Chievo sempre in vetta
alla classifica, Hellas subito dietro le grandi. Quasi
incredibile: Verona sempre più capitale del calcio,
e i risultati delle due squadre stanno dando grande
popolarità mondiale a tutta la città.
Adesso che il campionato di calcio di serie A comincia
ad avvicinarsi al giro di boa, si può cominciare
a dirlo. Chievo ed Hellas Verona sono due splendide
realtà del football italiano, non delle meteore
capite lì, ai vertici della classifica, per caso.
E' una situazione eccezionale, che sembra quasi stordire
la città intera, quasi incredula di ritrovarsi
tra le grandi del campionato più difficile del
mondo, due squadre che la critica specializzata, quasi
all'unanimità, al via del torneo dava praticamente
per spacciate. E in particolare il de profundis era
stato intonato all'unisono per la formazione della Diga.
E invece...invece succede che, alla 15a giornata,
cioé quasi alla metà del viaggio (quest'anno
si finirà prima per via dei mondiali in Giappone
e Corea), la classifica dice che il Chievo é
al comando con 29 punti, assieme alla stellare Roma
di Totti, Cafu, Candela, Emerson, Tommasi e compagnia
bella (i giallorossi di Capello, campioni d'Italia,
per noi restano ancora i più accreditati a fare
il bis, tecnicamente sono forti in tutti i reparti:
peròsabato prossimo, 22 dicembre, si gioca Chievo
- Roma al Bentegodi, e potrebbe succedere di tutto);
le cifre dicono ancora che i gialloblù di Del
Neri sono la squadra che ha segnato di più (28
gol, quasi due a partita) e che ha vinto di più
(9 gare, contro le otto di Roma e Inter). Com'é
possibile, che una squadra arrivata dalla serie B, al
debutto nella massima serie, con pochi soldi spesi senza
fare follie, possa guardare tutti dall'alto in basso
(e ancora più in alto, se non fosse stata letteralmente
'derubata' del successo a Milano contro il pur forte
Milan, uscito dal Meazza con un successo, 3-2, praticamente
tutto inventato dall'arbitro)? C'é appunto, tutto
un lavoro fatto dalla società in diversi anni.
L'incredibile Presidente Campedelli (che sta diventando
un personaggio popolarissimo in tutta Italia: lui, così
schivo e apparentemente goffo, é stato addirittura
eletto, in un sondaggio, il "datore di lavoro con maggiore
sex-appeal") ha avuto il grande merito, innanzitutto,
di creare attorno ai giallloblù un'atmosfera
seria, rigorosa, ma priva di negative tensioni. Al Chievo,
insomma (a differenza, per esempio, di quanto accadeva
negli anni scorsi alla Beneamata Inter), si é
potuto costruire pazientemente tutta una realtà,
senza avere dietro il fiato ringhioso di tifosi e proprietà.
Magari da Campedelli sarebbe auspicabile vedere qualche
risata in più, ma l'uomo é fatto così,
e le emozioni, probabilmente, si é abituato a
gustarle per conto suo, senza dar troppo a vedere. E
poi il merito va agli uomini accanto a lui, dal D.S.
Sartori ad un addetto stampa esperto nelle pubbliche
relazioni, modesto e gentile come Marco Pacione, che
ricordiamo con piacere come punta nel Verona anni '80
(ha giocato anche nell'Atalanta e nella Juventus, prima
che problemi fisici gli impedissero una consacrazione
definitiva, e lo costringessero a chiudere abbastanza
presto la carriera di calciatore). E Luigi Del Neri,
naturalmente, un tecnico che, lo ammettiamo, non consideravamo
capace di arrivare a tali livelli. Abbiamo avuto l'opportunità
di conoscerlo da vicino ad una festa del "Calcio Club
Chievo Centro Storico Osteria Carro Armato" (presieduto
da Annalisa Morandini, con soci di spicco come l'editore
Giorgio Bertani, vicepresidente, il disegnatore Gianni
Burato, e tanti altri), e ne abbiamo tratto un'impressione
splendida anche dal punto di vista umano: appassionato,
comunicativo, per nulla atteggiato nonostante il successo,
misurato, intelligente. Del Neri ci ha ricordato, in
questo senso, l'indimenticabile Cesare Prandelli (esonerato,
e ci spiace, dal Venezia, ma francamente aveva tra le
mani una compagine condannata ad andare in B). E in
campo, naturalmente, Del Neri dimostra domenica dopo
domenica di capire davvero tutto, di essere in grado
di leggere bene la partita, prima e nel corso della
gara. Il Chievo, fino a questo momento, gioca indubitabilmente
il miglior calcio della serie A, sviluppando un gioco
tecnicamente e tatticamente quasi impeccabile. Anche
nel bellissimo derby con il Verona, perso per 3 a 2
dopo essere partito a razzo con due gol di vantaggio,
le cose più belle (le triangolazioni veloci,
i passaggi in profondità, le corse sulle fasce,
gli spunti tecnici) si sono viste da parte dei ragazzi
di Del Neri. Ai quali nell'occasione, forse, rispetto
ai 'cugini' dell'Hellas, era mancata un po' di determinazione,
quella grinta e quella voglia di vincere necessarie,
appunto, per imporsi. Il massimo del massimo, poi, é
stata la vittoria di ieri, 16 dicembre, al Meazza contro
l'Inter. Una vera doccia fredda per l'ottima squadra
di Cuper, Vieri e del ritrovato Ronaldo, che sembrava
in piena ascesa a tutti i livelli, tecnico, tattico
e psicologico. Tutti pronosticavano il definitivo decollo
dei nerazzurri, arrivati allo scontro in testa alla
classifica, e invece il Chievo ha letteralmente dato
una lezione di calcio, riconosciuta dallo stesso Presidente
Moratti (come sempre grandissimo gentiluomo, al pari
dello scomparso Avvocato Prisco, al pari dell'allenatore
Hector Cuper), alla blasonata Inter, scavalcandola nuovamente
in classifica. Da favola i 'voti' assegnati dalla critica
sportiva nazionale ai giocatori del Chievo, con medie
altissime e picchi oltre l'otto per il brasiliano Eriberto
(che forse parteciperà ai mondiali con la leggendaria
selezione del suo paese), per il 'professor' Corini,
per il grandissimo Cristian Manfredini, per la micidiale
coppia d'attacco Corradi-Marazzina, autori dei due gol
del successo.
Vittoria straordinaria, insomma, di quelle che ti fanno
capire che la cosa si fa seria. Dove puòarrivare
il Chievo? Noi diciamo che non si lascerà sfuggire
la zona Uefa. Al momento, non ci sono segnali che debbano
preludere a un vistoso calo della squadra. Certo, il
Chievo non ha la panchina e i ricambi di Roma, Inter,
Milan, Lazio e Juventus, non ha il peso 'politico' di
queste cinque 'sorelle'. E anche dal punto di vista
squisitamente tecnico non ha il numero di fuoriclasse
delle altre, anche se i giocatori sopracitati ormai
sono da considerarsi di primissima scelta. E' presumibile
che alla lunga qualche colpo il Chievo lo ceda, ma non
crediamo a un crollo. A questo punto, tutto é
possibile. Prima di Natale arrivano al Bentegodi Lazio
e Roma, vediamo che succede.