OGGI DISPONE DI PIU' DI 1150 SPORTELLI DISLOCATI
IN TUTTO IL
CENTRO-NORD
Come avevamo anticipato nell'intervista all'Onorevole
Giuseppe Riccardo Ceni, nuovo Presidente dell'Associazione
Veronesi nel Mondo, pubblicata sullo scorso numero
del nostro periodico, iniziamo adesso un viaggio
tra le più significative realtà
della vita veronese. Cominciamo dalla Banca Popolare,
da quasi centocinquant'anni presenza fortemente
radicata sul nostro territorio, che molti, tra
cui il Presidente Ceni la citano ancora come
"la Banca Mutua".
Il Presidente della Banca Popolare, Carlo Fratta
Pasini.
IL SALUTO
DEL VESCOVO DI VERONA AL
NUOVO CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONEDELL'ASSOCIAZIONE
VERONESI NEL MONDO
Ho appreso con vivo piacere che lo scorso 17
febbraio, l'Assemblea dei Soci dell'Associazione
Veronesi nel Mondo, si è riunita nella
Sala Consiglio della Camera di Commercio di Verona
per nominare il nuovo Consiglio di Amministrazione
e il nuovo Presidente. Desidero pertanto rivolgere
le mie più cordiali felicitazioni al nuovo
Presidente, l'Onorevole Giuseppe Riccardo Ceni
e a tutti i membri del Consiglio. L'Associazione
è un grande dono per Verona e in modo particolare
per tutti i veronesi sparsi nel mondo che vengono
aiutati così a mantenere dei solidi e vivi
legami con la loro città.
Al nuovo Presidente e ai membri del Consiglio
auguro di poter continuare a guidare l'Associazione
con quello spirito di carità e di generoso
servizio che ha animato il precedente Consiglio,
a cui va il mio cordiale e fraterno ringraziamento.
E su tutti imploro amplissima la Benedizione del
Signore, come pure su tutti i veronesi sparsi
nel mondo.
* P. Flavio Roberto Carraro Vescovo di Verona
SALUTI AL
NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELL'ASSOCIAZIONE
VERONESI NEL MONDO
SALUTO DEL
PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO, FABIO BORTOLAZZI
In qualità di Presidente della Camera di
Commercio e a nome della Giunta camerale sono
particolarmente lieto di dare il benvenuto al
nuovo Consiglio di Amministrazione dell'Associazione
Veronesi nel Mondo, ed in particolar modo al nuovo
Presidente, l'Onorevole Giuseppe
Riccardo Ceni.
Oggi come ieri sono molti gli imprenditori veronesi
che valicano le frontiere di Paesi molto lontani
per esportare le proprie imprese e dimostrando
capacità, impegno e tenacia al punto tale
da diventare esempio di rilievo per il sistema
economico, e non solo, del paese adottivo.
Molto dobbiamo oggi a persone come queste così
come molti di noi devono molto di più ai
loro cari che in passato hanno abbandonato la
loro terra consentendo anche al nostro Paese di
crescere ed affermarsi. È importante mantenere
un legame con chi è lontano, aiuta forse
più noi, che siamo qui, a non scordare
chi siamo, le nostre tradizioni ma soprattutto
le capacità che possediamo e che abbiamo
saputo dimostrare.
Personalmente, avendo partecipato a Sydney alla
Conferenza d'Area dei Veneti nel Mondo e casualmente
con un compagno di viaggio che ora ritrovo Presidente
dei Veronesi nel Mondo, l'On. Ceni, ho potuto
apprezzare l'impegno e la passione con cui le
associazioni, come quella dei Veronesi nel Mondo,
contribuiscono a mantenere vivo il legame con
i nostri connazionali all'estero e ho potuto incontrare
persone eccezionali che hanno lasciato la loro
terra ma alla quale sono ancora intimamente legati.
A nome della Camera di Commercio di Verona, auguro
quindi alla nuova Amministrazione dei Veronesi
nel Mondo di proseguire con la dedizione che da
sempre ha contraddistinto l'attività dell'Associazione,
rinnovando la disponibilità e l'impegno
dell'ente camerale per future collaborazioni e
ravvivando lo stretto rapporto di amicizia che
da anni lega l'ente camerale all'Associazione.
Un caro saluto
Fabio Bortolazzi
SALUTO DEL
SINDACO DI VERONA,
PAOLO ZANOTTO
È un onore per me salutare e
dare il benvenuto al nuovo Consiglio di Amministrazione
dell'Associazione Veronesi nel Mondo e in particolare
all'on. Giuseppe Riccardo Ceni che da quest'anno
è stato chiamato alla guida dell'Associazione.
Conservare la memoria storica dell'emigrazione
veronese è un dovere per la nostra comunità
ma è anche un patrimonio di cui andare
orgogliosi.
Da sempre l'Associazione è un punto di
riferimento per tutti quei veronesi che, pur emigrando
in cerca di maggior fortuna per sé e per
la propria famiglia, mantengono un forte legame
con le proprie origini.
È un vanto per la città sapere che
i nostri concittadini all'estero sono ogni giorno
interpreti e ambasciatori delle tradizioni e dell'imprenditorialità
veronese rivestendo posizioni di rilievo nell'economia
e nella società in cui vivono.
Il contributo di tutti coloro che mantengono alta
la cultura e l'immagine di Verona nel mondo merita
il nostro ringraziamento e la nostra stima.
Auguro al nuovo Consiglio di continuare ad operare
affinché il legame con i veronesi all'estero
rimanga sempre vivo e sia fonte di crescita, unione
e fratellanza tra i popoli.
Il Sindaco di Verona
Paolo Zanotto
SALUTO DEL
PRESIDENTE DELLA
PROVINCIA DI VERONA, ELIO MOSELE
Desidero inviare i più sentiti e cordiali
auguri di buon lavoro al nuovo Consiglio di Amministrazione
dell'Associazione dei Veronesi nel Mondo e al
suo nuovo Presidente, Riccardo Ceni. L'azione
importante che quest'associazione svolge nel rapporto
con gli emigrati veronesi in tutti i continenti
è un patrimonio culturale ed economico
di cui la Provincia di Verona e il tutto il territorio
veronese vanno fieri.
I nostri concittadini all'estero e i loro discendenti
hanno forte il desiderio di mantenere i contatti
con la città e la Patria che ha dato loro
i natali e di continuare a conoscere le iniziative,
i progetti, le realizzazioni che Verona
nella sua crescita sociale, economica e culturale
porta avanti. Nello stesso tempo, quei
nostri amici e quelle nostre amiche veronesi nel
mondo sono i primi ambasciatori della nostra provincia,
delle sue tradizioni, della sua cultura, della
sua
peculiarità.
Sulla base della mia esperienza personale, fortemente
vissuta, di emigrante in Germania ai tempi
dell'università posso testimoniare
con convinzione e con passione l'importanza del
legame con la terra natìa e del desiderio
di non recidere o di non lasciare rinsecchire
le radici, i valori che ci hanno formato.
I veronesi nel mondo sono diventati imprenditori,
professionisti, comunque lavoratori che si sono
distinti e che con sacrifici e impegno hanno testimoniato
la laboriosità della terra di Verona. Questo
fa loro onore e riempie noi di profondo orgoglio.
Questa è anche una cornice entro la quale
come opportunamente sottolineato dal neopresidente,
Riccardo Ceni, e dell'Associazione dei veronesi
nel mondo è possibile proseguire
nella fitta rete di rapporti economici, commerciali,
culturali, scientifici fra la Provincia di Verona
e le nostre comunità all'estero.
Da parte della Provincia vi è l'impegno
a mantenere vivo il legame e la collaborazione
con i nostri veronesi all'estero e con l'associazione
che li rappresenta. Ogni progetto che riterremo
interessante affrontare ci vedrà al fianco
dell'Associazione dei veronesi nel mondo, alla
quale va l'augurio di tutta l'amministrazione
della Provincia di Verona e di tutti i veronesi
che risiedono nel nostro territorio. Tutto questo
affinché le relazioni si sviluppino nel
modo più proficuo e foriero di risultati
per tutti, forti della convinzione che la comune
appartenenza alla storia e alle radici veronesi
possa essere un collante efficace per meglio operare.
Con i più cordiali saluti, il Presidente
della Provincia di Verona,
Elio Mosele
Verona, 14 marzo 2005
IL SALUTO
DI OSCAR DE BONA, NUOVO
ASSESSORE REGIONALE AI
FLUSSI MIGRATORI
Rivolgo un caloroso saluto al nuovo Consiglio
di Amministrazione dell'Associazione Veronesi
nel Mondo, e in particolare al nuovo presidente,
l'onorevole Riccardo Giuseppe Ceni.
La gloriosa tradizione della vostra associazione
che da oltre trent'anni è attiva per mantenere
i legami con i veronesi che sono sparsi nel mondo,
trova nella passione e nell'impegno dei nuovi
dirigenti la garanzia di poter continuare a far
crescere una realtà associativa sempre
impegnata a fianco di chi è partito, per
assicurare assistenza e aiuto.
Anche per me è iniziato da poco un nuovo
impegno.
Con l'assessorato regionale alle Politiche Migratorie,
ho accettato la sfida di dar voce alle esigenze
e alle speranze di tutti i veneti lontani dallo
loro terra d'origine affinché possano trovare
ascolto e risposte.
Non garantisco che le richieste troveranno sempre
soluzione, ma assicuro che mi adopererò
con entusiasmo e fiducia.
Una particolare attenzione sarà rivolta
ai giovani oriundi per aiutarli a non dimenticare
le loro radici, per far sì che diventino
sempre più importanti ambasciatori della
nostra cultura e insostituibili antenne per sviluppare
nuovi contatti.
Rinnovando il mio apprezzamento per la Vs. recente
nomina, auguro d'intraprendere con rinnovato entusiasmo
ed energia questo cammino, certo che insieme sapremo
individuare le risorse e i percorsi più
sicuri per garantire ai nostri corregionali l'attenzione
che meritano.
Arrivederci a presto e buon lavoro.
Arch. Oscar De Bona
Assessore alle Politichedei Flussi Migratori
CHI E'
IL NUOVO ASSESSORE REGIONALE
AI FLUSSI MIGRATORI
Architetto, Oscar De Bona è nato nel
1948 a Trichiana, in provincia di Belluno. E'
sposato, ha due figli. E' stato consigliere comunale
a Trichiana dal 1975 e sindaco del 1990. Dal 1985
al 1990 è vicepresidente della Provincia
di Belluno. Dal 1990 al 2004, per tre mandati,
è Presidente della Provincia di Belluno.
Dal 1984 al 1987 è stato segretario provinciale
del PSI; nel 1994 ha dato vita al movimento autonomista
Intesa Dolomitica. Dal 1993 al 1997 è stato
anche Presidente della Consulta Veneta per l'Emigrazione
e dal 1999 al 2004 Presidente URPV (Unione Regionale
Province del Veneto)
Banca Popolare, ovvero
alle radici del territorio
OGGI DISPONE DI PIU' DI 1150 SPORTELLI DISLOCATI
IN TUTTO IL CENTRO-NORD
Il principio che intendiamo seguire, come sempre,
è quello di guardare con correttezza alla
storia, nel nostro caso alla storia dell'emigrazione,
ma nel contempo di guardare anche al presente,
di veicolare agli emigranti del terzo millennio
la realtà contemporanea o addirittura in
divenire della terra d'origine.
LA STORIA :
La Banca Popolare di Verona ha origine antiche
che affondano le proprie radici nella storia del
territorio veneto. Nasce nel giugno del 1867,
subito dopo l'annessione al Regno d'Italia, come
Banca Mutua Popolare di Verona e assume, da subito,
una notevole importanza nell'economia veronese.
Dopo un avvio che nei primi decenni di attività
ha inteso privilegiare la crescita patrimoniale
rispetto a quella dimensionale, quasi in coincidenza
temporale con l'emanazione della prima legge bancaria
(nel 1936), la Banca inizia una lenta ma progressiva
espansione territoriale. In quegli anni acquisisce
infatti la Banca Cattolica di Verona e apre i
primi sportelli nella provincia veronese. Dopo
la fine della seconda guerra mondiale partecipa
all'opera di ricostruzione ma è all'inizio
del 1980 che la banca promuove un'intensa opera
di espansione, sia con l'apertura di numerosi
sportelli sia con l'acquisizione di altre aziende
di credito. Nel 1983 acquista la Banca A. Tamai
di Spilimbergo, nel 1989 acquisisce la Popolare
di Arzignano e la Popolare di Castiglione delle
Stiviere in provincia di Mantova. Nel 1993, poi,
la BPV acquisisce il Banco S. Geminiano e S. Prospero
di Modena, realizzando la prima OPA bancaria in
Italia. Il successo dell'iniziativa porta a un'espansione
nel tessuto socio-economico emiliano, simile per
tipologia e qualità imprenditoriale ai
territori del Triveneto, il quadrante economico
da sempre servito. Nel 1997 la banca acquisice
il controllo del Credito Bergamasco, rilevato
dal Crédit Lyonnais. Nel 1998 le azioni
della Banca vengono quotate alla Borsa di Milano
e nel 2000 viene assunto il controllo di Banca
Aletti.
Nel giugno 2002, a seguito della fusione tra
la Banca Popolare di Verona - S. Geminiano e S.
Prospero e la Banca Popolare di Novara, nasce
il "Gruppo Banco Popolare di Verona e Novara",
una realtà da oltre 1150 sportelli, in
particolare concentrati nel centro-nord Italia,
che si colloca tra i maggiori Istituti d'Italia.
Come si evince anche dal
contenuto di questa intervista, il Banco Popolare
di Verona e Novara si conferma, nella concretezza
quotidiana, un'istituzione della città
davvero radicata nel territorio, vicina ad associazioni,
come quella dei Veronesi nel Mondo, che ne sono
diretta espressione. Ci sentiamo di ringraziare
il Banco e i suoi dirigenti per il sostegno manifestato
nei nostri confronti.
Incontro
con il Presidente del Banco Popolare di Verona
e Novara
Parla l'Avvocato Carlo
Fratta Pasini
Una panoramica sullo stato dell'economia scaligera
e sul ruolo giocato da una delle sue più
importanti realtà economiche
Avvocato Fratta Pasini, qual è la situazione
generale dell'economia italiana e veronese?
Il nostro Paese sta sicuramente attraversando
una fase economica di forte rallentamento. I consumi
interni esprimono indici negativi, gli investimenti
industriali si contraggono in modo significativo
e l'attività produttiva esprime un trend
in flessione, in parallelo con le nostre esportazioni.
L'andamento negativo risulta particolarmente accentuato
per i settori più classici del "made in
Italy": la contrazione in volume nel 2004 è
stata di circa il 7% per le calzature e di oltre
il 9% per molti comparti del tessile-abbigliamento,
comparti che nei primi due mesi del 2005 hanno
confermato una ulteriore flessione dell'11% rispetto
al corrispondente periodo dell'anno precedente.
Ora stanno diminuendo gli acquisti anche nei beni
di consumo durevole e questo è un aggiuntivo
segno del forte clima di incertezza esistente.
In questo contesto nazionale i dati della provincia
veronese per il 2004 sono confortanti: si è
registrata una sostanziale tenuta della produzione,
degli ordini, dell'occupazione e una contenuta
flessione dell'export dopo la forte impennata
del 2003. Per quanto riguarda Verona e la sua
provincia, in particolare, si è addirittura
registrata una crescita del numero delle imprese
superiore al dato medio nazionale. Questo "vitalismo"
del nostro sistema veneto, e veronese in particolare,
dimostra che il nostro tessuto industriale "regge"
lo confermano anche i primi dati di quest'anno
ancorché si stiano sempre più
manifestando forti tensioni testimoniate dalla
crescita delle vertenze relative ad operazioni
di ristrutturazione e a procedure di mobilità
di lavoratori in esubero.
Qual è il ruolo che in tutto questo
può giocare un'istituzione come la Popolare?
La banca è sempre stata e continua a
rappresentare un punto di riferimento importante
per il nostro territorio. Siamo cresciuti con
esso e intendiamo continuare a farlo. I quadranti
economici che serviamo e di cui siamo diretta
espressione, sono da sempre fra i più dinamici
del Paese e il rapporto privilegiato che abbiamo
con il nostro contesto civile consente ad un istituto
di credito come il nostro di poter sostenere il
mondo delle imprese locali con efficacia e tempestività,
e di valorizzare in modo sempre più articolato
il risparmio familiare, offrendo strumenti all'avanguardia
nella gestione degli investimenti personali. Un
risultato che è confermato anche dalla
circostanza che quasi un quarto della nostra compagine
sociale è ubicata nel veronese.
Ma non fate soltanto questo: siete anche
promotori di numerose iniziative culturali...
Come principale Istituto di Credito della provincia
veronese, ma non solo in questo riferimento geografico,
avvertiamo una speciale responsabilità
sociale nei confronti del nostro habitat storico
verso il quale sentiamo forte il dovere di offrire
il nostro sostegno con i mezzi
economici previsti dal nostro dettato statutario,
ma anche con una nostra originale capacità
di proposta che discende dall'approfondita conoscenza
che abbiamo delle problematiche della nostra società
civile. Quindi a fianco degli importanti progetti
di restauro che vengono portati avanti nei confronti
dei grandi complessi monumentali cittadini - l'ultimo
in ordine di tempo è quello rivolto a S.
Anastasia - vi sono le iniziative di sostegno
al mondo universitario e alla messa a disposizione
di cicli di conferenze di alto valore culturale
su temi di attualità cui si accompagnano
le attività concertistiche e la pubblicazione
di volumi monografici sui beni artistici dei nostri
territori. Nell'ambito della messa a disposizione
di proposte originali volte alla valorizzazione
del nostro tessuto sociale voglio ricordare l'iniziativa
del "Polo Finanziario" che ha portato all'aggregazione
dei grandi protagonisti della vita civile: Comune,
Fondazione Cariverona, Cattolica Assicurazione
e il Gruppo Banca Popolare di Verona con l'obiettivo
di creare una "cittadella finanziaria" in cui
far affluire competenze tecniche, manageriali
e professionali in grado di costituire un centro
di eccellenza per il settore bancario, finanziario
ed assicurativo capace di attrarre e stimolare
ulteriori opportunità di crescita per il
nostro tessuto imprenditoriale.
Come definirebbe il rapporto della Banca
Popolare con le istituzioni cittadine?
Molto proficuo. Indubbiamente siamo coinvolti
nelle principali attività economiche della
città. Questo ci porta a collaborare a
tutti i livelli con enti pubblici e privati, dando
valore aggiunto a tante iniziative. D'altronde
la qualità di questa collaborazione con
l'amministrazione pubblica da parte della Banca
Popolare di Verona è una costante e ci
deriva anche dalla nostra natura di banca popolare.
E quindi di public company per eccellenza, e dal
fatto che per lunghi anni vi sia stata alla guida
della Popolare una figura come quella di Giorgio
Zanotto, Sindaco di Verona nella fase della ricostruzione
e amministratore pubblico per eccellenza che ha
sempre connotato la sua attività di banchiere
come un servizio da rendere alla collettività.
A questo proposito voglio ringraziare il neo-Presidente
dell'Associazione Veronesi nel Mondo, l'On.Ceni,
per le gentili espressioni usate nei confronti
del Prof. Zanotto di cui ha voluto ricordare non
solo la docenza professionale ma quella di vita.
Prospettive e particolari progetti della
Banca?
Il Gruppo Banco Popolare di Verona e Novara
è da tempo una realtà consolidata
nel panorama creditizio nazionale. Ciò
rappresenta un onore, di cui siamo particolarmente
fieri, ma anche un onere nei confronti della nostra
clientela: essere tra "i primi della classe" comporta
anche il dovere di mantenere a livello di eccellenza
i nostri servizi. L'ambizione che abbiamo è
di far sempre meglio il nostro lavoro di banca
legata al territorio, accompagnandolo nella sua
crescita con l'entusiasmo e la voglia di fare
che da sempre ha distinto la nostra gente. All'estero
dedichiamo un speciale attenzione consapevoli
come siamo che i nostri operatori sono dei globe-trotter
economici e le province venete sono state le prime
quando ancora il termine non era neppure
conosciuto a realizzare il fenomeno della
globalizzazione. Noi all'estero siamo presenti
in modo significativo: abbiamo da pochi mesi inaugurato
un nuovo Ufficio di Rappresentanza in Cina, a
Shanghai, che è andato ad aggiungersi a
quello "storico" di Hong Kong, mentre, sempre
rimanendo in Asia, siamo presenti anche in India
dove abbiamo un Ufficio di Rappresentanza a Mumbay..
Ma non è tutto: con l'accordo stipulato
con RZB, uno dei più importanti gruppi
bancari austriaci, abbiamo poi la possibilità
di restare vicino ai nostri concittadini anche
in tutto l'Est Europeo, coperto capillarmente
dall'istituto d'oltralpe e zona oggi in fortissima
espansione, che desta l'interesse di molti nostri
imprenditori. Abbiamo infine una Filiale a Londra
e due sussidiarie, rispettivamente, in Lussemburgo
e in Svizzera. Occasioni per incontrare i nostri
amici "Veronesi nel mondo" le abbiamo create.
Li aspettiamo anche lì.
La cerimonia
a Zonderwater Block
Anche quest'anno non è mancata la presenza
delle Associazioni Venete alla cerimonia di Zonderwater
Block.
Zonderwater
Block era una prigione per soldati italiani durante
la seconda guerra mondiale, ed è da lì
che la comunità italiana in Sudafrica è
cresciuta. La cerimonia è sempre occasione
di grandi emozioni per gli ex-prigionieri di guerra.
Quest'anno abbiamo conosciuto il Brigadiere Generale
Mario Silvino Brazzoli dell'aeronautica sudafricana,
che è di origine veronese. Suo padre, proveniente
da Poiano, frazione di Verona, è stato
catturato in Abissinia, e portato prigioniero
a Zonderwater. Dopo la guerra è andato
a vivere a Città del Capo, si è
sposato con una donna greca, Olga Mentos, ed ha
avuto due figli. Mario Silvino Brazzoli è
direttore dell'informazione di guerra alle South
African National Defence Force Head Courts a Pretoria.
E' sposato con Liz e ha tre figli. La mamma è
ancora viva e vive con lui e la sua famiglia.
Zonderwater: la corona deposta al cimitero dei
prigionieri italiani della guerra 41-45 a nome
dell'Associazione dei Veronesi nel Mondo, sostenuta
dal Presidente Claudio Marangoni e dal Brigadiere
Generale Mario Silvino Brazzoli,originario di
Verona.
Un gruppo di amici veronesi di Johannesburg
indossano varie maglie del Verona e del Chievo.
Marangoni possiede una collezione quasi completa
di maglie del Verona, e trasmette il suo entusiasmo
a chi gli è vicino.
DAL SUDAFRICA
Riceviamo purtroppo notizia, dall'amico Claudio
Marangoni, della scomparsa di Livia Ghirlanda
Scheurer.
Alla famiglia le condoglianze di tutto il Consiglio
di Amministrazione dell'Associazione Veronesi
nel Mondo
Il 29 Aprile scorso abbiamo perso la nostra
cara Livia Scheurer-Ghirlanda. Era nata a Legnago
dove aveva trascorso la sua gioventú e
aveva studiato per diventare insegnante all'Istituto
Salesiani. Era venuta in Sud Africa nel 1951.
Nel 1961 si era sposata con Corrado Scheurer,
uno svizzero molto attivo nella comunità
svizzera. Ma Livia non si è mai scordata
delle sue radici veronesi e ha partecipato all'Associazione
Veronesi di Johannesburg dalla sua fondazione
nel 1984.
Era molto orgogliosa di rappresentare la "Bassa"
e Legnago, citta` di Antonio Salieri. Livia, assieme
a Corrado, ha pure fatto parte del comitato dell'Associazione
Veronesi aiutando nell'organizzazione di tanti
nostri eventi (sopratutto le serate musicali,
e le feste di San Zeno e del Papà del Gnocco).
Purtroppo nel 1999 ha sofferto un forte ictus
e ha dovuto essere ospitata in una casa di ricovero
a Johannesburg. Nell'aprile di quest'anno, ha
subito un altro grave attacco e dopo qualche giorno
si è serenamente spenta. Lascia dolente
il marito Corrado, i figli Claire e Eric, nipotini
e tanti amici.
Una storia
italiana
Da Daniela Mondardo, italo-brasiliana di
Criciuma, nello Stato di Santa Catarina, riceviamo
questo affettuoso articolo, che volentieri pubblichiamo,
che traccia in breve la storia di 150 anni di
vita della famiglia Mondardo, emigrata dal Veneto
a metà del 19° secolo. Ringraziamo
Daniele, assicurandola che il suo italiano scritto
è più che buono.
Nell'ormai lontano 1852 nasceva quello che sarebbe
diventato il capo di una grandissima famiglia.
Non l'avrebbe mai immaginato, ne sono sicura.
Domenico Mondardo, nato a San Bonifacio il 16
novembre 1852 aveva cinque figli: Michelangelo,
Giuseppe, Alessandro Augusto, Alessandra e Clorinda.
Ma quando ha deciso di lasciare la sua patria
per andare in cerca di un futuro migliore per
i suoi figli e li ha portati in Brasile, credo
che non avrebbe potuto immaginare che nel 2005
la famiglia Mondardo in Brasile sarebbe stata
composta da più di 2400 suoi discendenti.
Domenico, sua moglie Carolina Bon, i suoi figli
e anche suo fratello Antonio Mondardo con la sua
famiglia, sono sbarcati in Brasile nel 1891 e
si sono stabiliti al sud, nello Stato di Santa
Catarina. Lì hanno trovato la terra di
cui avevano bisogno per sopravvivere, si sono
messi a lavorare i campi e insieme ad altre famiglie
di immigrati nella stessa situazione hanno costruito
diverse città, cui hanno dato nomi che
facevano parte della loro vita quando erano ancora
in Italia, come ad esempio Nova Veneza, San Bonifacio,
Caravaggio, Treviso. Sicuramente hanno trovato
molte difficoltà, e superandole hanno donato
a questo pezzo di Brasile un po' della loro cultura.
Alessandro Augusto, uno dei figli di Domenico
arrivato in Brasile all'età di 8 anni,
si sposò nel 1904 con Natalina Amboni,
anche lei immigrata. Da questo matrimonio nacquero
nove figli tra cui Luigi, cioè Luiz Mondardo,
il 2 febbraio 1909. Oggi, all'età di 96
anni, Luiz è il discendente più
vecchio di Domenico Mondardo ancora in vita. Lo
scorso 23 novembre ha festeggiato 70 anni di matrimonio
con Nizza Amboni, che ha 90 anni. Da questa unione
sono nati cinque figli, 19 nipoti diretti, 14
nipoti di seconda generazione e uno di terza.
Luiz e Nizza parlano tra loro quello che chiamano
"italiano" ma che è in realtà il
dialetto veneto portato là da Domenico.
Anche ai suoi figli Luiz ha insegnato a casa prima
il dialetto; poi, a scuola, hanno imparato il
portoghese.
A questa coppia meravigliosa, Luiz e Nizza,
faccio gli auguri da lontano, visto che ho deciso
di rifare al contrario la strada scelta dal mio
bisnonno, e adesso mi trovo in Italia. Nonno Luiz
e nonna Nizza, tanti auguri e grazie di tutto.
Siete molto speciali.
23
ANNI PER IL CIRCOLO SCALIGERO SAN ZENO
Alla Fazenda Hotel Grande Salto Grande di Araquara,
San Paolo. I Consiglieri della nostra associazione,
da sinistra Giorgio Guardalbem, il Presidente
Luigino Andreoli, Alberto O.Flangini ed Eggerthe
Laurini.
Un'ospite d'eccezione. A sinistra di Alberto
Flangini, il grande Sergio 'Gringo' Clerici, indimenticabile
attaccante dell'Hellas Verona a fine anni '60.
Adesso è allenatore dello Jaboticabal San
Paolo del Brasile.
ELEZIONI
DELLA FEDERAZIONE VENETA
In una sala gentilmente offerta dal parroco
della chiesa Madonna della Pace, lo scorso 4 aprile
si sono riuniti in assemblea ordinaria i Consiglieri
della Federazione per le elezioni dei Presidenti
della Federazione e del Consiglio Deliberativo.
In conformità alle norme statutarie, ed
ai procedimenti legali, si sono svolte le elezioni;
i nomi proposti sono stati eletti per unanimità
per la gestione del triennio 2005/2008 , cosi
composta:
Presidente della Federazione BRUNA
SACCARDO SPINELLI Vice-Presidente STANISLAO VECCHIATO
Segretario WILMA MARQUES GALIOTTO
Secondo Segretario CARLA FLANGINI
LAURINI Tesoriere GIORGIO GUARDALBEN Secondo Tesoriere LORENZO GUOLO Asessore ai Rapporti com la Parrocchia ESTER
SCAPPINI Assessore alla Comunicazione LUIGINO
ANDRIOLI Presidente Del Consiglio Deliberativo GIANNI
BOSCOLO Vice-Presidente Del Consiglio Deliberativo CANDIDO
MOLINER
GIORNATA
IMPORTANTE PER LA COMUNITA' ITALIANA DELLA CITTA'
SI E' SVOLTA
A MAR DEL PLATA LA RIUNIONE
DELL'INTERCOMITES DELL'ARGENTINA
Parecchi
i temi all'ordine del giorno. Per il più
importante, quello sull'Anagrafe,
chiesta una discussione per
la prossima Assemblea Plenaria del CGIE
Lo scorso 18 giugno, la sede del Comites di
Mar del Plata ha ospitato una riunione dell'IntercComites
Argentina, cui hanno partecipato Raffaele Vitiello
Presidente del Comites, Adriano Toniut componente
del CGIE, il Console d'Italia in Mar del Plata
Paolo Emanuele Rozo Sordini, il Presidente dell'Intercomites
e del Comites di Buenos Aires Ricardo Merlo, i
Presidenti dei Comites di Mendoza Bruno Pegorin,
di Rosario Giuseppe Angeli, di Bahia Blanca Juan
Carlos Paglialunga, di La Plata Guillermo Rucci,
di Cordoba Rodolfo Borghese, di Moron Francesco
Rotundo, ed il vicepresidente del Comites di Lomas
di Zamoras Alfonso Grassi.
Dopo il benvenuto e gli auguri ai presenti da
parte del Presidente Vitello e del Console Sordini,
il Presidente Merlo ha letto il verbale della
seduta del 19 marzo, approvato all'unanimità
come primo punto dell'ordine del giorno.
Al secondo punto la ristrutturazione delle Rete
Consolare in Argentina, con la ricategorizzazione
dell'Agenzia Consolare di Lomas di Zamora, ove
sia il vicepresidente Grassi sia il Presidente
Rotundo hanno evidenziato i problemi inerenti
alle rispettive Agenzie, riguardanti lo spazio
e la mancanza di personale. La riunione ha stabilito
un ordine di priorità da presentare nella
prossima riunione del CGIE, sollecitando l'assemblea
Intercomites perché avvenga il passaggio
da Agenzia Consolare a Consolato per entrambe
le strutture. Relativamente al punto all'ordine
del giorno "rapporto dei Comitati coi Consolati",
quasi tutti i Comitati hanno sostenuto di non
avere grossi disagi salvo Bahia Blanca in cui
il Presidente ha voluto evidenziare invece gravi
difficoltà di comunicazione con il Console
Gaudiello.
Durante l'incontro è stato affrontato il
tema sempre presente dell'Anagrafe. Si è
ribadito che nella prossima riunione del CGIE
sarà fondamentale la sua discussione in
vista delle prossime elezioni politiche.
Altro tema trattato, molto sentito dalla comunità,
è quello dell'assistenza sociale, e qui
ogni delegato ha illustrato le diverse forme di
attività in merito.
Il Dottor Toniut ha esposto il problema dell'Unità
Tecnica di Coordinamento, a carico dell'Ambasciatore
Nigido, che non ha mai funzionato, mentre Merlo
ha sintetizzato gli interventi della Regione Veneto
a favore di 500 anziani corregionali presenti
in Argentina.
Per quanto riguarda il quarto punto dell'ordine
del giorno, "parere sulla questione Isole Malvinas
nella Costituzione", tema sollecitato dal Comites
di Mar del Plata, Merlo ha analizzato in profondità
la costituzione europea, affermando chiaramente
che in nessun articolo si stabilisce l'appartenenza
delle Isole Malvinas all'Inghilterra, ma un tipo
di "relazione speciale". Viste l'importanza e
la rilevanza del tema verrà elaborata una
presentazione del caso.
Altro tema interessante è la volontà
di stabilire un vincolo più forte con il
Coni, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano,
relativamente ai Giochi della Gioventù;
dopo un dibattito ed un'attenta analisi si è
deciso di invitare il responsabile dell'Ente,
Elio Squilari, alla prossima riunione dell'InterComites.
Si è poi elaborata un'analisi sul Referendum,
in cui sono stati evidenziati i problemi avuti
dalle diverse Circoscrizioni Consolari di Argentina.
Il Console di Mar del Plata, Sordini, ha informato
i presenti che su un totale di 22.800 buste inviate,
9.226 sono state ricevute, definendo la percentuale
un ottimo risultato.
Anche il vicepresidente del Comites di Lomas di
Zamora, Alfonso Grassi, si è mostrato soddisfatto
per i risultati ottenuti dal referendum, come
rappresentante dell'ACLI in Argentina.
Al termine della riunione, il Comites di Mar del
Plata ha offerto un pranzo a tutti gli invitati
in un locale tipico della città.
Nella sede del Comites, poi, i Presidenti Merlo,
Borghese, Vitiello e Angeli hanno partecipato
al programma televisivo della collettività
italiana "Domenica Italiana TV", ove hanno spiegato
le varie attività che si stanno sviluppando
in ogni Circoscrizione.
Approfittando della visita dei Presidenti dei
Comites, la delegazione del CTIM di Mar del Plata,
il Centro Laziale Marplatense e la Federazione
di Società Italiane di Mar del Plata, hanno
organizzato una riunione con le Associazioni Regionali
ed il Presidente del Comites di Rosario, che aveva
manifestato la sua volontà di cominciare
a sviluppare attività culturali con le
locali associazioni., cui è stato sempre
legato. Angeli ha organizzato, per il periodo
successivo alle ferie invernali, un incontro con
gruppi folcloristici e Cori, nonché la
partecipazione ad un Festival a Mar del Plata,
in occasione della Fiera della Collettività
di Rosario.
Si è vissuta dunque a Mar del Plata una
giornata molto importante per la comunità
italiana, che ha permesso di stringere ancora
di più i 'lacci' che uniscono tutti gli
Italiani d'Argentina.
Il 18 settembre
a Cavaion Veronese
Raduno provinciale
degli ex-emigranti veronesi
Trent'anni
fa, con Benito Scamperle, la fondazione dell'associazione.
Si terrà domenica 18 settembre il Raduno
Provinciale degli Ex-Emigranti Veronesi. Oltre
ad essere un importante momento di ricordo, confronto
e festa, l'appuntamento assume quest'anno una
particolare valenza, perché il Comitato
degli Ex-Emigrati fu avviato dal Cav.Benito Scamperle
nel 1975, esattamente trent'anni fa. Motivo ulteriore,
dunque, per festeggiare adeguatamente.
Ci si ritroverà sotto il Monte Moscal,
a Cavaion Veronese, dove alle 10,30 verrà
celebrata la Santa Messa.
A mezzogiorno ci si recherà nella vicina
Caprino, ove verrà deposta una corona al
Monumento all'Emigrante inaugurato un anno fa.
Alle 13 il pranzo sociale, ospitato al Ristorante
Fiore di Peschiera del Garda.
Il Raduno è organizzato in collaborazione
con l'Associazione Veronesi nel Mondo.
Come sempre, verranno messi a disposizione dei
partecipanti alcuni mezzi pubblici per gli spostamenti.
Per iscrizioni e ulteriori informazioni si possono
contattare i seguenti promotori.
Silvano Fasoli (045/7755071)
Ettore Guadagnini (045/7236064)
Mario Spada (045/7701358)
Maria Marchesini (045/7545104)
Il Presidente Benito Scamperle (045/7701796).
1975, il primo Comitato Organizzativodegli Ex-Emigranti
Veronesi,davanti al monumento all'Emigrante di
Camposilvano.
Benito
Scamperle, un cavaliere tra gli emigranti
Nel mondo degli ex-emigranti veronesi, Benito
Scamperle è personaggio fondamentale, che
continua a profondere grande impegno in questo
ambito. Presidente del Circolo della Valpolicella,
è, sin dalla fondazione, Presidente del
Comitato Organizzativo degli Ex-Emigranti Veronesi,
ed è sempre presente quando c'è
da organizzare raduni, come quello di Cavaion,
o da accogliere ex-emigranti, come nel caso del
Circolo del Lussemburgo.
Nel 1992 Scamperle, su proposta di Attilio Beghini,
scomparso Presidente dell'Associazione Veronesi
nel Mondo, e dell'allora Presidente del Consiglio
dei Ministri, Giulio Andreotti, è stato
nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della
Repubblica dal Presidente della Repubblica in
carica, Oscar Luigi Scalfaro. Un'onorificenza
quanto mai meritata, per "l'impegno sociale espresso
per il mondo dell'emigrazione".
Scamperle è stato emigrante in Svizzera,
a San Gallo, dal 1955 al 1970.
Sull'"Arena", che all'epoca diede ampio spazio
al riconoscimento, così commentò
allora Attilio Beghini: "Un riconoscimento che
premia lo spirito di servizio ed il dinamismo
di chi, dopo vent'anni di emigrazione a San Gallo
in Svizzera, ha voluto riunire oltre cinquecento
famiglie di ex-emigrati veronesi, che ogni anno
da Fumane, Negrar, Marano, Sant'Anna, Camposilvano,
Cavaion ed altri centri della provincia di Verona
danno vita ad una giornata, intensa nei ricordi
e sempre propositiva di nuovi slanci di generosità".
TRA APRILE
E MAGGIO SONO ARRIVATE NEL VERONESE
DUE DELEGAZIONI DEI RISPETTIVI PAESI
Visite di
amici dal Lussemburgo e dal Belgio
I primi ad arrivare, il 26 aprile, sono stati
gli amici del Lussemburgo, guidati dall'amico
Presidente Vito Spinosa. Tra gli emigrati veri
e propri, le loro famiglie e i simpatizzanti,
erano in 43, invitati dal Comitato degli Ex-Emigranti
Veronesi. Si sono fermati cinque giorni, soggiornando
in un hotel di Cisano, sul Lago di Garda. Significativa
la loro visita al Monumento all'Emigrante di Caprino
Veronese, ove sono anche stati ricevuti dal sindaco
della "capitale del Baldo", Stefano Sandri. Hanno
pure avuto modo di vedere da vicino una delle
note case vinicole della Valpolicella, che già
in passato ha accolto momenti di incontro dell'Associazione
Veronesi nel Mondo, l'azienda Nicolis.
Qualche giorno dopo, il 7 maggio, è invece
arrivata una delegazione corale di emigrati veronesi
in Belgio, provenienti da diverse città
di questo paese europeo in cui le distanze non
sono troppo grandi, e dove quindi i cittadini
di origine scaligera si conoscono un po' tutti.
Su iniziativa della Signora Teresa, originaria
del paese lessinico, il Coro belga si è
esibito nel Teatro di San Giovanni Ilarione, e
quindi in Chiesa. Ci sono stati scambi di doni.
I belgi hanno portato birra e dei piccoli capitelli,
quasi a fare da pendant con i celebrati capitelli
della Lessinia.
Questi incontri sono anche stati l'occasione
per le prime uscite 'ufficiali' tra gli emigrati
della nuova dirigenza dell'Associazione Veronesi
nel Mondo, con il Presidente On.Giuseppe Riccardo
Ceni ed il vicepresidente Giuseppe Bertani.
La visita del Circolo dei Veronesi di Lussemburgo
a Caprino Veronese, in Municipio. Da sinistra
Enzo Monego, Presidente del Circolo degli Ex-Emigrati
Baldensi, Benito Scamparle, Presidente degli Ex-Emigrati
Veronesi, il sindaco di Caprino Stefano Sandri,
il Presidente del Circolo Veronesi nel Mondo del
Lussemburgo, Vito Spinosa.
La visita della delegazione lussemburghese al
Monumento all'Emigrante di Caprino. L'ultimo a
destra è Vito Spinosa.
DALLA
VALPOLICELLA A LONGARONE
INCONTRO
TRA I NOSTRI EX-EMIGRATI E QUELLI DEL PAESE BELLUNESE,TRAVOLTO NEL '63 DALLA
TRAGEDIA DEL VAJONT
Lo scorso 26 giugno cinquantadue ex-emigranti
della Valpolicella, 'guidati' dal Presidente Benito
Scamperle, sono stati invitati dalla omologa associazione
del paese di Longarone, in provincia di Belluno,
tristemente noto per essere stato devastato, più
di quarant'anni fa, dal crollo della diga del
Vajont. Una tragedia per molti da considerarsi
annunciata che fece più di duemila
vittime.
La giornata è cominciata alle 10,30 con
la celebrazione della Santa Messa, seguita dalla
visita al Monumento alle vittime, e alla Pro Loco
con la mostra-museo sempre dedicata a quella immane
sciagura. Quindi i nostri ex-emigranti si sono
recati nel sito della diga, ove si può
ancora vedere la frana che avanzò per ben
due chilometri. Ancora un omaggio, poi, con la
visita al cimitero monumentale. Sempre insieme
agli amici di Longarone guidati dal Presidente
Ingegner Arrigo Galli. Al termine il pranzo, con
scambio di doni e targhe tra le due rappresentanze.
Insomma, è la prima volta che la pattuglia
della Valpolicella s'incontra con gli ex-emigranti
del bellunese, e a dimostrazione dell'avviato
rapporto d'amicizia e dialogo, l'associazione
di Longarone è stata invitata al raduno
provinciale degli ex-emigrati veronesi programmato
per il 18 settembre, di cui parliamo nello specifico
articolo. A sinistra L'Ingegner Arrigo Galli,
Presidente degli Ex-Emigrati di Longarone, con
Benito Scamperle
Presidenti, rappresentanti e stendardi delle
due associazioni di ex-emigranti della Valpolicella
e di Longarone.
La numerosa 'pattuglia' degli ex-emigranti della
Valpolicella in visita a Longarone
L'ASSOCIAZIONE
ONLUS VERONESE CHE OPERA TRA
I POVERI DEL BRASILE
PARTE BENE
IL PROGETTO DI ADOZIONI DI AMARELO
L'Associazione
Amarelo nasce nel febbraio del 2004, allo scopo
di attuare iniziative a sfondo sociale nella città
di Goiás Velho, nel centro-ovest del Brasile,
prendendosi cura di bambini carenti e delle loro
famiglie, offrendo borse di scuola, assistenza
di base (alimenti, indumenti, materiale scolastico,
etc) ed assistenza medica.
Dal Febbraio 2005, diventa ONLUS di diritto, a
seguito dell'iscrizione al Registro Regionale
delle Associazioni di Volontariato.
Attualmente, grazie ad un programma di adozioni
a distanza, sta seguendo da vicino 20 bambini.
Il lavoro sul territorio, viene effettuato da
una pedagogista brasiliana, Claudia Aparecida
De Paula, che coordina tutte le attività
con i bambini, sulla base delle loro necessità
e carenze. Le problematiche da affrontare sono
le più diverse, ma si riassumono in un
comune panorama sociale, fatto di alcoolismo all'interno
delle famiglie, disoccupazione, scarsissima istruzione.
Tematiche queste, che si amplificano per la mancanza
di interventi da parte delle istituzioni, creando
grosse falle nel tessuto sociale laddove il disagio
sociale si avverte maggiormente. In questo senso
l'Associazione Amarelo, opera allo scopo di far
acquisire dignità e rispetto a questi nuclei
di famiglie, in prospettiva della crescita dei
figli.
Il progetto Amarelo
Da Gennaio 2005, grazie alle adozioni, agli aiuti
ricevuti e la raccolta fondi attraverso la vendita
delle compilations musicali realizzate
per puro spirito di volontariato da solisti e
gruppi musicali scaligeri - il progetto si sta
sviluppando in molteplici direzioni:
1) Acquisto
di beni di prima necessità, quali alimenti
ed indumenti per le famiglie più in difficoltà.
2) Assistenza
medica, supportando le spese per le visite specialistiche
necessarie o semplicemente per i controlli pediatrici.
3) Assistenza
scolastica, fornendo il materiale, i libri e le
uniformi. 4) Attraverso
l'interessamento delle Direttrici delle scuole
elementari frequentate dai bambini, è stato
creato un doposcuola di sostegno con apposite
insegnanti, per chi ha maggiori difficoltà
d'apprendimento. Il corso è bisettimanale,
con i bambini divisi in due gruppi: la scuola
ospitante, fornisce il pasto al termine delle
lezioni. 5) Assistenza
scolastica particolare. Una giovane insegnante
domiciliare per aiutare i bambini nei compiti
a casa. 6) Iscrizione
di 4 bambini del progetto, ad un corso di informatica
di base.
7) Iscrizione
di una bambina con gravi problemi di apprendimento
ad un corso di disegno ed arte presso una scuola
pubblica. 8) Una psicologa
segue settimanalmente 5 bambini con problemi legati
al disagio della loro situazione familiare. 9) L'associazione
ha contattato la prefettura della città
di Goiás Velho, attraverso la quale ha
ottenuto per tutti i bambini, gli abbonamenti
gratuiti per i trasporti e la disponibilità
di un automezzo per le visite specialistiche nella
capitale.
L'aggregazione e la socializzazione, punti fondamentali
del progetto Amarelo. Vengono organizzati ritrovi,
giornate di gioco e feste per i compleanni, durante
le quali i bambini possano divertirsi e vivere
la loro età. Si è stabilito un accordo
con i proprietari di una pizzeria, i quali concedono
lo spazio per giocare e socializzare. Il gruppo
è sempre più numeroso, perchè
anche i familiari cominciano a parteciparvi. Con
l'aiuto delle maestranze si sta progettando la
creazione di un luogo di aggregazione (sala comunale
o palestra) per i bambini e le famiglie, ove tenere
corsi di igiene ed educazione sessuale. Potrebbe
essere il primo passo per un centro multifunzionale
dedicato all'infanzia...
Per chi volesse ulteriori informazioni sulle
attività dell'associazione, o contattarla
per altri motivi, ci si può rivolgere a
questo indirizzo: ASSOCIAZIONE AMARELO ONLUS
- Via G. Pascoli, 2/f 37050 Campagnola di Zevio
(Vr)Tel. 045 8732278 - e-mail: amarelo@genie.it
- c.f. 03379560232
10 ARGENTINI
D'ORIGINE VENETA A VERONA
PER UN
CORSO FORMATIVO DELLA REGIONE VENETO
ORGANIZZATO DALLA
DELEGAZIONE DEL VENETO DEL CTIM DI VERONA TRA
LORO ANCHE LA "VERONESE" ANDREA ALEJANDRA TREGNAGHI,
IL PADRE DI VAGO DI LAVAGNO E NONNI DI TREGNAGO
ED ILLASI
A volte ritornano. Anche dopo generazioni... E'
il caso dei 10 giovani sudamericani arrivati nei
giorni scorsi a Verona per frequentare un corso
formativo destinato proprio alla loro "categoria",
quella, cioè, dei giovani argentini d'origine
veneta. Finanziato dall'assessorato ai Flussi
Migratori della Regione Veneto ed organizzato
dalla delegazione del Veneto del Comitato tricolore
per gli italiani nel mondo (Ctim) di Verona, lo
stage prevede tre settimane di soggiorno presso
il Centro "Monsignor Carraro", in Lungadige Attiraglio,
comprensive d'un fitto calendario di lezioni,
visite istituzionali ed aziendali. I contenuti
del corso, infatti, includono, tra l'altro, la
trattazione di materie come comunicazione e lingua
tecnica; aspetti socio-culturali-economici del
Veneto; contrattualistica internazionale; organizzazione
del lavoro; procedure doganali e pagamenti internazionali;
office automation.
I 10 argentini giunti in città sono passati
attraverso una preliminare selezione tra 28 candidati
ed un precorso di 50 ore (un aggiornamento su
lingua, cultura e tradizioni italiane) effettuato
dal Comitato delle Associazioni Venete dell'Argentina
(Cava). Per la designazione dei "papabili" sono
stati
considerati parametri di studio (laurea conseguita
od in corso) e/o lavoro relazionato con l'import/export;
conoscenza della lingua italiana; a uguale merito,
la non partecipazione a precedenti corsi in Veneto;
la maggiore età. Poi, il delegato regionale
del Ctim, Massimo Mariotti, ed il tutor del corso,
Leone Mazzeo, hanno creato le premesse organizzative
per una costruttiva esperienza didattico-umana
a giovani eredi d'un Veneto da "me ricordo...".
I partecipanti al percorso formativo sono: Armando
Bolzan di Cordoba, 31 anni, contabile indipendente,
originario per via paterna da Belluno; Guillermo
Luis Dalla Marta di Rosario, 35 anni, imprenditore,
per via paterna da Belluno; Federico Agustin De
Cristo di Ituzaingò (Buenos Aires), 23
anni, attualmente disoccupato, per via materna
da Venezia; Yanina De Vicenzo di Buenos Aires,
28 anni, assistente nel settore delle esportazioni,
per via materna da Treviso; Rolando Ariel Debeta
di Mendoza, 31 anni, responsabile del settore
commercio internazionale della Camera di Commercio
italiana di Mendoza ed assessore del Governo provinciale
nell'area esportazione agricola, per via paterna
da Treviso; Ivan Fabris di Rosario, 22 anni, studente
universitario, per via paterna da Vicenza; Alfredo
Antonio Fantuzzi Di Lorenzo di La Plata, 27 anni,
impiegato presso uno studio contabile, per via
paterna da Treviso; Alejandro Adrian Scopel di
San Miguel (Buenos Aires), 32 anni, manager amministrativo
e docente universitario, da parte dei genitori
da Vicenza; Laura Marcela Serrano di Neuquén,
29 anni, avvocato, consulente del ministero del
Lavoro e docente universitaria, per via materna
da Treviso. E, dulcis in fundo, Andrea Alejandra
Tregnaghi di Florida (Buenos Aires), 35 anni,
imprenditrice: il padre è originario di
Vago di Lavagno mentre il nonno era di Tregnago
e la nonna di Illasi. Quindi, veronesissima per
discendenza diretta...
FRIULI VENEZIA GIULIA IL "SENTIERO JOSEF RESSEL"
E' in funzione in Friuli Venezia Giulia, sul
Carso nel Bosco Igouza di Basovizza, il tratto
italiano di 2 km del sentiero naturalistico transfrontaliero
"Josef Ressel", attrezzato ad alta tecnologia
per diversamente abili. Fin da inizio ' 900 la
città di Trieste rappresenta un centro
di riferimento nazionale per i pluriminorati visivi
e, proprio per favorire la deambulazione in piena
autonomia dei non vedenti, gli Uffici forestali
italiani di Trieste e quelli sloveni di Sezana
(Sesana) hanno progettato - nell'ambito del programma
comunitario Interreg III - la cablatura a raggi
infrarosso di 4 km di un tracciato transfrontaliero
carsico quasi pianeggiante tra Basovizza e l'Equile
di Lipica (Lipizza). Il progetto ha visto la posa
di una serie di trasmettitori a raggi infrarosso
che, in territorio italiano, sono stati posizionati
su dei pali in legno posti a lato di una comoda
pista forestale in terra battuta. I trasmettitori
consentono la ricezione, a chi è in possesso
di un apposito ricevitore, di 130 messaggi vocali
di 20 secondi (in italiano, sloveno o inglese)
che, appositamente studiati, illustrano - oltre
alla corretta percorribilità del sentiero
per un non vedente - anche le molteplici peculiarità
naturalistiche e paesaggistiche del Carso. Per
circa 300 metri il tracciato si snoda anche su
un sentiero del CAI dal fondo naturale in cui
il diversamente abile troverà solo una
staccionata con corrimano e un ponticello necessario
a superare alcuni grossi affioramenti calcarei.
Sul percorso sono state realizzate cinque zone
sosta in cui dei messaggi vocali di 90 secondi
e le relative tabelle informative in parte tattili,
illustrano le peculiarità forestali, geomorfologiche,
faunistiche e storiche del Bosco Igouza e del
territorio circostante. Il sentiero si ferma attualmente
sul confine di stato, ma prossimamente sarà
possibile oltrepassarlo su un'antica strada commerciale
in disuso e proseguire sul "Sentiero Ressel" verso
il famoso Equile dei cavalli lipizzani. I forestali
del Carso hanno voluto dedicare questo innovativo
sentiero a Josef Ressel: un forestale-inventore
boemo che operò a Trieste ad inizio ' 800
e che, grazie alla sua capacità di cogliere
tutti gli aspetti ecologici, tecnici e socio-economici
del territorio, precorse i suoi tempi, portando
a termine sia una serie di geniali sperimentazioni,
tra cui la navigazione a vapore con elica, sia
progettando svariati miglioramenti forestali come
i due piani di rimboschimento per l'Istria e per
il Carso, che anticiparono i grandi rimboschimenti
(circa 200 milioni di piante utilizzate) avvenuti
successivamente.
Il ricevitore necessario alla ricezione dei
messaggi viene consegnato ai richiedenti dai forestali
presenti a Basovizza nell'ex Vivaio forestale,
oggi trasformato in Centro didattico naturalistico
o dai responsabili della Sezione di Trieste dell'Unione
Italiana Ciechi (tel 040 768046).
E' possibile prenotare la visita del sentiero
accompagnati dal personale del Corpo forestale.
Riferimenti:
Ispettore Forestale Diego Masiello, Coordinatore
del Centro didattico naturalistico di Basovizza
335 7302829
Maresciallo Forestale Anastasia Puric, Referente
operativo (Centro didattico naturalistico di Basovizza)
335 8459035
Sergio Derossi, (Centro didattico naturalistico
di Basovizza) 335 219733
Il retaggio
di Wojtyla
GIOVANNI PAOLO II HA LASCIATO AL MONDO UN MESSAGGIO
PROFETICO: È L'AMORE CHE CONVERTE I CUORI
E DONA LA PACE. LE TESTIMONIANZE D'AFFETTO DEGLI
ITALIANI NEL MONDO.
Giovanni Paolo II ha voluto incontrare tutti
i popoli della Terra, ha aperto le braccia nel
gesto della fratellanza a tutte le religioni,
ha teso la mano a tutte le povertà: di
ogni donna, ogni uomo, ogni vecchio e ogni bambino.
Il mondo lo sa, nelle capanne del villaggio meno
conosciuto, come nei palazzi delle città
più cariche di storia, nelle case confortevoli
dei più fortunati, come nelle sterminate
baraccopoli di tutti i Sud del mondo. Il mondo
lo sa e si è prima fermato, grato e grave,
ad accompagnare il suo Pontificato nell'ora più
difficile e più dolente ma insieme
pervasa dalla serenità di una fede invincibile,
di una carità inesausta, di una speranza
che si fa certezza nell'andare all'incontro con
il Signore e poi si è commosso nel
ricordo e nell'omaggio corale, universale e senza
distinguo.
Il mondo, con tutte le sue religioni, non ha dimenticato.
E della sua memoria fa benedizione e pegno per
la Chiesa e per il suo successore sul trono di
Pietro. Da ogni luogo, dall'Estremo oriente alle
Americhe, dall'Africa all'Europa, dall'Oceania
alla Terra Santa, miliardi di persone hanno pregato
per il Pontefice. A Giovanni Paolo II si sono
volti i pensieri e le preghiere di chi ha reso
grazie alla sua missione pastorale. Un abbraccio
spontaneo ha unito cattolici, ortodossi e protestanti,
musulmani ed ebrei, religiosi e anche quanti hanno
la sola fede nell'uomo. Non hanno dimenticato
i suoi gesti ecumenici molti musulmani che hanno
pregato per lui nelle moschee. Non hanno dimenticato
la sua ferma condanna dell'antisemitismo e la
definizione di "fratelli maggiori dei cristiani"
gli ebrei. In Terra Santa, in Israele come nei
Territori palestinesi, dalle città sante
di Gerusalemme e Betlemme, arabi, ebrei e cristiani
hanno avuto uguali lacrime. Nel vicino Libano,
la stampa e la popolazione hanno posto la mente
alla visita che Giovanni Paolo II vi fece nel
maggio del 1997, quando ebbe a definire questo
Paese un "messaggio" per la coesistenza tra cristiani
e musulmani.
Hanno pregato per lui quanti in questi anni ne
hanno seguito i passi lungo lo splendido, irrinunciabile
"Spirito di Assisi", in quell'"essere insieme
per pregare" che ha fatto della città di
Francesco e di Chiara, e di tutti i luoghi del
francescanesimo, dei fari interreligiosi della
pace. Uno spirito che gli italiani nel mondo hanno
condiviso fino in fondo, telefonandoci e inviando
alla nostra redazione, e-mail e lettere in cui
è forte la testimonianza del loro affetto
per questo pontefice percepito sempre come amico,
fratello e familiare.
Si è pregato nelle grandi cattedrali europee,
nei grandi santuari del culto di Maria, da lui
più volte visitati. E si è pregato
intorno agli altari di legno di tante missioni
africane, così come nei luoghi dell'Asia
e dell'America Latina che vedono la Chiesa porsi
al servizio della sofferenza. Si è pregato
in Paesi dal cattolicesimo fervente, come nel
Patriarcato ortodosso di Mosca.
Dalle Filippine, durante l'agonia di Giovanni
Paolo II è giunta una delle testimonianze
più significative dell'amore che al Papa
sofferente ha voluto restituire quel mondo della
sofferenza che lui tanto aveva soccorso: i carcerati
del penitenziario nazionale di Manila, hanno digiunato
e celebrato la Via Crucis per esprimere nella
preghiera la loro vicinanza al Santo Padre.
L'Onu ha reso omaggio all'uomo che dieci anni
fa aveva invitato quell'assise, la massima mondiale,
a riflettere sul suo più autentico e profondo
significato di universalità e a farsi "Famiglia
di Nazioni", prima che associazione di Stati.
L'Unione europea, che in questi anni ha visto
via via compiersi la riunificazione tra quei "due
polmoni" con i quali decenni fa la visione profetica
di Giovanni Paolo II l'aveva invitata a respirare,
ha espresso, prima ancora del cordoglio, la riconoscenza
per l'azione di uno dei suoi figli più
grandi, del fratello capace di farsi padre, del
traghettatore nella speranza del terzo millennio.
Il Sud devastato e dolente del mondo ha pianto
il difensore di tutti i suoi diritti violati,
il sostegno di ogni dignità, l'avvocato
indefesso della causa dell'uomo.
Accanto agli umili si sono posti in preghiera
i grandi della Terra, i responsabili della cosa
pubblica che tante volte il Santo Padre ha voluto
incontrare nella sua azione al servizio dell'uomo.
E, forse, è proprio a questi ultimi che
va rivolto l'invito alla conversione del cuore,
ad entrare in sintonia con lo spirito dei loro
popoli, per non vanificare, per non tradire, la
memoria e la lezione di un pontificato che ha
segnato la storia e che continua ad interpellare
il futuro.
Scambio
Giovanile tra Romania
e Veneto
Un prezioso
tassello nel riaperto rapporto tra la nostra Regione
e i discendenti dei
nostri emigrati in questo stato dell'Est Europa,
di origine latina, oggi tornato alla democrazia
Con la caduta del comunismo nel dicembre 1989,
la
minoranza italiana in Romania ( oltre 20 mila
persone) è andata gradualmente ricostituendosi
e i discendenti degli Italiani hanno rifondato
associazioni e comunità nelle varie parti
del Paese raggruppando otre 10 mila connazionali
. Le comunità più numerose sono
quelle di Crajova (1000 persone circa), Tulcea
(300 persone), Costanza (200 persone), Greci (75
famiglie per un totale di 500 italo-romeni su
una popolazione comunale di 7.200 abitanti). Altre
comunità sono sparse per tutta la Romania:
a Iasi, Sebes, Tirgoviste, Galati, Suceaeva, Bucarest,
Ploiesti, Sinaia, Brasov, Petrosani, Cluj, Sebis-Arad,
Bacau, Vrancea ed Otelu Rosu. La minoranza di
etnia italiana chiede libri, giornali italiani,
materiale audiovisivo. Viene pubblicato, su iniziativa
di alcune comunità, un periodico in italiano
ed in romeno dal significativo titolo "Di nuovo
insieme..." La cultura italiana è tornata
a manifestarsi in Romania con la ripresa dei tradizionali
rapporti culturali con l'Italia. Diffusissimo
è l'insegnamento della lingua italiana,
e tutte le librerie sono fornite di dizionari
e grammatiche italiani. A Bucarest vi sono due
licei italiani: "Dante Alighieri" e "Aldo Moro",
oltre ad un Istituto Italiano di Cultura.
La televisione di Stato Trasmette tutti i giovedì
un programma di lingua italiana mentre nostri
giornali (compresi alcuni settimanali) si trovano
nelle edicole. Si captano in tutta la Romania
i programmi televisivi della Rai e molti giornali
pubblicano i programmi della Tv italiana, dimostrazione
evidente di come siano seguiti in Romania non
solo dalla minoranza di etnia italiana.
Con l'arrivo della democrazia in Romania, la nuova
Costituzione ha permesso la creazione di diversi
partiti di tutti gli orientamenti politici. I
giovani Italiani di Romania sono soprattutto interessati
alla revisione dei contenuti della nostra legge
del febbraio 1992, qualora venga riproposta (è
infatti scaduta nell'agosto del '95), sul riacquisto
della cittadinanza italiana (che permette comunque
il mantenimento di quella romena: doppia cittadinanza,
quindi).
La legge prevedeva la possibilità del riacquisto
della cittadinanza italiana da parte di individui
già cittadini italiani o figli di cittadini
italiani, senza imporre nessun limite di fedeltà
alla nazione italiana o di conoscenza della lingua
e d'appartenenza alla cultura italiana. Molti
italo-romeni, fedeli alla patria d'origine per
lingua, cultura, costume e che per questa fedeltà
hanno pagato con persecuzioni e discriminazioni,
si sono visti negare il beneficio della legge
perché i loro bisnonni, e non i loro padri,
erano giunti sulle rive del mar Nero e sulle selve
della Transilvania più di un secolo fa,
per guadagnarsi da vivere col duro lavoro.
Già fin dai primi anni della sua istituzione,
il CTIM Veneto ha rivolto la sua costante attenzione
ai giovani corregionali residenti all'estero,
consapevole del ruolo di fondamentale importanza
che la comunità veneta nel mondo può
assumere in un rapporto privilegiato con la terra
d'origine, dando alla stessa nuove e diverse motivazioni
per il mantenimento delle proprie radici e contando
su una presenza preziosa quale sostegno alle iniziative
regionali di promozione culturale ed economica
a livello internazionale.
Accanto a questo, il diffuso stato di disagio
economico-sociale che interessa, in varia misura,
alcuni Paesi dell'America latina e dell'Est Europa
ha indotto il CTIM Veneto a prestare sempre maggiore
attenzione ai Veneti e agli oriundi Veneti che
intendono percorrere il camino inverso a quello
di una lunga emigrazione, per trovare nel territorio
regionale quelle prospettive di tranquillità
economica e di realizzazione sociale che non hanno
potuto concretizzare altrove per le avverse istituzioni.
Gli scambi potranno essere organizzati anche in
modo da raggruppare giovani corregionali provenienti
da città ed esperienze diverse, allo scopo
di creare momenti per proficui scambi di conoscenza
tra i partecipanti.
La visione che gli oriundi siano referenti preferenziali
dell'economia veneta nei loro Paesi, ambasciatori
dei veneti nel mondo, nonché come giacimento
culturale da non perdere, potrà essere
coerentemente attuata con la presenza nella Regione
Veneto di giovani scelti tra quelli attivi nell'associazionismo
veneto e italiano sulle città di residenza.
Questi giovani saranno chiamati a confrontarsi
con le istituzioni venete in un dibattito che
si vuole serrato ad incanalare le energie e la
voglia di fare, di partecipare e di cambiare,
in questo modo realizzando l'avvicinamento e l'interscambio
tra il Veneto e la comunità dei Veneti
in Romania.
Il CTIM Veneto va ad individuare nuove opportunità
di incontro tra i giovani , anche utilizzando
le vaste possibilità offerte dalle tecnologie
avanzate nel campo della comunicazione, con l'obiettivo
di rilanciare la rete di relazioni rappresentata
dall'associazionismo veneto, dando nuove motivazioni
alla conservazioni dei rapporti con la terra d'origine.
Sono arrivati a Verona, i dodici giovani partecipanti
allo scambio culturale economico-turistico-istituzionale
organizzato dalla delegazione Veneto del CTIM
(Comitato tricolore per gli italiani nel mondo)
su supporto economico dell'assessorato ai Flussi
Migratori della Regione Veneto .
Arrivati sabato 25 Giugno sono ripartiti domenica
3 Luglio ; i dodici, selezionati da una specifica
commissione, hanno sangue veneto nelle vene essendo
discendenti di veneti che, soprattutto durante
il dominio austroungarico, sono stati costretti
dalle necessità ad emigrare. Circostanze
storiche, in seguito, hanno impedito il ritorno
di quei nuclei originari.
Il gruppo ha incontrato i vertici della Camera
di Commercio, l'Assessore ai Flussi Migratori
della Provincia di Verona Giovanni Codognola e
la dirigenza di Veronafiere.
I giovani sono stati poi accolti a Verona dall'Assessore
ai Rapporti internazionali del Comune di Verona
Giangaetano Poli ed a Venezia dall' Assessore
Regionale ai Flussi Migratori Oscar de Bona. I
corsisti hanno come tutor per l'intero programma
il Prof. Leone Mazzeo e tra i Docenti per varie
lezioni Claudio Beccalossi (comunicazione) Paolo
Spadafora (storia), Pieralberto Possati (Turismo).
I partecipanti, rientrando in Romania, diventeranno
i referenti, gli "ambasciatori" d'un nuovo, costruttivo
rapporto (e per molti versi inedito) riacquisito
dopo anni di colpevole oblio. Il Veneto, dunque,
è anche ... altrove. All'est, come dimostrano
questi pronipoti di lontane emigrazioni. Il Delegato Ctim Veneto - Massimo Mariotti
VINCITORE
DEL PREMIO LETTERARIO SCRIVERE PER AMORE
IL CLUB
DI GIULIETTA CONSACRA IL FRANCESE GUILLAUME MUSSO
Un giovane autore di origini
italiane si afferma nel trofeo intitolato
all'eroina shakespeariana, cui arrivano lettere
da tutto il mondo
Ha vinto con il romanzo "L'uomo che credeva
di non avere più tempo", che ha avuto grande
successo di pubblico ed in Italia è stato
edito da Sonzogno. Guillaume Musso, giovane scrittore
francese di Antibes, ma con nonno torinese e mamma
proveniente da Gaeta, si è aggiudicato
la decima edizione del prestigioso premio letterario
"Scrivere per amore", dedicato al romanzo sentimentale
e inventato nel 1996 dal Club di Giulietta a Verona,
di cui è Presidente Giulio Tamassia.
Il Premio ha ormai acquisito notevole peso nel
panorama letterario, anche perché, come
ha spiegato Tamassia al momento di annunciare
la premiazione di Musso, è l'unico che
si occupa specificamente in Italia di "letteratura
del sentimento". In questi dieci anni si sono
affermati nomi importanti: il primo a imporsi
fu il celebre giornalista Giampaolo Pansa con
"Siamo stati così felici", e altri premiati
sono stati negli anni Catherine Spaak, Elisabetta
Rasy, Maurizio Maggiani, e, nel 2004, Elena Loewenthal.
Musso ha 'sconfitto' altri nomi ben noti, come
Giampaolo Rugarli, Almudena Grandes, Penelope
Lively.
Il Premio è stato conferito a Musso nella
altrettanto prestigiosa sede dell'Accademia di
Agricoltura Scienze e Lettere, a Verona in via
Leoncino, alla presenza d