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Luglio 2005
 

 

 

Banca Popolare, ovvero alle radici del territorio

OGGI DISPONE DI PIU' DI 1150 SPORTELLI DISLOCATI IN TUTTO FRATTA PASINI 2IL CENTRO-NORD

Come avevamo anticipato nell'intervista all'Onorevole Giuseppe Riccardo Ceni, nuovo Presidente dell'Associazione Veronesi nel Mondo, pubblicata sullo scorso numero del nostro periodico, iniziamo adesso un viaggio tra le più significative realtà della vita veronese. Cominciamo dalla Banca Popolare, da quasi centocinquant'anni presenza fortemente radicata sul nostro territorio, che molti, tra cui il Presidente Ceni la citano ancora come "la Banca Mutua".

Il Presidente della Banca Popolare, Carlo Fratta Pasini.



IL SALUTO DEL VESCOVO DI VERONA AL NUOVO CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE
DELL'ASSOCIAZIONE VERONESI NEL MONDO

Ho appreso con vivo piacere che lo scorso 17 febbraio, l'Assemblea dei Soci dell'Associazione Veronesi nel Mondo, si è riunita nella Sala Consiglio della Camera di Commercio di Verona per nominare il nuovo Consiglio di Amministrazione e il nuovo Presidente. Desidero pertanto rivolgere le mie più cordiali felicitazioni al nuovo Presidente, l'Onorevole Giuseppe Riccardo Ceni e a tutti i membri del Consiglio. L'Associazione è un grande dono per Verona e in modo particolare per tutti i veronesi sparsi nel mondo che vengono aiutati così a mantenere dei solidi e vivi legami con la loro città.
Al nuovo Presidente e ai membri del Consiglio auguro di poter continuare a guidare l'Associazione con quello spirito di carità e di generoso servizio che ha animato il precedente Consiglio, a cui va il mio cordiale e fraterno ringraziamento.
E su tutti imploro amplissima la Benedizione del Signore, come pure su tutti i veronesi sparsi nel mondo.

* P. Flavio Roberto Carraro
Vescovo di Verona

 

SALUTI AL NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELL'ASSOCIAZIONE VERONESI NEL MONDO

SALUTO DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO, FABIO BORTOLAZZI

In qualità di Presidente della Camera di Commercio e a nome della Giunta camerale sono particolarmente lieto di dare il benvenuto al nuovo Consiglio di Amministrazione dell'Associazione Veronesi nel Mondo, ed in particolar modo al nuovo Presidente, l'Onorevole Giuseppe foto_Bortolazzi Riccardo Ceni.
Oggi come ieri sono molti gli imprenditori veronesi che valicano le frontiere di Paesi molto lontani per esportare le proprie imprese e dimostrando capacità, impegno e tenacia al punto tale da diventare esempio di rilievo per il sistema economico, e non solo, del paese adottivo.
Molto dobbiamo oggi a persone come queste così come molti di noi devono molto di più ai loro cari che in passato hanno abbandonato la loro terra consentendo anche al nostro Paese di crescere ed affermarsi. È importante mantenere un legame con chi è lontano, aiuta forse più noi, che siamo qui, a non scordare chi siamo, le nostre tradizioni ma soprattutto le capacità che possediamo e che abbiamo saputo dimostrare.
Personalmente, avendo partecipato a Sydney alla Conferenza d'Area dei Veneti nel Mondo e casualmente con un compagno di viaggio che ora ritrovo Presidente dei Veronesi nel Mondo, l'On. Ceni, ho potuto apprezzare l'impegno e la passione con cui le associazioni, come quella dei Veronesi nel Mondo, contribuiscono a mantenere vivo il legame con i nostri connazionali all'estero e ho potuto incontrare persone eccezionali che hanno lasciato la loro terra ma alla quale sono ancora intimamente legati.
A nome della Camera di Commercio di Verona, auguro quindi alla nuova Amministrazione dei Veronesi nel Mondo di proseguire con la dedizione che da sempre ha contraddistinto l'attività dell'Associazione, rinnovando la disponibilità e l'impegno dell'ente camerale per future collaborazioni e ravvivando lo stretto rapporto di amicizia che da anni lega l'ente camerale all'Associazione.

Un caro saluto
Fabio Bortolazzi

SALUTO DEL SINDACO DI VERONA,

PAOLO ZANOTTO

È un onore per me salutare e ZANOTTO dare il benvenuto al nuovo Consiglio di Amministrazione dell'Associazione Veronesi nel Mondo e in particolare all'on. Giuseppe Riccardo Ceni che da quest'anno è stato chiamato alla guida dell'Associazione.
Conservare la memoria storica dell'emigrazione veronese è un dovere per la nostra comunità ma è anche un patrimonio di cui andare orgogliosi.
Da sempre l'Associazione è un punto di riferimento per tutti quei veronesi che, pur emigrando in cerca di maggior fortuna per sé e per la propria famiglia, mantengono un forte legame con le proprie origini.
È un vanto per la città sapere che i nostri concittadini all'estero sono ogni giorno interpreti e ambasciatori delle tradizioni e dell'imprenditorialità veronese rivestendo posizioni di rilievo nell'economia e nella società in cui vivono.
Il contributo di tutti coloro che mantengono alta la cultura e l'immagine di Verona nel mondo merita il nostro ringraziamento e la nostra stima.
Auguro al nuovo Consiglio di continuare ad operare affinché il legame con i veronesi all'estero rimanga sempre vivo e sia fonte di crescita, unione e fratellanza tra i popoli.

Il Sindaco di Verona
Paolo Zanotto

SALUTO DEL PRESIDENTE DELLA
PROVINCIA DI VERONA, ELIO MOSELE

Desidero inviare i più sentiti e cordiali auguri di buon lavoro al nuovo Consiglio di Amministrazione dell'Associazione dei Veronesi nel Mondo e al suo nuovo Presidente, Riccardo Ceni. L'azione importante che quest'associazione svolge nel rapporto con gli emigrati veronesi in tutti i continenti è un patrimonio culturale ed economico di cui la Provincia di Verona e il tutto il territorio veronese vanno fieri.
I nostri concittadini all'estero e i loro discendenti hanno forte il desiderio di mantenere i contatti con la città e la Patria che ha dato loro i natali e di continuare a conoscere le iniziative, i progetti, le realizzazioni che Verona ­ nella sua crescita sociale, economica e culturale ­ porta avanti. Nello stesso tempo, quei nostri amici e quelle nostre amiche veronesi nel mondo sono i primi ambasciatori della nostra provincia, delle sue tradizioni, della sua cultura, della sua Elio Mosele di Verona peculiarità.
Sulla base della mia esperienza personale, fortemente vissuta, di emigrante in Germania ­ ai tempi dell'università ­ posso testimoniare con convinzione e con passione l'importanza del legame con la terra natìa e del desiderio di non recidere o di non lasciare rinsecchire le radici, i valori che ci hanno formato.
I veronesi nel mondo sono diventati imprenditori, professionisti, comunque lavoratori che si sono distinti e che con sacrifici e impegno hanno testimoniato la laboriosità della terra di Verona. Questo fa loro onore e riempie noi di profondo orgoglio. Questa è anche una cornice entro la quale ­ come opportunamente sottolineato dal neopresidente, Riccardo Ceni, e dell'Associazione dei veronesi nel mondo ­ è possibile proseguire nella fitta rete di rapporti economici, commerciali, culturali, scientifici fra la Provincia di Verona e le nostre comunità all'estero.
Da parte della Provincia vi è l'impegno a mantenere vivo il legame e la collaborazione con i nostri veronesi all'estero e con l'associazione che li rappresenta. Ogni progetto che riterremo interessante affrontare ci vedrà al fianco dell'Associazione dei veronesi nel mondo, alla quale va l'augurio di tutta l'amministrazione della Provincia di Verona e di tutti i veronesi che risiedono nel nostro territorio. Tutto questo affinché le relazioni si sviluppino nel modo più proficuo e foriero di risultati per tutti, forti della convinzione che la comune appartenenza alla storia e alle radici veronesi possa essere un collante efficace per meglio operare.

Con i più cordiali saluti, il Presidente della Provincia di Verona,
Elio Mosele
Verona, 14 marzo 2005

 

IL SALUTO DI OSCAR DE BONA, NUOVO ASSESSORE REGIONALE AI FLUSSI MIGRATORI

Rivolgo un caloroso saluto al nuovo Consiglio di Amministrazione dell'Associazione Veronesi nel Mondo, e in particolare al nuovo presidente, l'onorevole Riccardo Giuseppe Ceni.
La gloriosa tradizione della vostra associazione che da oltre trent'anni è attiva per mantenere i legami con i veronesi che sono sparsi nel mondo, trova nella passione e nell'impegno dei nuovi dirigenti la garanzia di poter continuare a far crescere una realtà associativa sempre impegnata a fianco di chi è partito, per assicurare assistenza e aiuto.
Anche per me è iniziato da poco un nuovo impegno.
Con l'assessorato regionale alle Politiche Migratorie, ho accettato la sfida di dar voce alle esigenze e alle speranze di tutti i veneti lontani dallo loro terra d'origine affinché possano trovare ascolto e risposte.
Non garantisco che le richieste troveranno sempre soluzione, ma assicuro che mi adopererò con entusiasmo e fiducia.
Una particolare attenzione sarà rivolta ai giovani oriundi per aiutarli a non dimenticare le loro radici, per far sì che diventino sempre più importanti ambasciatori della nostra cultura e insostituibili antenne per sviluppare nuovi contatti.
Rinnovando il mio apprezzamento per la Vs. recente nomina, auguro d'intraprendere con rinnovato entusiasmo ed energia questo cammino, certo che insieme sapremo individuare le risorse e i percorsi più sicuri per garantire ai nostri corregionali l'attenzione che meritano.
Arrivederci a presto e buon lavoro.

Arch. Oscar De Bona
Assessore alle Politiche
dei Flussi Migratori

 

CHI E' IL NUOVO ASSESSORE REGIONALE AI FLUSSI MIGRATORI

Architetto, Oscar De Bona è nato nel 1948 a Trichiana, in provincia di Belluno. E' sposato, ha due figli. E' stato consigliere comunale a Trichiana dal 1975 e sindaco del 1990. Dal 1985 al 1990 è vicepresidente della Provincia di Belluno. Dal 1990 al 2004, per tre mandati, è Presidente della Provincia di Belluno. Dal 1984 al 1987 è stato segretario provinciale del PSI; nel 1994 ha dato vita al movimento autonomista Intesa Dolomitica. Dal 1993 al 1997 è stato anche Presidente della Consulta Veneta per l'Emigrazione e dal 1999 al 2004 Presidente URPV (Unione Regionale Province del Veneto)

Banca Popolare, ovvero alle radici del territorio

OGGI DISPONE DI PIU' DI 1150 SPORTELLI DISLOCATI IN TUTTO IL CENTRO-NORD

Il principio che intendiamo seguire, come sempre, è quello di guardare con correttezza alla storia, nel nostro caso alla storia dell'emigrazione, ma nel contempo di guardare anche al presente, di veicolare agli emigranti del terzo millennio la realtà contemporanea o addirittura in divenire della terra d'origine.

LA STORIA :

La Banca Popolare di Verona ha origine antiche che affondano le proprie radici nella storia del territorio veneto. Nasce nel giugno del 1867, subito dopo l'annessione al Regno d'Italia, come Banca Mutua Popolare di Verona e assume, da subito, una notevole importanza nell'economia veronese.

Dopo un avvio che nei primi decenni di attività ha inteso privilegiare la crescita patrimoniale rispetto a quella dimensionale, quasi in coincidenza temporale con l'emanazione della prima legge bancaria (nel 1936), la Banca inizia una lenta ma progressiva espansione territoriale. In quegli anni acquisisce infatti la Banca Cattolica di Verona e apre i primi sportelli nella provincia veronese. Dopo la fine della seconda guerra mondiale partecipa all'opera di ricostruzione ma è all'inizio del 1980 che la banca promuove un'intensa opera di espansione, sia con l'apertura di numerosi sportelli sia con l'acquisizione di altre aziende di credito. Nel 1983 acquista la Banca A. Tamai di Spilimbergo, nel 1989 acquisisce la Popolare di Arzignano e la Popolare di Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova. Nel 1993, poi, la BPV acquisisce il Banco S. Geminiano e S. Prospero di Modena, realizzando la prima OPA bancaria in Italia. Il successo dell'iniziativa porta a un'espansione nel tessuto socio-economico emiliano, simile per tipologia e qualità imprenditoriale ai territori del Triveneto, il quadrante economico da sempre servito. Nel 1997 la banca acquisice il controllo del Credito Bergamasco, rilevato dal Crédit Lyonnais. Nel 1998 le azioni della Banca vengono quotate alla Borsa di Milano e nel 2000 viene assunto il controllo di Banca Aletti.

Nel giugno 2002, a seguito della fusione tra la Banca Popolare di Verona - S. Geminiano e S. Prospero e la Banca Popolare di Novara, nasce il "Gruppo Banco Popolare di Verona e Novara", una realtà da oltre 1150 sportelli, in particolare concentrati nel centro-nord Italia, che si colloca tra i maggiori Istituti d'Italia.

Come si evince anche dal contenuto di questa intervista, il Banco Popolare di Verona e Novara si conferma, nella concretezza quotidiana, un'istituzione della città davvero radicata nel territorio, vicina ad associazioni, come quella dei Veronesi nel Mondo, che ne sono diretta espressione. Ci sentiamo di ringraziare il Banco e i suoi dirigenti per il sostegno manifestato nei nostri confronti.

Incontro con il Presidente del Banco Popolare di Verona e Novara

Parla l'Avvocato Carlo Fratta Pasini

Una panoramica sullo stato dell'economia scaligera e sul ruolo giocato da una delle sue più importanti realtà economiche

Avvocato Fratta Pasini, qual è la situazione generale dell'economia italiana e veronese?

Il nostro Paese sta sicuramente attraversando una fase economica di forte rallentamento. I consumi interni esprimono indici negativi, gli investimenti industriali si contraggono in modo significativo e l'attività produttiva esprime un trend in flessione, in parallelo con le nostre esportazioni. L'andamento negativo risulta particolarmente accentuato per i settori più classici del "made in FRATTA PASINI 1 Italy": la contrazione in volume nel 2004 è stata di circa il 7% per le calzature e di oltre il 9% per molti comparti del tessile-abbigliamento, comparti che nei primi due mesi del 2005 hanno confermato una ulteriore flessione dell'11% rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente. Ora stanno diminuendo gli acquisti anche nei beni di consumo durevole e questo è un aggiuntivo segno del forte clima di incertezza esistente. In questo contesto nazionale i dati della provincia veronese per il 2004 sono confortanti: si è registrata una sostanziale tenuta della produzione, degli ordini, dell'occupazione e una contenuta flessione dell'export dopo la forte impennata del 2003. Per quanto riguarda Verona e la sua provincia, in particolare, si è addirittura registrata una crescita del numero delle imprese superiore al dato medio nazionale. Questo "vitalismo" del nostro sistema veneto, e veronese in particolare, dimostra che il nostro tessuto industriale "regge" ­ lo confermano anche i primi dati di quest'anno ­ ancorché si stiano sempre più manifestando forti tensioni testimoniate dalla crescita delle vertenze relative ad operazioni di ristrutturazione e a procedure di mobilità di lavoratori in esubero.

Qual è il ruolo che in tutto questo può giocare un'istituzione come la Popolare?

La banca è sempre stata e continua a rappresentare un punto di riferimento importante per il nostro territorio. Siamo cresciuti con esso e intendiamo continuare a farlo. I quadranti economici che serviamo e di cui siamo diretta espressione, sono da sempre fra i più dinamici del Paese e il rapporto privilegiato che abbiamo con il nostro contesto civile consente ad un istituto di credito come il nostro di poter sostenere il mondo delle imprese locali con efficacia e tempestività, e di valorizzare in modo sempre più articolato il risparmio familiare, offrendo strumenti all'avanguardia nella gestione degli investimenti personali. Un risultato che è confermato anche dalla circostanza che quasi un quarto della nostra compagine sociale è ubicata nel veronese.

Ma non fate soltanto questo: siete anche promotori di numerose iniziative culturali...

Come principale Istituto di Credito della provincia veronese, ma non solo in questo riferimento geografico, avvertiamo una speciale responsabilità sociale nei confronti del nostro habitat storico verso il quale sentiamo forte il dovere di offrire il nostro sostegno con i mezzi SEDE BPV economici previsti dal nostro dettato statutario, ma anche con una nostra originale capacità di proposta che discende dall'approfondita conoscenza che abbiamo delle problematiche della nostra società civile. Quindi a fianco degli importanti progetti di restauro che vengono portati avanti nei confronti dei grandi complessi monumentali cittadini - l'ultimo in ordine di tempo è quello rivolto a S. Anastasia - vi sono le iniziative di sostegno al mondo universitario e alla messa a disposizione di cicli di conferenze di alto valore culturale su temi di attualità cui si accompagnano le attività concertistiche e la pubblicazione di volumi monografici sui beni artistici dei nostri territori. Nell'ambito della messa a disposizione di proposte originali volte alla valorizzazione del nostro tessuto sociale voglio ricordare l'iniziativa del "Polo Finanziario" che ha portato all'aggregazione dei grandi protagonisti della vita civile: Comune, Fondazione Cariverona, Cattolica Assicurazione e il Gruppo Banca Popolare di Verona con l'obiettivo di creare una "cittadella finanziaria" in cui far affluire competenze tecniche, manageriali e professionali in grado di costituire un centro di eccellenza per il settore bancario, finanziario ed assicurativo capace di attrarre e stimolare ulteriori opportunità di crescita per il nostro tessuto imprenditoriale.

Come definirebbe il rapporto della Banca Popolare con le istituzioni cittadine?

Molto proficuo. Indubbiamente siamo coinvolti nelle principali attività economiche della città. Questo ci porta a collaborare a tutti i livelli con enti pubblici e privati, dando valore aggiunto a tante iniziative. D'altronde la qualità di questa collaborazione con l'amministrazione pubblica da parte della Banca Popolare di Verona è una costante e ci deriva anche dalla nostra natura di banca popolare. E quindi di public company per eccellenza, e dal fatto che per lunghi anni vi sia stata alla guida della Popolare una figura come quella di Giorgio Zanotto, Sindaco di Verona nella fase della ricostruzione e amministratore pubblico per eccellenza che ha sempre connotato la sua attività di banchiere come un servizio da rendere alla collettività. A questo proposito voglio ringraziare il neo-Presidente dell'Associazione Veronesi nel Mondo, l'On.Ceni, per le gentili espressioni usate nei confronti del Prof. Zanotto di cui ha voluto ricordare non solo la docenza professionale ma quella di vita.

Prospettive e particolari progetti della Banca?

Il Gruppo Banco Popolare di Verona e Novara è da tempo una realtà consolidata nel panorama creditizio nazionale. Ciò rappresenta un onore, di cui siamo particolarmente fieri, ma anche un onere nei confronti della nostra clientela: essere tra "i primi della classe" comporta anche il dovere di mantenere a livello di eccellenza i nostri servizi. L'ambizione che abbiamo è di far sempre meglio il nostro lavoro di banca legata al territorio, accompagnandolo nella sua crescita con l'entusiasmo e la voglia di fare che da sempre ha distinto la nostra gente. All'estero dedichiamo un speciale attenzione consapevoli come siamo che i nostri operatori sono dei globe-trotter economici e le province venete sono state le prime ­ quando ancora il termine non era neppure conosciuto ­ a realizzare il fenomeno della globalizzazione. Noi all'estero siamo presenti in modo significativo: abbiamo da pochi mesi inaugurato un nuovo Ufficio di Rappresentanza in Cina, a Shanghai, che è andato ad aggiungersi a quello "storico" di Hong Kong, mentre, sempre rimanendo in Asia, siamo presenti anche in India dove abbiamo un Ufficio di Rappresentanza a Mumbay.. Ma non è tutto: con l'accordo stipulato con RZB, uno dei più importanti gruppi bancari austriaci, abbiamo poi la possibilità di restare vicino ai nostri concittadini anche in tutto l'Est Europeo, coperto capillarmente dall'istituto d'oltralpe e zona oggi in fortissima espansione, che desta l'interesse di molti nostri imprenditori. Abbiamo infine una Filiale a Londra e due sussidiarie, rispettivamente, in Lussemburgo e in Svizzera. Occasioni per incontrare i nostri amici "Veronesi nel mondo" le abbiamo create. Li aspettiamo anche lì.

 

La cerimonia a Zonderwater Block

Anche quest'anno non è mancata la presenza delle Associazioni Venete alla cerimonia di Zonderwater Block.

sud africa 2Zonderwater Block era una prigione per soldati italiani durante la seconda guerra mondiale, ed è da lì che la comunità italiana in Sudafrica è cresciuta. La cerimonia è sempre occasione di grandi emozioni per gli ex-prigionieri di guerra.
Quest'anno abbiamo conosciuto il Brigadiere Generale Mario Silvino Brazzoli dell'aeronautica sudafricana, che è di origine veronese. Suo padre, proveniente da Poiano, frazione di Verona, è stato catturato in Abissinia, e portato prigioniero a Zonderwater. Dopo la guerra è andato a vivere a Città del Capo, si è sposato con una donna greca, Olga Mentos, ed ha avuto due figli. Mario Silvino Brazzoli è direttore dell'informazione di guerra alle South African National Defence Force Head Courts a Pretoria. E' sposato con Liz e ha tre figli. La mamma è ancora viva e vive con lui e la sua famiglia.

Zonderwater: la corona deposta al cimitero dei prigionieri italiani della guerra 41-45 a nome dell'Associazione dei Veronesi nel Mondo, sostenuta dal Presidente Claudio Marangoni e dal Brigadiere Generale Mario Silvino Brazzoli,originario di Verona.

 

Un gruppo di amici veronesi di Johannesburg indossano varie maglie del Verona e del Chievo. Marangoni possiede una collezione quasi completa di maglie del Verona, e trasmette il suo entusiasmo a chi gli è vicino.

sud africa 3

 

DAL SUDAFRICA

Riceviamo purtroppo notizia, dall'amico Claudio Marangoni, della scomparsa di Livia Ghirlanda Scheurer.
Alla famiglia le condoglianze di tutto il Consiglio di Amministrazione dell'Associazione Veronesi nel Mondo

 

Il 29 Aprile scorso abbiamo perso la nostra cara Livia Scheurer-Ghirlanda. Era nata a Legnago dove aveva trascorso la sua gioventú e aveva studiato per diventare insegnante all'Istituto Salesiani. Era venuta in Sud Africa nel 1951. Nel 1961 si era sposata con Corrado Scheurer, uno svizzero molto attivo nella comunità svizzera. Ma Livia non si è mai scordata delle sue radici veronesi e ha partecipato all'Associazione Veronesi di Johannesburg dalla sua fondazione nel 1984.
Era molto orgogliosa di rappresentare la "Bassa" e Legnago, citta` di Antonio Salieri. Livia, assieme a Corrado, ha pure fatto parte del comitato dell'Associazione Veronesi aiutando nell'organizzazione di tanti nostri eventi (sopratutto le serate musicali, e le feste di San Zeno e del Papà del Gnocco). Purtroppo nel 1999 ha sofferto un forte ictus e ha dovuto essere ospitata in una casa di ricovero a Johannesburg. Nell'aprile di quest'anno, ha subito un altro grave attacco e dopo qualche giorno si è serenamente spenta. Lascia dolente il marito Corrado, i figli Claire e Eric, nipotini e tanti amici.

Una storia italiana

Da Daniela Mondardo, italo-brasiliana di Criciuma, nello Stato di Santa Catarina, riceviamo questo affettuoso articolo, che volentieri pubblichiamo, che traccia in breve la storia di 150 anni di vita della famiglia Mondardo, emigrata dal Veneto a metà del 19° secolo. Ringraziamo Daniele, assicurandola che il suo italiano scritto è più che buono.

Nell'ormai lontano 1852 nasceva quello che sarebbe diventato il capo di una grandissima famiglia. Non l'avrebbe mai immaginato, ne sono sicura. Domenico Mondardo, nato a San Bonifacio il 16 novembre 1852 aveva cinque figli: Michelangelo, Giuseppe, Alessandro Augusto, Alessandra e Clorinda. Ma quando ha deciso di lasciare la sua patria per andare in cerca di un futuro migliore per i suoi figli e li ha portati in Brasile, credo che non avrebbe potuto immaginare che nel 2005 la famiglia Mondardo in Brasile sarebbe stata composta da più di 2400 suoi discendenti.

Domenico, sua moglie Carolina Bon, i suoi figli e anche suo fratello Antonio Mondardo con la sua famiglia, sono sbarcati in Brasile nel 1891 e si sono stabiliti al sud, nello Stato di Santa Catarina. Lì hanno trovato la terra di cui avevano bisogno per sopravvivere, si sono messi a lavorare i campi e insieme ad altre famiglie di immigrati nella stessa situazione hanno costruito diverse città, cui hanno dato nomi che facevano parte della loro vita quando erano ancora in Italia, come ad esempio Nova Veneza, San Bonifacio, Caravaggio, Treviso. Sicuramente hanno trovato molte difficoltà, e superandole hanno donato a questo pezzo di Brasile un po' della loro cultura.

Alessandro Augusto, uno dei figli di Domenico arrivato in Brasile all'età di 8 anni, si sposò nel 1904 con Natalina Amboni, anche lei immigrata. Da questo matrimonio nacquero nove figli tra cui Luigi, cioè Luiz Mondardo, il 2 febbraio 1909. Oggi, all'età di 96 anni, Luiz è il discendente più vecchio di Domenico Mondardo ancora in vita. Lo scorso 23 novembre ha festeggiato 70 anni di matrimonio con Nizza Amboni, che ha 90 anni. Da questa unione sono nati cinque figli, 19 nipoti diretti, 14 nipoti di seconda generazione e uno di terza.

Luiz e Nizza parlano tra loro quello che chiamano "italiano" ma che è in realtà il dialetto veneto portato là da Domenico. Anche ai suoi figli Luiz ha insegnato a casa prima il dialetto; poi, a scuola, hanno imparato il portoghese.

A questa coppia meravigliosa, Luiz e Nizza, faccio gli auguri da lontano, visto che ho deciso di rifare al contrario la strada scelta dal mio bisnonno, e adesso mi trovo in Italia. Nonno Luiz e nonna Nizza, tanti auguri e grazie di tutto. Siete molto speciali.

 

23anni_C23 ANNI PER IL CIRCOLO SCALIGERO SAN ZENO

Alla Fazenda Hotel Grande Salto Grande di Araquara, San Paolo. I Consiglieri della nostra associazione, da sinistra Giorgio Guardalbem, il Presidente Luigino Andreoli, Alberto O.Flangini ed Eggerthe Laurini.

Un'ospite d'eccezione. A sinistra di Alberto Flangini, il grande Sergio 'Gringo' Clerici, indimenticabile attaccante dell'Hellas Verona a fine anni '60. Adesso è allenatore dello Jaboticabal San Paolo del Brasile. 23anni_A


ELEZIONI DELLA FEDERAZIONE VENETA

In una sala gentilmente offerta dal parroco della chiesa Madonna della Pace, lo scorso 4 aprile si sono riuniti in assemblea ordinaria i Consiglieri della Federazione per le elezioni dei Presidenti della Federazione e del Consiglio Deliberativo. In conformità alle norme statutarie, ed ai procedimenti legali, si sono svolte le elezioni; i nomi proposti sono stati eletti per unanimità per la gestione del triennio 2005/2008 , cosi composta:

Presidente della Federazione BRUNA SACCARDO SPINELLI
Vice-Presidente STANISLAO VECCHIATO
Segretario WILMA MARQUES GALIOTTO
Secondo Segretario CARLA FLANGINI LAURINI
Tesoriere GIORGIO GUARDALBEN
Secondo Tesoriere LORENZO GUOLO
Asessore ai Rapporti com la Parrocchia ESTER SCAPPINI
Assessore alla Comunicazione LUIGINO ANDRIOLI
Presidente Del Consiglio Deliberativo GIANNI BOSCOLO
Vice-Presidente Del Consiglio Deliberativo CANDIDO MOLINER

 

GIORNATA IMPORTANTE PER LA COMUNITA' ITALIANA DELLA CITTA'

SI E' SVOLTA A MAR DEL PLATA LA RIUNIONE
DELL'INTERCOMITES DELL'ARGENTINA

Parecchi i temi all'ordine del giorno. Per il più importante, quello sull'Anagrafe,
chiesta una discussione per la prossima Assemblea Plenaria del CGIE

Lo scorso 18 giugno, la sede del Comites di Mar del Plata ha ospitato una riunione dell'IntercComites Argentina, cui hanno partecipato Raffaele Vitiello Presidente del Comites, Adriano Toniut componente del CGIE, il Console d'Italia in Mar del Plata Paolo Emanuele Rozo Sordini, il Presidente dell'Intercomites e del Comites di Buenos Aires Ricardo Merlo, i Presidenti dei Comites di Mendoza Bruno Pegorin, di Rosario Giuseppe Angeli, di Bahia Blanca Juan Carlos Paglialunga, di La Plata Guillermo Rucci, di Cordoba Rodolfo Borghese, di Moron Francesco Rotundo, ed il vicepresidente del Comites di Lomas di Zamoras Alfonso Grassi.
Dopo il benvenuto e gli auguri ai presenti da parte del Presidente Vitello e del Console Sordini, il Presidente Merlo ha letto il verbale della seduta del 19 marzo, approvato all'unanimità come primo punto dell'ordine del giorno.
Al secondo punto la ristrutturazione delle Rete Consolare in Argentina, con la ricategorizzazione dell'Agenzia Consolare di Lomas di Zamora, ove sia il vicepresidente Grassi sia il Presidente Rotundo hanno evidenziato i problemi inerenti alle rispettive Agenzie, riguardanti lo spazio e la mancanza di personale. La riunione ha stabilito un ordine di priorità da presentare nella prossima riunione del CGIE, sollecitando l'assemblea Intercomites perché avvenga il passaggio da Agenzia Consolare a Consolato per entrambe le strutture. Relativamente al punto all'ordine del giorno "rapporto dei Comitati coi Consolati", quasi tutti i Comitati hanno sostenuto di non avere grossi disagi salvo Bahia Blanca in cui il Presidente ha voluto evidenziare invece gravi difficoltà di comunicazione con il Console Gaudiello.
Durante l'incontro è stato affrontato il tema sempre presente dell'Anagrafe. Si è ribadito che nella prossima riunione del CGIE sarà fondamentale la sua discussione in vista delle prossime elezioni politiche.
Altro tema trattato, molto sentito dalla comunità, è quello dell'assistenza sociale, e qui ogni delegato ha illustrato le diverse forme di attività in merito.
Il Dottor Toniut ha esposto il problema dell'Unità Tecnica di Coordinamento, a carico dell'Ambasciatore Nigido, che non ha mai funzionato, mentre Merlo ha sintetizzato gli interventi della Regione Veneto a favore di 500 anziani corregionali presenti in Argentina.
Per quanto riguarda il quarto punto dell'ordine del giorno, "parere sulla questione Isole Malvinas nella Costituzione", tema sollecitato dal Comites di Mar del Plata, Merlo ha analizzato in profondità la costituzione europea, affermando chiaramente che in nessun articolo si stabilisce l'appartenenza delle Isole Malvinas all'Inghilterra, ma un tipo di "relazione speciale". Viste l'importanza e la rilevanza del tema verrà elaborata una presentazione del caso.
Altro tema interessante è la volontà di stabilire un vincolo più forte con il Coni, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, relativamente ai Giochi della Gioventù; dopo un dibattito ed un'attenta analisi si è deciso di invitare il responsabile dell'Ente, Elio Squilari, alla prossima riunione dell'InterComites.
Si è poi elaborata un'analisi sul Referendum, in cui sono stati evidenziati i problemi avuti dalle diverse Circoscrizioni Consolari di Argentina. Il Console di Mar del Plata, Sordini, ha informato i presenti che su un totale di 22.800 buste inviate, 9.226 sono state ricevute, definendo la percentuale un ottimo risultato.
Anche il vicepresidente del Comites di Lomas di Zamora, Alfonso Grassi, si è mostrato soddisfatto per i risultati ottenuti dal referendum, come rappresentante dell'ACLI in Argentina.
Al termine della riunione, il Comites di Mar del Plata ha offerto un pranzo a tutti gli invitati in un locale tipico della città.
Nella sede del Comites, poi, i Presidenti Merlo, Borghese, Vitiello e Angeli hanno partecipato al programma televisivo della collettività italiana "Domenica Italiana TV", ove hanno spiegato le varie attività che si stanno sviluppando in ogni Circoscrizione.
Approfittando della visita dei Presidenti dei Comites, la delegazione del CTIM di Mar del Plata, il Centro Laziale Marplatense e la Federazione di Società Italiane di Mar del Plata, hanno organizzato una riunione con le Associazioni Regionali ed il Presidente del Comites di Rosario, che aveva manifestato la sua volontà di cominciare a sviluppare attività culturali con le locali associazioni., cui è stato sempre legato. Angeli ha organizzato, per il periodo successivo alle ferie invernali, un incontro con gruppi folcloristici e Cori, nonché la partecipazione ad un Festival a Mar del Plata, in occasione della Fiera della Collettività di Rosario.
Si è vissuta dunque a Mar del Plata una giornata molto importante per la comunità italiana, che ha permesso di stringere ancora di più i 'lacci' che uniscono tutti gli Italiani d'Argentina.

 

Il 18 settembre a Cavaion Veronese

Raduno provinciale degli ex-emigranti veronesi

Trent'anni fa, con Benito Scamperle, la fondazione dell'associazione.

Si terrà domenica 18 settembre il Raduno Provinciale degli Ex-Emigranti Veronesi. Oltre ad essere un importante momento di ricordo, confronto e festa, l'appuntamento assume quest'anno una particolare valenza, perché il Comitato degli Ex-Emigrati fu avviato dal Cav.Benito Scamperle nel 1975, esattamente trent'anni fa. Motivo ulteriore, dunque, per festeggiare adeguatamente.
Ci si ritroverà sotto il Monte Moscal, a Cavaion Veronese, dove alle 10,30 verrà celebrata la Santa Messa.

A mezzogiorno ci si recherà nella vicina Caprino, ove verrà deposta una corona al Monumento all'Emigrante inaugurato un anno fa.
Alle 13 il pranzo sociale, ospitato al Ristorante Fiore di Peschiera del Garda.
Il Raduno è organizzato in collaborazione con l'Associazione Veronesi nel Mondo.
Come sempre, verranno messi a disposizione dei partecipanti alcuni mezzi pubblici per gli spostamenti.
Per iscrizioni e ulteriori informazioni si possono contattare i seguenti promotori.

Silvano Fasoli (045/7755071)
Ettore Guadagnini (045/7236064)
Mario Spada (045/7701358)
Maria Marchesini (045/7545104)
Il Presidente Benito Scamperle (045/7701796).

1975, il primo Comitato Organizzativodegli Ex-Emigranti Veronesi,davanti al monumento all'Emigrante di Camposilvano. exemigranti raduno 80

 

Benito Scamperle, un cavaliere tra gli emigranti

Nel mondo degli ex-emigranti veronesi, Benito Scamperle è personaggio fondamentale, che continua a profondere grande impegno in questo ambito. Presidente del Circolo della Valpolicella, è, sin dalla fondazione, Presidente del Comitato Organizzativo degli Ex-Emigranti Veronesi, ed è sempre presente quando c'è da organizzare raduni, come quello di Cavaion, o da accogliere ex-emigranti, come nel caso del Circolo del Lussemburgo.
Nel 1992 Scamperle, su proposta di Attilio Beghini, scomparso Presidente dell'Associazione Veronesi nel Mondo, e dell'allora Presidente del Consiglio dei Ministri, Giulio Andreotti, è stato nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica dal Presidente della Repubblica in carica, Oscar Luigi Scalfaro. Un'onorificenza quanto mai meritata, per "l'impegno sociale espresso per il mondo dell'emigrazione".
Scamperle è stato emigrante in Svizzera, a San Gallo, dal 1955 al 1970.
Sull'"Arena", che all'epoca diede ampio spazio al riconoscimento, così commentò allora Attilio Beghini: "Un riconoscimento che premia lo spirito di servizio ed il dinamismo di chi, dopo vent'anni di emigrazione a San Gallo in Svizzera, ha voluto riunire oltre cinquecento famiglie di ex-emigrati veronesi, che ogni anno da Fumane, Negrar, Marano, Sant'Anna, Camposilvano, Cavaion ed altri centri della provincia di Verona danno vita ad una giornata, intensa nei ricordi e sempre propositiva di nuovi slanci di generosità".

TRA APRILE E MAGGIO SONO ARRIVATE NEL VERONESE
DUE DELEGAZIONI DEI RISPETTIVI PAESI

Visite di amici dal Lussemburgo e dal Belgioamici belgio_2

I primi ad arrivare, il 26 aprile, sono stati gli amici del Lussemburgo, guidati dall'amico Presidente Vito Spinosa. Tra gli emigrati veri e propri, le loro famiglie e i simpatizzanti, erano in 43, invitati dal Comitato degli Ex-Emigranti Veronesi. Si sono fermati cinque giorni, soggiornando in un hotel di Cisano, sul Lago di Garda. Significativa la loro visita al Monumento all'Emigrante di Caprino Veronese, ove sono anche stati ricevuti dal sindaco della "capitale del Baldo", Stefano Sandri. Hanno pure avuto modo di vedere da vicino una delle note case vinicole della Valpolicella, che già in passato ha accolto momenti di incontro dell'Associazione Veronesi nel Mondo, l'azienda Nicolis.

Qualche giorno dopo, il 7 maggio, è invece arrivata una delegazione corale di emigrati veronesi in Belgio, provenienti da diverse città di questo paese europeo in cui le distanze non sono troppo grandi, e dove quindi i cittadini di origine scaligera si conoscono un po' tutti. Su iniziativa della Signora Teresa, originaria del paese lessinico, il Coro belga si è esibito nel Teatro di San Giovanni Ilarione, e quindi in Chiesa. Ci sono stati scambi di doni. I belgi hanno portato birra e dei piccoli capitelli, quasi a fare da pendant con i celebrati capitelli della Lessinia. amici belgio_1

Questi incontri sono anche stati l'occasione per le prime uscite 'ufficiali' tra gli emigrati della nuova dirigenza dell'Associazione Veronesi nel Mondo, con il Presidente On.Giuseppe Riccardo Ceni ed il vicepresidente Giuseppe Bertani.

La visita del Circolo dei Veronesi di Lussemburgo a Caprino Veronese, in Municipio. Da sinistra Enzo Monego, Presidente del Circolo degli Ex-Emigrati Baldensi, Benito Scamparle, Presidente degli Ex-Emigrati Veronesi, il sindaco di Caprino Stefano Sandri, il Presidente del Circolo Veronesi nel Mondo del Lussemburgo, Vito Spinosa.
La visita della delegazione lussemburghese al Monumento all'Emigrante di Caprino. L'ultimo a destra è Vito Spinosa.

 

DALLA VALPOLICELLA A LONGARONE

INCONTRO TRA I NOSTRI EX-EMIGRATI E QUELLI DEL PAESE BELLUNESE, TRAVOLTO NEL '63 DALLA TRAGEDIA DEL VAJONT

Lo scorso 26 giugno cinquantadue ex-emigranti della Valpolicella, 'guidati' dal Presidente Benito Scamperle, sono stati invitati dalla omologa associazione del paese di Longarone, in provincia di Belluno, tristemente noto per essere stato devastato, più di quarant'anni fa, dal crollo della diga del Vajont. Una tragedia ­ per molti da considerarsi annunciata ­ che fece più di duemila vittime.
La giornata è cominciata alle 10,30 con la celebrazione della Santa Messa, seguita dalla visita al Monumento alle vittime, e alla Pro Loco con la mostra-museo sempre dedicata a quella immane sciagura. Quindi i nostri ex-emigranti si sono recati nel sito della diga, ove si può ancora vedere la frana che avanzò per ben due chilometri. Ancora un omaggio, poi, con la visita al cimitero monumentale. Sempre insieme agli amici di Longarone guidati dal Presidente Ingegner Arrigo Galli. Al termine il pranzo, con scambio di doni e targhe tra le due rappresentanze. Insomma, è la prima volta che la pattuglia della Valpolicella s'incontra con gli ex-emigranti del bellunese, e a dimostrazione dell'avviato rapporto d'amicizia e dialogo, l'associazione di Longarone è stata invitata al raduno provinciale degli ex-emigrati veronesi programmato per il 18 settembre, di cui parliamo nello specifico articolo. A sinistra L'Ingegner Arrigo Galli, Presidente degli Ex-Emigrati di Longarone, con Benito Scamperle

Presidenti, rappresentanti e stendardi delle due associazioni di ex-emigranti della Valpolicella e di Longarone. valpolicella 3

La numerosa 'pattuglia' degli ex-emigranti della Valpolicella in visita a Longarone

 

L'ASSOCIAZIONE ONLUS VERONESE CHE OPERA TRA I POVERI DEL BRASILE

PARTE BENE IL PROGETTO DI ADOZIONI DI AMARELO

  L'Associazione Amarelo nasce nel febbraio del 2004, allo scopo di attuare iniziative a sfondo sociale nella città di Goiás Velho, nel centro-ovest del Brasile, prendendosi cura di bambini carenti e delle loro punto verona 1 famiglie, offrendo borse di scuola, assistenza di base (alimenti, indumenti, materiale scolastico, etc) ed assistenza medica.
Dal Febbraio 2005, diventa ONLUS di diritto, a seguito dell'iscrizione al Registro Regionale delle Associazioni di Volontariato.
Attualmente, grazie ad un programma di adozioni a distanza, sta seguendo da vicino 20 bambini. Il lavoro sul territorio, viene effettuato da una pedagogista brasiliana, Claudia Aparecida De Paula, che coordina tutte le attività con i bambini, sulla base delle loro necessità e carenze. Le problematiche da affrontare sono le più diverse, ma si riassumono in un comune panorama sociale, fatto di alcoolismo all'interno delle famiglie, disoccupazione, scarsissima istruzione. Tematiche queste, che si amplificano per la mancanza di interventi da parte delle istituzioni, creando grosse falle nel tessuto sociale laddove il disagio sociale si avverte maggiormente. In questo senso l'Associazione Amarelo, opera allo scopo di far acquisire dignità e rispetto a questi nuclei di famiglie, in prospettiva della crescita dei figli.

Il progetto Amarelo
Da Gennaio 2005, grazie alle adozioni, agli aiuti ricevuti e la raccolta fondi attraverso la vendita delle compilations musicali ­ realizzate per puro spirito di volontariato da solisti e gruppi musicali scaligeri - il progetto si sta sviluppando in molteplici direzioni:

1) Acquisto di beni di prima necessità, quali alimenti ed indumenti per le famiglie più in difficoltà.
2) Assistenza medica, supportando le spese per le visite specialistiche necessarie o semplicemente per i controlli pediatrici.
3) Assistenza scolastica, fornendo il materiale, i libri e le uniformi.
4) Attraverso l'interessamento delle Direttrici delle scuole elementari frequentate dai bambini, è stato creato un doposcuola di sostegno con apposite insegnanti, per chi ha maggiori difficoltà d'apprendimento. Il corso è bisettimanale, con i bambini divisi in due gruppi: la scuola ospitante, fornisce il pasto al termine delle lezioni.
5) Assistenza scolastica particolare. Una giovane insegnante domiciliare per aiutare i bambini nei compiti a casa.
6) Iscrizione di 4 bambini del progetto, ad un corso di informatica di base.

7) Iscrizione di una bambina con gravi problemi di apprendimento ad un corso di disegno ed arte presso una scuola pubblica.
8) Una psicologa segue settimanalmente 5 bambini con problemi legati al disagio della loro situazione familiare.
9) L'associazione ha contattato la prefettura della città di Goiás Velho, attraverso la quale ha ottenuto per tutti i bambini, gli abbonamenti gratuiti per i trasporti e la disponibilità di un automezzo per le visite specialistiche nella capitale.

L'aggregazione e la socializzazione, punti fondamentali del progetto Amarelo. Vengono organizzati ritrovi, giornate di gioco e feste per i compleanni, durante le quali i bambini possano divertirsi e vivere la loro età. Si è stabilito un accordo con i proprietari di una pizzeria, i quali concedono lo spazio per giocare e socializzare. Il gruppo è sempre più numeroso, perchè anche i familiari cominciano a parteciparvi. Con l'aiuto delle maestranze si sta progettando la creazione di un luogo di aggregazione (sala comunale o palestra) per i bambini e le famiglie, ove tenere corsi di igiene ed educazione sessuale. Potrebbe essere il primo passo per un centro multifunzionale dedicato all'infanzia...

Per chi volesse ulteriori informazioni sulle attività dell'associazione, o contattarla per altri motivi, ci si può rivolgere a questo indirizzo: ASSOCIAZIONE AMARELO ONLUS - Via G. Pascoli, 2/f 37050 Campagnola di Zevio (Vr) Tel. 045 8732278 - e-mail: amarelo@genie.it - c.f. 03379560232


10 ARGENTINI D'ORIGINE VENETA A VERONA

PER UN CORSO FORMATIVO DELLA REGIONE VENETO

ORGANIZZATO DALLA DELEGAZIONE DEL VENETO DEL CTIM DI VERONA TRA LORO ANCHE LA "VERONESE" ANDREA ALEJANDRA TREGNAGHI, IL PADRE DI VAGO DI LAVAGNO E NONNI DI TREGNAGO ED ILLASI

A volte ritornano. Anche dopo generazioni... E' il caso dei 10 giovani sudamericani arrivati nei giorni scorsi a Verona per frequentare un corso formativo destinato proprio alla loro "categoria", quella, cioè, dei giovani argentini d'origine veneta. Finanziato dall'assessorato ai Flussi Migratori della Regione Veneto ed organizzato dalla delegazione del Veneto del Comitato tricolore per gli italiani nel mondo (Ctim) di Verona, lo stage prevede tre settimane di soggiorno presso il Centro "Monsignor Carraro", in Lungadige Attiraglio, comprensive d'un fitto calendario di lezioni, visite istituzionali ed aziendali. I contenuti del corso, infatti, includono, tra l'altro, la trattazione di materie come comunicazione e lingua tecnica; aspetti socio-culturali-economici del Veneto; contrattualistica internazionale; organizzazione del lavoro; procedure doganali e pagamenti internazionali; office automation.

I 10 argentini giunti in città sono passati attraverso una preliminare selezione tra 28 candidati ed un precorso di 50 ore (un aggiornamento su lingua, cultura e tradizioni italiane) effettuato dal Comitato delle Associazioni Venete dell'Argentina (Cava). Per la designazione dei "papabili" sono stati stegisti considerati parametri di studio (laurea conseguita od in corso) e/o lavoro relazionato con l'import/export; conoscenza della lingua italiana; a uguale merito, la non partecipazione a precedenti corsi in Veneto; la maggiore età. Poi, il delegato regionale del Ctim, Massimo Mariotti, ed il tutor del corso, Leone Mazzeo, hanno creato le premesse organizzative per una costruttiva esperienza didattico-umana a giovani eredi d'un Veneto da "me ricordo...".

I partecipanti al percorso formativo sono: Armando Bolzan di Cordoba, 31 anni, contabile indipendente, originario per via paterna da Belluno; Guillermo Luis Dalla Marta di Rosario, 35 anni, imprenditore, per via paterna da Belluno; Federico Agustin De Cristo di Ituzaingò (Buenos Aires), 23 anni, attualmente disoccupato, per via materna da Venezia; Yanina De Vicenzo di Buenos Aires, 28 anni, assistente nel settore delle esportazioni, per via materna da Treviso; Rolando Ariel Debeta di Mendoza, 31 anni, responsabile del settore commercio internazionale della Camera di Commercio italiana di Mendoza ed assessore del Governo provinciale nell'area esportazione agricola, per via paterna da Treviso; Ivan Fabris di Rosario, 22 anni, studente universitario, per via paterna da Vicenza; Alfredo Antonio Fantuzzi Di Lorenzo di La Plata, 27 anni, impiegato presso uno studio contabile, per via paterna da Treviso; Alejandro Adrian Scopel di San Miguel (Buenos Aires), 32 anni, manager amministrativo e docente universitario, da parte dei genitori da Vicenza; Laura Marcela Serrano di Neuquén, 29 anni, avvocato, consulente del ministero del Lavoro e docente universitaria, per via materna da Treviso. E, dulcis in fundo, Andrea Alejandra Tregnaghi di Florida (Buenos Aires), 35 anni, imprenditrice: il padre è originario di Vago di Lavagno mentre il nonno era di Tregnago e la nonna di Illasi. Quindi, veronesissima per discendenza diretta...


FRIULI VENEZIA GIULIA IL "SENTIERO JOSEF RESSEL"

E' in funzione in Friuli Venezia Giulia, sul Carso nel Bosco Igouza di Basovizza, il tratto italiano di 2 km del sentiero naturalistico transfrontaliero "Josef Ressel", attrezzato ad alta tecnologia per diversamente abili. Fin da inizio ' 900 la città di Trieste rappresenta un centro di riferimento nazionale per i pluriminorati visivi e, proprio per favorire la deambulazione in piena autonomia dei non vedenti, gli Uffici forestali italiani di Trieste e quelli sloveni di Sezana (Sesana) hanno progettato - nell'ambito del programma comunitario Interreg III - la cablatura a raggi infrarosso di 4 km di un tracciato transfrontaliero carsico quasi pianeggiante tra Basovizza e l'Equile di Lipica (Lipizza). Il progetto ha visto la posa di una serie di trasmettitori a raggi infrarosso che, in territorio italiano, sono stati posizionati su dei pali in legno posti a lato di una comoda pista forestale in terra battuta. I trasmettitori consentono la ricezione, a chi è in possesso di un apposito ricevitore, di 130 messaggi vocali di 20 secondi (in italiano, sloveno o inglese) che, appositamente studiati, illustrano - oltre alla corretta percorribilità del sentiero per un non vedente - anche le molteplici peculiarità naturalistiche e paesaggistiche del Carso. Per circa 300 metri il tracciato si snoda anche su un sentiero del CAI dal fondo naturale in cui il diversamente abile troverà solo una staccionata con corrimano e un ponticello necessario a superare alcuni grossi affioramenti calcarei. Sul percorso sono state realizzate cinque zone sosta in cui dei messaggi vocali di 90 secondi e le relative tabelle informative in parte tattili, illustrano le peculiarità forestali, geomorfologiche, faunistiche e storiche del Bosco Igouza e del territorio circostante. Il sentiero si ferma attualmente sul confine di stato, ma prossimamente sarà possibile oltrepassarlo su un'antica strada commerciale in disuso e proseguire sul "Sentiero Ressel" verso il famoso Equile dei cavalli lipizzani. I forestali del Carso hanno voluto dedicare questo innovativo sentiero a Josef Ressel: un forestale-inventore boemo che operò a Trieste ad inizio ' 800 e che, grazie alla sua capacità di cogliere tutti gli aspetti ecologici, tecnici e socio-economici del territorio, precorse i suoi tempi, portando a termine sia una serie di geniali sperimentazioni, tra cui la navigazione a vapore con elica, sia progettando svariati miglioramenti forestali come i due piani di rimboschimento per l'Istria e per il Carso, che anticiparono i grandi rimboschimenti (circa 200 milioni di piante utilizzate) avvenuti successivamente.

Il ricevitore necessario alla ricezione dei messaggi viene consegnato ai richiedenti dai forestali presenti a Basovizza nell'ex Vivaio forestale, oggi trasformato in Centro didattico naturalistico o dai responsabili della Sezione di Trieste dell'Unione Italiana Ciechi (tel 040 768046).

E' possibile prenotare la visita del sentiero accompagnati dal personale del Corpo forestale.

Riferimenti:
Ispettore Forestale Diego Masiello, Coordinatore del Centro didattico naturalistico di Basovizza 335 7302829
Maresciallo Forestale Anastasia Puric, Referente operativo (Centro didattico naturalistico di Basovizza) 335 8459035
Sergio Derossi, (Centro didattico naturalistico di Basovizza) 335 219733

 

Il retaggio di Wojtyla

GIOVANNI PAOLO II HA LASCIATO AL MONDO UN MESSAGGIO PROFETICO: È L'AMORE CHE CONVERTE I CUORI E DONA LA PACE. LE TESTIMONIANZE D'AFFETTO DEGLI ITALIANI NEL MONDO.

Giovanni Paolo II ha voluto incontrare tutti i popoli della Terra, ha aperto le braccia nel gesto della fratellanza a tutte le religioni, ha teso la mano a tutte le povertà: di ogni donna, ogni uomo, ogni vecchio e ogni bambino. Il mondo lo sa, nelle capanne del villaggio meno conosciuto, come nei palazzi delle città più cariche di storia, nelle case confortevoli dei più fortunati, come nelle sterminate baraccopoli di tutti i Sud del mondo. Il mondo lo sa e si è prima fermato, grato e grave, ad accompagnare il suo Pontificato nell'ora più difficile e più dolente ­ ma insieme pervasa dalla serenità di una fede invincibile, di una carità inesausta, di una speranza che si fa certezza nell'andare all'incontro con il Signore ­ e poi si è commosso nel ricordo e nell'omaggio corale, universale e senza distinguo.
Il mondo, con tutte le sue religioni, non ha dimenticato. E della sua memoria fa benedizione e pegno per la Chiesa e per il suo successore sul trono di Pietro. Da ogni luogo, dall'Estremo oriente alle Americhe, dall'Africa all'Europa, dall'Oceania alla Terra Santa, miliardi di persone hanno pregato per il Pontefice. A Giovanni Paolo II si sono volti i pensieri e le preghiere di chi ha reso grazie alla sua missione pastorale. Un abbraccio spontaneo ha unito cattolici, ortodossi e protestanti, musulmani ed ebrei, religiosi e anche quanti hanno la sola fede nell'uomo. Non hanno dimenticato i suoi gesti ecumenici molti musulmani che hanno pregato per lui nelle moschee. Non hanno dimenticato la sua ferma condanna dell'antisemitismo e la definizione di "fratelli maggiori dei cristiani" gli ebrei. In Terra Santa, in Israele come nei Territori palestinesi, dalle città sante di Gerusalemme e Betlemme, arabi, ebrei e cristiani hanno avuto uguali lacrime. Nel vicino Libano, la stampa e la popolazione hanno posto la mente alla visita che Giovanni Paolo II vi fece nel maggio del 1997, quando ebbe a definire questo Paese un "messaggio" per la coesistenza tra cristiani e musulmani.
Hanno pregato per lui quanti in questi anni ne hanno seguito i passi lungo lo splendido, irrinunciabile "Spirito di Assisi", in quell'"essere insieme per pregare" che ha fatto della città di Francesco e di Chiara, e di tutti i luoghi del francescanesimo, dei fari interreligiosi della pace. Uno spirito che gli italiani nel mondo hanno condiviso fino in fondo, telefonandoci e inviando alla nostra redazione, e-mail e lettere in cui è forte la testimonianza del loro affetto per questo pontefice percepito sempre come amico, fratello e familiare.
Si è pregato nelle grandi cattedrali europee, nei grandi santuari del culto di Maria, da lui più volte visitati. E si è pregato intorno agli altari di legno di tante missioni africane, così come nei luoghi dell'Asia e dell'America Latina che vedono la Chiesa porsi al servizio della sofferenza. Si è pregato in Paesi dal cattolicesimo fervente, come nel Patriarcato ortodosso di Mosca.
Dalle Filippine, durante l'agonia di Giovanni Paolo II è giunta una delle testimonianze più significative dell'amore che al Papa sofferente ha voluto restituire quel mondo della sofferenza che lui tanto aveva soccorso: i carcerati del penitenziario nazionale di Manila, hanno digiunato e celebrato la Via Crucis per esprimere nella preghiera la loro vicinanza al Santo Padre.
L'Onu ha reso omaggio all'uomo che dieci anni fa aveva invitato quell'assise, la massima mondiale, a riflettere sul suo più autentico e profondo significato di universalità e a farsi "Famiglia di Nazioni", prima che associazione di Stati. L'Unione europea, che in questi anni ha visto via via compiersi la riunificazione tra quei "due polmoni" con i quali decenni fa la visione profetica di Giovanni Paolo II l'aveva invitata a respirare, ha espresso, prima ancora del cordoglio, la riconoscenza per l'azione di uno dei suoi figli più grandi, del fratello capace di farsi padre, del traghettatore nella speranza del terzo millennio.
Il Sud devastato e dolente del mondo ha pianto il difensore di tutti i suoi diritti violati, il sostegno di ogni dignità, l'avvocato indefesso della causa dell'uomo.
Accanto agli umili si sono posti in preghiera i grandi della Terra, i responsabili della cosa pubblica che tante volte il Santo Padre ha voluto incontrare nella sua azione al servizio dell'uomo. E, forse, è proprio a questi ultimi che va rivolto l'invito alla conversione del cuore, ad entrare in sintonia con lo spirito dei loro popoli, per non vanificare, per non tradire, la memoria e la lezione di un pontificato che ha segnato la storia e che continua ad interpellare il futuro.

Scambio Giovanile tra Romania e Veneto

Un prezioso tassello nel riaperto rapporto tra la nostra Regione e i discendenti dei nostri emigrati in questo stato dell'Est Europa,
di origine latina, oggi tornato alla democrazia

Con la caduta del comunismo nel dicembre 1989, la Foto_Mariotti x Cartolina minoranza italiana in Romania ( oltre 20 mila persone) è andata gradualmente ricostituendosi e i discendenti degli Italiani hanno rifondato associazioni e comunità nelle varie parti del Paese raggruppando otre 10 mila connazionali . Le comunità più numerose sono quelle di Crajova (1000 persone circa), Tulcea (300 persone), Costanza (200 persone), Greci (75 famiglie per un totale di 500 italo-romeni su una popolazione comunale di 7.200 abitanti). Altre comunità sono sparse per tutta la Romania: a Iasi, Sebes, Tirgoviste, Galati, Suceaeva, Bucarest, Ploiesti, Sinaia, Brasov, Petrosani, Cluj, Sebis-Arad, Bacau, Vrancea ed Otelu Rosu. La minoranza di etnia italiana chiede libri, giornali italiani, materiale audiovisivo. Viene pubblicato, su iniziativa di alcune comunità, un periodico in italiano ed in romeno dal significativo titolo "Di nuovo insieme..." La cultura italiana è tornata a manifestarsi in Romania con la ripresa dei tradizionali rapporti culturali con l'Italia. Diffusissimo è l'insegnamento della lingua italiana, e tutte le librerie sono fornite di dizionari e grammatiche italiani. A Bucarest vi sono due licei italiani: "Dante Alighieri" e "Aldo Moro", oltre ad un Istituto Italiano di Cultura.
La televisione di Stato Trasmette tutti i giovedì un programma di lingua italiana mentre nostri giornali (compresi alcuni settimanali) si trovano nelle edicole. Si captano in tutta la Romania i programmi televisivi della Rai e molti giornali pubblicano i programmi della Tv italiana, dimostrazione evidente di come siano seguiti in Romania non solo dalla minoranza di etnia italiana.
Con l'arrivo della democrazia in Romania, la nuova Costituzione ha permesso la creazione di diversi partiti di tutti gli orientamenti politici. I giovani Italiani di Romania sono soprattutto interessati alla revisione dei contenuti della nostra legge del febbraio 1992, qualora venga riproposta (è infatti scaduta nell'agosto del '95), sul riacquisto della cittadinanza italiana (che permette comunque il mantenimento di quella romena: doppia cittadinanza, quindi).
La legge prevedeva la possibilità del riacquisto della cittadinanza italiana da parte di individui già cittadini italiani o figli di cittadini italiani, senza imporre nessun limite di fedeltà alla nazione italiana o di conoscenza della lingua e d'appartenenza alla cultura italiana. Molti italo-romeni, fedeli alla patria d'origine per lingua, cultura, costume e che per questa fedeltà hanno pagato con persecuzioni e discriminazioni, si sono visti negare il beneficio della legge perché i loro bisnonni, e non i loro padri, erano giunti sulle rive del mar Nero e sulle selve della Transilvania più di un secolo fa, per guadagnarsi da vivere col duro lavoro.
Già fin dai primi anni della sua istituzione, il CTIM Veneto ha rivolto la sua costante attenzione ai giovani corregionali residenti all'estero, consapevole del ruolo di fondamentale importanza che la comunità veneta nel mondo può assumere in un rapporto privilegiato con la terra d'origine, dando alla stessa nuove e diverse motivazioni per il mantenimento delle proprie radici e contando su una presenza preziosa quale sostegno alle iniziative regionali di promozione culturale ed economica a livello internazionale.
Accanto a questo, il diffuso stato di disagio economico-sociale che interessa, in varia misura, alcuni Paesi dell'America latina e dell'Est Europa ha indotto il CTIM Veneto a prestare sempre maggiore attenzione ai Veneti e agli oriundi Veneti che intendono percorrere il camino inverso a quello di una lunga emigrazione, per trovare nel territorio regionale quelle prospettive di tranquillità economica e di realizzazione sociale che non hanno potuto concretizzare altrove per le avverse istituzioni.
Gli scambi potranno essere organizzati anche in modo da raggruppare giovani corregionali provenienti da città ed esperienze diverse, allo scopo di creare momenti per proficui scambi di conoscenza tra i partecipanti.
La visione che gli oriundi siano referenti preferenziali dell'economia veneta nei loro Paesi, ambasciatori dei veneti nel mondo, nonché come giacimento culturale da non perdere, potrà essere coerentemente attuata con la presenza nella Regione Veneto di giovani scelti tra quelli attivi nell'associazionismo veneto e italiano sulle città di residenza.
Questi giovani saranno chiamati a confrontarsi con le istituzioni venete in un dibattito che si vuole serrato ad incanalare le energie e la voglia di fare, di partecipare e di cambiare, in questo modo realizzando l'avvicinamento e l'interscambio tra il Veneto e la comunità dei Veneti in Romania.
Il CTIM Veneto va ad individuare nuove opportunità di incontro tra i giovani , anche utilizzando le vaste possibilità offerte dalle tecnologie avanzate nel campo della comunicazione, con l'obiettivo di rilanciare la rete di relazioni rappresentata dall'associazionismo veneto, dando nuove motivazioni alla conservazioni dei rapporti con la terra d'origine.
Sono arrivati a Verona, i dodici giovani partecipanti allo scambio culturale economico-turistico-istituzionale organizzato dalla delegazione Veneto del CTIM (Comitato tricolore per gli italiani nel mondo) su supporto economico dell'assessorato ai Flussi Migratori della Regione Veneto .
Arrivati sabato 25 Giugno sono ripartiti domenica 3 Luglio ; i dodici, selezionati da una specifica commissione, hanno sangue veneto nelle vene essendo discendenti di veneti che, soprattutto durante il dominio austroungarico, sono stati costretti dalle necessità ad emigrare. Circostanze storiche, in seguito, hanno impedito il ritorno di quei nuclei originari.
Il gruppo ha incontrato i vertici della Camera di Commercio, l'Assessore ai Flussi Migratori della Provincia di Verona Giovanni Codognola e la dirigenza di Veronafiere.
I giovani sono stati poi accolti a Verona dall'Assessore ai Rapporti internazionali del Comune di Verona Giangaetano Poli ed a Venezia dall' Assessore Regionale ai Flussi Migratori Oscar de Bona. I corsisti hanno come tutor per l'intero programma il Prof. Leone Mazzeo e tra i Docenti per varie lezioni Claudio Beccalossi (comunicazione) Paolo Spadafora (storia), Pieralberto Possati (Turismo). I partecipanti, rientrando in Romania, diventeranno i referenti, gli "ambasciatori" d'un nuovo, costruttivo rapporto (e per molti versi inedito) riacquisito dopo anni di colpevole oblio. Il Veneto, dunque, è anche ... altrove. All'est, come dimostrano questi pronipoti di lontane emigrazioni.
Il Delegato Ctim Veneto - Massimo Mariotti


VINCITORE DEL PREMIO LETTERARIO SCRIVERE PER AMORE

IL CLUB DI GIULIETTA CONSACRA IL FRANCESE GUILLAUME MUSSO

Un giovane autore di origini italiane si afferma nel trofeo intitolato
all'eroina shakespeariana, cui arrivano lettere da tutto il mondo

Ha vinto con il romanzo "L'uomo che credeva di non avere più tempo", che ha avuto grande successo di pubblico ed in Italia è stato edito da Sonzogno. Guillaume Musso, giovane scrittore francese di Antibes, ma con nonno torinese e mamma proveniente da Gaeta, si è aggiudicato la decima edizione del prestigioso premio letterario "Scrivere per amore", dedicato al romanzo sentimentale e inventato nel 1996 dal Club di Giulietta a Verona, di cui è Presidente Giulio Tamassia.
Il Premio ha ormai acquisito notevole peso nel panorama letterario, anche perché, come ha spiegato Tamassia al momento di annunciare la premiazione di Musso, è l'unico che si occupa specificamente in Italia di "letteratura del sentimento". In questi dieci anni si sono affermati nomi importanti: il primo a imporsi fu il celebre giornalista Giampaolo Pansa con "Siamo stati così felici", e altri premiati sono stati negli anni Catherine Spaak, Elisabetta Rasy, Maurizio Maggiani, e, nel 2004, Elena Loewenthal. Musso ha 'sconfitto' altri nomi ben noti, come Giampaolo Rugarli, Almudena Grandes, Penelope Lively.

Il Premio è stato conferito a Musso nella altrettanto prestigiosa sede dell'Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere, a Verona in via Leoncino, alla presenza d