifica. Da favola i 'voti' assegnati dalla critica sportiva nazionale ai giocatori del Chievo, con medie altissime e picchi oltre l'otto per il brasiliano Eriberto (che forse parteciperà ai mondiali con la leggendaria selezione del suo paese), per il 'professor' Corini, per il grandissimo Cristian Manfredini, per la micidiale coppia d'attacco Corradi-Marazzina, autori dei due gol del successo.

Vittoria straordinaria, insomma, di quelle che ti fanno capire che la cosa si fa seria. Dove puòarrivare il Chievo? Noi diciamo che non si lascerà sfuggire la zona Uefa. Al momento, non ci sono segnali che debbano preludere a un vistoso calo della squadra. Certo, il Chievo non ha la panchina e i ricambi di Roma, Inter, Milan, Lazio e Juventus, non ha il peso 'politico' di queste cinque 'sorelle'. E anche dal punto di vista squisitamente tecnico non ha il numero di fuoriclasse delle altre, anche se i giocatori sopracitati ormai sono da considerarsi di primissima scelta. E' presumibile che alla lunga qualche colpo il Chievo lo ceda, ma non crediamo a un crollo. A questo punto, tutto é possibile. Prima di Natale arrivano al Bentegodi Lazio e Roma, vediamo che succede.

 

 
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