Giuseppe Riccardo Ceni, il nuovo Presidente della
nostra Associazione, è nato a Mantova il
17 giugno 1935, ma vive a Verona dall'età
di sei anni, e si considera quindi a tutti gli
effetti veronese. La mamma Antonietta, come spieghiamo
nell'intervista a lato, è nata da una coppia
di italiani emigrati in Argentina.
Imprenditore commerciale oggi in pensione, è
stato eletto consigliere comunale nel 1968, e
nel 1975 è entrato nella Giunta del Comune
di Verona come assessore al Traffico Viabilità,
al Servizio Nettezza Urbana, ai Trasporti e ai
Vigili Urbani. Carica che ha conservato fino al
1979.
In quell'anno è stato eletto alla Camera
dei Deputati, e in Parlamento ha fatto parte della
Commissione Industria e Commercio oltreché
della commissione d'inchiesta sul "caso Sindona".
E' rimasto alla Camera fino al 1983.
Nel 1985 è stato nuovamente eletto consigliere
comunale a Verona, con il record storico di 11
mila preferenze.
Dal 1987 al 1993 è stato Presidente dell'Ente
Fiere di Verona, nominato su Decreto del Presidente
della Repubblica.
Recentemente, l'Onorevole Ceni, che ha una lunga
esperienza di viaggi e relazioni internazionali,
ha ricevuto l'incarico operativo di Senior Advisor
dal Ministero dell'Agricoltura della Cina.
RINNOVATO IL CONSIGLIO DI
AMMINISTRAZIONE
È Giuseppe Riccardo
Ceni il nuovo Presidente dei Veronesi nel Mondo
Claudio
Valente è stato nominato Presidente Onorario,
succede allo scomparso Fernando Solinas
Lo scorso 17 febbraio, l'Assemblea dei Soci
si è riunita nella Sala Consiglio della
Camera di Commercio di Verona per nominare il
nuovo Consiglio di Amministrazione dell'Associazione
Veronesi nel Mondo, nonché il nuovo Presidente.
Claudio Valente, che ha condotto e rilanciato
l'Associazione negli ultimi tre anni, ha riassunto
gli aspetti principali che hanno caratterizzato
il suo mandato, ringraziando tutti coloro che
hanno contribuito a dare nuovo slancio ai Veronesi
nel Mondo, ricordando in particolare la solida
collaborazione con i Circoli degli ex-emigrati
presenti sul territorio veronese (Valpolicella,
Baldo, Lessinia), e il nuovo rapporto con la zona
della Bassa Veronese, anch'essa importante terra
d'emigrazione, a sua volta entrata nella 'famiglia'
dell'Associazione.
Per impegni personali, Valente ha rinunciato
a riproporre la sua candidatura. All'unanimità,
è stata accolta la candidatura suggerita
dalla Camera di Commercio - principale ente sostenitore
dei Veronesi nel Mondo dell'Onorevole Giuseppe
Riccardo Ceni, che è dunque il nuovo Presidente
dell'Associazione.
I due nuovi vicepresidenti sono Giuseppe Bertani,
delegato dalla Provincia di Verona, e Diego Paganini,
delegato dal Comune di Verona.
Per quanto riguarda i consiglieri, Don Walter
Soave e Massimo Mariotti sono stati confermati
quali rappresentanti, rispettivamente, della Curia
Vescovile di Verona e della Regione Veneto.
Fanno parte del Consiglio di Amministrazione
anche Sergio Ruzzenente e Giovanni Zantedeschi,
già presenti nel precedente mandato.
Il Collegio dei Revisori è sempre formato
dal Dottor Stefano Morbioli, dal Dottor Adriano
Ferro, e dalla Dottoressa Emanuela Benedetti.
I Probiviri sono Giorgio Gioco, Giovanni Rana
e Luigi Righetti.
Il nuovo Consiglio di Amministrazione ha proposto
la nomina di Claudio Valente a Presidente Onorario
dell'Associazione, in sostituzione del Dottor
Fernando Solinas, scomparso nel novembre scorso.
Valente ha ringraziato ed accettato l'onore.
Panoramica dell'Assemblea dei Soci riunita nella
sala Consiglio per il rinnovo del Consiglio di
Amministrazione.
Il nuovo Vicepresidente Diego Paganini
Don Walter Soave
Il nuovo vicepresidente Giuseppe
Bertani
Massimo Mariotti
Giovanni Zantedeschi
Sergio Ruzzenente
ERTANI
DELEGATO
DALLA PROVINCIA
IL NUOVO
VICEPRESIDENTE
GIUSEPPE
BERTANI
DELEGATO
DALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE
IL NUOVO
VICEPRESIDENTE
DIEGO PAGANINI
Ha già
partecipato tra Anci Veneto
e Associazioni
Venete dell'Emigrazione
Come da Statuto, è uno dei due vicepresidenti
dell'Associazione Veronesi nel Mondo, delegato
dall'amministrazione provinciale di Verona.
Giuseppe Bertani, 69 anni, sposato con due figli,
un maschio e una femmina, è veronese di
Quinzano, anche lui nipote di emigranti, perché
il nonno ha lavorato come scalpellino in Germania,
ove all'epoca molti veronesi erano chiamati a
lavorare con contratti a termine.
Bertani è stato impiegato per una vita
nell'ambito delle Poste Italiane, a Verona e a
Brescia. Un settore che lo ha tenuto impegnato
con grande passione per quarant'anni,
e da cui
è uscito adesso è in pensione
con la qualifica di Dirigente di Esercizio.
Da sempre interessato anche all'attività
politica, da molti anni gode di un rapporto di
amicizia e stima con l'Onorevole Ceni. Ha cominciato
a partecipare alla vita politica veronese ai tempi
del sindaco Renato Gozzi, persona che ricorda
con grande piacere accanto al Professor Gino Barbieri,
ad Enzo Erminero (che è stato sindaco di
Verona negli anni '90) e ad Attilio Beghini, già
fondamentale Presidente della nostra Associazione.
Particolarmente legato all'Opera di Don Giovanni
Calabria, Bertani si è fattivamente impegnato
nella sua nuova nomina di Vicepresidente dei Veronesi
nel Mondo, già all'indomani dell'accettazione
dell'incarico, partecipando lo scorso 2 marzo
all'incontro tra Anciveneto e le Associazioni
Venete dell'Emigrazione, che si è tenuto
a Rubano, in provincia di Padova.
L'Anci Veneto rappresenta tutti i comuni della
nostra regione, a loro volta espressione "delle
decine e decine di paesi di cui i nostri concittadini
all'estero si sentono sempre fortemente componenti".
Ricordiamo qui alcuni tra i punti fondamentali
di cui si è discusso nell'incontro di Rubano.
ASSESSORATO/INCARICO ALL'EMIGRAZIONE/IMMIGRAZIONE
Istituzione in ogni comune di un assessorato
all'emigrazione-immigrazione
ANAGRAFI COMUNALI
Sollecito disbrigo di ricerche anagrafiche dovute
a richieste dei nostri connazionali all'estero,
così come delle procedure volte alla concessione
della cittadinanza italiana da parte dei comuni
agli oriundi veneti ex circolare del Ministero
dell'Interno 28/2002
LEGGE REGIONALE 9.1.2003. N.2
Come noto, questa legge ha esteso ai discendenti
di Veneti all'estero, fino alla terza generazione,
i benefici della precedente legislazione regionale.
I Comuni mantengono la titolarità di varie
funzioni in materia socio-assistenziale e di edilizia
residenziale pubblica, che non sempre viene adeguatamente
esercitata.
IMPOSTE LOCALI
La casa dell'emigrante all'estero sia considerata
prima casa, con le relative agevolazioni fiscali,
in particolare per rifiuti, acqua, ICI.
GEMELLAGGI SCAMBI SOCIO-CULTURALI
Cresce la richiesta delle comunità venete
all'estero di gemellaggi o comunque di rapporti
con i comuni di origine, strumento di scambi economici,
culturali, sociali, cui dovrebbero doverosamente
corrispondere nel riconoscimento delle comuni
origini le nostre comunità. Ciò
naturalmente comporta poi l'impegno, non sempre
facile, di tradurre tali gemellaggi in reali iniziative
di scambio, di ospitalità a gruppi, di
sostegno all'invio di nostri complessi folcloristici,
musicali, teatrali, di rapporti tra scuole e tra
associazioni giovanili, e simili.
INTITOLAZIONI
Proponiamo che ogni comune (in verità
molti lo hanno già fatto) dedichi una via,
una piazza, un edificio pubblico o altro all'emigrazione
(generica o a qualche loro illustre emigrante).
In alcuni comuni, con il concorso delle locali
associazioni degli emigranti, sono stati realizzati
dei "monumenti all'emigrante", a ricordo e riconoscenza
di quanto l'emigrazione ha contribuito allo sviluppo
del paese.
SOSTEGNO ALLE ASSOCIAZIONI E AI CIRCOLI
Chiederemmo infine che i comuni siano vicini
alle associazioni dell'emigrazione, contribuendo,
nel limite del possibile e allorché richiesto,
alle loro necessità e sostenendo i circoli
o 'Famiglie' dovunque diffusi.
Un giovane, che indubbiamente porterà una
ventata di ulteriore freschezza all'Associazione
Veronesi nel Mondo. Come vicepresidente, indicato
dall'amministrazione comunale di Verona, nel nuovo
CdA è stato nominato Diego Paganini, nato
a Verona, 28 anni. Si sta in questi giorni laureando
in Scienze Politiche ad indirizzo internazionale
all'Università degli Studi di Padova, dopo
aver preso il Diploma di Maturità Scientifica
al Liceo Don Bosco di Verona. Importante, nella
sua formazione di studio, la partecipazione al
Master sulla "Gestione delle Risorse Umane in
Azienda" organizzato dalla Banca Popolare di Verona
nel 1996. Paganini ha un'ottima conoscenza della
lingua spagnola, e parla discretamente l'inglese.
Nonostante la giovane età, ha già
alle spalle significative esperienze nel volontariato
internazionale.
Nel 1990 è stato per un mese in Ecuador,
presso il Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio,
O.N.G. di cooperazione allo sviluppo, e in seguito
ha collaborato con altre organizzazioni non governative
internazionali come l'Operazione Mato Grosso.
Nella primavera scorsa è stato nuovamente
in Ecuador, ospite del FEPP, al fine di raccogliere
dati per lo svolgimento della sua tesi di laurea
sul tema della cooperazione allo sviluppo.
Diego Paganini.
Giuseppe Bertani.
LE PRINCIPALI
LINEE PROGRAMMATICHE DEL NUOVO PRESIDENTE
Intervista
a Giuseppe Riccardo Ceni
In continuità
con il precedente mandato, un consolidamento a
vari livelli di quanto fatto. E un rapporto sempre
più stretto tra la città e i nostri
emigrati
E' l'Onorevole Giuseppe Riccardo Ceni (parlamentare
nella Camera dei Deputati dal 1979 all'83, in
precedenza già assessore del Comune di
Verona, e dall'87 al '93 Presidente dell'Ente
Fiere), il nuovo Presidente dell'Associazione
Veronesi nel Mondo, eletto all'unanimità
dal nuovo Consiglio di Amministrazione rinnovato
nell'ultima assemblea dei soci. L'On. Ceni succede
nel suo mandato a Claudio Valente, che ha guidato
e rilanciato l'Associazione nei precedenti tre
anni, e che per impegni personali ha rinunciato
a riproporre la sua candidatura. Valente è
stato nominato Presidente Onorario, e in tale
carica succede a Fernando Solinas, scomparso nel
novembre scorso a 86 anni.
Il nome di Ceni è stato indicato dalla
Camera di Commercio, istituzione principale nel
sostegno dei Veronesi nel Mondo, accanto alla
Regione Veneto, alla Provincia e al Comune di
Verona, e alla Curia Vescovile.
Ho accettato con piacere
la nomina ci spiega l'On.Ceni
principalmente
per due motivi. Come cittadino veronese, e anche
in virtù di miei precedenti incarichi istituzionali,
conosco e apprezzo da sempre l'attività
dell'Associazione Veronesi nel Mondo, così
come ho conosciuto le persone che mi hanno preceduto
in quest'incarico: il Prof.Alberto De Mori, Attilio
Beghini, Fernando Solinas, oggi purtroppo scomparsi,
e Claudio Valente. Nella mia attività pubblica
e di imprenditore commerciale ho acquisito un
bagaglio di conoscenze e relazioni internazionali
che sento di dover mettere al servizio della città.
Sento la responsabilità di non dover disperdere
questo 'patrimonio'. E poi, nell'affrontare questo
compito, sono stato ulteriormente incentivato
da un elemento personale, cui tengo molto. Mia
madre è nata da una coppia di italiani
emigrati in Argentina all'inizio del '900.
Ci sono obiettivi specifici che si prefigge
con questo nuovo mandato?
Nella continuità
con chi mi ha
preceduto, un consolidamento
del lavoro fatto, tenendo conto della continua
evoluzione dei tempi. La memoria della nostra
emigrazione rimane base fondamentale di riferimento
per l'attività che svolgeremo a sostegno
sia dei nostri italiani all'estero sia di quelli
che sono rientrati. La storia è il cardine,
la 'soca' come diciamo a Verona, il ponte fondamentale
tra passato e futuro. Ma vogliamo accentuare il
rapporto con i nuovi emigrati, che devono diventare
i più qualificati ambasciatori e promotori
del "Made in Italy" e nello specifico del "Made
in Verona". Per questo e per altri progetti conto
sulla collaborazione non solo del Consiglio di
Amministrazione, ma anche di un neonato Comitato
Esecutivo, cui fanno capo i rappresentanti dei
vari Circoli di ex-emigrati attivi sul territorio
veronese. Insieme daremo ulteriore impulso a questo
periodico e ad ogni mezzo di comunicazione, valorizzeremo
le tante disponibilità che vengono dal
volontariato, proseguiremo con impegno il servizio
di assistenza, solidarietà e lavoro nei
riguardi dei nostri emigrati. Cercheremo di ampliare
il numero dei Circoli su tutto il territorio provinciale
nonché all'estero.
C'è qualche aspetto, nella linea editoriale
del nostro periodico, che vorrebbe più
sviluppare?
Ritengo indispensabile per
i nostri associati un'informazione ancora più
articolata su tutto ciò di importante che
avviene nella nostra città e in provincia,
soprattutto per quanto riguarda l'attività
degli enti istituzionali e di promozione. Mi riferisco
alla Fiera, all'Aeroporto, al Consorzio Zai, a
Verona Mercato, alla Fondazione Arena, alla Cattolica
Assicurazioni, alla Banca Popolare e a Unicredit,
all'Università, insomma tutte quelle forze
che sono il 'motore' di Verona. E confido anche
nel rapporto di collaborazione con altre imprese,
pubbliche e private, che portano nel mondo il
nome della nostra città. Credo che l'Associazione
Veronesi nel Mondo possa rivestire un ruolo sempre
più significativo per quelle imprese che
hanno necessità di punti di riferimento
all'estero, di rapportarsi con persone di origine
veronese. Naturalmente proseguirà anche
il nostro rapporto privilegiato con la Regione
Veneto e con l'amministrazione provinciale, sempre
nel quadro di riferimento alle indicazione del
Ministero per gli Italiani all'Estero. Un altro
aspetto su cui porremo grande attenzione sarà
la valorizzazione dello storico patrimonio di
Verona come città dalla vocazione missionaria
pensiamo ai Comboniani per esempio
ricca di istituzioni, anche laiche, che da sempre
testimoniano nel mondo la nostra civiltà,
la nostra cultura.
Nella sua lunga esperienza istituzionale,
ci sono persone cui si è sentito particolarmente
legato?
Ho avuto il piacere di collaborare,
rispettivamente come consigliere comunale e come
assessore, con due sindaci come Carlo Delaini
e Renato Gozzi. Ho imparato molto dal Professor
Giorgio Zanotto,papà dell'attuale sindaco
di Verona, che ho avuto come docente di tecnica
bancaria, e dal Professor Aleardo Valerio, che
era stato a sua volta un 'maestro' per lo stesso
Zanotto.
Lei è stato per sei anni , dal 1987
al 1993, Presidente dell'Ente Fiere di Verona.
Che cosa ricorda in particolare di quell'esperienza?
E' stato un periodo importante,
direi un'epoca decisiva, di svolta per la Fiera
di Verona. In quell'arco di tempo è stato
realizzato circa l'80% delle strutture e degli
spazi oggi operativi. E' stata l'epoca in cui
sono stati valorizzati appuntamenti come Vinitaly,
Marmomacchine, Samoter, e in cui ne abbiamo varati
altri, come Transpotec, il SIAB (Salone Italiano
Arte Bianca), e i Tesori del Tempio, dedicato
all'antiquariato.
L'Onorevole Giuseppe Riccardo Ceni, nuovo Presidente
dell'Associazione Veronesi nel Mondo.
A Settembre il Convegno
dei Veronesi d'Australia
A Griffith, dal 24 al 26 settembre 2005, si
svolgerà il convegno dei Veronesi d'Australia.
Griffith, cittadina dell'entroterra australiano,
a metà strada tra Melbourne e Sydney, è
sorta dal nulla circa 70 anni fa, ed è
diventata il simbolo degli Italiani della Riverina.
La regione è stata trasformata in un giardino
sempre verde dalla tenace operosità e dal
sacrificio dei nostri emigrati approdati lì
all'inizio del secolo, quando era ancora terra
arida, inospitale e senza vita.
All'incontro, che ha già trovato un positivo
riscontro tra i veronesi di Sydney, Melbourne
e Griffith, sono invitati tutti i veronesi d'Australia.
Il costo sarà di circa $270 per persona
e include vitto e alloggio, di cui due notti in
motel, tre colazioni, un pranzo al club.
Si invitano tutti gli associati, amici e simpatizzanti,
a confermare la propria adesione il più
presto possibile.
Per ulteriori informazioni si prega di contattare
Renzo Zanella, Presidente dell'Associazione Veronesi
nel Mondo di Melbourne, che con Italo Codemo di
Griffith e altri Presidenti delle associazioni
veronesi, ha organizzato il convegno.
Un corso
di gestione per la Piccola e Media Impresa
Dalla Federazione delle Associazioni Venete
dello Stato di San Paolo Brasile,ci è
arrivata la comunicazione che il 14 febbraio scorso
è iniziato nella metropoli paulista un
Corso di Gestione di Piccola e Media Impresa,
sponsorizzato dalla Regione Veneto e organizzato
dalla GIOVEB, Gioventù Veneta del Brasile,
dalla stessa Federazione delle Associazioni Venete
dello Stato di San Paolo, dall'Associazione Padovani
nel Mondo e dalla FASM, Facoltà Santa Marcelina
di San Paolo, per i discendenti di Veneti.
Il Corso avrà una durata di 120 ore,
per 25 ragazzi discendenti di Veneti, dei quali
i migliori 15 faranno un viaggio nel Veneto per
visite aziendali di 40 ore.
Il 16 febbraio ha avuto luogo la lezione di
inaugurazione alla presenza degli organizzatori,
delle autorità consolari e di componenti
della colonia dei Veneti in Brasile.
La Messa di Santa Lucia, con la partecipazione
dell'Associazione Veronesi nel Mondo di San Paolo,
nella Chiesa degli Italiani della metropoli brasiliana.
E' stata realizzata con pieno esito la festa per
la raccolta di generi alimentari e giocattoli
per il Natale dei bambini poveri nella parrocchia
di Padre Giuseppe. Un grazie a tutti i partecipanti
da Alberto O.Flangini.
Riceviamo purtroppo la notizia che nello scorso
settembreè
scomparso, a 78 anni,Luigi
Ferrari detto 'Memo'.Era
nato in Lessinia,a
Badia Calavenain
provincia di Verona,ed
a 15 anni era emigratoin
Svizzera.Alla
famiglia le condoglianze dell'AssociazioneVeronesi nel Mondo.
Lettera di Suor Maria Rosa
DA SUOR MARIA ROSA BALLINI, DELLE PAOLINE
DI NAIROBI,
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
Carissimi, è sempre una gioia avere notizie
di casa! Grazie ai Veronesi nel Mondo che mi portano
sempre una boccata d'aria della nostra bella terra!
Vorrei scrivere di più e contribuire con
notizie, ma non trovo mai il tempo necessario.
Ora che ho fatto una relazione sull'attività
dell'anno scorso, ve ne mando una copia.
ANIMAZIONE BIBLICA NEL 2004
Alla fine di quest'anno 2004, sento di dover
rendere grazie a Dio per tutte le grazie concesse
nell'attività svolta nella Chiesa e in
particolare per noi, rendo grazie per i favori
e per la protezione ricevuti in tutta l'animazione
biblica nel corso dell'anno.
Le molte celebrazioni bibliche di quest'anno,
per grazia di Dio, si sono celebrate con successo,
anche se con sfumature molto diverse. Ognuna ha
avuto qualcosa di singolare, un tocco diverso
conforme alla creatività della gente. Un
dato particolarmente marcato nell'interiorizzazione
della Bibbia. Anche se l'idea è uguale
per tutti, lo svolgimento è stato sempre
diverso.
Nel corso dell'anno, l'animazione biblica ha
toccato le varie zone del Kenya e per due volte
ci ha portato a Manza, nel nord Tanzania. Abbiamo
iniziato l'anno alla Parrocchia Consolata di Nairobi,
poi a Nanyuki nel Nord, dove c'è stata
una celebrazione veramente speciale con circa
8000 partecipanti, e la presenza della Federazione
Biblica Cattolica, con persone provenienti da
tutto il mondo che, per coincidenza, si trovavano
riunite in Kenya. Poi fu la volta, tra le altre,
delle Kamiti Maximum Security Prisons di Nairobi,
con i loro 4000 detenuti, la prima volta nella
storia per qualcosa di questo tipo. E nei mesi
scorsi abbiamo toccato le Lang'ata Women's Prisons
(donne), e anche per loro è stata la prima
celebrazione biblica.
Alla Cattedrale di Bugando, Manza, una signora
ha portato questa testimonianza. Mi è
capitato tra le mani il programma dell'animazione
biblica, e, anche se lontano, ho subito deciso
di venire da Musona, per rendere grazie a Dio
per quello che ha fatto per me. Alla morte di
mio marito, i suoi ricchi parenti volevano appropriarsi
della terra e della casa (come fanno qui) e lasciare
me e i miei bambini sulla strada. Noi abbiamo
pregato e pregato e digiunato, e, incredibile
ma vero, Dio ci ha fatto vincere il caso in Corte.
Sono venuta per ringraziare Dio e per dire a tutti
voi: credete in Dio, Lui è dalla parte
di chi in Lui confida, non ci abbandona.
Il più anziano della folla, a Bugando,
andò al microfono e disse: Io sono stato
battezzato qui nel 1936. Ero uno dei pochi cristiani
di allora. Oggi davanti a me vedo una marea di
gente!E' la prima celebrazione di questo tipo
che vedo nella mia vita. Grazie per averla preparata.
Queste sono alcune delle storie venute a nostra
conoscenza e da queste possiamo constatare come
Dio opera nelle anime di coloro che si aprono
alla Sua Grazia. Il nostro compito è solo
quello di organizzare e promuovere.
Alla fine di questo anno 2004, la mia gratitudine
va innanzitutto a Dio. Poi ai parroci e ai relatori
che con la loro collaborazione hanno reso questo
possibile. In particolare, la mia profonda riconoscenza
è per Sua Eccellenza Giovanni Tonucci,
Nunzio in Kenya, che si è reso disponibile
sempre, nonostante i suoi molteplici impegni.
Le sue relazioni, la sua presenza, l'approccio,
la disponibilità a rispondere a centinaia
di domande, la sua autorità come rappresentante
del Papa, hanno causato una profonda influenza
sulla gente. Con nostro immenso dispiacere, ora
è arrivato il suo trasferimento, e noi
ci sentiamo molto impoveriti.
La profonda gratitudine è anche per tutti
quelli che ci hanno aiutato con preghiere e offerte.
Preghiamo perché Dio ricompensi tutti
largamente.
Suor
Maria Rosa Ballini
Nairobi,
26 dicembre 2004
LA NONA
EDIZIONE 2005
CONCORSO
LETTERARIO INTERNAZIONALE IN LINGUA VENETA "MARIO
DONADONI"
Le regole del Bando. Gli elaborati
devono pervenire entro e non oltre il 30 aprile
Il premio è nato nel 1997 per iniziativa
della Biblioteca Civica "Mario Donadoni" con l'intento
di riscoprire e tutelare tra gli emigrati veneti
ed i loro discendenti il valore dell'identità
culturale del paese di origine e rinsaldare in
tal modo i rapporti con il Veneto. E' promosso
dalla Città di Bovolone (Biblioteca Civica
"Mario Donadoni", Assessorato alla Cultura e Associazione
Pro Loco), con il patrocinio della Regione Veneto
e della Provincia di Verona.
REGOLAMENTO
1) Il concorso è aperto a tutti
i Veneti, in Italia e nel mondo, e si articola
nelle seguenti sezioni:
A - poesia dall'Italia
B - prosa dall'Italia
C - poesia o prosa dall'Estero
D - sezione riservata ai concorrenti residenti
nel Comune di Bovolone
E - sezione riservata ai ragazzi della scuola
elementare e media i quali potranno concorrere
all'assegnazione del "Trofeo Girino d'Argento"
con un elaborato, anche multimediale, individuale,
di gruppo, di classe, in lingua veneta (poesia,
racconto, ricerca storica, geografica, sociale)
avente come tema: "La me tèra la conta"
(la mia terra racconta).
2) Possono essere presentate composizioni
edite o inedite e mai premiate in lingua veneta,
a tema libero, per le categorie A-B-C-D. Ogni
concorrente può partecipare con un'unica
opera.
3) L'elaborato non dovrà superare
le due cartelle per la prosa e i 50 versi per
la poesia; dovrà pervenire in 9 (nove)
copie dattiloscritte contenute in un plico sul
quale verrà riportata la sezione; solo
una delle nove copie dovrà riportare le
generalità del concorrente: nome e cognome,
indirizzo, data di nascita, recapito telefonico,
dichiarazione che l'elaborato non è mai
stato premiato in altri concorsi, firma. Il nome
del concorrente non deve apparire nelle rimanenti
copie. Per agevolare la stampa della pubblicazione
Veneti nel mondo 2005, si invitano i concorrenti
ad unire alle 9 copie cartacee il testo dell'elaborato
su floppy o cd. Le opere dovranno pervenire entro
e non oltre il 30 aprile 2005 al seguente indirizzo:
Concorso Letterario
Mario Donadoni
Biblioteca Civica
Via Vescovado 7
37051 BOVOLONE (VR)
4) La partecipazione al concorso è
gratuita e autorizza la Biblioteca all'eventuale
pubblicazione delle opere senza compenso per i
diritti d'autore. Gli elaborati non saranno restituiti.
I dati forniti dai concorrenti potranno essere
trattati per informative attinenti al concorso
letterario (legge 675/96)
5) Il concorso è dotato dei seguenti
premi:
* Sezione Estero (poesia e prosa)
1° premio: 1500,00 euro e trofeo "Rana
d'argento"
2° premio: 500,00 euro e targa della Città
3° premio: 250,00 euro e targa della Città
*Sezione poesia dall'Italia
1° premio: 300,00 euro e trofeo "Rana d'argento"
2° premio: 150,00 euro e targa della Città
3° premio: 100,00 euro e targa della Città
* Sezione prosa dall'Italia
1° premio: 300,00 euro e trofeo "Rana d'argento"
2° premio: 150,00 euro e targa della Città
3° premio: 100,00 euro e targa della Città
* Sezione concorrenti residenti nel Comune di
Bovolone
Premio di 300,00 euro e targa della Città
Sezione scuole elementari e medie
1° premio: 250,00 euro e trofeo "Girino
d'argento"
2° premio: 150,00 euro e targa della Città
3° premio: 100,00 euro e targa della Città
Altri riconoscimenti saranno assegnati a concorrenti
segnalati dalla Commissione
6) La cerimonia conclusiva del concorso e la
consegna dei premi si terranno nel mese di ottobre
2005; tutti i concorrenti saranno invitati con
comunicazione scritta. I premi dovranno essere
ritirati personalmente dal vincitore nel corso
della cerimonia di premiazione.
7) Un attestato di partecipazione ed una copia
della pubblicazione "Veneti nel mondo 2005" saranno
consegnati a ciascun concorrente presente alla
cerimonia di premiazione.
8) Le decisioni della commissione sono inappellabili;
la partecipazione al concorso implica l'accettazione
di quanto sopra previsto.
Per informazioni rivolgersi in Biblioteca: Tel.
045/6992265 e-mail: bibliotecadonadoni@bovolone.net
UN VERONESE
IN LIBIA
GIOVANNI
FRANCO MARIA PIRRELLO
E' IL CONSOLE
GENERALE D'ITALIA A BENGASI
Di Claudia Farina
La cooperazione italo- libica trova costanti
riferimenti e motivazioni a Bengasi, il capoluogo
della Cirenaica, la regione più orientale
della Jamahirja, confinante con l'Egitto. Centro
di
stimolanti rapporti è il Consolato generale
d'Italia, rappresentato dal veronese Giovanni
Franco Maria Pirrello. Oltre ai normali compiti
d'istituto, svolge un'intensa attività
culturale, quantificabile in cinquantadue eventi
promossi e organizzati in due anni, tra cui un'assoluta
novità: il primo concerto rock a Bengasi,
scatenando un tripudio giovanile e l'attenzione
di molti adulti. Successo hanno riscosso le quattro
giornate del cinema italiano, le numerose conferenze
di studiosi italiani su beni culturali e ambientali
dell'Italia e della stessa Libia, le mostre d'arte
a cui hanno partecipato, tra gli altri, il veronese
Giancarlo Zucconelli, che nella sua carriera di
fotografo e illustratore ha ritratto anche il
leader libico Muammar Gheddafi. Ideatrice degli
eventi è la consorte Silvana Ticci ; l'intensa
attività del consolato è indissolubilmente
legata al background culturale degli stessi promotori.
Il Console generale, seconda laurea in lingue
e letterature orientali a Venezia, conosce dodici
lingue, alcune apprese durante il curriculum universitario,
altre per diletto, altre per meglio svolgere i
compiti istituzionali del suo incarico, durante
i mandati in Pakistan, Algeria , Grecia, Russia
e ora in Libia. Riassumendo, oltre alle lingue
europee parla l'indi, il persiano, il russo, il
greco, l'arabo, con relativi idiomi locali.
L'artista di famiglia è la signora Silvana,
già insegnante di storia dell'arte e disegno
in scuole veronesi, laurea successiva in psicologia,
con tesi basata su una ricerca neonatale presso
l'ospedale di Algeri, oggetto di due pubblicazioni
scientifiche in Italia.
Comunicare in lingua locale, conoscere profondamente
il Paese, reinterpretare in modo letterario e
artistico l'anima dei luoghi, sono eventi che
lasciano memoria nelle capitali che li hanno ospitati.
A Mosca è ambientato il libro di racconti
Il grande orecchio della Ticci Pirrello, mentre
le sue mostre più recenti sono dedicate
alla Libia. Nella personale di Bengasi Il giardino
delle Esperidi ha esibito fotografie e dipinti
della Cirenaica, descritta tra sogno e realtà,
integrata, in Speculum deserti di Tobruk, con
grafiche e favole ispirate ai miti del deserto.
Come hanno sottolineato le autorità libiche
e gli organi d'informazione di Bengasi, "le relazioni
più durevoli sono quelle fra i popoli,
attraverso l'interscambio culturale di diverse
sfere di creatività...e sono il sostegno
alla stabilità, alla sicurezza e alla pace
di tutti i popoli che abitano il bacino del Mediterraneo".
Verona è ben presente in questo interscambio
creativo.
Partita dall'Arsenale, la mostra Liberare l'idea
è approdata all'Istituto culturale di Tripoli,
al Centro culturale di Tobruk e all'Istituto culturale
del Cairo, con le opere di Costanza Soprana, Giampaolo
Bonesini, Marina Begnini e Fausto Gervaso. Particolarmente
interessante sarà la presenza di artisti
libici in collettiva con italiani, tra cui la
Pirrello e Milo Manara, nella esposizione che
s'inaugurerà il 6 luglio a Verona: non
è consueta la presenza di artisti libici
all'estero e l'arte figurativa non appartiene
alla tradizione islamica. Ma il dialogo tra culture
diverse rende possibile tutto questo.
Giovanni e Silvana Pirrello.
Olio di Silvana Ticci Pirrello - Il mito di
Demetra.
UN LIBRO
"IN PROGRESS" DI RAFFAELLO CANTERI SULL'EMIGRAZIONE
DALLA LESSINIA
La saga
della Famiglia Corradi
Il volume, che dovrebbeessere terminatoentro l'anno, raccontale vicende migratorie,drammatiche e felici,di diverse generazioni,
emigrate da Roverèverso
il Brasile,gli
Stati Uniti, l'Australia
Raffaello Canteri, veronese del Cerro, con un
lungo e prestigioso curriculum tra il giornalismo,
la narrativa, la saggistica, ha già scritto
due libri collocati nella realtà della
Lessinia, entrambi pubblicati dalle Grafiche Aurora
Edizioni: "Il pane dei cimbri" (una storia centrata
sui mugnai di Cantero, contrada di Roverè
sopra il Vajo dei Mulini), e "L'arciprete", focalizzata
sulla figura di Don Antonio Quadrella, che di
Rovere fu parroco nel periodo tra il 1915 e il
1957.
Questo volume, una storia dedicata all'emigrazione
dalla Lessinia, è una sorta di completamento
di questa trilogia, ed è appunto ancora
in progress perché Canteri, che intelligentemente
ha già parlato in pubblico del piano di
lavoro del volume, continua a ricevere nuove informazioni
da discendenti e conoscenti della famiglia Corradi,
al centro di una vera e propria 'saga' esemplare
di vicende storiche drammatiche e ancora da comprendere
nelle loro sfaccettature, verificatesi dalla seconda
metà dell'Ottocento ad oggi.
Cronaca storica, dunque, ricchissima di dettagli,
narrata come un romanzo. I Corradi sono di Ardere,
contrada di Rovere, e da Genova si imbarcano per
il Brasile, nel 1894. Papà Angelo, mamma
Angela e sette figli. La famiglia ha origini tutto
sommato benestanti, il nonno era proprietario
di 50 campi di terra, ma le successive spartizioni
tra figli, le esose gabelle pretese dalla politica
economica della recente Unità d'Italia,
non lasciano sufficienti margini di sopravvivenza.
Da lì, dai venti giorni di navigazione
e le dieci ore di treno verso le miniere d'oro
del Minas Gerais, comincia appunto una storia
fatta di matrimoni e di ritorni in patria, di
successive emigrazioni verso le miniere di carbone
di Pittsburgh in Pennsylvania nei primi del 900.
E poi la Francia (e altri paesi europei, che negli
anni '20/30 furono la meta di un'emigrazione già
più organizzata, con contratti di lavoro
in tasca di operai richiesti già al momento
della partenza, anche verso la Germania e il Belgio),
e l'Australia, destinazione privilegiata da chi
aveva scelto di non tornare. I montanari veronesi
vanno a Melbourne, Sydney, Vittoria, mandano consistenti
rimesse ai loro parenti ancora in Lessinia, e
poi li richiamano nella nuova terra di adozione.
Insomma, il libro di Canteri è la storia
del Novecento dei rovereti e della Lessinia nel
mondo. E' spiega l'autore la fine
di quel mondo di contrada già raccontato
nel "Pane dei cimbri", e l'inizio di un mondo
nuovo. E' un libro sulla sofferenza dell'emigrazione
ma anche sulla grande energia innovativa da essa
sprigionata.
E anche il linguaggio scelto per la narrazione
è quello dei paesi di emigrazione, con
inserti in portoghese,
in spagnolo, in francese, in inglese, come accadeva
effettivamente nell'espressività degli
emigranti. E' un lavoro realizzato sui presupposti
di un'immensa documentazione raccolta dagli archivi
comunali e parrocchiali, ma anche da più
circoscritte testimonianze uscite da cassetti
di famiglie, dai contatti via Internet con i discendenti
di oggi.
(per chi avesse ulteriori informazioni da dare
o ricevere, questo l'indirizzo mail dell'autore:
r.canteri@libero.it)
Raffaello Canteri.
Riceviamo purtroppo la
notizia della scomparsa di Luigi Peretti, morto
lo scorso 2 febbraio a 65 anni. Peretti aveva
dato molto alla nostra Associazione inquanto collaboratore del
CircoloEx-Emigranti
della Valpolicella.Alla
fine degli anni '50era
emigrato in Svizzera, ed era tornato in Italia
nel 1966. In quei tempi molti degli ex-emigrantitornarono al loro paese
diprovenienza,
e per questo motivo nacque l'associazione degliEx-Emigranti della Valpolicella,
di cui Luigi
ha fatto partecon
impegno e responsabilità.I
famigliari ringrazianotutti
coloro che hanno partecipato al loro dolore.
LE FASI DEL PROGETTO IN UN VOLUME PRESENTATO IL
MESE SCORSO
"Destinazione
Rientro "
Dalla storia
dell'emigrazione alle politiche del rientro
"Il Progetto Rientro rappresenta un'iniziativa
importante per la sua assoluta novità e
per la mancanza di precedenti esperienze non solo
a livello regionale, ma anche nazionale".
Così il direttore di Veneto Lavoro, Sergio
Rosato, in apertura del convegno di presentazione
del libro Destinazione rientro Dalla storia
dell'emigrazione alle politiche del rientro,presentato
nel febbraio scorso al Caffè Pedrocchi
di Padova da Veneto Lavoro e dall'assessorato
alle Politiche della Sicurezza e dei Flussi Migratori
della Regione Veneto.
"Questo volume ha spiegato Rosato
è il coronamento di un piano di lavoro
presentato ufficialmente nel 2001 dalla provincia
di Padova e dalla Regione Veneto, che ha come
scopo quello di aiutare gli emigrati italiani
e i loro giovani discendenti in possesso di cittadinanza
italiana a ritornare a vivere e lavorare in Veneto.
Sono più di 500 i sudamericani di origine
veneta, provenienti in particolare da Argentina,
Brasile e Cile, reintegrati in Veneto attraverso
il Progetto Rientro".
E' il 1° gennaio 2004 la data chiave che
segna il passaggio del Progetto Rientro Emigrati
da disegno sperimentale ad importante strumento
di cooperazione tra Paesi, a punto di riferimento
per persone e imprese, a vero e proprio info-point
per gli emigrati di rientro attraverso lo Sportello
Rientro Emigrati, costituito presso i Servizi
per l'Impiego della Provincia di Padova. Mediamente
ogni mese lo Sportello riceve più di cento
contatti (telefonici, informatici, postali e personali)
in cui si richiedono informazioni sul lavoro,
sull'ottenimento della cittadinanza, sulla legge
regionale 2/2003, che ha stabilito nuove norme
a favore dei veneti nel mondo e delle agevolazioni
per il loro rientro, sull'alloggio e in generale
su come muoversi in una nuova realtà quale
quella veneta.
"Questa iniziativa, coronata dalla pubblicazione
del volume Destinazione Rientro, è la dimostrazione
pratica di governo concreto dei flussi migratori
ha spiegato nel corso del convegno l'assessore
regionale Raffaele Zanon. Il Progetto Rientro
ha infatti dato nello stesso tempo risposta alle
richieste di aiuto degli italiani residenti all'estero
e alle esigenze del mercato del lavoro veneto,
ma soprattutto ha smentito tutti coloro che ritengono
l'immigrazione un fenomeno ineluttabile che va
semplicemente subito".
Nel corso del convegno Aldo Rozzi Marin, coordinatore
dello Sportello Informativo Regionale per gli
emigrati, ha ricordato che sono circa 5800 gli
iscritti al servizio per l'impiego della Regione
Veneto di origine argentina. "Attraverso il Progetto
Rientro vogliamo governare un importante flusso
migratorio che esiste autonomamente ha
precisato Rozzi Marin e che va seguito
attraverso una politica del rientro in grado di
dare risposte concrete per un alloggio sicuro,
il lavoro, l'integrazione sociale".
"A cavallo tra la fine dell'Ottocento e i primi
del Novecento sono emigrati dal Veneto, allora
chiamato "La Calabria del Nord", quasi 4 milioni
di abitanti ha ricordato al convegno Edoardo
Pittalis del Gazzettino. E' come se il Veneto
di oggi d'improvviso si svuotasse".
All'incontro sono intervenuti molti emigrati
sudamericani tornati in Veneto attraverso il Progetto
Rientro. In particolare hanno portato la loro
testimonianza l'italocileno Renato Rossoni e l'italoargentino
Diego Lombardi.
Alcune immagini del convegno di presentazione
del volume "Destinazione rientro".
La testimonianza
di Roberta Tenci S
AIRES
Laureata
in Conservazione dei Beni Culturali alla Ca' Foscari
di Venezia, sta svolgendo un tirocinio all'Istituto
Italiano di Cultura nella metropoli argentina
In questi ultimi
anni ho potuto sperimentare , grazie in particolare
al progetto Erasmus realizzato presso la "Universitat
de Barcelona", il valore formativo di un periodo
di studio all'estero.
L'esperienza a Barcellona è stata estremamente
gratificante. Vivere in luoghi diversi da quelli
d'origine rende più consapevoli della propria
storia e più curiosi e disponibili nei
confronti di quella degli altri.
Entrare a far parte di un nuovo "tessuto" cittadino,
tessere nuove relazioni interpersonali, impone
di relativizzare i propri giudizi e le proprie
abitudini.
Lo scorso anno, mi sono nuovamente recata a
Barcellona per un periodo di quasi tre mesi durante
i quali ho realizzato le ricerche per la mia tesi
di laurea e ho potuto consolidare le mie conoscenze
della lingua spagnola.
L'attrazione per la cultura del continente sud
americano mi ha
portato poi, al momento di presentare la domanda
di tirocinio al Ministero degli Affari Esteri,
a chiedere come destinazione l'affascinante capitale
argentina.
Il tirocinio che sto realizzando presso l'Istituto
Italiano di Cultura di Buenos Aires mi sta consentendo
da una parte di
proseguire la mia formazione in un senso più
marcatamente internazionale, dall'altra di mettere
in gioco le mie competenze ed il mio entusiasmo.
Trovo inoltre particolarmente stimolante l'idea
di lavorare per mantenere viva e attiva la lingua
e più in generale la cultura italiana in
Paesi come quelli dell'America Latina, così
fortemente legati alla nostra Nazione da innumerevoli
e non più recentissime storie di immigrazione.
E' necessario creare in questi Paesi un "accesso
alla memoria" per le nuove generazioni di modo
che non vada perduta, insieme al racconto di nonni
e bisnonni, la consapevolezza delle origini ed
il senso di tutto un periodo storico
Presente con 93 sedi in tutti e cinque i Continente,
gli Istituti Italiani di Cultura rappresentano
un ideale luogo d'incontro e di dialogo per intellettuali
, artisti, operatori culturali e semplici cittadini,
italiani e stranieri, interessati ad instaurare
o a mantenere un rapporto con il nostro Paese.
Con la sua attivita' e le sue proposte l'Istituto
diventa punto di riferimento essenziale per soddisfare
le esigenze culturali delle comunita' italiane
all'estero.
L'Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires,
ha in questo senso notevoli oneri ma anche intense
soddisfazioni data la quantita' di nostri connazionali
presenti nel Paese e soprattutto data l'entita'
della comunita' italiana, frutto dell'immigrazione
avvenuta tra otto e novecento.
La sua attivita' e' volta in particolar modo
a diffondere e consolidare la conoscenza della
Lingua Italiana e dei vari ed affascinanti aspetti
della nostra cultura. La programmazione dell'Istituto
di Buenos Aires offre un fitto calendario di eventi
ed attivita' . Vengono organizzati esposizioni,
conferenze, cineforum ed incontri e vengono ospitati
artisti e musicisti italiani rappresentativi ed
eccellenti.
Vanto dell'Istituto di Buenos Aires e' la sua
Biblioteca, che con i suoi 40.000 volumi, e' la
piu' ricca e fornita biblioteca italiana fuori
d'Europa.
Unico e di enorme interesse e' inoltre il suo
"Fondo Fascista". Piu' di 4.000 volumi, alcuni
rarissimi, editi nel Ventennio che, nel bene e
nel male, ha cambiato la storia d'Italia.
La biblioteca sta vivendo in questi mesi un'importante
opera di informatizzazione che entro breve rendera'
accessibile e meglio fruibile il suo prezioso
patrimonio.
Il tirocinio Mae/Crui è attivato dal
Ministero degli Affari Esteri (MAE) e Conferenza
dei Rettori Universitari Italiani (CRUI) insieme
alle Università.
Esso offre la possibilità, a chi risulti
vincitore di un bando che esce tre volte l'anno
sul sito del Ministero degli Esteri, di effettuare
uno stage di tre mesi presso Ambasciate, Consolati
ed Istituti Italiani di Cultura all'Estero.
Io sono risultata vincitrice per il tirocinio
presso l'Istituto Italiano di Cultura di Buenos
Aires per il periodo 15 gennaio 15 aprile 2005.
Essendo le date indicative, il mio periodo di
stage si svolgerà effettivamente fino al
4 di maggio.
L'Istituto, diretto dalla Dottoressa Fiorella
Arrabbio Piras, organizza corsi di lingua, esposizioni,
conferenze e cicli di film di autori italiani
oltre che vari e validi eventi come concerti,
incontri, e rappresentazioni teatrali.
I miei compiti all'interno dell'Istituto sono
vari: principalmente partecipo al lavoro di informatizzazione
della biblioteca, porto avanti ricerche necessarie
all'organizzazione degli eventi in programma e
mi occupo della gestione della permanenza degli
artisti ospiti.
Un primo piano della Dottoressa Roberta Tenci.
Immagini della Capitale Argentina.
E ADESSO
LA SITUAZIONE E' DIFFICILE
Quart'ultimi in classifica,
innegabili limiti tecnici, e qualche sensazione
difficile da allontanare.
Ci eravamo lasciati,
lo scorso dicembre, con un buon Chievo assestato,
dopo un terzo di campionato, in una tranquilla
posizione di metà classifica, dopo aver
addirittura toccato, in qualche momento, le altezze
della zona Uefa.
Merito del nuovo allenatore Mario Beretta, dicevamo,
senza peraltro rinunciare a sottolineare come
i punti in classifica fossero anche più
di quelli che si sarebbero potuti immaginare.
Era infatti evidente, già a quel punto
del torneo, che il Chievo aveva notevoli problemi
ad andare in gol, e che il gioco non era certo
brillante come negli anni scorsi.
C'era la difesa che teneva molto bene, con il
vecchio, grande Luca Marchegiani in particolare
sugli scudi, ma da sola avrebbe potuto bastare?
Adesso purtroppo, alla vigilia di una ovviamente
difficoltosissima partita casalinga con la Juventus
prima della classe (speriamo che i bianconeri
sprechino parecchie energie nell'incontro infrasettimanale
di Champions League contro il Real Madrid di Ronaldo,
Beckham e compagnia bella, e che arrivino al Bentegodi
un po' sfiatati, altrimenti è difficile
immaginarsi che i gialloblù possano contrastare
la solidissima armata di Fabio Capello), dopo
ventisette giornate ( a circa un terzo dalla conclusione
del campionato), il Chievo si trova in quart'ultima
posizione, quindi in piena zona retrocessione,
e la situazione appare, francamente, abbastanza
complicata. Per vari motivi.
Innanzitutto gli innegabili limiti della squadra,
che certamente non è la peggiore del torneo,
ma indubbiamente tra le più deboli. Fino
alla settimana scorsa, il team della Diga aveva
dietro di sé anche Parma e Fiorentina,
ma era prevedibile che prima o poi ci sarebbe
stato il sorpasso.
Obiettivamente, si tratta di due formazioni
che
hanno faticato parecchio (non a caso hanno entrambe
sostituito l'allenatore. A Parma c'è il
buon 'Gedeone' Carmignani, ex-portiere di buon
livello negli anni '70 con Juventus e Napoli,
e una carriera di vice allenatore alle spalle
di 'Righello' Sacchi; a Firenze, curiosamente,
un altro ex-portiere, che proprio con Carmignani
si 'scambiò' tra Napoli e Juventus: Dino
Zoff, mondiale '82, un gentiluomo triste che traghetterà
i viola alla salvezza), ma che godono di organici
e di talenti individuali decisamente superiori
a quelli del Chievo.
Nonostante un buon acquisto, quello di Simone
'Tir' Tiribocchi (che non è un fenomeno
ma un buon giocatore sì, uno di quegli
attaccanti che fanno sentire sempre il loro peso
in area, e con un discreto fiuto del gol), il
Chievo continua ad avere il peggior attacco della
serie A, 21 gol, ex-aequo con quello del Brescia
(terz'ultimo, alle spalle del Chievo davanti a
Siena e all'ampiamente distaccata Atalanta all'ultimo
posto). E la difesa, con 38 gol al passivo, non
è più nelle posizioni di eccellenza.
Quali le cause del forte calo del Chievo?
A gennaio, dopo la pausa natalizia, c'è
stato un brutto momento concomitante con quella
che sembrava essere la cessione della squadra,
da parte del Presidente Campedelli, ad una cordata
non veronese, di cui faceva parte anche un altro
ex-portiere juventino, Tacconi.Sembrava cosa fatta,
e l'avvicendamento creava grandi preoccupazioni
tra il pubblico veronese nonché, evidentemente,
anche all'interno dello spogliatoio gialloblù.
Campedelli significa moltissimo per il Chievo:
nell'immaginario collettivo, adesso che se ne
è andato Del Neri (a Roma sta battagliando
duramente un po' contro tutti, coraggio Gigi),
il Presidente appare come il garante della solidità,
agonistica e morale, dei gialloblù. In
verità, poi, per il sollievo di tutti,
Campedelli ha cambiato idea, e ha deciso
ma chissà fino a quando di tenersi
il Chievo.
Guarda caso, quando il "Signor Paluani" si è
rimesso ufficialmente dietro la scrivania, il
Chievo ha cominciato a riprendersi.
Ma la serie positiva, comunque 'faticosa', non
è durata a lungo, e adesso siamo, se non
sbagliamo, alla quarta consecutiva sconfitta senza
gol all'attivo. Responsabilità del Mister
Beretta? Mah, non più di tante, ci pare,
anche se magari, nell'ultima sconfitta casalinga
(1 a 0 contro una Lazio sì più forte
di noi, ma nell'occasione non trascendentale),
Beretta ha inspiegabilmente, secondo noi, preferito
Zanchetta a Baronio, che ci pare l'unico in grado
di inventare qualcosa, nel centrocampo del Chievo.
Purtroppo l'epoca Del Neri è lontana,
e il Chievo, un po' anche obbligato dalle casse
non certo tra le più ricche (e disinvolte)
della serie A, non è riuscito a trovare
la brillantezza delle passate stagioni. La difesa
si sta comportando tutto sommato discretamente,
perché anche qui non è che abbiamo
dei fuoriclasse.
Sempre lodi, comunque, a Marchigiani, a capitan
D'Anna, a Moro, ma è chiaro che si fa quel
che si può quando ti trovi davanti a gente
di alta caratura. Idem a centrocampo, dove Brighi
e Baronio sono uomini di tutto rispetto, ma dove
il gioco sulle fasce, un tempo irresistibile punto
di forza del Chievo, va a targhe alterne.
Luciano non è più, almeno per
ora, la dirompente mina vagante di qualche anno
fa (quando lui e un altro che non si è
più ritrovato, Christian Manfredini, facevano
il bello e il cattivo tempo) e Franco Semioli,
ala di indubbie potenzialità, non è
ancora uomo in grado di fare costantemente la
differenza. Il Chievo, insomma, raramente riesce
a imporre con fluidità il suo gioco, e
anche quando riesce ad avere un'apparente supremazia,
appare sempre piuttosto prevedibile.
In area avversaria si arriva con enorme fatica
e, Tiribocchi a parte, né Pellissier, né
Amauri, né Federico Cossato, appaiono al
momento in grado di andare a rete con facilità.
Insomma, tecnicamente il Chievo è quel
che è, anche se formazioni più avanti
in classifica, come Messina, Livorno, Reggina
(e addirittura il Bologna di Carletto Mazzone,
che però è ormai a centroclassifica),
parrebbero alla sua portata.
E' con queste squadre, più che con Fiorentina
e Parma, crediamo, che bisognerà battagliare
con il pugnale tra i denti, da qui sino al termine.
Non ci sentiamo di avanzare previsioni troppo
ottimistiche, ma siamo convinti che i ragazzi
di Beretta sapranno lottare fino in fondo.
Sempre che, come è accaduto domenica
scorsa a Genova, contro una modesta Sampdoria
(che però è terza in classifica
dietro a Milan e Juve, davanti all'Inter), non
ci si metta l'arbitro, con decisioni sbagliate
ed incredibili, a penalizzare ulteriormente il
Chievo.
Che, è chiaro, non è una di quelle
squadre che fanno grande audience in serie A,
e che sembra improvvisamente diventato un fenomeno
fuori moda.
Hellas ancora
in corsa per la A
PUR TRA
INFORTUNI E DIFFICOLTÀ, L'UNDICI DI FICCADENTI
TIENE IL PASSO DELLA COMPAGINE DI TESTA
Non è più
il brillantissimo Hellas di qualche settimana
fa, quello che sembrava inarrestabilmente lanciato
verso la vetta della classifica, in virtù
di un gioco aggressivo, baldanzoso, garibaldino,
che ha riportato i gialloblù al centro
dell'attenzione e del sostegno della città.
A partire dalla
contestata cessione di Vincenzo Italiano al Genoa,
a gennaio (d'accordo, il centrocampista merita
la chance di andare in serie A, con una società
dalle notevoli ambizioni, attualmente prima in
classifica in B.
Ma non si poteva aspettare sino al termine del
campionato, invece di privarsi in corsa di un
elemento così prezioso sotto vari punti
di vista?), il Verona ha un po' frenato la sua
cavalcata, dimostrandosi soprattutto più
fragile fuori casa, dove ha inanellato una serie
di sconfitte.
Accanto alla perdita di Italiano (che garantiva
un superiore tasso di esperienza, la capacità
di lanciare e di tagliare il centrocampo, nonché
un tiro dalla distanza sempre pericoloso.
Italiano non è un fuoriclasse, perché
ad esempio è anche uno che sbaglia molti
passaggi, ma sicuramente ha carisma e personalità
sufficienti per giocare nella massima divisione),
sono stati soprattutto gli incidenti a minare
la forza dell'Hellas, che ha sicuramente fatto
vedere spesso un gran gioco quando ha potuto contare
sull'apporto di Valon Behrami, vera rivelazione,
a nostro giudizio, di questo campionato di B 2004/05.
Behrami è nato nel Kosovo ma è
di nazionalità svizzera.
E' giovanissimo, parla bene l'italiano, è
diventato l'idolo delle ragazzine, e unisce ad
un discreto tasso tecnico agonismo e personalità
dirompente a dispetto della giovane età.
Caso rarissimo anche nella categoria superiore,
Behrami è uno dei pochi calciatori quasi
sempre in grado di cambiare passo. Insomma, quando
la palla arriva a lui, succede sempre qualcosa,
si innesca un improvviso cambio di marcia della
squadra, e spesso, per gli avversari, son dolori.
Ricordate Briegel l'anno dello scudetto, lui
spesso 'rompeva', avanzando come un bulldozer,
le linee Maginot nemiche. Accade un po' così
con Valon Behrami, che peraltro è anche
molto veloce, oltreché travolgente.
Insomma il ragazzo, se non si perderà
(ma non pare. Quando parla,
Valon stupisce anche per la sua maturità),
è destinato ad una grossa carriera, ci
scommettiamo.
Per qualche settimana, un'operazione al menisco
lo ha messo fuori causa, e per quanto l'Hellas
abbia tirato fuori dal cappello un'incredibile
serie di giovani all'altezza, la squadra ne ha
risentito, perdendo in convinzione e capacità
di sorpresa.
Domenica scorsa, comunque, Behrami è
tornato in campo, e per quanto evidentemente non
ancora al massimo della forma, si è dimostrato
recuperato, e potrebbe davvero essere l'arma in
più gialloblù nella parte decisiva
del torneo che, saggiamente, Mister Ficcadenti
ha indicato nei mesi di aprile e maggio.
Dopo il buon pareggio di domenica a Catania
(un campo difficile, 1 a 1 con gol del sempre
più fondamentale Andrea Dossena, laterale
alla Marangon, uno che pompa in continuazione,
sbaglia qualcosa, ma fa comunque gioco, rischia,
crossa.
Ci piacciono questi giovani che, anche a costo
di qualche tòpica, mostrano carattere e
personalità sul campo), l'Hellas è
quinto in classifica e vanta, insieme al capolista
Genoa, il miglior attacco del torneo, con
50 gol all'attivo.
Se si riuscisse a rendere un po' meno penetrabile
la difesa (36 i gol subiti)...
Quest'anno per andare in serie A con certezza
bisogna arrivare tra le prime due. Arrivando tra
le prime sei, comunque, si accede ai play-off
(anche queste 'complicazioni', questo continuo
cambiare di regole, di composizioni del campionato,
a nostro modo di vedere, s'identificano con il
declino del calcio, la gente non ci capisce più
niente...perché non si torna alla semplicità
di una volta?), e quindi per l'Hellas le possibilità
ci sono.
In avanti c'è l'altro albanese, Bogdani,
capocannoniere con 15 gol insieme a Milito, argentino
del Genoa, che continua ad essere una garanzia
di rendimento e di peso, anche se nelle ultime
giornate ha segnato meno.
E' fuori anche lui per infortunio, purtroppo,
Martin Adailton, che quest'anno ha messo dentro
un buon numero di palle, nove, e soprattutto fa
mostra di intelligenza tattica ed esperienza decisive
per la serie B, anche perché apparso più
determinato e agonisticamente gagliardo rispetto
al passato. Speriamo che tra qualche settimana
Adailton sia di nuovo disponibile.
Va ribadito, comunque, che l'Hellas 'primavera'
di quest'anno (a parte l'eccezione del 'vecchio'
Sandro Mazzola, impeccabile uomo d'ordine della
metà campo scaligera), un po' costretto
dai numerosi infortuni, ha messo in mostra una
serie di giovani davvero di belle speranze, che
non hanno fatto soffrire irrimediabilmente le
assenze dei titolari.
Oltre ai Behrami e ai Dossena, della splendida
"linea verde" gialloblù fanno parte Cassani,
Mancinelli, Rosina, Cossu, Iunco (doppietta decisiva
nell'ultimo pareggio casalingo con l'Ascoli, 2
a 2). Una freschezza che fa ben sperare, che ha
voglia di emergere, e che ci potrebbe dare la
grande soddisfazione.