Eh sì, così
come la stella del Chievo continua a brillare altissima,
anche l'Hellas Verona edizione Malesani sta regalando
ai suoi tifosi grandi soddisfazioni. Grandissima, per
la storica Curva Sud del Bentegodi, quella goduta con
la vittoria, sofferta ma meritata, nel derby con il
Chievo. Ma é stato soprattutto nelle successive
partite interne con il Brescia e con la Lazio, che l'undici
gialloblù ha dimostrato davvero una condizione
eccellente. Possiamo dire davvero che quasi tutta la
squadra gioca al meglio. E questo é un grande
merito di Alberto Malesani, trainer che qualche volta
cede un po' alla voglia di piacere ai tifosi (del resto
é stato tifoso di Curva anche lui), ma che certamente
sul piano del rendimento sta dando moltissimo. PerchÈ
in fondo dal punto di vista del materiale umano non
é che l'Hellas, rispetto alla stanca e fortunata
stagione scorsa, abbia fatto chissà quale salto
qualitativo. E' che Malesani é riuscito a dare
alla squadra quella grinta, quell'entusiasmo, quella
voglia di vincere che mancavano sotto la gestione di
Attilio Perotti, tecnico preparato e serio ma forse
un po' troppo distaccato per dare sufficienti stimoli
ad una squadra di serie A. In più, sicuramente,
Malesani é uno che di calcio ne capisce, e che
nella sua città natale aveva una gran voglia
di esprimersi al meglio. Così, grande merito
innanzitutto al tecnico se alla quindicesima giornata
il Verona si trova quasi in zona Uefa, con ventidue
punti (nove in più delle quartultime, Perugina
e Fiorentina ex-aequo), sei vittorie contro quattro
sconfitte (e quattro pareggi), ventun gol fatti contro
i 19 subiti. Una posizione tranquilla, insomma, e soprattutto
conquistata giocando molto bene alcune partite. Anche
l'Hellas, come il Chievo, é stato tra l'altro
'derubato' di alcuni punti, come é capitato a
Udine. Nella stessa giornata in cui il Chievo ha spadroneggiato
a San Siro contro l'Inter, il Verona ha dato una vera
e propria lezione di calcio alla Lazio, vincendo per
3 a 1 e rischiando di infliggere al pur bravo Marchigiani
una vera e propria goleada. E anche in questo caso si
é trattato di una vera impresa/sorpresa, perchÈ
la Lazio, da quando ha cambiato allenatore e ha sostituito
il 'logoro' Zoff con Alberto Zaccheroni, stava andando
a mille, con cinque vittorie consecutive e raffiche
da gol, tanto da tornare a candidarsi tra le pretendenti
allo scudetto. Cosa é cambiato nell'Hellas, rispetto
all'anno scorso? Premessa fondamentale: l'impressione
é che praticamente tutti i titolari o quasi stiano
giocando al massimo delle loro possibilità, come
accadeva nel Verona di Prandelli e anni prima in quello
di Osvaldo Bagnoli. Parliamo in particolare di elementi
come Ferron (che nonostante l'età non accenna
a vistosi cali, e comunque la riserva Pegolo si é
dimostrato già pronto all'uso), come Gonnella,
Italiano (uno dei pochi calciatori italiani dotati di
lancio lungo e tiro dalla distanza), il capitano Leo
Colucci . Poi ci sono alcune presenze che per ora riescono
a fare la differenza rispetto all'anno scorso. Zanchi,
per esempio, ha dato un ordine e una certa sicurezza
alla difesa, che ha compensato alla partenza per Milano
di Martin Laursen. I laterali: avere due laterali che
spingono con intensità é il segreto delle
squadre migliori: la Roma é fortissima perchÈ
ha Cafu e Candela, il Chievo ha Eriberto e Manfredini,
il Verona ha Oddo e Seric, che sono più difensori
e meno talentuosi dei colleghi sopracitati, ma comunque
sono in grado di tenere sulle spine le difese avversarie,
e si danno molto da fare, pur con qualche imprecisione.
All'Hellas manca, rispetto all'anno scorso, un attaccante
di peso come Bonazzoli (finito purtroppo per lui al
derelitto Parma), tuttavia l'acquisto del giovane Frick
(che viene dal Lichtenstein) si sta rivelando una sorpresa
positiva, perchÈ il ragazzo ha dimostrato doti
tattiche e di manovra notevoli.
Infine, diciamo dei due giocatori che, nel Verona di
quest'anno (nell'attesa dell'esplosione del giovane
Montano, per ora per lo più confinato in panchina),
stanno facendo vedere di avere qualcosa in più:
Adrian Mutu e Mauro Camoranesi. Che si trattava di due
"piedi buoni" era già chiaro l'anno scorso. Il
primo, però, sembrava il classico straniero più
sregolatezza che genio, indisciplinato tatticamente
e comportamentalmente. In questa prima parte di campionato
Adrian ha fatto vedere cose bellissime quasi ogni domenica,
e pur conservando quelle caratteristiche estrose da
giocatore atipico, si sta mostrando molto più
responsabilizzato. Uno dei più forti trequartisti
del campionato, tra l'altro ancora molto giovane. La
rivelazione dell'Hellas 2001-2002.
Camoranesi, a sua volta, aveva già disputato
alcune splendide partite con Perotti, ma si era trattato
di rari guizzi in mezzo a tantissime pause. Forse anche
oggettivi problemi fisici ne avevano limitato le potenzialità,
ma Camoranesi pareva uno dei tanti sudamericani dal
tocco talentuoso ma dallo scarsissimo tasso agonistico.
E' forse vero che l'argentino non é di quelli
che danno il meglio di sé quando c'é battaglia
e da menare i bulloni, ma la classe é limpida
e ha già fatto vincere al Verona più di
una partita. Il tre a uno rifilato alla Lazio lo ha
visto protagonista assoluto. E anche per lui, é
ancora difficile stabilire i limiti.