UN BUSTO ALLA MEMORIA
DI MONSIGNOR GIUSEPPE CARRARO
INAUGURATO IN OCCASIONE DELL’ULTIMA CELEBRAZIONE
DI PADRE FLAVIO ROBERTO CARRARO. CON IL
CONTRIBUTO DEI VERONESI NEL MONDO. Lo
scorso 29 giugno c’è stato
un po’ il passaggio delle consegne
tra Padre Flavio Roberto Carraro, che
dopo quasi dieci anni ha abbandonato,
per limiti di età, la guida della
Diocesi di Verona, e Monsignor Giuseppe
Zenti, che dal 30 giugno è ufficialmente
il nuovo Vescovo di Verona. All’ultima
celebrazione liturgica di Padre Flavio
ha presenziato in Cattedrale anche l’Associazione
Veronesi nel Mondo, guidata dal Presidente
Giuseppe Riccardo Ceni, che ha voluto
contribuire, nell’occasione, alla
realizzazione di un busto dedicato invece
a Monsignor Giuseppe Carraro, Vescovo
di Verona per un lungo periodo negli anni
’60 e ’70. Attualmente è
in corso un processo di beatificazione
di Monsignor Giuseppe Carraro, che è
sepolto all’interno del Duomo di
Verona.
Con il contributo
economico per la realizzazione del busto,
l’Associazione Veronesi nel Mondo
ha voluto ricordare la memoria del Professor
Alberto De Mori, che fu il suo primo
Presidente dal 1972 al 1976, e in seguito
Presidente Onorario fino alla scomparsa
di pochi anni fa. All’epoca della
creazione dell’Associazione Veronesi
nel Mondo, Vescovo di Verona era appunto
Monsignor Giuseppe Carraro. Un gesto,
dunque, fortemente simbolico, che vuole
onorare una persona che ha avuto un
ruolo fondamentale nella storia della
nostra associazione, e che nel contempo
si vuole inserire in un percorso di
intenso rapporto, senza soluzione di
continuità, con la Chiesa Veronese
del passato lontano e recente, e con
quella che, con l’ingresso in
cattedrale di Monsignor Zenti, guarda
con fiducia al prossimo futuro.
Grazie Padre Flavio, bentornato
Don Giuseppe
Il primo pensiero
va a Padre Flavio Roberto Carraro, che
ha retto per parecchi anni la nostra Diocesi,
con l’autorevole umiltà del
Frate Cappuccino, e che si è sempre
dimostrato vicino alla nostra Associazione.
In più di un’occasione ci
siamo incontrati, non ci ha mai fatto
mancare l’attenzione rivolta a noi
come rappresentanti di tutta la comunità
veronese residente all’estero. A
Padre Flavio Roberto Carraro, che avendo
compiuto i 75 anni si è dimes-so
dall’incarico di Vescovo di Verona,
vogliamo esprimere tutto il nostro Grazie
per il cammino percorso insieme. Diamo
il benvenuto, anzi il bentornato, al nuovo
Vescovo di Verona, Monsignor Giuseppe
Zenti, che è originario di San
Martino Buon Albergo, e che aveva lavorato
a lungo nella nostra città prima
di essere nominato Vescovo, nel 2003 da
Papa Giovanni Paolo II°, a Vittorio
Veneto. L’augurio che ci facciamo
è quello di proseguire il percorso
comune, nell’ottica, peraltro già
affermata da Monsignor Zenti, di una Verona
sempre più calata in una realtà
che abbraccia tutti i continenti. Nei
prossimi numeri del nostro periodico daremo
ampio spazio ad una presentazione del
nuovo Vescovo di Verona ai nostri lettori.
IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE VERONESI NEL MONDO
GIUSEPPE RICCARDO CENI .
Per gentile concessione
dell’autrice, riportiamo qui un
ampio estratto di un articolo pubblicato
sul quotidiano “L’Arena”
lo scorso 14 maggio.
UN’UNIVERSITA’
INTITOLATA A COMBONI
Il progetto consegnato all’Associazione Veronesi
nel Mondo e al nostro ateneo
Fu la terra prediletta da Daniele Comboni, dove elaborò
il suo progetto missionario, quello
di salvare l’Africa con l’Africa.
Oggi il Sudan, Paese martoriato da
un lungo conflitto interno che sta
avviandosi sul cammino della distensione,
sta vivendo grandi trasformazioni.
E la Chiesa cattolica vuole dare il
suo contributo con la fondazione di
un’Università che porterà
il nome di Comboni e sarà punto
di riferimento per la formazione di
una nuova classe dirigente locale.
E’ un progetto che coinvolge
profondamente Verona, da una parte
con l’Università scaligera
che ha già offerto la sua disponibilità
per la formazione degli studenti,
e dal-l’altra con l’Associazione
Veronesi nel Mondo, di cui è
Presidente l’onorevole Giuseppe
Riccardo Ceni, per reperire risorse
per realizzare l’opera. Cuore
di questa iniziativa culturale e sociale
è il cardinale sudanese Gabriel
Zubeir Wako, settimo successore di
Daniele Comboni e primo cardinale
africano a guidare i cattolici del
Sudan.
Di recente Monsignor Wako è giunto a Verona,
ospite dei Padri Comboniani, per presentare
il suo progetto che a Verona è
legato per molti motivi, a partire
dalla ‘paternità’
comboniana dell’opera e della
disponibilità mostrata dal
rettore dell’ateneo scaligero
Alessandro Mazzucco e dall’Associazione
Veronesi nel Mondo a contribuire alla
creazione di quest’opera fondamentale
per il futuro del Sudan.Per questo
Monsignor Wako ha consegnato copia
del progetto all’onorevole Ceni.
E’ dall’inizio degli anni
Ottanta che circola l’idea di
un’università cattolica
in Sudan. Il progetto era già
stato incoraggiato da Giovanni Paolo
II°, l’indomani della canonizzazione
di Daniele Comboni e da Benedetto
XVI°. “Lo scopo –
ha spiegato Monsignor Wako –
non è quello di includere programmi
accademici avanzati, ma di cominciare
con facoltà per tecnici, infermieri
e assistenti sociali per il ceto medio,
per quelli che cercano di mettere
in moto il processo di sviluppo”
Il problema, a questo punto, è
come realizzare quest’università,
garantendone l’autonomia da
un regime filo-islamico e trovando
le risorse necessarie per realizzarla
e, quindi, per metterla a disposizione
di tutti i cittadini sudanesi, senza
distinzioni di censo. Tutto questo
in una realtà attanagliata
da una povertà radicale aggravata
dal problema dei rifugiati arrivati
dal Sud Sudan e ora dal Darfur e da
altre zone del Sudan. Ed è
qui che si inserisce l’iniziativa
dell’Associazione Veronesi nel
Mondo, che da anni, grazie alle sue
sedi sparse in diversi continenti,
s’impegna e sostiene le opere
dei missionari veronesi grazie al
contributo degli emigranti partiti
da Verona e anche dei loro figli,
che in questo modo hanno esportato
nel mondo il modello veronese della
solidarietà, fatto di concretezza
e continuità nel tempo, con
opere già attive, ad esempio,
in Brasile e in Venezuela.
Di Elena Cardinali
PER LA
PRIMA VOLTA A GRIFFITH
ROMEO E GIULIETTA INSIEME
AL “PAPA’ DEL GNOCO”.
Una cosa simile non era mai stata organizzata
in passato. La gita dell’Associazione
dei Veronesi di Melbourne tenutasi a Griffith
gli scorsi 24-26 marzo ha avuto quindi
un sapore del tutto unico. Il Comitato
dell’Associazione quest’anno
era desideroso di trovare un’occasione
nuova, un modo diverso rispetto al passato
ma altrettanto coinvolgente per portare
“un po’ di Verona” agli
amici di Griffith. Il periodo di carnevale
è sembrato a molti un’occasione
da cogliere al volo. Come le altre tradizioni
di Verona anche quella del “Venerdì
Gnocolar” è una festività
che i Veronesi di Melbourne portano ancora
nel cuore. Ritrovarsi tutti insieme con
gli altri Veronesi di Griffith, per festeggiare
a modo proprio “El Carneval de Verona”
è da subito parsa una bella idea.
Guidata dal Presidente Renzo Zanella,
la macchina organizzativa si è
immediatamente messa in moto. Il gruppo
dei partecipanti si è ritrovato
alle 7 del mattino al Veneto Club di Bullen,
pronto per partire alla volta di Griffith.
Insieme ai Veronesi si sono uniti mol-ti
altri amici associati, provenienti da
diverse zone d’Italia ma con la
stessa voglia di trascorrere insieme tre
giorni di festa e d’allegria. Arrivati
a Griffith, l’accoglienza si è
dimostrata fin subito delle migliori.
I Veronesi del luogo con la signora Rosetta
Rossi e il Presidente Italo Codemo, erano
ad attendere il gruppo al Catholic Club
di Hanwood, luogo della prima cena a base
di specialità del
luogo. La domenica è poi iniziata con la celebrazione
eucaristica presieduta da Don Beltrame,
parroco d’origine veneta. La mattinata
si è poi conclusa con un’interessante
visita ad uno dei più noti agrumeti
della zona,
piacevolmente accompagnati
dal proprietario, Orfeo Bergamin. Il momento
principale è stato poi quello delle
12,30, allo Yugali Catholic Club dove
l’Associazione Veronesi di Griffith,
insieme con quella di Melbourne, avevano
organizzato per l’occasione un pranzo
domenicale in grande stile. Con trecento
altri italiani da anni residenti a Griffith,
l’impressione era proprio quella
di essere a Verona: gnocchi caldi e galani
per tutti, balli, danze a suon di fisarmonica
e molta allegria. A completare la festa,
la presenza delle tanto attese maschere
di Verona, portate per l’occasione
dall’Associazione dei Veronesi di
Melbourne, grazie anche all’aiuto
dell’imprenditore Giancarlo Giusti
ed all’Associazione Veronesi di
Griffith. La maschera del “Papà
del Gnoco” era impersonata dal signor
Terry Corradi, mentre Romeo e Giulietta,
la coppia più famosa di Verona,
erano interpretati da Lorenzo e Sara,
due giovani veronesi attualmente a Melbourne
per motivi di studio. I tre personaggi,
vestiti con i costumi originali provenienti
direttamente dalla città scaligera
(donati dal Presidente del Carnevale di
Verona, Luigi D’Agostino, e da Giulio
Tamassia, Presidente del Club di Giulietta
di Verona), hanno riscosso subito un gran
successo. Per i più piccoli è
stata l’occasione di vedere alcune
tra le maschere italiane più conosciute
nel mondo, per i più grandi un
modo per fare un tuffo nel passato. La
domenica è finita con una cena
alla Pizzeria “Romeo e Giulietta”
di Griffith dove le due maschere veronesi,
con tanto di foto, hanno onorato i titolari
del locale. Al termine della gita non
sono mancati i complimenti per l’organizzazione.
Ancora una volta le comunità dei
Veronesi di Melbourne e Griffith si sono
distinte per la loro capacità organizzative
e la voglia di fare. Nonostante il passare
degli anni, il desiderio di festeggiare
insieme e di tenere vive le proprie tradizioni
italiane è ancora forte. Un ringraziamento
particolare va a tutti i partecipanti
ma soprattutto a Renzo Zanella, Presidente
dei Veronesi di Melbourne, e ai Comitati
delle due Associazioni.
Lorenzo Bianconi
Dal Brasile, Parte l'Associazione
della Gioventu Veneta
Lo scorso 2 maggio è stata creata ad Erechim, in
Brasile nel Rio Grande do Sul, la GIOVERE,
sigla che sta per Associazione della Gioventù
Veneta di Erechim, ente aderente alla
Federazione Veneta La Piave FAINORS. Questa
nuova associazione ha la finalità
di rappresentare i giovani veneti di Erechim
e delle regioni nord e nordest del Rio
Grande do Sul. La neonata associazione
condivide provvisoriamente la sede con
la Federazione Veneta, in Rua Nelson Ehlers
98, sala 53, ad Erechim. La si può
contattare telefonicamente al numero 55/5433212709
oppure all’indirizzo giovere.rs@gmail.com.
Il direttivo della più giovane
associazione della Federazione Veneta
La Piave FAINORS è così
formato: Presidente: Patricia Madalozzo
Vicepresidente: Morvane Boiani 1°
Segretario: Rodrigo Castilhos 2° Segretario:
Joana Bellani 1° Tesoriere: Ricardo
Coradi 2° Tesoriere: Ederson Tibola
Revisori dei conti: Adriane Castilhos,
Cristiane Paola Rigo e Rafael Testa. La
sera del 30 maggio, poi, la Giovere si
è riunita in Assemblea Generale
per accogliere nuovi associati e organizzare
dei dipartimenti di competenza. All’inizio,
la Presidente Patricia Madalozzo ha esposto
ai presenti i princìpi discussi
nei suoi precedenti colloqui con il prefetto
di Erechim, con i Circoli Veneti di La
Piave FAINORS e con il Presidente del
Comitato Veneto del Rio Grande do Sul,
Dottor Luiz Carlos B.Piazzetta. Sono stati
creati i seguenti dipartimenti con i relativi
responsabili: Impresa: Angelina Bonente,
Andreia Silveira Auozani. Teatro: Rafael
Testa, Anucha Michielin, Jorge Nardelli,
Michael Miotto e Fernando Pagliosa Detoni.
Sport: Fernando Detoni, Ederson Tibola,
Caetano Serafin. Attività sociali:
Angelina Bonente, Andreia Silveira Auozani.
QUEI SACERDOTI A FIANCO DEI
MIGRANTI
IL PROSSIMO 9 SETTEMBRE, SAN GREGORIO DI VERONELLA CELEBRERÀ
TRE SUOI CONCITTADINI,
MISSIONARI SCALABRINIANI, CHE PER
MEZZO SECOLO SI SONO MESSI AL SERVIZIO
DELL’EMIGRAZIONE
I veronesi residenti all’estero
iscritti all’Aire nel 2006 risultavano
21,365. Fanno parte di quel triste
primato detenuto dal Veneto, la regione
che ha fornito più emigrati
italiani nel mondo negli ultimi 150
anni. Eppure non sempre i veneti rimasti
in patria hanno fat-to memoria di
questo esodo. Lo studio e la riflessione
sul fenomeno sono stati fatti quando
altri hanno incominciato a bussare
alle nostre porte. Non sono mancati
nel Veneto sacerdoti e suore che si
sono fatti migranti con i migranti.
Anche dal-la provincia di Verona si
registrano numerose presenze. Il prossimo
9 settembre a San Gregorio di Veronella
Francesco Danese, Gelmino Metrini
e Abramo Seghetto, tre missionari
scalabriniani, celebreranno 50 anni
di sacerdozio e di servizio ai migranti.
Il paese vuole onorare tre suoi concittadini
che si sono distinti per il loro amore
e la loro competenza in campo migratorio.
La famiglia di Padre Francesco Danese
ha dovuto molto presto lasciare le
terre della Bassa e cercare lavoro
in Piemonte. Dopo la specializzazione
filosofica e teologica alla Pontificia
Università Gregoriana, Padre
Francesco ha insegnato nel seminario
scalabriniano di Bassano del Grappa.
Ma la sua passione per i migranti
era troppo forte e ben presto chiese
ed ottenne di essere inviato in missione.
Padre Abramo Seghetto completa i suoi
studi teologici a Piacenza e parte
come missionario tra gli italiani
in Alsazia. A Mulhouse aiuta a costruire
la nuova sede della missione e la
chiesa per gli italiani. Si laurea
successivamente in sociologia a Lovanio
e, accanto al suo impegno pastorale,
si dedica allo studio delle migrazioni,
in particolare all’emigrazione
in Belgio. Chi vuole analizzare la
presenza degli Italiani in Belgio
non può fare a meno di consultare
i preziosi volumi curati da Padre
Seghetto. Ricordiamo la sua opera
più recente su Marcinelle,
“Il Belgio degli Italiani. Ricordare
è giusto, non dimenticare è
un dovere”, scritta in collaborazione
con Rosario Nocera e corredata dalla
prestigiosa prefazione del Presidente
della Repubblica ita-liana, un’opera
che ha conosciuto un grande successo
editoriale; “Le pietre della
speranza. Testimonianze dei migranti
italiani in Belgio”; “Sopravvissuti
per raccontare. Testimonianze di minatori
italiani in Belgio”. Gelmino
Metrini è il missionario apostolo.
Anch’egli ha vissuto sulla sua
pelle il dramma dell’emigrazione.
Come le famiglie dei suoi confratelli,
molti dei suoi familiari sono emigrati
in Lombardia. Dolce, affabile, servizievole.
La sua presenza in Belgio, Svizzera,
Italia ha lasciato il segno. 50 anni
di lavoro tra i migranti hanno significato
per questi tre missionari un impegno
quotidiano ad aiutare i migranti,
a farli senti-re a casa lontano da
casa, ad es-sere loro vicino nei momenti
felici, ma soprattutto nelle immani
tragedie che hanno colpito l’emigrazione.
Basti ricordare la presenza dei missionari
a Marcinelle nei giorni tra i più
tragici dell’emigrazione italiana,
quando finalmente di fronte alle tante
bare il governo e le istituzioni prendono
finalmente coscienza che esiste il
problema “italiani all’estero”,
persone da tutelare. 50 anni come
missionari di emigrazione: preti amati
dalla gente e ignorati dalle istituzioni,
perché avevano il coraggio
di ricordare ai rappresentanti dello
Stato doveri spesso tralasciati. Preti
che hanno saputo vivere con speranza,
investendo energie umane e spirituali
nei minatori e negli ultimi arrivati,
sicuri che il loro amore li avrebbe
trasformati in risorsa per il paese
ospitante. Preti che hanno visitato
regolarmente le baracche lavate dal
pianto delle mogli disperate perché
la polvere nera impregnava tutto.
Padre Seghetto ha raccolto le loro
storie, mentre Padre Danese ha scelto
per parecchi anni di vivere in un
quartiere plurietnico di Marsiglia
con l’intento di far fiorire
la gioia dove sembrare regnare soltanto
la vicendevole ostilità. Piccoli
grandi uomini; sognatori e realizzatori.
La storia dell’emigrazione è
fatta anche da loro: forse soprattutto
da loro. E San Gregorio di Veronella
fa bene ad onorare questi suoi concittadini.
Padre Giovanni Graziano Tassello Presidente della IV°
Commissione “Lingua e Cultura”
del CGIE
> DAL BELGIO
VERONIQUE SALVI, GIOVANE
DEPUTATA FEDERALE
Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale,
come tanti altri veronesi spinti dal
bisogno, la famiglia Santi lasciò
la luminosità di Castelvero,
frazione di Vestena
nuova, per ritrovarsi nell’oscurità
del bacino carbonifero di Charleroi
in Belgio.
Ed è proprio a Charleroi che
nasce, nel 1973, Véronique Salvi.
Lei fa molto ono
re agli italiani in generale, e in particolare
ai veronesi della regione di Charleroi.
Il padre di Véronique, originario
di Brescia, è il Vicepresidente
dell’Associazione Veronesi nel
Mondo di Charleroi. La madre,
Maria Santi, originaria di Vestenanuova,
ne è la segretaria. Dopo le elementari
e le medie, Véronique si è
iscritta all’Univer
sité Catholique di Lovanio, e
all’età di 22 anni si è
laureata in Scienze Politiche.
E’ consigliere comunale e capo
gruppo del partito centrista C.D.H.
della città di Charleroi, un’entità
di 200.000 persone.
Dopo le consultazioni elettorali dell’ottobre
2006, Véronique è stata
eletta Deputata Federale.
Oggi Véronique ha la nazionalità
belga, ma parte del suo cuore è
rivolto a Verona. Una delle sue mete
preferite - quan
do può permettersi qualche giorno
di riposo – è infatti passeggiare
per le vie del centro storico di Verona,
e fare anche
un po’ di shopping.
Véronique ha promesso di sostenere
con forza l’Associazione Veronesi
nel Mondo – Circolo di Charleroi.
Il comitato la rin
grazia e gli facciamo i complimenti
oer il suo successo professionale. Ed
infine vogliamo dirgli quanto siamo
fieri di lei.
Associazione Veronesi nel Mondo –
Circolo di Charleroi 33, Avenue Empain
– 6001 Marcinelle – Belgio
Tel: 00/32/071/431124 - Mail: lino.stoppele@skynet.be
> DALLA FRANCIA
Da Marina
Raguzzi, Presidente dell’Associazione
Arena Veronesi nel Mondo di Chambéry,
riceviamo e volentieri pubblichiamo
questo articolo, pubblicato nell’ottobre
dello scorso anno sul giornale “Le
Dauphiné Libéré”,
a proposito delle nozze doro di Alba
e Nicolò Simonetto.
NOZZE D’ORO PER ALBA
E NICOLO’
Fianco a fianco davanti l’altare,
durante la cerimonia religiosa, uniti
come il primo giorno. Così,
prima di fare la festa, nella fede
che li ha guidati tutta la loro vita
e nelle loro azioni quotidiane, Alba
e Nicolò Simonetto hanno celebrato
i loro cinquant’anni di matrimonio,
domenica 29 ottobre 2006. Tutti e
due sono dei ‘pilastri’
della Missione cattolica italiana,
dell’attività parrocchiale,
nella quale si sono sempre impegnati
senza tenere con-to del tempo, e di
ciò che avevano di superfluo,
lui dando materiali per i lavori di
mantenimento dei locali della Missione
e lei facendo diversi lavori di cucitura
e maglieria per lo stand della kermesse
di Sant’Antonio. Sono anche
adorabili personaggi della vita di
Chambéry, esempi d’integrazione,
di coraggio nel lavoro e di combattimento
contro le avversità dell’esistenza
e nel medesimo tempo di preservazione
della cultura e delle radici per tutta
la comunità italiana della
Savoia. Tutti e due sono veneti, di
Romano d’Ezzelino (Vicenza).
Lui, 79 anni, è venuto in Francia
il 14 aprile 1952 perché a
quell’epoca in Italia non c’era
lavoro. Fece per cinque stagioni il
boscaiolo in Alta Savoia. Poi, sapendo
che si sarebbe sposato, venne a cercare
un altro lavoro a Chambéry,
Savoia, dove aveva parenti. Lì
incominciò a lavorare il 20
agosto 1956 come distributore di carbone.
Il 20 ottobre 1956 ritornò
in Italia e il 27 ottobre si sposò
con Alba Dissegna, di quattro anni
più giovane. Poi il 2 novembre
se la portò in Francia. Nicolò
Simonetto è una ‘vedette’
della città ducale. Conosce
meglio di chiunque tutte le scale
e i buchi di Chambéry. Il carbone
si portava nei granai e il kerosene
nelle cantine. La cerimonia è
stata celebrata dall’anziano
parroco della basilica metropolitana
di Chambéry, Pierre Curtelin.
Poi, attorno alla copia, un po’
commossa, tutti si sono trovati (Italiani
e tanti amici francesi) al copioso
rinfresco per brindare in loro onore
e infine per il pranzo di nozze che
è stato, a parere di tutti
gli invitati, veramente d’oro.
I signori Simonetto hanno ricevuto
tanti bei regali e molte belle composizioni
floreali: in particolare quelle del
sindaco di Chambéry ed ex-ministro,
Louis Besson, del Console d’Italia
a Chambéry, Andrea Cascone,
e dell’Associazione Arena Veronesi
nel Mondo.
> DAL LUSSEMBURGO
ECCO I VENETI DI LUSSEMBURGO
FIRMATO IL NUOVO STATUTO, IN BASE AGLI
ACCORDI DI BASILEA
Giornata importante, quella dello scorso
8 giugno a Esch-Sur Alzette in Lussemburgo.
In base a quanto era stato stabilito
il mese precedente nella Conferenza
d’Area dei Veneti d’Europa
a Basilea, in Svizzera, è stato
firmato il nuovo statuto, con relativo
nuovo regolamento, che ha decretato
la nascita dei Veneti di Lussemburgo,
denominazione che va a sostituire la
precedente Unione Triveneti. E’
stato anche presentato il nuovo logo
dei Veneti di Lussemburgo, ovvero il
Leone di Venezia. La giornata è
stata un successo, e per l’Associazione
Veronesi nel Mondo vi hanno preso parte
il Segretario Ottavio Messetti, che
ha portato e lètto il Saluto
del Presidente Ceni (riportato nella
sua interezza qui a fianco), e il Cavalier
Benito Scamperle, Presidente del Circolo
degli Ex-Emigrati Veronesi. Il convivio
si è tenuto in uno spazio altamente
suggestivo, un’ex-fonderia, dove
sono convenute circa 250 persone, rappresentanti
delle varie associazioni di Vicentini,
Trevisani, Bellunesì e Friulani.
Era naturalmente presente Vito Spinosa,
Presidente dell’Associazione Veronesi
nel Mondo del Lussemburgo, tra gli organizzatori
della giornata, che ha firmato lo Statu
to sopracitato.
Simpatica iniziativa
della giornata, le differenti specialità
enogastronomiche portate dalle varie
associazioni: il Prosecco trevigiano,
la polenta e baccalà vicentina,
e via dicendo. I Veronesi nel Mondo
hanno presentato le specialità
veronesi dei salumi e formaggi tipici,
offerti dalla ditta Negroni (gruppo
Veronesi) e Consorzio Monte Veronese.
> DALL’EGITTO
LA SCOMPARSA DI SUOR ROSALDA SPREA
Ci scrive da Bacos – Alessandria
d’Egitto, Suor Ildegarda Malfatti
Suor Rosalda Sprea non è più
tra noi, ci ha lasciate. Ora la sua
vita è lassù in cielo
a godere il bene che si è meritata
dopo tanti anni di lavoro e non pochi
sacrifici qui in Egitto; con persone
musulmane che non la pensano come noi.
Sicura che pregherà anche per
voi, per la vostra costanza e fedeltà
che avete avuto per lei.
> DAL BELGIO
IL CIRCOLO DI CHARLEROI,
UN ESEMPIO DA SEGUIRE
Nel giugno 2006, Teresa Veronesi si
è dimessa dalla carica di Presidente
dell’Associazione Veronesi nel
Mondo di Charleroi. Ringraziamo Teresa
per le fruttuose attività che
lei ha organizzato per anni.
Si è costituito un nuovo comitato,
che si è dato come proprio scopo
quello di ravvivare la fiamma nel cuore
dei veronesi di Charleroi.
Teresa ha consegnato a Lino Stoppele,
il nuovo Presidente, una lista di nomi
e di indirizzi di veronesi che si possono
considerare di
prima generazione. Per la maggior parte,
persone che si sono trasferite in Belgio
subito dopo la Seconda Guerra Mondiale,
tra il 1946
e il 1950.
Alcuni sono tornati in Italia, molti
hanno cambiato indirizzo, altri purtroppo
sono morti.
Questa lista doveva assolutamente essere
aggiornata, e completata. Due componenti
del comitato hanno verificato nome dopo
nome,
indirizzo dopo indirizzo. Per più
di quattro mesi hanno corretto, cancellato,
aggiunto nomi ed indirizzi, per arrivare
ad un risultato en
tusiasmante ed inaspettato. Sono stati
trovati più di 300 ‘nuovi’
veronesi. Oggigiorno si può dire
che nelle regioni di Charleroi, Mons,
La Louviére, Namur, Bruxelles,
vivono più di 550 veronesi. Alcuni
veramente Doc di origine, altri della
seconda e terza generazione,
figli e nipoti degli emigrati negli
anni 1946/50.
Il nuovo comitato non si è accontentato
di questo risultato. Per quattro mesi
hanno fatto più di 270 telefonate
chiedendo ai differenti
interlocutori di quale Comune fossero
originarie le loro famiglie.
A tutt’oggi 100 soci hanno aderito
all’Associazione Veronesi nel
Mondo –
Circolo di Charleroi. Altri hanno promesso
di aderire. Ma il comitato non
ha intenzione di fermarsi, per cui allo
scopo di interessare altri veronesi,
specialmente quelli di terza e quarta
generazione, e di invogliarli ad iscri
versi al Circolo, inseriamo i dati di
riferimento cui rivolgersi. Si può
telefo
nare, scrivere, tutte le proposte verranno
ascoltate con attenzione. L’o
biettivo del Circolo è di radunare
tutti i Veronesi, perché si possa
dire che
a Charleroi, Mons, La Louviére,
Namur, Bruxelles, “Verona c’è”.
Con un plauso al notevole lavoro di
ricerca e di aggiornamento svolto dal
Circolo, e assicurando che a tutti i
soci verrà spedito il nostro
periodico
quale veicolo di collegamento, ci auguriamo
che altri Circoli di Veronesi
nel Mondo riescano a compiere lo stesso
lavoro.
Associazione Veronesi nel Mondo –
Circolo di Charleroi
33, Avenue Empain – 6001 Marcinelle
– Belgio
Tel: 00/32/071/431124 -Mail: lino.stoppele@skynet.be
DAL BRASILE
COMITATO VENETO DEL RIO GRANDE
DO SUL
Il 30 giugno scorso l’Assemblea
generale del Comitato Veneto del Rio Grande
do Sul (COMVERS), ha eletto il Direttivo
dell’Ente che resterà in
carica per i prossimi due anni. Sono stati
ammessi in questa fase e hanno potuto
partecipare all’elezione tutte le
Associazioni e tutti i Circoli Veneti
del Rio Grande do Sul che hanno sollecitato
l’adesione e hanno soddisfatto in
tempo le mini-me esigenze stabilite dal
direttivo provvisorio. Il Direttivo del
COMVERS risulta così costituito:
Presidente: Luiz Carlos B.Piazzetta;
Vicepresidente: Tarcisio Vasco Michelon;
Segretaria: Nair Panizzon Baroni;
Tesoriere: Ademir Peretti. Consiglio
Direttivo: Elio Luiz Zanette, Ademir
Gugel, Floriano Molon. Supplenti:
Elcio Rigon, Ferdinando Moresco e Gertrudes
Reolon Castilhos. Revisori dei Conti:
Amarildo Orso, Jorge Molon, Nei Zanette.
Supplenti: Felix Slaviero, Patricia
Madalozzo e Cesar Augusto Prezzi.
Consulente: Cesar Augusto Prezzi.
A MARANO DI VALPOLICELLA
25° RADUNO DEGLI EX-EMIGRANTI
VERONESI
Domenica 27 maggio si è svolto a Marano di Valpolicella
il 25° Raduno degli Ex-Emigranti Veronesi,
organizzato come sempre dal Circolo Ex-Emigranti
Veronesi della Valpolicella, di cui da
trent’anni è Presidente il
benemerito Cavalier Benito Scamperle.
Dopo l’arrivo a Marano, Don Walter
Soave ha celebrato la Santa Messa, alla
presenza del Presidente dell’Associazione
Veronesi nel Mondo On.Giuseppe Riccardo
Ceni, del Vicepresidente Giuseppe Bertani,
del Segretario Ottavio Messetti, del Consigliere
Sergio Ruzzenente, del Sindaco di Marano
Simone Venturini, e di altre autorità.
Al termine della celebrazione, ci si è
recati al Monumento ai Caduti, ove è
stata depositata una corona di alloro
per ricordare gli amici emigranti che
non sono più tornati, deceduti
e sepolti in terra straniera. A conclusione
della cerimonia, i partecipanti hanno
proseguito verso il Centro Monsignor Carraro
a Parona, ove si è tenuto il pranzo
sociale. Nel corso della riunione conviviale,
sono stati consegnati cinque riconoscimenti
ad altrettanti ex-emigranti in diversi
stati europei. Con tanti brindisi e danze,
si è concluso il festoso raduno.
COSI’ GIUSEPPE
BERTANI, NOSTRO VICEPRESIDENTE, SINTETIZZA
IL SENSO DELLA CONFERENZA D’AREA DI
BASILEA
SIAMO VENETI, SIAMO ITALIANI,
SIAMO EUROPEI!
Parole pronunciate da Mario Fedrigotto, responsabile consolare
dei Veneti in Svizzera A lato riportiamo
gran parte del documento finale espresso
dai Veneti d’Europa nella Conferenza
d’Area che si è svolta
a Basilea, in Svizzera, dal 23 al 25
marzo scorsi. Un incontro importante,
indetto dall’Associazione dei
Bellunesi nel Mondo, cui hanno partecipato
per l’Associazione Veronesi nel
Mondo il Vicepresidente Giuseppe Bertani,
delegato dal Presidente Ceni, e il consigliere
Massimo Mariotti, rappresentante anche
del Comitato Tricolore. “Un’esperienza
stupenda – ci ha raccontato il
Vicepresidente Bertani – che ha
riunito nella città svizzera
tutte le rappresentanze dei Veneti d’Europa,
più di 400 persone, provenienti
da 18 tra i 27 Paesi dell’Unione
Europea. La delegazione dei Veneti nel
Mondo era guidata da Oscar de Bona,
assessore regionale alle Politiche dei
Flussi Migratori, e da Adriano Rasi
Caldogno, Segretario Generale della
Programmazione della Regione Veneto.
Pre-senti tra gli altri Egidio Pistore,
Segretario dei Veneti nel Mondo, e l’avvocato
Federica De Rossi, Segretario Generale
dei Giovani Veneti nel Mondo. Presente
anche Padre Graziano Tassel-lo, Scalabriniano,
che guida il Centro di Immigrazione
di Basilea. Per sintetizzare la ‘filosofia’
della Conferenza, che nel documento
finale traccia importanti linee-guida
per il futuro dei Veneti d’Europa,
Bertani ricorda l’intervento di
Mario Fedrigotto, responsabile consolare
dei Veneti in Svizzera, che è
originario della Bassa Veronese, di
Oppeano. “Siamo Veneti, siamo
Italiani, siamo Europei!”.
RAPPRESENTANTI DEI VENETI DI SAN PAOLO
ABBRACCIO VERONESE TRA BRASILE
E ITALIA
Lo scorso 22 maggio, circa una ventina
di pensionati hanno visitato la città
di Verona e la zona del Lago di Garda,
nell’ambito di un ‘tour’
che, dal 13 al 23 dello stesso mese, li
ha portati a vedere varie città
e località del Veneto (Venezia,
Abano Terme, Padova, Cortina d’Ampezzo,
Rovigo, Delta del Po, i Colli Euganei).
I visitatori facevano parte della Federazione
delle Associazioni Venete dello Stato
di San Paolo del Brasile e sono stati
accompagnati da Bruna Saccardo Spinelli.
A Verona si sono incontrati con l’Associazione
Veronesi nel Mondo ed hanno consegnato
un ricordo al Segretario dell’Associazione,
Ottavio Messetti. Tra i visitatori, c’erano
anche persone di origine veronese. Elsa
Bertolotti Tavares, per esempio, nata
a Verona e trasferitasi nel 1954, a soli
quattro anni, in Brasile, era tornata
in Italia nel 1963, quindi aveva seguito
la famiglia per lavorare in Belgio prima
di ristabilirsi definitivamente nel grande
paese latino-americano. In Brasile dagli
anni ’50 anche i coniugi Damiano e Maria Maschi,
entrambi originari di Badia Calavena;
Gianfranco Andrioli, veronese, è
in Brasile dal 1951, ed è venuto
a Verona con la moglie Darcy Piccinini
Andrioli, che è invece nativa
di San Paolo nel Brasile.
SUCCESSO CHIARO
E NETTO: AL PRIMO TURNO ELETTORALE CON
PIU’ DEL 60% DI PREFERENZE
FLAVIO TOSI E’ IL NUOVO
SINDACO DI VERONA
L’ESPONENTE LEGHISTA, CANDIDATO DEL CENTRO-DESTRA,
HA ‘STACCATO’ L’EX-PRIMO
CITTADINO PAOLO ZANOTTO, RIMASTO AL
33%
Flavio Tosi, il neo sindaco di Verona
eletto lo scorso 29 maggio, è
nato il 18 giugno del 1969. Si è
diplomato al liceo ginnasio statale
"Scipione Maffei" e ha esercitato
la professione di tecnico informatico
prima di dedicarsi interamente alla
politica.Nel 1994, a 25 anni, è
stato eletto consigliere comunale
a Verona: da allora fino ad oggi è
sempre stato capogruppo del suo partito.
Dal 1997 al 2003 ha ricoperto il ruolo
di segretario provinciale della Lega
Nord-Liga Veneta. Nell'aprile del
2000 è stato eletto consigliere
regionale della Regione Veneto ed
è stato rieletto alle ultime
votazioni del 2005, ottenendo il record
assoluto di preferenze tra tutti i
candidati (28.000 preferenze). Ha
ricoperto la carica di assessore regionale
alla Sanità sino al 25 giugno
del 2007. Formata la Giunta, è
stata istituita la delega ai Rapporti
con i veronesi nel mondo che si pone
l'obiettivo di rafforzare i legami
con le varie comunità italiane
e veronesi nel mondo attraverso una
mappatura delel diverse realtà
associative esistenti all'estero e
in Italia. L'assessore a cui è
stata assegnata questa delega è
Vittorio Di Dio, di Alleanza Nazionale,
50 anni, che ha anche le deleghe all'edilizia
pubblica e alle pari opportunità.
Durante i prossimi anni, ha fatto
sapere il neo assessore, verrà
sviluppata una serie di rapporti culturali
e sociali tra le comunità veronesi
all'estero e la realtà veronese,
con beneficio reciproco in termini
di scambi culturali e sociali, con
il coinvolgimento e la partecipazione
di enti e associazioni cittadine come
la Camera di Commercio e l'università.
Nell'ambito dell'amministrazione comunale
verrà istituito un ufficio
come punto di riferimento per i ‹veronesi
di rientro› per rispondere
alle loro esigenze e fornire assistenza
sul fronte del reperimento di un alloggio,
della scuola e del lavoro, attivando
allo scopo un link nella homepage
del sito web del Comune di Verona.
Si organizzeranno quindi dei momenti
di incotnro e di scambio con i ‹veronesi
di rientro› dai diversi continenti
con le rappresentanze diplomatiche
e consolari, anche al fine di conoscere
le maggiori difficoltà incontrate
e, per quanto possibile, per poter
trovare delle soluzioni adeguate.
BALBONI
ACQUA OSPITE DI SOLIDARIETA’
INVITATO ALL’ASSIMP DAL PRESIDENTE CENI
Nel maggio scorso, è tornato a Verona Giuseppe
Balboni Acqua, ambasciatore d’Italia
alla Santa Sede, per anni a stretto
contatto con Papa Giovanni Paolo
II°. Balboni Acqua ha partecipato
ad una serata di solidarietà,
ospitata al Ristorante Re Teodorico
accanto all’omonimo Castello
sulle Torricelle, organizzata dall’ASSIMP,
associazione che riunisce imprenditori
e professionisti presieduta da Giorgio
Montresor. Balboni Acqua è
venuto su invito del Presidente
dell’Associazione Veronesi
nel Mondo Giuseppe Riccardo Ceni,
che da parecchi anni condivide con
lui una profonda amicizia. L’Assimp
sostiene con le sue iniziative il
progetto di costruzione di una casa-famiglia
per 50 persone su iniziativa della
Fondazione L’Ancora, diretta
da Don Renzo Zocca, sacerdote apprezzatissimo,
oltreché per la sua opera
pastorale in diverse parrocchie
di Verona, per la sua costante attenzione/vicinanza
concreta a chi è in difficoltà,
dal giovane emarginato all’anziano
malato o solo. Balboni Acqua ha
intrattenuto i partecipanti raccontando
soprattutto la sua lunga esperienza
a contatto con Papa Giovanni Paolo
II°, pontefice che ha avuto
molte intuizioni straordinarie,
tra le quali, molto significative,
l’universalizzazione dell’apostolato
della Chiesa, e la speciale attenzione
riservata al mondo dei giovani.
E’ PREFETTO
DELLA CONGREGAZIONE PER LE CHIESE
ORIENTALI
MONSIGNOR
SANDRI, ARGENTINO DI CAPRINO
A giugno, Papa Benedetto XVI° l’ha nominato
Prefetto della Congregazione per le
Chiese Orientali, cioè quel
dicastero pontificio che si occupa
delle comunità orientali di
rito differente da quello latino,
come gli armeni per esempio. Monsignor
Leopoldo Sandri, in passato, aveva
già ricoperto ruoli importanti
nella gerarchia diplomatica del Vaticano,
per esempio come Nunzio Apostolico
in Messico e in Venezuela. Il 2 aprile
del 2005 ebbe lui il compito di comunicare,
in diretta televisiva, la scomparsa
di Giovanni Paolo II°. Monsignor
Sandri, di nazionalità argentina,
è originario del-la montagna
veronese. Suo padre, Antonio Enrico
Sandri, nato nel 1897 e scomparso
nel 1965, era di Lubiara, frazione
di Caprino, ai piedi del Montebaldo,
che emigrò nel paese sudamericano
all’indomani della crisi economica
del 1929. Il Presidente dell’Associazione
Veronesi nel Mondo, Giuseppe Riccardo
Ceni (a sua volta figlio di mamma
nata in Argentina da genitori italiani
là emigrati prima della Prima
Guerra Mondiale) si è messo
direttamente in contatto con lui,
invitandolo ad essere ospite non appena
possibile della nostra associazione
a Verona. Monsignor Sandri ha risposto
di poter presto aderire all’invito,
affermando di sentirsi legato ai Veronesi
nel Mondo in virtù delle sue
origini caprinesi.
UN DOCUMENTARIO
RACCOGLIERA’ LE STORIE DELL’EMIGRAZIONE
VENETA
UN POPOLO DI AMBASCIATORI
“Un popolo di ambasciatori – I veneti nel
mondo”, è il titolo
del progetto che sarà realizzato
per l’assessorato alle Politiche
dei Flussi Migratori della Regione
del Veneto, il primo realizzato
da una Regione, allo scopo di mantenere
vivi i collegamenti con i propri
connazionali che, in 132 anni, si
sono diffusi nei vari continenti.
Si tratta di un film documentario
della durata di un’ora, che
ricostruirà le cause, le
modalità e la natura dei
flussi migratori attraverso interviste,
documenti d’epoca ed episodi
di vita quotidiana raccolti tra
la gente che ha dovuto lasciare
il Veneto. Ampio spazio sarà
lasciato alla descrizione della
vita attuale degli emigrati e dei
loro discendenti, a come questi
siano riusciti a man-tenere lingua
e tradizioni della terra d’origine
in quella straniera, al loro ruolo
anche nell’economia veneta.
Importante per la realizzazione
del reportage sarà la collaborazione
delle Associazioni dei Veneti nel
Mondo e la consulenza fornita da
docenti universitari e giornalisti.
Tra i consulenti anche Luigi Pallaro,
emigrato in Argentina, imprenditore
e oggi anche senatore al Parlamento
Italiano. Il film-documentario “Un
popolo di Ambasciatori – I
Veneti nel Mondo” descrive
i tempi, le modalità e la
natura del processo migratorio,
individua le principali mete scelte
dagli emigrati veneti, racconta
le loro vicende grazie, soprattutto,
alle storie personali dei protagonisti.
Attraverso un percorso che inizia
con la partenza degli emigrati veneti,
con l’ausilio di interviste,
raccolta di testimonianze personali,
spaccati di vita quotidiana, fotografie,
lettere, documenti di viaggio e
oggetti con i quali sono par-titi,
ripercorreremo il viaggio di questi
contadini, seggiolai, boscaioli,
scalpellini, venditori ambulanti,
oltre che minatori, muratori, costruttori
edili, e la loro vita all’estero
sino ad arrivare alla loro situazione
attuale. Uno sguardo particolare
è riservato all’universo
femminile, al racconto dell’emigrazione
dal punto di vista delle donne partite
al seguito dei loro uomini: dalle
balie alle lavoratrici in filanda,
dalle cromère alle braccianti
agricole, fino alle cameriere nelle
case dei ricchi signori.
INIZIATIVA TRA
SOLIDARIETA’ E CULTURA
IL BARBIERE DI SIVIGLIA NEL
TEATRO DELLE SORELLE DELLA MISERICORDIA
DI BUENOS AIRES
Hanno dato nuovi frutti i semi della solidarietà
che la nostra associazione - tramite
il Circolo Arena Veronesi nel
Mondo di Buenos Aires, presieduto
con grande impegno e passione
da Luciano Stizzoli - da tempo
ha allacciato con il locale Istituto
delle Sorelle della Misericordia
di Verona, di cui è superiora
generale Suor Ancilla Seno. L’Isituto,
che il Presidente Ceni, con Stizzoli,
aveva visitato nella sua visita
in Argentina nell’autunno
scorso, gestisce una scuola per
un migliaio di bambini e ragazzi
fino a diciotto anni, nonché
un pensionato con 85 stanze per
signore anziane, entrambi intitolati
a Don Carlo Steeb, fondatore del-la
Congregazione. Il Teatro all’interno
dell’Istituto, che negli
ultimi anni si era limitato ad
accogliere feste e manifestazioni,
è stato rimesso in funzione
partendo dal restauro di un pianoforte,
ed ha cominciato ad ospitare opere
liriche, prima “La Traviata”
di Giuseppe Verdi, e, a luglio,
“Il barbiere di Siviglia”
di Gioacchino Rossini (che quest’anno,
tra l’altro, fa parte del
cartellone della stagione lirica
areniana a Verona). L’iniziativa
si è giovata della collaborazione
con l’Istituto Superiore
di Arte del Teatro Colòn
di Buenos Aires, che ha messo
a disposizione i suoi artisti,
offrendo a tutti gli interessati
spettacoli ad accesso gratuito.
Un’iniziativa, come ha sottolineato
Ceni, che prosegue sul modello
veronese della solidarietà
nei confronti delle suore veronesi
e degli emigranti italiani, combinandolo
con una promozione culturale dell’immagine
di Verona, legata ad uno dei suoi
grandi cavalli di battaglia, cioè
l’opera lirica. Il Teatro
Colòn è uno dei
più importanti in tutto
il Sudamerica nell’ambito
del teatro e della lirica.
ORGANIZZATA
DAL CONSOLATO D’ITALIA IN
AUSTRALIA CONCLUSA
CON SUCCESSO A BRISBANE LA SETTIMANA
ITALIANA 2007
Si è conclusa con grande successo di pubblico e
di critica la prima edizione della Settimana
Italiana 2007 a Brisbane. Essa si proponeva
di celebrare, attraverso una serie di
even-ti di alto livello, l’Italia,
Paese ammirato in tutto il mondo proprio
per il suo inestimabile patrimonio di
unicità culturale. Il programma
è stato molto articolato. Hanno
aperto la settimana i musicisti del
gruppo pop/rock TRIM, i cinque talentuosi
componenti della band romana si sono
esibiti davanti ad un pubblico entusiasta
di giovani italiani e australiani, attratti
dalla sapiente combinazione di musiche
italiane e ingle-si, canzoni scelte
dal loro repertorio, grandi classici
italiani quali Eppur mi son scordato
di te di Lucio Battisti e cover
di famosi gruppi stranieri come AC/DC,
Queen, Robert Plant e Radio-head. Il
gruppo ha suonato persino canzoni della
nota band Wolf-mother, i cui componenti
sono nativi proprio di Brisbane. I TRIM
si sono anche esibiti il 3 giugno nel
noto locale cittadino “La Dolce
Vita”, nell’ambito di un
nutrito programma di eventi che, sino
a tarda sera, ha allietato i numerosi
intervenuti con un contorno di auto
Ferrari. E’ seguito il tradizionale
ricevimento per la Festa della Repubblica,
al quale hanno partecipato le Autorià
locali, tra cui il presidente del Parlamento
del Queensland, Myke Reynolds, tutti
i maggiori esponenti della comunità
italiana, numerosi uomini d’affari
e personalità del mondo della
cultura. Era presente anche il Console
Francesco Capecchi che, nel suo intervento,
ha ricordato il significato della ricorrenza
del 2 giugno del 1946, quando il popolo
italiano, “attraverso lo strumento
più importante della democrazia
partecipativa”, scelse “la
propria forma di Stato”, iniziando
così “il cammino che ha
portato il nostro Paese a concludere
una difficile pace, a raggiungere una
faticosa ricostruzione, a svilupparsi
economicamente e politicamente, ad aderire
alla Comunità Europea ed infine
ad essere quel Paese democratico, moderno,
conosciuto ed ammirato in tutto il mondo”.
Capecchi ha anche voluto sottolineare
come in un mondo globalizzato sia “essenziale
riconoscere e valorizzare lo scambio
tra le culture” e come in questo
contesto assuma “ancora maggiore
importanza l’influenza del patrimonio
culturale italiano, diffuso anche attraverso
la comunità che risiede in Queensland,
nello sviluppo del Paese che ci ospita
e che costituisce un così memorabile
esempio di integrazione e sintesi tra
culture diverse”. Il Console ha
infine ricordato come il Consolato d’Italia
in Brisbane abbia iniziato con il Governo
del Queensland una proficua collaborazione,
immaginando proprio un passaggio di
testimone tra la Settimana Italiana
e quella del Queensland, che si è
realizzato idealmente il 5 giugno quando
ha avuto luogo la Prima dello spettacolo
di teatro e danza “…Arrivi…Partenze”,
realizzato da DadaDance, prodotto da
New Realm Media e accompagnato dalle
note musicali dell’ottimo chitarrista/percussionista
brasiliano Jaider de Oliveira. “…Arrivi…Partenze”
ha chiuso ufficialmente l’Italian
Week 2007 e dunque il ‘cammino’
degli artisti che a Brisbane si sono
esibiti con successo. Ma il ‘viaggio’
attraverso la cultura italiana avrà
in futuro altri significativi momenti,
forte dell’attività del
nostro Consolato che, assicurano da
Brisbane, continuerà ad associare
il proprio nome a nuovi eventi di simile
importanza, spinto dalla convinzione
che si debba “seguire e valorizzare
gli importanti cambiamenti sociali e
di costume della comunità italiana”.
CAMBIO AI VERTICI DELLA SOCIETA’ DI ASSICURAZIONE PAOLO BEDONI
NUOVO PRESIDENTE DI CATTOLICA
A seguito dell’annuale Assemblea
e all’elezione del nuovo Consiglio
di Amministrazione, Paolo Bedoni, ex-Presidente
nazionale della Coldiretti, è
stato confermato alla carica di Presidente
della Società Cattolica di Assicruazioni.
Bedoni era già subentrato alla
guida di Cattolica lo scorso dicembre,
quando l’ex-Presidente Giuseppe
Camadini aveva abbandonato per gravi
motivi di salute. Camadini è
rimasto comunque nel CdA di Cattolica
insieme a Giovannimaria Seccamani Mazzoli,
Giovanni Zonin, Ermanno Rho, Luigi Baraggia,
Pierluigi Angeli, Angelo Caloia, Luciano
Colombini, Angelo Ferro, Stefano Gnecchi
Ruscone, Felice Martinelli, Aldo Poli,
Pilade Riello, Pier Giorgio Ruggiero,
Domingo Sugranyes Bickel, e Antonio
Tessitore. Il 12 giugno il Consiglio
di Amministrazione ha anche preso atto
delle dimissioni di Ezio Paolo Reggia
da Amministratore Delegato e Consigliere,
per motivi personali. Il CdA ha espresso
al dottor Reggia la più viva
gratitudine per l’apporto dato
nei 17 anni di servizio, per la crescita
e il consolidamento della Società
e del Gruppo. Agli inizi di maggio si
è insediato nella carica di Direttore
Generale il dottor Giovan Battista Mazzucchelli.
“Credo – ha detto Bedoni
ai soci di Cattolica – di poter
esprimere in generale i migliori auspici
per i futuri sviluppi dell’attività
della nostra Società e del nostro
Gruppo, certamente sollecitato ad un’azione
di forte implementazione e rinnovamento
della sua struttura operativa e dei
suoi prodotti da un mercato altamente
competitivo e in forte movimento, soprattutto
in considerazione all’evoluzione
del sistema bancario e del modello di
bancassurance. Con l’Assemblea
abbiamo posto le premesse per questa
nuova fase della vita di Cattolica alla
quale guardiamo con motivata fiducia,
nella consapevolezza che le solide basi
della nostra Società, basata
sul principio cooperativo e su un forte
legame con il territorio, ci consentono
di procedere in modo spedito sulla strada
dell’innovazione dei prodotti
e dei servizi come ci viene richiesto
dal mercato”. L
A CITTÀ A NOVEMBRE OSPITERÀ
LA NONA EDIZIONE DI VINITALY CHINA.
LA POSSIBILITÀ DI SVILUPPARE
RAPPORTI COMMERCIALI E PROMOZIONALI
CON LE IMPRESE CINESI
VERONAFIERE INAUGURA L’UFFICIO
DI
RAPPRESENTANZA A SHANGHAI
Lo scorso 30 maggio a Shangai, il direttore generale Giovanni
Mantovani, il responsabile dell’Ice
Maurizio Forte e il governatore
di Pudong Wan Daning hanno aperto
ufficialmente la nuova sede dell’Ente
nella capitale economica cinese.
Un nuovo ufficio di rappresentanza
per Veronafiere in Cina. E’
stato inaugurato a Shanghai, nel
grattacielo Three C -Zhong Bao Mansion,
dal direttore generale Giovanni
Mantovani, dal governatore del distretto
di Pudong Wan Daning, dal direttore
dell’Ice (Istituto nazionale
per il commercio estero) di Shanghai
Maurizio Forte, dai responsabili
delle Camere di commercio italiane
in Cina, dai delegati delle banche
italiane (Unicredit, Banca Intesa,
Monte dei Paschi, ecc.), dal capo
dell’ufficio di rappresentanza
del Banco Popolare di Verona e Novara
Luigi Grisi e dai principali importatori
di alimenti e bevande nella Repubblica
popolare. Shanghai, capitale economica
del Paese, conta oltre