contatti | registrazione 
 
    Aut. del Trib. di Verona del 6/6/1974 n.312 - Dir. Resp. Beppe Montresor
PERIODICO   

Prima Pagina  
News dai Circoli  
Attività  
Punto su Verona  
News dal Veneto  
Economia  
Cultura  
Sport  
 






 

Anche l'Hellas oltre ogni previsione
 
Eh sì, così come la stella del Chievo continua a brillare altissima, anche l'Hellas Verona edizione Malesani sta regalando ai suoi tifosi grandi soddisfazioni. Grandissima, per la storica Curva Sud del Bentegodi, quella goduta con la vittoria, sofferta ma meritata, nel derby con il Chievo. Ma é stato soprattutto nelle successive partite interne con il Brescia e con la Lazio, che l'undici gialloblù ha dimostrato davvero una condizione eccellente. Possiamo dire davvero che quasi tutta la squadra gioca al meglio. E questo é un grande merito di Alberto Malesani, trainer che qualche volta cede un po' alla voglia di piacere ai tifosi (del resto é stato tifoso di Curva anche lui), ma che certamente sul piano del rendimento sta dando moltissimo. PerchÈ in fondo dal punto di vista del materiale umano non é che l'Hellas, rispetto alla stanca e fortunata stagione scorsa, abbia fatto chissà quale salto qualitativo. E' che Malesani é riuscito a dare alla squadra quella grinta, quell'entusiasmo, quella voglia di vincere che mancavano sotto la gestione di Attilio Perotti, tecnico preparato e serio ma forse un po' troppo distaccato per dare sufficienti stimoli ad una squadra di serie A. In più, sicuramente, Malesani é uno che di calcio ne capisce, e che nella sua città natale aveva una gran voglia di esprimersi al meglio. Così, grande merito innanzitutto al tecnico se alla quindicesima giornata il Verona si trova quasi in zona Uefa, con ventidue punti (nove in più delle quartultime, Perugina e Fiorentina ex-aequo), sei vittorie contro quattro sconfitte (e quattro pareggi), ventun gol fatti contro i 19 subiti. Una posizione tranquilla, insomma, e soprattutto conquistata giocando molto bene alcune partite. Anche l'Hellas, come il Chievo, é stato tra l'altro 'derubato' di alcuni punti, come é capitato a Udine. Nella stessa giornata in cui il Chievo ha spadroneggiato a San Siro contro l'Inter, il Verona ha dato una vera e propria lezione di calcio alla Lazio, vincendo per 3 a 1 e rischiando di infliggere al pur bravo Marchigiani una vera e propria goleada. E anche in questo caso si é trattato di una vera impresa/sorpresa, perchÈ la Lazio, da quando ha cambiato allenatore e ha sostituito il 'logoro' Zoff con Alberto Zaccheroni, stava andando a mille, con cinque vittorie consecutive e raffiche da gol, tanto da tornare a candidarsi tra le pretendenti allo scudetto. Cosa é cambiato nell'Hellas, rispetto all'anno scorso? Premessa fondamentale: l'impressione é che praticamente tutti i titolari o quasi stiano giocando al massimo delle loro possibilità, come accadeva nel Verona di Prandelli e anni prima in quello di Osvaldo Bagnoli. Parliamo in particolare di elementi come Ferron (che nonostante l'età non accenna a vistosi cali, e comunque la riserva Pegolo si é dimostrato già pronto all'uso), come Gonnella, Italiano (uno dei pochi calciatori italiani dotati di lancio lungo e tiro dalla distanza), il capitano Leo Colucci . Poi ci sono alcune presenze che per ora riescono a fare la differenza rispetto all'anno scorso. Zanchi, per esempio, ha dato un ordine e una certa sicurezza alla difesa, che ha compensato alla partenza per Milano di Martin Laursen. I laterali: avere due laterali che spingono con intensità é il segreto delle squadre migliori: la Roma é fortissima perchÈ ha Cafu e Candela, il Chievo ha Eriberto e Manfredini, il Verona ha Oddo e Seric, che sono più difensori e meno talentuosi dei colleghi sopracitati, ma comunque sono in grado di tenere sulle spine le difese avversarie, e si danno molto da fare, pur con qualche imprecisione. All'Hellas manca, rispetto all'anno scorso, un attaccante di peso come Bonazzoli (finito purtroppo per lui al derelitto Parma), tuttavia l'acquisto del giovane Frick (che viene dal Lichtenstein) si sta rivelando una sorpresa positiva, perchÈ il ragazzo ha dimostrato doti tattiche e di manovra notevoli.

Infine, diciamo dei due giocatori che, nel Verona di quest'anno (nell'attesa dell'esplosione del giovane Montano, per ora per lo più confinato in panchina), stanno facendo vedere di avere qualcosa in più: Adrian Mutu e Mauro Camoranesi. Che si trattava di due "piedi buoni" era già chiaro l'anno scorso. Il primo, però, sembrava il classico straniero più sregolatezza che genio, indisciplinato tatticamente e comportamentalmente. In questa prima parte di campionato Adrian ha fatto vedere cose bellissime quasi ogni domenica, e pur conservando quelle caratteristiche estrose da giocatore atipico, si sta mostrando molto più responsabilizzato. Uno dei più forti trequartisti del campionato, tra l'altro ancora molto giovane. La rivelazione dell'Hellas 2001-2002.

Camoranesi, a sua volta, aveva già disputato alcune splendide partite con Perotti, ma si era trattato di rari guizzi in mezzo a tantissime pause. Forse anche oggettivi problemi fisici ne avevano limitato le potenzialità, ma Camoranesi pareva uno dei tanti sudamericani dal tocco talentuoso ma dallo scarsissimo tasso agonistico. E' forse vero che l'argentino non é di quelli che danno il meglio di sé quando c'é battaglia e da menare i bulloni, ma la classe é limpida e ha già fatto vincere al Verona più di una partita. Il tre a uno rifilato alla Lazio lo ha visto protagonista assoluto. E anche per lui, é ancora difficile stabilire i limiti.

 

 
  DOWNLOAD PDF
 
EditorialeEDITORIALE
Buon Anno a tutti.
Gli auguri del Presidente

         
 
redazione@veronesinelmondo.org

Copyright © 2008 Michele Grigoletti e Associazione Veronesi nel Mondo.
Tutti i diritti riservati.