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    Aut. del Trib. di Verona del 6/6/1974 n.312 - Dir. Resp. Beppe Montresor
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Marzo 2005
 

 

 

Una vita densa di importanti cariche

Giuseppe Riccardo Ceni Giuseppe Riccardo Ceni, il nuovo Presidente della nostra Associazione, è nato a Mantova il 17 giugno 1935, ma vive a Verona dall'età di sei anni, e si considera quindi a tutti gli effetti veronese. La mamma Antonietta, come spieghiamo nell'intervista a lato, è nata da una coppia di italiani emigrati in Argentina.

Imprenditore commerciale oggi in pensione, è stato eletto consigliere comunale nel 1968, e nel 1975 è entrato nella Giunta del Comune di Verona come assessore al Traffico Viabilità, al Servizio Nettezza Urbana, ai Trasporti e ai Vigili Urbani. Carica che ha conservato fino al 1979.

In quell'anno è stato eletto alla Camera dei Deputati, e in Parlamento ha fatto parte della Commissione Industria e Commercio oltreché della commissione d'inchiesta sul "caso Sindona". E' rimasto alla Camera fino al 1983.

Nel 1985 è stato nuovamente eletto consigliere comunale a Verona, con il record storico di 11 mila preferenze.

Dal 1987 al 1993 è stato Presidente dell'Ente Fiere di Verona, nominato su Decreto del Presidente della Repubblica.

Recentemente, l'Onorevole Ceni, che ha una lunga esperienza di viaggi e relazioni internazionali, ha ricevuto l'incarico operativo di Senior Advisor dal Ministero dell'Agricoltura della Cina.

RINNOVATO IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

È Giuseppe Riccardo Ceni il nuovo Presidente dei Veronesi nel Mondo

1A_copertinaClaudio Valente è stato nominato Presidente Onorario, succede allo scomparso Fernando Solinas

Lo scorso 17 febbraio, l'Assemblea dei Soci si è riunita nella Sala Consiglio della Camera di Commercio di Verona per nominare il nuovo Consiglio di Amministrazione dell'Associazione Veronesi nel Mondo, nonché il nuovo Presidente.

Claudio Valente, che ha condotto e rilanciato l'Associazione negli ultimi tre anni, ha riassunto gli aspetti principali che hanno caratterizzato il suo mandato, ringraziando tutti coloro che hanno contribuito a dare nuovo slancio ai Veronesi nel Mondo, ricordando in particolare la solida collaborazione con i Circoli degli ex-emigrati presenti sul territorio veronese (Valpolicella, Baldo, Lessinia), e il nuovo rapporto con la zona della Bassa Veronese, anch'essa importante terra d'emigrazione, a sua volta entrata nella 'famiglia' dell'Associazione.

Per impegni personali, Valente ha rinunciato a riproporre la sua candidatura. All'unanimità, è stata accolta la candidatura suggerita dalla Camera di Commercio - principale ente sostenitore dei Veronesi nel Mondo ­ dell'Onorevole Giuseppe Riccardo Ceni, che è dunque il nuovo Presidente dell'Associazione.

I due nuovi vicepresidenti sono Giuseppe Bertani, delegato dalla Provincia di Verona, e Diego Paganini, delegato dal Comune di Verona.

Per quanto riguarda i consiglieri, Don Walter Soave e Massimo Mariotti sono stati confermati quali rappresentanti, rispettivamente, della Curia Vescovile di Verona e della Regione Veneto.

Fanno parte del Consiglio di Amministrazione anche Sergio Ruzzenente e Giovanni Zantedeschi, già presenti nel precedente mandato.

Il Collegio dei Revisori è sempre formato dal Dottor Stefano Morbioli, dal Dottor Adriano Ferro, e dalla Dottoressa Emanuela Benedetti.

I Probiviri sono Giorgio Gioco, Giovanni Rana e Luigi Righetti.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione ha proposto la nomina di Claudio Valente a Presidente Onorario dell'Associazione, in sostituzione del Dottor Fernando Solinas, scomparso nel novembre scorso. Valente ha ringraziato ed accettato l'onore.

Panoramica dell'Assemblea dei Soci riunita nella sala Consiglio per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione. 2A
4a don Walter in riunione

Il nuovo Vicepresidente Diego Paganini

Don Walter Soave

Il nuovo vicepresidente Giuseppe Bertani 3A
Massimo_Mariotti 8A 7A_mod

Massimo Mariotti

Giovanni Zantedeschi

Sergio Ruzzenente

ERTANI

DELEGATO DALLA PROVINCIA

IL NUOVO VICEPRESIDENTE

GIUSEPPE BERTANI

DELEGATO DALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

IL NUOVO VICEPRESIDENTE

DIEGO PAGANINI

Ha già partecipato tra Anci Veneto

e Associazioni Venete dell'Emigrazione

 

Come da Statuto, è uno dei due vicepresidenti dell'Associazione Veronesi nel Mondo, delegato dall'amministrazione provinciale di Verona.

Giuseppe Bertani, 69 anni, sposato con due figli, un maschio e una femmina, è veronese di Quinzano, anche lui nipote di emigranti, perché il nonno ha lavorato come scalpellino in Germania, ove all'epoca molti veronesi erano chiamati a lavorare con contratti a termine.

Bertani è stato impiegato per una vita nell'ambito delle Poste Italiane, a Verona e a Brescia. Un settore che lo ha tenuto impegnato ­ con grande passione ­ per quarant'anni, e da cui delegato BERTANI è uscito ­ adesso è in pensione ­ con la qualifica di Dirigente di Esercizio.

Da sempre interessato anche all'attività politica, da molti anni gode di un rapporto di amicizia e stima con l'Onorevole Ceni. Ha cominciato a partecipare alla vita politica veronese ai tempi del sindaco Renato Gozzi, persona che ricorda con grande piacere accanto al Professor Gino Barbieri, ad Enzo Erminero (che è stato sindaco di Verona negli anni '90) e ad Attilio Beghini, già fondamentale Presidente della nostra Associazione.

Particolarmente legato all'Opera di Don Giovanni Calabria, Bertani si è fattivamente impegnato nella sua nuova nomina di Vicepresidente dei Veronesi nel Mondo, già all'indomani dell'accettazione dell'incarico, partecipando lo scorso 2 marzo all'incontro tra Anciveneto e le Associazioni Venete dell'Emigrazione, che si è tenuto a Rubano, in provincia di Padova.

L'Anci Veneto rappresenta tutti i comuni della nostra regione, a loro volta espressione "delle decine e decine di paesi di cui i nostri concittadini all'estero si sentono sempre fortemente componenti".

Ricordiamo qui alcuni tra i punti fondamentali di cui si è discusso nell'incontro di Rubano.

ASSESSORATO/INCARICO ALL'EMIGRAZIONE/IMMIGRAZIONE

Istituzione in ogni comune di un assessorato all'emigrazione-immigrazione

ANAGRAFI COMUNALI

Sollecito disbrigo di ricerche anagrafiche dovute a richieste dei nostri connazionali all'estero, così come delle procedure volte alla concessione della cittadinanza italiana da parte dei comuni agli oriundi veneti ex circolare del Ministero dell'Interno 28/2002

LEGGE REGIONALE 9.1.2003. N.2

Come noto, questa legge ha esteso ai discendenti di Veneti all'estero, fino alla terza generazione, i benefici della precedente legislazione regionale. I Comuni mantengono la titolarità di varie funzioni in materia socio-assistenziale e di edilizia residenziale pubblica, che non sempre viene adeguatamente esercitata.

IMPOSTE LOCALI

La casa dell'emigrante all'estero sia considerata prima casa, con le relative agevolazioni fiscali, in particolare per rifiuti, acqua, ICI.

GEMELLAGGI ­ SCAMBI SOCIO-CULTURALI

Cresce la richiesta delle comunità venete all'estero di gemellaggi o comunque di rapporti con i comuni di origine, strumento di scambi economici, culturali, sociali, cui dovrebbero doverosamente corrispondere nel riconoscimento delle comuni origini le nostre comunità. Ciò naturalmente comporta poi l'impegno, non sempre facile, di tradurre tali gemellaggi in reali iniziative di scambio, di ospitalità a gruppi, di sostegno all'invio di nostri complessi folcloristici, musicali, teatrali, di rapporti tra scuole e tra associazioni giovanili, e simili.

INTITOLAZIONI

Proponiamo che ogni comune (in verità molti lo hanno già fatto) dedichi una via, una piazza, un edificio pubblico o altro all'emigrazione (generica o a qualche loro illustre emigrante). In alcuni comuni, con il concorso delle locali associazioni degli emigranti, sono stati realizzati dei "monumenti all'emigrante", a ricordo e riconoscenza di quanto l'emigrazione ha contribuito allo sviluppo del paese.

SOSTEGNO ALLE ASSOCIAZIONI E AI CIRCOLI

Chiederemmo infine che i comuni siano vicini alle associazioni dell'emigrazione, contribuendo, nel limite del possibile e allorché richiesto, alle loro necessità e sostenendo i circoli o 'Famiglie' dovunque diffusi.

Diego_Paganini Un giovane, che indubbiamente porterà una ventata di ulteriore freschezza all'Associazione Veronesi nel Mondo. Come vicepresidente, indicato dall'amministrazione comunale di Verona, nel nuovo CdA è stato nominato Diego Paganini, nato a Verona, 28 anni. Si sta in questi giorni laureando in Scienze Politiche ad indirizzo internazionale all'Università degli Studi di Padova, dopo aver preso il Diploma di Maturità Scientifica al Liceo Don Bosco di Verona. Importante, nella sua formazione di studio, la partecipazione al Master sulla "Gestione delle Risorse Umane in Azienda" organizzato dalla Banca Popolare di Verona nel 1996. Paganini ha un'ottima conoscenza della lingua spagnola, e parla discretamente l'inglese.

Nonostante la giovane età, ha già alle spalle significative esperienze nel volontariato internazionale.

Nel 1990 è stato per un mese in Ecuador, presso il Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio, O.N.G. di cooperazione allo sviluppo, e in seguito ha collaborato con altre organizzazioni non governative internazionali come l'Operazione Mato Grosso.

Nella primavera scorsa è stato nuovamente in Ecuador, ospite del FEPP, al fine di raccogliere dati per lo svolgimento della sua tesi di laurea sul tema della cooperazione allo sviluppo.

Diego Paganini.

Giuseppe Bertani.

LE PRINCIPALI LINEE PROGRAMMATICHE DEL NUOVO PRESIDENTE

Intervista a Giuseppe Riccardo Ceni

In continuità con il precedente mandato, un consolidamento a vari livelli di quanto fatto. E un rapporto sempre più stretto tra la città e i nostri emigrati

E' l'Onorevole Giuseppe Riccardo Ceni (parlamentare nella Camera dei Deputati dal 1979 all'83, in precedenza già assessore del Comune di Verona, e dall'87 al '93 Presidente dell'Ente Fiere), il nuovo Presidente dell'Associazione Veronesi nel Mondo, eletto all'unanimità dal nuovo Consiglio di Amministrazione rinnovato nell'ultima assemblea dei soci. L'On. Ceni succede nel suo mandato a Claudio Valente, che ha guidato e rilanciato l'Associazione nei precedenti tre anni, e che per impegni personali ha rinunciato a riproporre la sua candidatura. Valente è stato nominato Presidente Onorario, e in tale carica succede a Fernando Solinas, scomparso nel novembre scorso a 86 anni.

Il nome di Ceni è stato indicato dalla Camera di Commercio, istituzione principale nel sostegno dei Veronesi nel Mondo, accanto alla Regione Veneto, alla Provincia e al Comune di Verona, e alla Curia Vescovile.

Ho accettato con piacere la nomina ­ ci spiega l'On.Ceni ­ principalmente per due motivi. Come cittadino veronese, e anche in virtù di miei precedenti incarichi istituzionali, conosco e apprezzo da sempre l'attività dell'Associazione Veronesi nel Mondo, così come ho conosciuto le persone che mi hanno preceduto in quest'incarico: il Prof.Alberto De Mori, Attilio Beghini, Fernando Solinas, oggi purtroppo scomparsi, e Claudio Valente. Nella mia attività pubblica e di imprenditore commerciale ho acquisito un bagaglio di conoscenze e relazioni internazionali che sento di dover mettere al servizio della città. Sento la responsabilità di non dover disperdere questo 'patrimonio'. E poi, nell'affrontare questo compito, sono stato ulteriormente incentivato da un elemento personale, cui tengo molto. Mia madre è nata da una coppia di italiani emigrati in Argentina all'inizio del '900.

Ci sono obiettivi specifici che si prefigge con questo nuovo mandato?

Nella continuità con chi mi ha Giuseppe Riccardo Ceni preceduto, un consolidamento del lavoro fatto, tenendo conto della continua evoluzione dei tempi. La memoria della nostra emigrazione rimane base fondamentale di riferimento per l'attività che svolgeremo a sostegno sia dei nostri italiani all'estero sia di quelli che sono rientrati. La storia è il cardine, la 'soca' come diciamo a Verona, il ponte fondamentale tra passato e futuro. Ma vogliamo accentuare il rapporto con i nuovi emigrati, che devono diventare i più qualificati ambasciatori e promotori del "Made in Italy" e nello specifico del "Made in Verona". Per questo e per altri progetti conto sulla collaborazione non solo del Consiglio di Amministrazione, ma anche di un neonato Comitato Esecutivo, cui fanno capo i rappresentanti dei vari Circoli di ex-emigrati attivi sul territorio veronese. Insieme daremo ulteriore impulso a questo periodico e ad ogni mezzo di comunicazione, valorizzeremo le tante disponibilità che vengono dal volontariato, proseguiremo con impegno il servizio di assistenza, solidarietà e lavoro nei riguardi dei nostri emigrati. Cercheremo di ampliare il numero dei Circoli su tutto il territorio provinciale nonché all'estero.

C'è qualche aspetto, nella linea editoriale del nostro periodico, che vorrebbe più sviluppare?

Ritengo indispensabile per i nostri associati un'informazione ancora più articolata su tutto ciò di importante che avviene nella nostra città e in provincia, soprattutto per quanto riguarda l'attività degli enti istituzionali e di promozione. Mi riferisco alla Fiera, all'Aeroporto, al Consorzio Zai, a Verona Mercato, alla Fondazione Arena, alla Cattolica Assicurazioni, alla Banca Popolare e a Unicredit, all'Università, insomma tutte quelle forze che sono il 'motore' di Verona. E confido anche nel rapporto di collaborazione con altre imprese, pubbliche e private, che portano nel mondo il nome della nostra città. Credo che l'Associazione Veronesi nel Mondo possa rivestire un ruolo sempre più significativo per quelle imprese che hanno necessità di punti di riferimento all'estero, di rapportarsi con persone di origine veronese. Naturalmente proseguirà anche il nostro rapporto privilegiato con la Regione Veneto e con l'amministrazione provinciale, sempre nel quadro di riferimento alle indicazione del Ministero per gli Italiani all'Estero. Un altro aspetto su cui porremo grande attenzione sarà la valorizzazione dello storico patrimonio di Verona come città dalla vocazione missionaria ­ pensiamo ai Comboniani per esempio ­ ricca di istituzioni, anche laiche, che da sempre testimoniano nel mondo la nostra civiltà, la nostra cultura.

Nella sua lunga esperienza istituzionale, ci sono persone cui si è sentito particolarmente legato?

Ho avuto il piacere di collaborare, rispettivamente come consigliere comunale e come assessore, con due sindaci come Carlo Delaini e Renato Gozzi. Ho imparato molto dal Professor Giorgio Zanotto,papà dell'attuale sindaco di Verona, che ho avuto come docente di tecnica bancaria, e dal Professor Aleardo Valerio, che era stato a sua volta un 'maestro' per lo stesso Zanotto.

Lei è stato per sei anni , dal 1987 al 1993, Presidente dell'Ente Fiere di Verona. Che cosa ricorda in particolare di quell'esperienza?

E' stato un periodo importante, direi un'epoca decisiva, di svolta per la Fiera di Verona. In quell'arco di tempo è stato realizzato circa l'80% delle strutture e degli spazi oggi operativi. E' stata l'epoca in cui sono stati valorizzati appuntamenti come Vinitaly, Marmomacchine, Samoter, e in cui ne abbiamo varati altri, come Transpotec, il SIAB (Salone Italiano Arte Bianca), e i Tesori del Tempio, dedicato all'antiquariato.

L'Onorevole Giuseppe Riccardo Ceni, nuovo Presidente dell'Associazione Veronesi nel Mondo.

 

A Settembre il Convegno dei Veronesi d'Australia

zanella

A Griffith, dal 24 al 26 settembre 2005, si svolgerà il convegno dei Veronesi d'Australia.

Griffith, cittadina dell'entroterra australiano, a metà strada tra Melbourne e Sydney, è sorta dal nulla circa 70 anni fa, ed è diventata il simbolo degli Italiani della Riverina. La regione è stata trasformata in un giardino sempre verde dalla tenace operosità e dal sacrificio dei nostri emigrati approdati lì all'inizio del secolo, quando era ancora terra arida, inospitale e senza vita.

All'incontro, che ha già trovato un positivo riscontro tra i veronesi di Sydney, Melbourne e Griffith, sono invitati tutti i veronesi d'Australia.

Il costo sarà di circa $270 per persona e include vitto e alloggio, di cui due notti in motel, tre colazioni, un pranzo al club.

Si invitano tutti gli associati, amici e simpatizzanti, a confermare la propria adesione il più presto possibile.

 

Per ulteriori informazioni si prega di contattare Renzo Zanella, Presidente dell'Associazione Veronesi nel Mondo di Melbourne, che con Italo Codemo di Griffith e altri Presidenti delle associazioni veronesi, ha organizzato il convegno.

 

Renzo Zanella: 155 St Leonards Road - Ascot Vale Vic 3032 - Ph/Fax (03)9370 0854 - Mob:0412150106


Un corso di gestione per la Piccola e Media Impresa

 

Dalla Federazione delle Associazioni Venete dello Stato di San Paolo ­ Brasile,ci è arrivata la comunicazione che il 14 febbraio scorso è iniziato nella metropoli paulista un Corso di Gestione di Piccola e Media Impresa, sponsorizzato dalla Regione Veneto e organizzato dalla GIOVEB, Gioventù Veneta del Brasile, dalla stessa Federazione delle Associazioni Venete dello Stato di San Paolo, dall'Associazione Padovani nel Mondo e dalla FASM, Facoltà Santa Marcelina di San Paolo, per i discendenti di Veneti.

Il Corso avrà una durata di 120 ore, per 25 ragazzi discendenti di Veneti, dei quali i migliori 15 faranno un viaggio nel Veneto per visite aziendali di 40 ore.

Il 16 febbraio ha avuto luogo la lezione di inaugurazione alla presenza degli organizzatori, delle autorità consolari e di componenti della colonia dei Veneti in Brasile.

 

 

messa_S lucia

La Messa di Santa Lucia, con la partecipazione dell'Associazione Veronesi nel Mondo di San Paolo, nella Chiesa degli Italiani della metropoli brasiliana. E' stata realizzata con pieno esito la festa per la raccolta di generi alimentari e giocattoli per il Natale dei bambini poveri nella parrocchia di Padre Giuseppe. Un grazie a tutti i partecipanti da Alberto O.Flangini.




Riceviamo purtroppo la notizia che nello scorso settembre
è scomparso, a 78 anni, Luigi Ferrari detto 'Memo'. Era nato in Lessinia, a Badia Calavena in provincia di Verona, ed a 15 anni era emigrato in Svizzera. Alla famiglia le condoglianze dell'Associazione Veronesi nel Mondo.



Lettera di Suor Maria Rosa

DA SUOR MARIA ROSA BALLINI, DELLE PAOLINE DI NAIROBI,

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Carissimi, è sempre una gioia avere notizie di casa! Grazie ai Veronesi nel Mondo che mi portano sempre una boccata d'aria della nostra bella terra! Vorrei scrivere di più e contribuire con notizie, ma non trovo mai il tempo necessario. Ora che ho fatto una relazione sull'attività dell'anno scorso, ve ne mando una copia.

ANIMAZIONE BIBLICA NEL 2004

Alla fine di quest'anno 2004, sento di dover rendere grazie a Dio per tutte le grazie concesse nell'attività svolta nella Chiesa e in particolare per noi, rendo grazie per i favori e per la protezione ricevuti in tutta l'animazione biblica nel corso dell'anno.

Le molte celebrazioni bibliche di quest'anno, per grazia di Dio, si sono celebrate con successo, anche se con sfumature molto diverse. Ognuna ha avuto qualcosa di singolare, un tocco diverso conforme alla creatività della gente. Un dato particolarmente marcato nell'interiorizzazione della Bibbia. Anche se l'idea è uguale per tutti, lo svolgimento è stato sempre diverso.

Nel corso dell'anno, l'animazione biblica ha toccato le varie zone del Kenya e per due volte ci ha portato a Manza, nel nord Tanzania. Abbiamo iniziato l'anno alla Parrocchia Consolata di Nairobi, poi a Nanyuki nel Nord, dove c'è stata una celebrazione veramente speciale con circa 8000 partecipanti, e la presenza della Federazione Biblica Cattolica, con persone provenienti da tutto il mondo che, per coincidenza, si trovavano riunite in Kenya. Poi fu la volta, tra le altre, delle Kamiti Maximum Security Prisons di Nairobi, con i loro 4000 detenuti, la prima volta nella storia per qualcosa di questo tipo. E nei mesi scorsi abbiamo toccato le Lang'ata Women's Prisons (donne), e anche per loro è stata la prima celebrazione biblica.

Alla Cattedrale di Bugando, Manza, una signora ha portato questa testimonianza. Mi è capitato tra le mani il programma dell'animazione biblica, e, anche se lontano, ho subito deciso di venire da Musona, per rendere grazie a Dio per quello che ha fatto per me. Alla morte di mio marito, i suoi ricchi parenti volevano appropriarsi della terra e della casa (come fanno qui) e lasciare me e i miei bambini sulla strada. Noi abbiamo pregato e pregato e digiunato, e, incredibile ma vero, Dio ci ha fatto vincere il caso in Corte. Sono venuta per ringraziare Dio e per dire a tutti voi: credete in Dio, Lui è dalla parte di chi in Lui confida, non ci abbandona.

Il più anziano della folla, a Bugando, andò al microfono e disse: Io sono stato battezzato qui nel 1936. Ero uno dei pochi cristiani di allora. Oggi davanti a me vedo una marea di gente!E' la prima celebrazione di questo tipo che vedo nella mia vita. Grazie per averla preparata.

Queste sono alcune delle storie venute a nostra conoscenza e da queste possiamo constatare come Dio opera nelle anime di coloro che si aprono alla Sua Grazia. Il nostro compito è solo quello di organizzare e promuovere.

Alla fine di questo anno 2004, la mia gratitudine va innanzitutto a Dio. Poi ai parroci e ai relatori che con la loro collaborazione hanno reso questo possibile. In particolare, la mia profonda riconoscenza è per Sua Eccellenza Giovanni Tonucci, Nunzio in Kenya, che si è reso disponibile sempre, nonostante i suoi molteplici impegni. Le sue relazioni, la sua presenza, l'approccio, la disponibilità a rispondere a centinaia di domande, la sua autorità come rappresentante del Papa, hanno causato una profonda influenza sulla gente. Con nostro immenso dispiacere, ora è arrivato il suo trasferimento, e noi ci sentiamo molto impoveriti.

La profonda gratitudine è anche per tutti quelli che ci hanno aiutato con preghiere e offerte.

Preghiamo perché Dio ricompensi tutti largamente.

 

Suor Maria Rosa Ballini

Nairobi, 26 dicembre 2004

 

LA NONA EDIZIONE 2005

CONCORSO LETTERARIO INTERNAZIONALE IN LINGUA VENETA "MARIO DONADONI"

Le regole del Bando. Gli elaborati devono pervenire entro e non oltre il 30 aprile

Il premio è nato nel 1997 per iniziativa della Biblioteca Civica "Mario Donadoni" con l'intento di riscoprire e tutelare tra gli emigrati veneti ed i loro discendenti il valore dell'identità culturale del paese di origine e rinsaldare in tal modo i rapporti con il Veneto. E' promosso dalla Città di Bovolone (Biblioteca Civica "Mario Donadoni", Assessorato alla Cultura e Associazione Pro Loco), con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Verona.

 

REGOLAMENTO

1) Il concorso è aperto a tutti i Veneti, in Italia e nel mondo, e si articola nelle seguenti sezioni:

A - poesia dall'Italia

B - prosa dall'Italia

C - poesia o prosa dall'Estero

D - sezione riservata ai concorrenti residenti nel Comune di Bovolone

E - sezione riservata ai ragazzi della scuola elementare e media i quali potranno concorrere all'assegnazione del "Trofeo Girino d'Argento" con un elaborato, anche multimediale, individuale, di gruppo, di classe, in lingua veneta (poesia, racconto, ricerca storica, geografica, sociale) avente come tema: "La me tèra la conta" (la mia terra racconta).

2) Possono essere presentate composizioni edite o inedite e mai premiate in lingua veneta, a tema libero, per le categorie A-B-C-D. Ogni concorrente può partecipare con un'unica opera.

3) L'elaborato non dovrà superare le due cartelle per la prosa e i 50 versi per la poesia; dovrà pervenire in 9 (nove) copie dattiloscritte contenute in un plico sul quale verrà riportata la sezione; solo una delle nove copie dovrà riportare le generalità del concorrente: nome e cognome, indirizzo, data di nascita, recapito telefonico, dichiarazione che l'elaborato non è mai stato premiato in altri concorsi, firma. Il nome del concorrente non deve apparire nelle rimanenti copie. Per agevolare la stampa della pubblicazione Veneti nel mondo 2005, si invitano i concorrenti ad unire alle 9 copie cartacee il testo dell'elaborato su floppy o cd. Le opere dovranno pervenire entro e non oltre il 30 aprile 2005 al seguente indirizzo:

Concorso Letterario

Mario Donadoni

Biblioteca Civica

Via Vescovado 7

37051 BOVOLONE (VR)

4) La partecipazione al concorso è gratuita e autorizza la Biblioteca all'eventuale pubblicazione delle opere senza compenso per i diritti d'autore. Gli elaborati non saranno restituiti. I dati forniti dai concorrenti potranno essere trattati per informative attinenti al concorso letterario (legge 675/96)

5) Il concorso è dotato dei seguenti premi:

* Sezione Estero (poesia e prosa)

1° premio: 1500,00 euro e trofeo "Rana d'argento"

2° premio: 500,00 euro e targa della Città

3° premio: 250,00 euro e targa della Città

 

*Sezione poesia dall'Italia

1° premio: 300,00 euro e trofeo "Rana d'argento"

2° premio: 150,00 euro e targa della Città

3° premio: 100,00 euro e targa della Città

 

* Sezione prosa dall'Italia

1° premio: 300,00 euro e trofeo "Rana d'argento"

2° premio: 150,00 euro e targa della Città

3° premio: 100,00 euro e targa della Città

 

* Sezione concorrenti residenti nel Comune di Bovolone

Premio di 300,00 euro e targa della Città

 

Sezione scuole elementari e medie

1° premio: 250,00 euro e trofeo "Girino d'argento"

2° premio: 150,00 euro e targa della Città

3° premio: 100,00 euro e targa della Città

 

Altri riconoscimenti saranno assegnati a concorrenti segnalati dalla Commissione

 

6) La cerimonia conclusiva del concorso e la consegna dei premi si terranno nel mese di ottobre 2005; tutti i concorrenti saranno invitati con comunicazione scritta. I premi dovranno essere ritirati personalmente dal vincitore nel corso della cerimonia di premiazione.

7) Un attestato di partecipazione ed una copia della pubblicazione "Veneti nel mondo 2005" saranno consegnati a ciascun concorrente presente alla cerimonia di premiazione.

8) Le decisioni della commissione sono inappellabili; la partecipazione al concorso implica l'accettazione di quanto sopra previsto.

 

Per informazioni rivolgersi in Biblioteca: Tel. 045/6992265 e-mail: bibliotecadonadoni@bovolone.net rana dargento

 

UN VERONESE IN LIBIA

GIOVANNI FRANCO MARIA PIRRELLO

E' IL CONSOLE GENERALE D'ITALIA A BENGASI

Di Claudia Farina

La cooperazione italo- libica trova costanti riferimenti e motivazioni a Bengasi, il capoluogo della Cirenaica, la regione più orientale della Jamahirja, confinante con l'Egitto. Centro di console PIRRELLO stimolanti rapporti è il Consolato generale d'Italia, rappresentato dal veronese Giovanni Franco Maria Pirrello. Oltre ai normali compiti d'istituto, svolge un'intensa attività culturale, quantificabile in cinquantadue eventi promossi e organizzati in due anni, tra cui un'assoluta novità: il primo concerto rock a Bengasi, scatenando un tripudio giovanile e l'attenzione di molti adulti. Successo hanno riscosso le quattro giornate del cinema italiano, le numerose conferenze di studiosi italiani su beni culturali e ambientali dell'Italia e della stessa Libia, le mostre d'arte a cui hanno partecipato, tra gli altri, il veronese Giancarlo Zucconelli, che nella sua carriera di fotografo e illustratore ha ritratto anche il leader libico Muammar Gheddafi. Ideatrice degli eventi è la consorte Silvana Ticci ; l'intensa attività del consolato è indissolubilmente legata al background culturale degli stessi promotori. Il Console generale, seconda laurea in lingue e letterature orientali a Venezia, conosce dodici lingue, alcune apprese durante il curriculum universitario, altre per diletto, altre per meglio svolgere i compiti istituzionali del suo incarico, durante i mandati in Pakistan, Algeria , Grecia, Russia e ora in Libia. Riassumendo, oltre alle lingue europee parla l'indi, il persiano, il russo, il greco, l'arabo, con relativi idiomi locali.

L'artista di famiglia è la signora Silvana, già insegnante di storia dell'arte e disegno in scuole veronesi, laurea successiva in psicologia, con tesi basata su una ricerca neonatale presso l'ospedale di Algeri, oggetto di due pubblicazioni scientifiche in Italia.

Comunicare in lingua locale, conoscere profondamente il Paese, reinterpretare in modo letterario e artistico l'anima dei luoghi, sono eventi che lasciano memoria nelle capitali che li hanno ospitati. A Mosca è ambientato il libro di racconti Il grande orecchio della Ticci Pirrello, mentre le sue mostre più recenti sono dedicate alla Libia. Nella personale di Bengasi Il giardino delle Esperidi ha esibito fotografie e dipinti della Cirenaica, descritta tra sogno e realtà, integrata, in Speculum deserti di Tobruk, con grafiche e favole ispirate ai miti del deserto. Come hanno sottolineato le autorità libiche e gli organi d'informazione di Bengasi, "le relazioni più durevoli sono quelle fra i popoli, attraverso l'interscambio culturale di diverse sfere di creatività...e sono il sostegno alla stabilità, alla sicurezza e alla pace di tutti i popoli che abitano il bacino del Mediterraneo".

Verona è ben presente in questo interscambio creativo.

Partita dall'Arsenale, la mostra Liberare l'idea è approdata all'Istituto culturale di Tripoli, al Centro culturale di Tobruk e all'Istituto culturale del Cairo, con le opere di Costanza Soprana, Giampaolo Bonesini, Marina Begnini e Fausto Gervaso. Particolarmente interessante sarà la presenza di artisti libici in collettiva con italiani, tra cui la Pirrello e Milo Manara, nella esposizione che s'inaugurerà il 6 luglio a Verona: non è consueta la presenza di artisti libici all'estero e l'arte figurativa non appartiene alla tradizione islamica. Ma il dialogo tra culture diverse rende possibile tutto questo.

Giovanni e Silvana Pirrello.

Olio di Silvana Ticci Pirrello - Il mito di Demetra.

UN LIBRO "IN PROGRESS" DI RAFFAELLO CANTERI SULL'EMIGRAZIONE DALLA LESSINIA

La saga della Famiglia Corradi

Il volume, che dovrebbe essere terminato entro l'anno, racconta le vicende migratorie, drammatiche e felici, di diverse generazioni, emigrate da Roverè verso il Brasile, gli Stati Uniti, l'Australia

Raffaello Canteri, veronese del Cerro, con un lungo e prestigioso curriculum tra il giornalismo, la narrativa, la saggistica, ha già scritto due libri collocati nella realtà della Lessinia, entrambi pubblicati dalle Grafiche Aurora Edizioni: "Il pane dei cimbri" (una storia centrata sui mugnai di Cantero, contrada di Roverè sopra il Vajo dei Mulini), e "L'arciprete", focalizzata sulla figura di Don Antonio Quadrella, che di Rovere fu parroco nel periodo tra il 1915 e il 1957.

Questo volume, una storia dedicata all'emigrazione dalla Lessinia, è una sorta di completamento di questa trilogia, ed è appunto ancora in progress perché Canteri, che intelligentemente ha già parlato in pubblico del piano di lavoro del volume, continua a ricevere nuove informazioni da discendenti e conoscenti della famiglia Corradi, al centro di una vera e propria 'saga' esemplare di vicende storiche drammatiche e ancora da comprendere nelle loro sfaccettature, verificatesi dalla seconda metà dell'Ottocento ad oggi.

Cronaca storica, dunque, ricchissima di dettagli, narrata come un romanzo. I Corradi sono di Ardere, contrada di Rovere, e da Genova si imbarcano per il Brasile, nel 1894. Papà Angelo, mamma Angela e sette figli. La famiglia ha origini tutto sommato benestanti, il nonno era proprietario di 50 campi di terra, ma le successive spartizioni tra figli, le esose gabelle pretese dalla politica economica della recente Unità d'Italia, non lasciano sufficienti margini di sopravvivenza. Da lì, dai venti giorni di navigazione e le dieci ore di treno verso le miniere d'oro del Minas Gerais, comincia appunto una storia fatta di matrimoni e di ritorni in patria, di successive emigrazioni verso le miniere di carbone di Pittsburgh in Pennsylvania nei primi del 900. E poi la Francia (e altri paesi europei, che negli anni '20/30 furono la meta di un'emigrazione già più organizzata, con contratti di lavoro in tasca di operai richiesti già al momento della partenza, anche verso la Germania e il Belgio), e l'Australia, destinazione privilegiata da chi aveva scelto di non tornare. I montanari veronesi vanno a Melbourne, Sydney, Vittoria, mandano consistenti rimesse ai loro parenti ancora in Lessinia, e poi li richiamano nella nuova terra di adozione.

Insomma, il libro di Canteri è la storia del Novecento dei rovereti e della Lessinia nel mondo. E' ­ spiega l'autore ­ la fine di quel mondo di contrada già raccontato nel "Pane dei cimbri", e l'inizio di un mondo nuovo. E' un libro sulla sofferenza dell'emigrazione ma anche sulla grande energia innovativa da essa sprigionata.

E anche il linguaggio scelto per la narrazione è quello dei paesi di emigrazione, con inserti in portoghese, Canteri in spagnolo, in francese, in inglese, come accadeva effettivamente nell'espressività degli emigranti. E' un lavoro realizzato sui presupposti di un'immensa documentazione raccolta dagli archivi comunali e parrocchiali, ma anche da più circoscritte testimonianze uscite da cassetti di famiglie, dai contatti via Internet con i discendenti di oggi.

(per chi avesse ulteriori informazioni da dare o ricevere, questo l'indirizzo mail dell'autore:

r.canteri@libero.it)

Raffaello Canteri.

Riceviamo purtroppo la notizia della scomparsa di Luigi Peretti, morto lo scorso 2 febbraio a 65 anni. Peretti aveva dato molto alla nostra Associazione in quanto collaboratore del Circolo Ex-Emigranti della Valpolicella. Alla fine degli anni '50 era emigrato in Svizzera, ed era tornato in Italia nel 1966. In quei tempi molti degli ex-emigranti tornarono al loro paese di provenienza, e per questo motivo nacque l'associazione degli Ex-Emigranti della Valpolicella, di cui Luigi ha fatto parte con impegno e responsabilità. I famigliari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore.

Luigi_Peretti






LE FASI DEL PROGETTO IN UN VOLUME PRESENTATO IL MESE SCORSO

"Destinazione Rientro "

Dalla storia dell'emigrazione alle politiche del rientro

"Il Progetto Rientro rappresenta un'iniziativa importante per la sua assoluta novità e per la mancanza di precedenti esperienze non solo a livello regionale, ma anche nazionale".

Così il direttore di Veneto Lavoro, Sergio Rosato, in apertura del convegno di presentazione del libro Destinazione rientro ­ Dalla storia dell'emigrazione alle politiche del rientro,presentato nel febbraio scorso al Caffè Pedrocchi di Padova da Veneto Lavoro e dall'assessorato alle Politiche della Sicurezza e dei Flussi Migratori della Regione Veneto.

"Questo volume ­ ha spiegato Rosato ­ è il coronamento di un piano di lavoro presentato ufficialmente nel 2001 dalla provincia di Padova e dalla Regione Veneto, che ha come scopo quello di aiutare gli emigrati italiani e i loro giovani discendenti in possesso di cittadinanza italiana a ritornare a vivere e lavorare in Veneto. Sono più di 500 i sudamericani di origine veneta, provenienti in particolare da Argentina, Brasile e Cile, reintegrati in Veneto attraverso il Progetto Rientro".

E' il 1° gennaio 2004 la data chiave che segna il passaggio del Progetto Rientro Emigrati da disegno sperimentale ad importante strumento di cooperazione tra Paesi, a punto di riferimento per persone e imprese, a vero e proprio info-point per gli emigrati di rientro attraverso lo Sportello Rientro Emigrati, costituito presso i Servizi per l'Impiego della Provincia di Padova. Mediamente ogni mese lo Sportello riceve più di cento contatti (telefonici, informatici, postali e personali) in cui si richiedono informazioni sul lavoro, sull'ottenimento della cittadinanza, sulla legge regionale 2/2003, che ha stabilito nuove norme a favore dei veneti nel mondo e delle agevolazioni per il loro rientro, sull'alloggio e in generale su come muoversi in una nuova realtà quale quella veneta.

"Questa iniziativa, coronata dalla pubblicazione del volume Destinazione Rientro, è la dimostrazione pratica di governo concreto dei flussi migratori ­ DRientro_40ab ha spiegato nel corso del convegno l'assessore regionale Raffaele Zanon. ­ Il Progetto Rientro ha infatti dato nello stesso tempo risposta alle richieste di aiuto degli italiani residenti all'estero e alle esigenze del mercato del lavoro veneto, ma soprattutto ha smentito tutti coloro che ritengono l'immigrazione un fenomeno ineluttabile che va semplicemente subito".

Nel corso del convegno Aldo Rozzi Marin, coordinatore dello Sportello Informativo Regionale per gli emigrati, ha ricordato che sono circa 5800 gli iscritti al servizio per l'impiego della Regione Veneto di origine argentina. "Attraverso il Progetto Rientro vogliamo governare un importante flusso migratorio che esiste autonomamente ­ ha precisato Rozzi Marin ­ e che va seguito attraverso una politica del rientro in grado di dare risposte concrete per un alloggio sicuro, il lavoro, l'integrazione sociale".

"A cavallo tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento sono emigrati dal Veneto, allora chiamato "La Calabria del Nord", quasi 4 milioni di abitanti ­ ha ricordato al convegno Edoardo Pittalis del Gazzettino. E' come se il Veneto di oggi d'improvviso si svuotasse".

All'incontro sono intervenuti molti emigrati sudamericani tornati in Veneto attraverso il Progetto Rientro. In particolare hanno portato la loro testimonianza l'italocileno Renato Rossoni e l'italoargentino Diego Lombardi.

Alcune immagini del convegno di presentazione del volume "Destinazione rientro".


La testimonianza di Roberta Tenci S AIRES

Laureata in Conservazione dei Beni Culturali alla Ca' Foscari di Venezia, sta svolgendo un tirocinio all'Istituto Italiano di Cultura nella metropoli argentina

In questi ultimi anni ho potuto sperimentare , grazie in particolare al progetto Erasmus realizzato presso la "Universitat de Barcelona", il valore formativo di un periodo di studio all'estero.

L'esperienza a Barcellona è stata estremamente gratificante. Vivere in luoghi diversi da quelli d'origine rende più consapevoli della propria storia e più curiosi e disponibili nei confronti di quella degli altri.

Entrare a far parte di un nuovo "tessuto" cittadino, tessere nuove relazioni interpersonali, impone di relativizzare i propri giudizi e le proprie abitudini.

Lo scorso anno, mi sono nuovamente recata a Barcellona per un periodo di quasi tre mesi durante i quali ho realizzato le ricerche per la mia tesi di laurea e ho potuto consolidare le mie conoscenze della lingua spagnola.

L'attrazione per la cultura del continente sud americano mi ha Roby 4 portato poi, al momento di presentare la domanda di tirocinio al Ministero degli Affari Esteri, a chiedere come destinazione l'affascinante capitale argentina.

 

Il tirocinio che sto realizzando presso l'Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires mi sta consentendo da una parte di la boca buenos aires1 proseguire la mia formazione in un senso più marcatamente internazionale, dall'altra di mettere in gioco le mie competenze ed il mio entusiasmo.

Trovo inoltre particolarmente stimolante l'idea di lavorare per mantenere viva e attiva la lingua e più in generale la cultura italiana in Paesi come quelli dell'America Latina, così fortemente legati alla nostra Nazione da innumerevoli e non più recentissime storie di immigrazione.

E' necessario creare in questi Paesi un "accesso alla memoria" per le nuove generazioni di modo che non vada perduta, insieme al racconto di nonni e bisnonni, la consapevolezza delle origini ed il senso di tutto un periodo storico

 

Presente con 93 sedi in tutti e cinque i Continente, gli Istituti Italiani di Cultura rappresentano un ideale luogo d'incontro e di dialogo per intellettuali , artisti, operatori culturali e semplici cittadini, italiani e stranieri, interessati ad instaurare o a mantenere un rapporto con il nostro Paese. Con la sua attivita' e le sue proposte l'Istituto diventa punto di riferimento essenziale per soddisfare le esigenze culturali delle comunita' italiane all'estero.

 

L'Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, ha in questo senso notevoli oneri ma anche intense soddisfazioni data la quantita' di nostri connazionali presenti nel Paese e soprattutto data l'entita' della comunita' italiana, frutto dell'immigrazione avvenuta tra otto e novecento.

La sua attivita' e' volta in particolar modo a diffondere e consolidare la conoscenza della Lingua Italiana e dei vari ed affascinanti aspetti della nostra cultura. La programmazione dell'Istituto di Buenos Aires offre un fitto calendario di eventi ed attivita' . Vengono organizzati esposizioni, conferenze, cineforum ed incontri e vengono ospitati artisti e musicisti italiani rappresentativi ed eccellenti.

obelisco1 Vanto dell'Istituto di Buenos Aires e' la sua Biblioteca, che con i suoi 40.000 volumi, e' la piu' ricca e fornita biblioteca italiana fuori d'Europa.

Unico e di enorme interesse e' inoltre il suo "Fondo Fascista". Piu' di 4.000 volumi, alcuni rarissimi, editi nel Ventennio che, nel bene e nel male, ha cambiato la storia d'Italia.

La biblioteca sta vivendo in questi mesi un'importante opera di informatizzazione che entro breve rendera' accessibile e meglio fruibile il suo prezioso patrimonio.

 

Il tirocinio Mae/Crui è attivato dal Ministero degli Affari Esteri (MAE) e Conferenza dei Rettori Universitari Italiani (CRUI) insieme alle Università.

Esso offre la possibilità, a chi risulti vincitore di un bando che esce tre volte l'anno sul sito del Ministero degli Esteri, di effettuare uno stage di tre mesi presso Ambasciate, Consolati ed Istituti Italiani di Cultura all'Estero.

Io sono risultata vincitrice per il tirocinio presso l'Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires per il periodo 15 gennaio 15 aprile 2005. Essendo le date indicative, il mio periodo di stage si svolgerà effettivamente fino al 4 di maggio.

 

 

L'Istituto, diretto dalla Dottoressa Fiorella Arrabbio Piras, organizza corsi di lingua, esposizioni, conferenze e cicli di film di autori italiani oltre che vari e validi eventi come concerti, incontri, e rappresentazioni teatrali.

I miei compiti all'interno dell'Istituto sono vari: principalmente partecipo al lavoro di informatizzazione della biblioteca, porto avanti ricerche necessarie all'organizzazione degli eventi in programma e mi occupo della gestione della permanenza degli artisti ospiti.

Un primo piano della Dottoressa Roberta Tenci.

Immagini della Capitale Argentina.

E ADESSO LA SITUAZIONE E' DIFFICILE

Quart'ultimi in classifica, innegabili limiti tecnici, e qualche sensazione difficile da allontanare.

Ci eravamo lasciati, lo scorso dicembre, con un buon Chievo assestato, dopo un terzo di campionato, in una tranquilla posizione di metà classifica, dopo aver addirittura toccato, in qualche momento, le altezze della zona Uefa.

Merito del nuovo allenatore Mario Beretta, dicevamo, senza peraltro rinunciare a sottolineare come i punti in classifica fossero anche più di quelli che si sarebbero potuti immaginare. Era infatti evidente, già a quel punto del torneo, che il Chievo aveva notevoli problemi ad andare in gol, e che il gioco non era certo brillante come negli anni scorsi.

C'era la difesa che teneva molto bene, con il vecchio, grande Luca Marchegiani in particolare sugli scudi, ma da sola avrebbe potuto bastare?

Adesso purtroppo, alla vigilia di una ovviamente difficoltosissima partita casalinga con la Juventus prima della classe (speriamo che i bianconeri sprechino parecchie energie nell'incontro infrasettimanale di Champions League contro il Real Madrid di Ronaldo, Beckham e compagnia bella, e che arrivino al Bentegodi un po' sfiatati, altrimenti è difficile immaginarsi che i gialloblù possano contrastare la solidissima armata di Fabio Capello), dopo ventisette giornate ( a circa un terzo dalla conclusione del campionato), il Chievo si trova in quart'ultima posizione, quindi in piena zona retrocessione, e la situazione appare, francamente, abbastanza complicata. Per vari motivi.

Innanzitutto gli innegabili limiti della squadra, che certamente non è la peggiore del torneo, ma indubbiamente tra le più deboli. Fino alla settimana scorsa, il team della Diga aveva dietro di sé anche Parma e Fiorentina, ma era prevedibile che prima o poi ci sarebbe stato il sorpasso.

Obiettivamente, si tratta di due formazioni che chievo_marzo1 hanno faticato parecchio (non a caso hanno entrambe sostituito l'allenatore. A Parma c'è il buon 'Gedeone' Carmignani, ex-portiere di buon livello negli anni '70 con Juventus e Napoli, e una carriera di vice allenatore alle spalle di 'Righello' Sacchi; a Firenze, curiosamente, un altro ex-portiere, che proprio con Carmignani si 'scambiò' tra Napoli e Juventus: Dino Zoff, mondiale '82, un gentiluomo triste che traghetterà i viola alla salvezza), ma che godono di organici e di talenti individuali decisamente superiori a quelli del Chievo.

Nonostante un buon acquisto, quello di Simone 'Tir' Tiribocchi (che non è un fenomeno ma un buon giocatore sì, uno di quegli attaccanti che fanno sentire sempre il loro peso in area, e con un discreto fiuto del gol), il Chievo continua ad avere il peggior attacco della serie A, 21 gol, ex-aequo con quello del Brescia (terz'ultimo, alle spalle del Chievo davanti a Siena e all'ampiamente distaccata Atalanta all'ultimo posto). E la difesa, con 38 gol al passivo, non è più nelle posizioni di eccellenza. Quali le cause del forte calo del Chievo?

A gennaio, dopo la pausa natalizia, c'è stato un brutto momento concomitante con quella che sembrava essere la cessione della squadra, da parte del Presidente Campedelli, ad una cordata non veronese, di cui faceva parte anche un altro ex-portiere juventino, Tacconi.Sembrava cosa fatta, e l'avvicendamento creava grandi preoccupazioni tra il pubblico veronese nonché, evidentemente, anche all'interno dello spogliatoio gialloblù.

Campedelli significa moltissimo per il Chievo: nell'immaginario collettivo, adesso che se ne è andato Del Neri (a Roma sta battagliando duramente un po' contro tutti, coraggio Gigi), il Presidente appare come il garante della solidità, agonistica e morale, dei gialloblù. In verità, poi, per il sollievo di tutti, Campedelli ha cambiato idea, e ha deciso ­ ma chissà fino a quando ­ di tenersi il Chievo.

Guarda caso, quando il "Signor Paluani" si è rimesso ufficialmente dietro la scrivania, il Chievo ha cominciato a riprendersi.

Ma la serie positiva, comunque 'faticosa', non è durata a lungo, e adesso siamo, se non sbagliamo, alla quarta consecutiva sconfitta senza gol all'attivo. Responsabilità del Mister Beretta? Mah, non più di tante, ci pare, anche se magari, nell'ultima sconfitta casalinga (1 a 0 contro una Lazio sì più forte di noi, ma nell'occasione non trascendentale), Beretta ha inspiegabilmente, secondo noi, preferito Zanchetta a Baronio, che ci pare l'unico in grado di inventare qualcosa, nel centrocampo del Chievo.

Purtroppo l'epoca Del Neri è lontana, e il Chievo, un po' anche obbligato dalle casse non certo tra le più ricche (e disinvolte) della serie A, non è riuscito a trovare la brillantezza delle passate stagioni. La difesa si sta comportando tutto sommato discretamente, perché anche qui non è che abbiamo dei fuoriclasse.

Sempre lodi, comunque, a Marchigiani, a capitan D'Anna, a Moro, ma è chiaro che si fa quel che si può quando ti trovi davanti a gente di alta caratura. Idem a centrocampo, dove Brighi e Baronio sono uomini di tutto rispetto, ma dove il gioco sulle fasce, un tempo irresistibile punto di forza del Chievo, va a targhe alterne.

Luciano non è più, almeno per ora, la dirompente mina vagante di qualche anno fa (quando lui e un altro che non si è più ritrovato, Christian Manfredini, facevano il bello e il cattivo tempo) e Franco Semioli, ala di indubbie potenzialità, non è ancora uomo in grado di fare costantemente la differenza. Il Chievo, insomma, raramente riesce a imporre con fluidità il suo gioco, e anche quando riesce ad avere un'apparente supremazia, appare sempre piuttosto prevedibile.

In area avversaria si arriva con enorme fatica e, Tiribocchi a parte, né Pellissier, né Amauri, né Federico Cossato, appaiono al momento in grado di andare a rete con facilità.

Insomma, tecnicamente il Chievo è quel che è, anche se formazioni più avanti in classifica, come Messina, Livorno, Reggina (e addirittura il Bologna di Carletto Mazzone, che però è ormai a centroclassifica), parrebbero alla sua portata.

E' con queste squadre, più che con Fiorentina e Parma, crediamo, che bisognerà battagliare con il pugnale tra i denti, da qui sino al termine.

Non ci sentiamo di avanzare previsioni troppo ottimistiche, ma siamo convinti che i ragazzi di Beretta sapranno lottare fino in fondo.

Sempre che, come è accaduto domenica scorsa a Genova, contro una modesta Sampdoria (che però è terza in classifica dietro a Milan e Juve, davanti all'Inter), non ci si metta l'arbitro, con decisioni sbagliate ed incredibili, a penalizzare ulteriormente il Chievo.

Che, è chiaro, non è una di quelle squadre che fanno grande audience in serie A, e che sembra improvvisamente diventato un fenomeno fuori moda.

Hellas ancora in corsa per la A

PUR TRA INFORTUNI E DIFFICOLTÀ, L'UNDICI DI FICCADENTI TIENE IL PASSO DELLA COMPAGINE DI TESTA

Non è più il brillantissimo Hellas di qualche settimana fa, quello che sembrava inarrestabilmente lanciato verso la vetta della classifica, in virtù di un gioco aggressivo, baldanzoso, garibaldino, che ha riportato i gialloblù al centro dell'attenzione e del sostegno della città. A partire dalla Ficcadenti contestata cessione di Vincenzo Italiano al Genoa, a gennaio (d'accordo, il centrocampista merita la chance di andare in serie A, con una società dalle notevoli ambizioni, attualmente prima in classifica in B.

Ma non si poteva aspettare sino al termine del campionato, invece di privarsi in corsa di un elemento così prezioso sotto vari punti di vista?), il Verona ha un po' frenato la sua cavalcata, dimostrandosi soprattutto più fragile fuori casa, dove ha inanellato una serie di sconfitte.

Accanto alla perdita di Italiano (che garantiva un superiore tasso di esperienza, la capacità di lanciare e di tagliare il centrocampo, nonché un tiro dalla distanza sempre pericoloso.

Italiano non è un fuoriclasse, perché ad esempio è anche uno che sbaglia molti passaggi, ma sicuramente ha carisma e personalità sufficienti per giocare nella massima divisione), sono stati soprattutto gli incidenti a minare la forza dell'Hellas, che ha sicuramente fatto vedere spesso un gran gioco quando ha potuto contare sull'apporto di Valon Behrami, vera rivelazione, a nostro giudizio, di questo campionato di B 2004/05.

Behrami è nato nel Kosovo ma è di nazionalità svizzera.

E' giovanissimo, parla bene l'italiano, è diventato l'idolo delle ragazzine, e unisce ad un discreto tasso tecnico agonismo e personalità dirompente a dispetto della giovane età. Caso rarissimo anche nella categoria superiore, Behrami è uno dei pochi calciatori quasi sempre in grado di cambiare passo. Insomma, quando la palla arriva a lui, succede sempre qualcosa, si innesca un improvviso cambio di marcia della squadra, e spesso, per gli avversari, son dolori.

Ricordate Briegel l'anno dello scudetto, lui spesso 'rompeva', avanzando come un bulldozer, le linee Maginot nemiche. Accade un po' così con Valon Behrami, che peraltro è anche molto veloce, oltreché travolgente.

Insomma il ragazzo, se non si perderà (ma non pare. Quando parla, Bogdani Valon stupisce anche per la sua maturità), è destinato ad una grossa carriera, ci scommettiamo.

Per qualche settimana, un'operazione al menisco lo ha messo fuori causa, e per quanto l'Hellas abbia tirato fuori dal cappello un'incredibile serie di giovani all'altezza, la squadra ne ha risentito, perdendo in convinzione e capacità di sorpresa.

Domenica scorsa, comunque, Behrami è tornato in campo, e per quanto evidentemente non ancora al massimo della forma, si è dimostrato recuperato, e potrebbe davvero essere l'arma in più gialloblù nella parte decisiva del torneo che, saggiamente, Mister Ficcadenti ha indicato nei mesi di aprile e maggio.

Dopo il buon pareggio di domenica a Catania (un campo difficile, 1 a 1 con gol del sempre più fondamentale Andrea Dossena, laterale alla Marangon, uno che pompa in continuazione, sbaglia qualcosa, ma fa comunque gioco, rischia, crossa.

Ci piacciono questi giovani che, anche a costo di qualche tòpica, mostrano carattere e personalità sul campo), l'Hellas è quinto in classifica e vanta, insieme al capolista Genoa, il miglior attacco del torneo, con Adailton 50 gol all'attivo.

Se si riuscisse a rendere un po' meno penetrabile la difesa (36 i gol subiti)...

Quest'anno per andare in serie A con certezza bisogna arrivare tra le prime due. Arrivando tra le prime sei, comunque, si accede ai play-off (anche queste 'complicazioni', questo continuo cambiare di regole, di composizioni del campionato, a nostro modo di vedere, s'identificano con il declino del calcio, la gente non ci capisce più niente...perché non si torna alla semplicità di una volta?), e quindi per l'Hellas le possibilità ci sono.

In avanti c'è l'altro albanese, Bogdani, capocannoniere con 15 gol insieme a Milito, argentino del Genoa, che continua ad essere una garanzia di rendimento e di peso, anche se nelle ultime giornate ha segnato meno.

E' fuori anche lui per infortunio, purtroppo, Martin Adailton, che quest'anno ha messo dentro un buon numero di palle, nove, e soprattutto fa mostra di intelligenza tattica ed esperienza decisive per la serie B, anche perché apparso più determinato e agonisticamente gagliardo rispetto al passato. Speriamo che tra qualche settimana Adailton sia di nuovo disponibile.

Va ribadito, comunque, che l'Hellas 'primavera' di quest'anno (a parte l'eccezione del 'vecchio' Sandro Mazzola, impeccabile uomo d'ordine della metà campo scaligera), un po' costretto dai numerosi infortuni, ha messo in mostra una serie di giovani davvero di belle speranze, che non hanno fatto soffrire irrimediabilmente le assenze dei titolari.

Oltre ai Behrami e ai Dossena, della splendida "linea verde" gialloblù fanno parte Cassani, Mancinelli, Rosina, Cossu, Iunco (doppietta decisiva nell'ultimo pareggio casalingo con l'Ascoli, 2 a 2). Una freschezza che fa ben sperare, che ha voglia di emergere, e che ci potrebbe dare la grande soddisfazione.

 

 

 

 

 
       
 
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