UN BUSTO ALLA MEMORIA
DI MONSIGNOR GIUSEPPE CARRARO
INAUGURATO IN OCCASIONE DELL’ULTIMA CELEBRAZIONE
DI PADRE FLAVIO ROBERTO CARRARO. CON IL
CONTRIBUTO DEI VERONESI NEL MONDO. Lo
scorso 29 giugno c’è stato
un po’ il passaggio delle consegne
tra Padre Flavio Roberto Carraro, che
dopo quasi dieci anni ha abbandonato,
per limiti di età, la guida della
Diocesi di Verona, e Monsignor Giuseppe
Zenti, che dal 30 giugno è ufficialmente
il nuovo Vescovo di Verona. All’ultima
celebrazione liturgica di Padre Flavio
ha presenziato in Cattedrale anche l’Associazione
Veronesi nel Mondo, guidata dal Presidente
Giuseppe Riccardo Ceni, che ha voluto
contribuire, nell’occasione, alla
realizzazione di un busto dedicato invece
a Monsignor Giuseppe Carraro, Vescovo
di Verona per un lungo periodo negli anni
’60 e ’70. Attualmente è
in corso un processo di beatificazione
di Monsignor Giuseppe Carraro, che è
sepolto all’interno del Duomo di
Verona.
Con il contributo
economico per la realizzazione del busto,
l’Associazione Veronesi nel Mondo
ha voluto ricordare la memoria del Professor
Alberto De Mori, che fu il suo primo
Presidente dal 1972 al 1976, e in seguito
Presidente Onorario fino alla scomparsa
di pochi anni fa. All’epoca della
creazione dell’Associazione Veronesi
nel Mondo, Vescovo di Verona era appunto
Monsignor Giuseppe Carraro. Un gesto,
dunque, fortemente simbolico, che vuole
onorare una persona che ha avuto un
ruolo fondamentale nella storia della
nostra associazione, e che nel contempo
si vuole inserire in un percorso di
intenso rapporto, senza soluzione di
continuità, con la Chiesa Veronese
del passato lontano e recente, e con
quella che, con l’ingresso in
cattedrale di Monsignor Zenti, guarda
con fiducia al prossimo futuro.
Grazie Padre Flavio, bentornato
Don Giuseppe
Il primo pensiero
va a Padre Flavio Roberto Carraro, che
ha retto per parecchi anni la nostra Diocesi,
con l’autorevole umiltà del
Frate Cappuccino, e che si è sempre
dimostrato vicino alla nostra Associazione.
In più di un’occasione ci
siamo incontrati, non ci ha mai fatto
mancare l’attenzione rivolta a noi
come rappresentanti di tutta la comunità
veronese residente all’estero. A
Padre Flavio Roberto Carraro, che avendo
compiuto i 75 anni si è dimes-so
dall’incarico di Vescovo di Verona,
vogliamo esprimere tutto il nostro Grazie
per il cammino percorso insieme. Diamo
il benvenuto, anzi il bentornato, al nuovo
Vescovo di Verona, Monsignor Giuseppe
Zenti, che è originario di San
Martino Buon Albergo, e che aveva lavorato
a lungo nella nostra città prima
di essere nominato Vescovo, nel 2003 da
Papa Giovanni Paolo II°, a Vittorio
Veneto. L’augurio che ci facciamo
è quello di proseguire il percorso
comune, nell’ottica, peraltro già
affermata da Monsignor Zenti, di una Verona
sempre più calata in una realtà
che abbraccia tutti i continenti. Nei
prossimi numeri del nostro periodico daremo
ampio spazio ad una presentazione del
nuovo Vescovo di Verona ai nostri lettori.
IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE VERONESI NEL MONDO
GIUSEPPE RICCARDO CENI .
Per gentile concessione
dell’autrice, riportiamo qui un
ampio estratto di un articolo pubblicato
sul quotidiano “L’Arena”
lo scorso 14 maggio.
UN’UNIVERSITA’
INTITOLATA A COMBONI
Il progetto consegnato all’Associazione Veronesi
nel Mondo e al nostro ateneo
Fu la terra prediletta da Daniele Comboni, dove elaborò
il suo progetto missionario, quello
di salvare l’Africa con l’Africa.
Oggi il Sudan, Paese martoriato da
un lungo conflitto interno che sta
avviandosi sul cammino della distensione,
sta vivendo grandi trasformazioni.
E la Chiesa cattolica vuole dare il
suo contributo con la fondazione di
un’Università che porterà
il nome di Comboni e sarà punto
di riferimento per la formazione di
una nuova classe dirigente locale.
E’ un progetto che coinvolge
profondamente Verona, da una parte
con l’Università scaligera
che ha già offerto la sua disponibilità
per la formazione degli studenti,
e dal-l’altra con l’Associazione
Veronesi nel Mondo, di cui è
Presidente l’onorevole Giuseppe
Riccardo Ceni, per reperire risorse
per realizzare l’opera. Cuore
di questa iniziativa culturale e sociale
è il cardinale sudanese Gabriel
Zubeir Wako, settimo successore di
Daniele Comboni e primo cardinale
africano a guidare i cattolici del
Sudan.
Di recente Monsignor Wako è giunto a Verona,
ospite dei Padri Comboniani, per presentare
il suo progetto che a Verona è
legato per molti motivi, a partire
dalla ‘paternità’
comboniana dell’opera e della
disponibilità mostrata dal
rettore dell’ateneo scaligero
Alessandro Mazzucco e dall’Associazione
Veronesi nel Mondo a contribuire alla
creazione di quest’opera fondamentale
per il futuro del Sudan.Per questo
Monsignor Wako ha consegnato copia
del progetto all’onorevole Ceni.
E’ dall’inizio degli anni
Ottanta che circola l’idea di
un’università cattolica
in Sudan. Il progetto era già
stato incoraggiato da Giovanni Paolo
II°, l’indomani della canonizzazione
di Daniele Comboni e da Benedetto
XVI°. “Lo scopo –
ha spiegato Monsignor Wako –
non è quello di includere programmi
accademici avanzati, ma di cominciare
con facoltà per tecnici, infermieri
e assistenti sociali per il ceto medio,
per quelli che cercano di mettere
in moto il processo di sviluppo”
Il problema, a questo punto, è
come realizzare quest’università,
garantendone l’autonomia da
un regime filo-islamico e trovando
le risorse necessarie per realizzarla
e, quindi, per metterla a disposizione
di tutti i cittadini sudanesi, senza
distinzioni di censo. Tutto questo
in una realtà attanagliata
da una povertà radicale aggravata
dal problema dei rifugiati arrivati
dal Sud Sudan e ora dal Darfur e da
altre zone del Sudan. Ed è
qui che si inserisce l’iniziativa
dell’Associazione Veronesi nel
Mondo, che da anni, grazie alle sue
sedi sparse in diversi continenti,
s’impegna e sostiene le opere
dei missionari veronesi grazie al
contributo degli emigranti partiti
da Verona e anche dei loro figli,
che in questo modo hanno esportato
nel mondo il modello veronese della
solidarietà, fatto di concretezza
e continuità nel tempo, con
opere già attive, ad esempio,
in Brasile e in Venezuela.
Di Elena Cardinali
PER LA
PRIMA VOLTA A GRIFFITH
ROMEO E GIULIETTA INSIEME
AL “PAPA’ DEL GNOCO”.
Una cosa simile non era mai stata organizzata
in passato. La gita dell’Associazione
dei Veronesi di Melbourne tenutasi a Griffith
gli scorsi 24-26 marzo ha avuto quindi
un sapore del tutto unico. Il Comitato
dell’Associazione quest’anno
era desideroso di trovare un’occasione
nuova, un modo diverso rispetto al passato
ma altrettanto coinvolgente per portare
“un po’ di Verona” agli
amici di Griffith. Il periodo di carnevale
è sembrato a molti un’occasione
da cogliere al volo. Come le altre tradizioni
di Verona anche quella del “Venerdì
Gnocolar” è una festività
che i Veronesi di Melbourne portano ancora
nel cuore. Ritrovarsi tutti insieme con
gli altri Veronesi di Griffith, per festeggiare
a modo proprio “El Carneval de Verona”
è da subito parsa una bella idea.
Guidata dal Presidente Renzo Zanella,
la macchina organizzativa si è
immediatamente messa in moto. Il gruppo
dei partecipanti si è ritrovato
alle 7 del mattino al Veneto Club di Bullen,
pronto per partire alla volta di Griffith.
Insieme ai Veronesi si sono uniti mol-ti
altri amici associati, provenienti da
diverse zone d’Italia ma con la
stessa voglia di trascorrere insieme tre
giorni di festa e d’allegria. Arrivati
a Griffith, l’accoglienza si è
dimostrata fin subito delle migliori.
I Veronesi del luogo con la signora Rosetta
Rossi e il Presidente Italo Codemo, erano
ad attendere il gruppo al Catholic Club
di Hanwood, luogo della prima cena a base
di specialità del
luogo. La domenica è poi iniziata con la celebrazione
eucaristica presieduta da Don Beltrame,
parroco d’origine veneta. La mattinata
si è poi conclusa con un’interessante
visita ad uno dei più noti agrumeti
della zona,
piacevolmente accompagnati
dal proprietario, Orfeo Bergamin. Il momento
principale è stato poi quello delle
12,30, allo Yugali Catholic Club dove
l’Associazione Veronesi di Griffith,
insieme con quella di Melbourne, avevano
organizzato per l’occasione un pranzo
domenicale in grande stile. Con trecento
altri italiani da anni residenti a Griffith,
l’impressione era proprio quella
di essere a Verona: gnocchi caldi e galani
per tutti, balli, danze a suon di fisarmonica
e molta allegria. A completare la festa,
la presenza delle tanto attese maschere
di Verona, portate per l’occasione
dall’Associazione dei Veronesi di
Melbourne, grazie anche all’aiuto
dell’imprenditore Giancarlo Giusti
ed all’Associazione Veronesi di
Griffith. La maschera del “Papà
del Gnoco” era impersonata dal signor
Terry Corradi, mentre Romeo e Giulietta,
la coppia più famosa di Verona,
erano interpretati da Lorenzo e Sara,
due giovani veronesi attualmente a Melbourne
per motivi di studio. I tre personaggi,
vestiti con i costumi originali provenienti
direttamente dalla città scaligera
(donati dal Presidente del Carnevale di
Verona, Luigi D’Agostino, e da Giulio
Tamassia, Presidente del Club di Giulietta
di Verona), hanno riscosso subito un gran
successo. Per i più piccoli è
stata l’occasione di vedere alcune
tra le maschere italiane più conosciute
nel mondo, per i più grandi un
modo per fare un tuffo nel passato. La
domenica è finita con una cena
alla Pizzeria “Romeo e Giulietta”
di Griffith dove le due maschere veronesi,
con tanto di foto, hanno onorato i titolari
del locale. Al termine della gita non
sono mancati i complimenti per l’organizzazione.
Ancora una volta le comunità dei
Veronesi di Melbourne e Griffith si sono
distinte per la loro capacità organizzative
e la voglia di fare. Nonostante il passare
degli anni, il desiderio di festeggiare
insieme e di tenere vive le proprie tradizioni
italiane è ancora forte. Un ringraziamento
particolare va a tutti i partecipanti
ma soprattutto a Renzo Zanella, Presidente
dei Veronesi di Melbourne, e ai Comitati
delle due Associazioni.
Lorenzo Bianconi
Dal Brasile, Parte l'Associazione
della Gioventu Veneta
Lo scorso 2 maggio è stata creata ad Erechim, in
Brasile nel Rio Grande do Sul, la GIOVERE,
sigla che sta per Associazione della Gioventù
Veneta di Erechim, ente aderente alla
Federazione Veneta La Piave FAINORS. Questa
nuova associazione ha la finalità
di rappresentare i giovani veneti di Erechim
e delle regioni nord e nordest del Rio
Grande do Sul. La neonata associazione
condivide provvisoriamente la sede con
la Federazione Veneta, in Rua Nelson Ehlers
98, sala 53, ad Erechim. La si può
contattare telefonicamente al numero 55/5433212709
oppure all’indirizzo giovere.rs@gmail.com.
Il direttivo della più giovane
associazione della Federazione Veneta
La Piave FAINORS è così
formato: Presidente: Patricia Madalozzo
Vicepresidente: Morvane Boiani 1°
Segretario: Rodrigo Castilhos 2° Segretario:
Joana Bellani 1° Tesoriere: Ricardo
Coradi 2° Tesoriere: Ederson Tibola
Revisori dei conti: Adriane Castilhos,
Cristiane Paola Rigo e Rafael Testa. La
sera del 30 maggio, poi, la Giovere si
è riunita in Assemblea Generale
per accogliere nuovi associati e organizzare
dei dipartimenti di competenza. All’inizio,
la Presidente Patricia Madalozzo ha esposto
ai presenti i princìpi discussi
nei suoi precedenti colloqui con il prefetto
di Erechim, con i Circoli Veneti di La
Piave FAINORS e con il Presidente del
Comitato Veneto del Rio Grande do Sul,
Dottor Luiz Carlos B.Piazzetta. Sono stati
creati i seguenti dipartimenti con i relativi
responsabili: Impresa: Angelina Bonente,
Andreia Silveira Auozani. Teatro: Rafael
Testa, Anucha Michielin, Jorge Nardelli,
Michael Miotto e Fernando Pagliosa Detoni.
Sport: Fernando Detoni, Ederson Tibola,
Caetano Serafin. Attività sociali:
Angelina Bonente, Andreia Silveira Auozani.
QUEI SACERDOTI A FIANCO DEI
MIGRANTI
IL PROSSIMO 9 SETTEMBRE, SAN GREGORIO DI VERONELLA CELEBRERÀ
TRE SUOI CONCITTADINI,
MISSIONARI SCALABRINIANI, CHE PER
MEZZO SECOLO SI SONO MESSI AL SERVIZIO
DELL’EMIGRAZIONE
I veronesi residenti all’estero
iscritti all’Aire nel 2006 risultavano
21,365. Fanno parte di quel triste
primato detenuto dal Veneto, la regione
che ha fornito più emigrati
italiani nel mondo negli ultimi 150
anni. Eppure non sempre i veneti rimasti
in patria hanno fat-to memoria di
questo esodo. Lo studio e la riflessione
sul fenomeno sono stati fatti quando
altri hanno incominciato a bussare
alle nostre porte. Non sono mancati
nel Veneto sacerdoti e suore che si
sono fatti migranti con i migranti.
Anche dal-la provincia di Verona si
registrano numerose presenze. Il prossimo
9 settembre a San Gregorio di Veronella
Francesco Danese, Gelmino Metrini
e Abramo Seghetto, tre missionari
scalabriniani, celebreranno 50 anni
di sacerdozio e di servizio ai migranti.
Il paese vuole onorare tre suoi concittadini
che si sono distinti per il loro amore
e la loro competenza in campo migratorio.
La famiglia di Padre Francesco Danese
ha dovuto molto presto lasciare le
terre della Bassa e cercare lavoro
in Piemonte. Dopo la specializzazione
filosofica e teologica alla Pontificia
Università Gregoriana, Padre
Francesco ha insegnato nel seminario
scalabriniano di Bassano del Grappa.
Ma la sua passione per i migranti
era troppo forte e ben presto chiese
ed ottenne di essere inviato in missione.
Padre Abramo Seghetto completa i suoi
studi teologici a Piacenza e parte
come missionario tra gli italiani
in Alsazia. A Mulhouse aiuta a costruire
la nuova sede della missione e la
chiesa per gli italiani. Si laurea
successivamente in sociologia a Lovanio
e, accanto al suo impegno pastorale,
si dedica allo studio delle migrazioni,
in particolare all’emigrazione
in Belgio. Chi vuole analizzare la
presenza degli Italiani in Belgio
non può fare a meno di consultare
i preziosi volumi curati da Padre
Seghetto. Ricordiamo la sua opera
più recente su Marcinelle,
“Il Belgio degli Italiani. Ricordare
è giusto, non dimenticare è
un dovere”, scritta in collaborazione
con Rosario Nocera e corredata dalla
prestigiosa prefazione del Presidente
della Repubblica ita-liana, un’opera
che ha conosciuto un grande successo
editoriale; “Le pietre della
speranza. Testimonianze dei migranti
italiani in Belgio”; “Sopravvissuti
per raccontare. Testimonianze di minatori
italiani in Belgio”. Gelmino
Metrini è il missionario apostolo.
Anch’egli ha vissuto sulla sua
pelle il dramma dell’emigrazione.
Come le famiglie dei suoi confratelli,
molti dei suoi familiari sono emigrati
in Lombardia. Dolce, affabile, servizievole.
La sua presenza in Belgio, Svizzera,
Italia ha lasciato il segno. 50 anni
di lavoro tra i migranti hanno significato
per questi tre missionari un impegno
quotidiano ad aiutare i migranti,
a farli senti-re a casa lontano da
casa, ad es-sere loro vicino nei momenti
felici, ma soprattutto nelle immani
tragedie che hanno colpito l’emigrazione.
Basti ricordare la presenza dei missionari
a Marcinelle nei giorni tra i più
tragici dell’emigrazione italiana,
quando finalmente di fronte alle tante
bare il governo e le istituzioni prendono
finalmente coscienza che esiste il
problema “italiani all’estero”,
persone da tutelare. 50 anni come
missionari di emigrazione: preti amati
dalla gente e ignorati dalle istituzioni,
perché avevano il coraggio
di ricordare ai rappresentanti dello
Stato doveri spesso tralasciati. Preti
che hanno saputo vivere con speranza,
investendo energie umane e spirituali
nei minatori e negli ultimi arrivati,
sicuri che il loro amore li avrebbe
trasformati in risorsa per il paese
ospitante. Preti che hanno visitato
regolarmente le baracche lavate dal
pianto delle mogli disperate perché
la polvere nera impregnava tutto.
Padre Seghetto ha raccolto le loro
storie, mentre Padre Danese ha scelto
per parecchi anni di vivere in un
quartiere plurietnico di Marsiglia
con l’intento di far fiorire
la gioia dove sembrare regnare soltanto
la vicendevole ostilità. Piccoli
grandi uomini; sognatori e realizzatori.
La storia dell’emigrazione è
fatta anche da loro: forse soprattutto
da loro. E San Gregorio di Veronella
fa bene ad onorare questi suoi concittadini.
Padre Giovanni Graziano Tassello Presidente della IV°
Commissione “Lingua e Cultura”
del CGIE
> DAL BELGIO
VERONIQUE SALVI, GIOVANE
DEPUTATA FEDERALE
Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale,
come tanti altri veronesi spinti dal
bisogno, la famiglia Santi lasciò
la luminosità di Castelvero,
frazione di Vestena
nuova, per ritrovarsi nell’oscurità
del bacino carbonifero di Charleroi
in Belgio.
Ed è proprio a Charleroi che
nasce, nel 1973, Véronique Salvi.
Lei fa molto ono
re agli italiani in generale, e in particolare
ai veronesi della regione di Charleroi.
Il padre di Véronique, originario
di Brescia, è il Vicepresidente
dell’Associazione Veronesi nel
Mondo di Charleroi. La madre,
Maria Santi, originaria di Vestenanuova,
ne è la segretaria. Dopo le elementari
e le medie, Véronique si è
iscritta all’Univer
sité Catholique di Lovanio, e
all’età di 22 anni si è
laureata in Scienze Politiche.
E’ consigliere comunale e capo
gruppo del partito centrista C.D.H.
della città di Charleroi, un’entità
di 200.000 persone.
Dopo le consultazioni elettorali dell’ottobre
2006, Véronique è stata
eletta Deputata Federale.
Oggi Véronique ha la nazionalità
belga, ma parte del suo cuore è
rivolto a Verona. Una delle sue mete
preferite - quan
do può permettersi qualche giorno
di riposo – è infatti passeggiare
per le vie del centro storico di Verona,
e fare anche
un po’ di shopping.
Véronique ha promesso di sostenere
con forza l’Associazione Veronesi
nel Mondo – Circolo di Charleroi.
Il comitato la rin
grazia e gli facciamo i complimenti
oer il suo successo professionale. Ed
infine vogliamo dirgli quanto siamo
fieri di lei.
Associazione Veronesi nel Mondo –
Circolo di Charleroi 33, Avenue Empain
– 6001 Marcinelle – Belgio
Tel: 00/32/071/431124 - Mail: lino.stoppele@skynet.be
> DALLA FRANCIA
Da Marina
Raguzzi, Presidente dell’Associazione
Arena Veronesi nel Mondo di Chambéry,
riceviamo e volentieri pubblichiamo
questo articolo, pubblicato nell’ottobre
dello scorso anno sul giornale “Le
Dauphiné Libéré”,
a proposito delle nozze doro di Alba
e Nicolò Simonetto.
NOZZE D’ORO PER ALBA
E NICOLO’
Fianco a fianco davanti l’altare,
durante la cerimonia religiosa, uniti
come il primo giorno. Così,
prima di fare la festa, nella fede
che li ha guidati tutta la loro vita
e nelle loro azioni quotidiane, Alba
e Nicolò Simonetto hanno celebrato
i loro cinquant’anni di matrimonio,
domenica 29 ottobre 2006. Tutti e
due sono dei ‘pilastri’
della Missione cattolica italiana,
dell’attività parrocchiale,
nella quale si sono sempre impegnati
senza tenere con-to del tempo, e di
ciò che avevano di superfluo,
lui dando materiali per i lavori di
mantenimento dei locali della Missione
e lei facendo diversi lavori di cucitura
e maglieria per lo stand della kermesse
di Sant’Antonio. Sono anche
adorabili personaggi della vita di
Chambéry, esempi d’integrazione,
di coraggio nel lavoro e di combattimento
contro le avversità dell’esistenza
e nel medesimo tempo di preservazione
della cultura e delle radici per tutta
la comunità italiana della
Savoia. Tutti e due sono veneti, di
Romano d’Ezzelino (Vicenza).
Lui, 79 anni, è venuto in Francia
il 14 aprile 1952 perché a
quell’epoca in Italia non c’era
lavoro. Fece per cinque stagioni il
boscaiolo in Alta Savoia. Poi, sapendo
che si sarebbe sposato, venne a cercare
un altro lavoro a Chambéry,
Savoia, dove aveva parenti. Lì
incominciò a lavorare il 20
agosto 1956 come distributore di carbone.
Il 20 ottobre 1956 ritornò
in Italia e il 27 ottobre si sposò
con Alba Dissegna, di quattro anni
più giovane. Poi il 2 novembre
se la portò in Francia. Nicolò
Simonetto è una ‘vedette’
della città ducale. Conosce
meglio di chiunque tutte le scale
e i buchi di Chambéry. Il carbone
si portava nei granai e il kerosene
nelle cantine. La cerimonia è
stata celebrata dall’anziano
parroco della basilica metropolitana
di Chambéry, Pierre Curtelin.
Poi, attorno alla copia, un po’
commossa, tutti si sono trovati (Italiani
e tanti amici francesi) al copioso
rinfresco per brindare in loro onore
e infine per il pranzo di nozze che
è stato, a parere di tutti
gli invitati, veramente d’oro.
I signori Simonetto hanno ricevuto
tanti bei regali e molte belle composizioni
floreali: in particolare quelle del
sindaco di Chambéry ed ex-ministro,
Louis Besson, del Console d’Italia
a Chambéry, Andrea Cascone,
e dell’Associazione Arena Veronesi
nel Mondo.
> DAL LUSSEMBURGO
ECCO I VENETI DI LUSSEMBURGO
FIRMATO IL NUOVO STATUTO, IN BASE AGLI
ACCORDI DI BASILEA
Giornata importante, quella dello scorso
8 giugno a Esch-Sur Alzette in Lussemburgo.
In base a quanto era stato stabilito
il mese precedente nella Conferenza
d’Area dei Veneti d’Europa
a Basilea, in Svizzera, è stato
firmato il nuovo statuto, con relativo
nuovo regolamento, che ha decretato
la nascita dei Veneti di Lussemburgo,
denominazione che va a sostituire la
precedente Unione Triveneti. E’
stato anche presentato il nuovo logo
dei Veneti di Lussemburgo, ovvero il
Leone di Venezia. La giornata è
stata un successo, e per l’Associazione
Veronesi nel Mondo vi hanno preso parte
il Segretario Ottavio Messetti, che
ha portato e lètto il Saluto
del Presidente Ceni (riportato nella
sua interezza qui a fianco), e il Cavalier
Benito Scamperle, Presidente del Circolo
degli Ex-Emigrati Veronesi. Il convivio
si è tenuto in uno spazio altamente
suggestivo, un’ex-fonderia, dove
sono convenute circa 250 persone, rappresentanti
delle varie associazioni di Vicentini,
Trevisani, Bellunesì e Friulani.
Era naturalmente presente Vito Spinosa,
Presidente dell’Associazione Veronesi
nel Mondo del Lussemburgo, tra gli organizzatori
della giornata, che ha firmato lo Statu
to sopracitato.
Simpatica iniziativa
della giornata, le differenti specialità
enogastronomiche portate dalle varie
associazioni: il Prosecco trevigiano,
la polenta e baccalà vicentina,
e via dicendo. I Veronesi nel Mondo
hanno presentato le specialità
veronesi dei salumi e formaggi tipici,
offerti dalla ditta Negroni (gruppo
Veronesi) e Consorzio Monte Veronese.
> DALL’EGITTO
LA SCOMPARSA DI SUOR ROSALDA SPREA
Ci scrive da Bacos – Alessandria
d’Egitto, Suor Ildegarda Malfatti
Suor Rosalda Sprea non è più
tra noi, ci ha lasciate. Ora la sua
vita è lassù in cielo
a godere il bene che si è meritata
dopo tanti anni di lavoro e non pochi
sacrifici qui in Egitto; con persone
musulmane che non la pensano come noi.
Sicura che pregherà anche per
voi, per la vostra costanza e fedeltà
che avete avuto per lei.
> DAL BELGIO
IL CIRCOLO DI CHARLEROI,
UN ESEMPIO DA SEGUIRE
Nel giugno 2006, Teresa Veronesi si
è dimessa dalla carica di Presidente
dell’Associazione Veronesi nel
Mondo di Charleroi. Ringraziamo Teresa
per le fruttuose attività che
lei ha organizzato per anni.
Si è costituito un nuovo comitato,
che si è dato come proprio scopo
quello di ravvivare la fiamma nel cuore
dei veronesi di Charleroi.
Teresa ha consegnato a Lino Stoppele,
il nuovo Presidente, una lista di nomi
e di indirizzi di veronesi che si possono
considerare di
prima generazione. Per la maggior parte,
persone che si sono trasferite in Belgio
subito dopo la Seconda Guerra Mondiale,
tra il 1946
e il 1950.
Alcuni sono tornati in Italia, molti
hanno cambiato indirizzo, altri purtroppo
sono morti.
Questa lista doveva assolutamente essere
aggiornata, e completata. Due componenti
del comitato hanno verificato nome dopo
nome,
indirizzo dopo indirizzo. Per più
di quattro mesi hanno corretto, cancellato,
aggiunto nomi ed indirizzi, per arrivare
ad un risultato en
tusiasmante ed inaspettato. Sono stati
trovati più di 300 ‘nuovi’
veronesi. Oggigiorno si può dire
che nelle regioni di Charleroi, Mons,
La Louviére, Namur, Bruxelles,
vivono più di 550 veronesi. Alcuni
veramente Doc di origine, altri della
seconda e terza generazione,
figli e nipoti degli emigrati negli
anni 1946/50.
Il nuovo comitato non si è accontentato
di questo risultato. Per quattro mesi
hanno fatto più di 270 telefonate
chiedendo ai differenti
interlocutori di quale Comune fossero
originarie le loro famiglie.
A tutt’oggi 100 soci hanno aderito
all’Associazione Veronesi nel
Mondo –
Circolo di Charleroi. Altri hanno promesso
di aderire. Ma il comitato non
ha intenzione di fermarsi, per cui allo
scopo di interessare altri veronesi,
specialmente quelli di terza e quarta
generazione, e di invogliarli ad iscri
versi al Circolo, inseriamo i dati di
riferimento cui rivolgersi. Si può
telefo
nare, scrivere, tutte le proposte verranno
ascoltate con attenzione. L’o
biettivo del Circolo è di radunare
tutti i Veronesi, perché si possa
dire che
a Charleroi, Mons, La Louviére,
Namur, Bruxelles, “Verona c’è”.
Con un plauso al notevole lavoro di
ricerca e di aggiornamento svolto dal
Circolo, e assicurando che a tutti i
soci verrà spedito il nostro
periodico
quale veicolo di collegamento, ci auguriamo
che altri Circoli di Veronesi
nel Mondo riescano a compiere lo stesso
lavoro.
Associazione Veronesi nel Mondo –
Circolo di Charleroi
33, Avenue Empain – 6001 Marcinelle
– Belgio
Tel: 00/32/071/431124 -Mail: lino.stoppele@skynet.be
DAL BRASILE
COMITATO VENETO DEL RIO GRANDE
DO SUL
Il 30 giugno scorso l’Assemblea
generale del Comitato Veneto del Rio Grande
do Sul (COMVERS), ha eletto il Direttivo
dell’Ente che resterà in
carica per i prossimi due anni. Sono stati
ammessi in questa fase e hanno potuto
partecipare all’elezione tutte le
Associazioni e tutti i Circoli Veneti
del Rio Grande do Sul che hanno sollecitato
l’adesione e hanno soddisfatto in
tempo le mini-me esigenze stabilite dal
direttivo provvisorio. Il Direttivo del
COMVERS risulta così costituito:
Presidente: Luiz Carlos B.Piazzetta;
Vicepresidente: Tarcisio Vasco Michelon;
Segretaria: Nair Panizzon Baroni;
Tesoriere: Ademir Peretti. Consiglio
Direttivo: Elio Luiz Zanette, Ademir
Gugel, Floriano Molon. Supplenti:
Elcio Rigon, Ferdinando Moresco e Gertrudes
Reolon Castilhos. Revisori dei Conti:
Amarildo Orso, Jorge Molon, Nei Zanette.
Supplenti: Felix Slaviero, Patricia
Madalozzo e Cesar Augusto Prezzi.
Consulente: Cesar Augusto Prezzi.
A MARANO DI VALPOLICELLA
25° RADUNO DEGLI EX-EMIGRANTI
VERONESI
Domenica 27 maggio si è svolto a Marano di Valpolicella
il 25° Raduno degli Ex-Emigranti Veronesi,
organizzato come sempre dal Circolo Ex-Emigranti
Veronesi della Valpolicella, di cui da
trent’anni è Presidente il
benemerito Cavalier Benito Scamperle.
Dopo l’arrivo a Marano, Don Walter
Soave ha celebrato la Santa Messa, alla
presenza del Presidente dell’Associazione
Veronesi nel Mondo On.Giuseppe Riccardo
Ceni, del Vicepresidente Giuseppe Bertani,
del Segretario Ottavio Messetti, del Consigliere
Sergio Ruzzenente, del Sindaco di Marano
Simone Venturini, e di altre autorità.
Al termine della celebrazione, ci si è
recati al Monumento ai Caduti, ove è
stata depositata una corona di alloro
per ricordare gli amici emigranti che
non sono più tornati, deceduti
e sepolti in terra straniera. A conclusione
della cerimonia, i partecipanti hanno
proseguito verso il Centro Monsignor Carraro
a Parona, ove si è tenuto il pranzo
sociale. Nel corso della riunione conviviale,
sono stati consegnati cinque riconoscimenti
ad altrettanti ex-emigranti in diversi
stati europei. Con tanti brindisi e danze,
si è concluso il festoso raduno.
COSI’ GIUSEPPE
BERTANI, NOSTRO VICEPRESIDENTE, SINTETIZZA
IL SENSO DELLA CONFERENZA D’AREA DI
BASILEA
SIAMO VENETI, SIAMO ITALIANI,
SIAMO EUROPEI!
Parole pronunciate da Mario Fedrigotto, responsabile consolare
dei Veneti in Svizzera A lato riportiamo
gran parte del documento finale espresso
dai Veneti d’Europa nella Conferenza
d’Area che si è svolta
a Basilea, in Svizzera, dal 23 al 25
marzo scorsi. Un incontro importante,
indetto dall’Associazione dei
Bellunesi nel Mondo, cui hanno partecipato
per l’Associazione Veronesi nel
Mondo il Vicepresidente Giuseppe Bertani,
delegato dal Presidente Ceni, e il consigliere
Massimo Mariotti, rappresentante anche
del Comitato Tricolore. “Un’esperienza
stupenda – ci ha raccontato il
Vicepresidente Bertani – che ha
riunito nella città svizzera
tutte le rappresentanze dei Veneti d’Europa,
più di 400 persone, provenienti
da 18 tra i 27 Paesi dell’Unione
Europea. La delegazione dei Veneti nel
Mondo era guidata da Oscar de Bona,
assessore regionale alle Politiche dei
Flussi Migratori, e da Adriano Rasi
Caldogno, Segretario Generale della
Programmazione della Regione Veneto.
Pre-senti tra gli altri Egidio Pistore,
Segretario dei Veneti nel Mondo, e l’avvocato
Federica De Rossi, Segretario Generale
dei Giovani Veneti nel Mondo. Presente
anche Padre Graziano Tassel-lo, Scalabriniano,
che guida il Centro di Immigrazione
di Basilea. Per sintetizzare la ‘filosofia’
della Conferenza, che nel documento
finale traccia importanti linee-guida
per il futuro dei Veneti d’Europa,
Bertani ricorda l’intervento di
Mario Fedrigotto, responsabile consolare
dei Veneti in Svizzera, che è
originario della Bassa Veronese, di
Oppeano. “Siamo Veneti, siamo
Italiani, siamo Europei!”.
RAPPRESENTANTI DEI VENETI DI SAN PAOLO
ABBRACCIO VERONESE TRA BRASILE
E ITALIA
Lo scorso 22 maggio, circa una ventina
di pensionati hanno visitato la città
di Verona e la zona del Lago di Garda,
nell’ambito di un ‘tour’
che, dal 13 al 23 dello stesso mese, li
ha portati a vedere varie città
e località del Veneto (Venezia,
Abano Terme, Padova, Cortina d’Ampezzo,
Rovigo, Delta del Po, i Colli Euganei).
I visitatori facevano parte della Federazione
delle Associazioni Venete dello Stato
di San Paolo del Brasile e sono stati
accompagnati da Bruna Saccardo Spinelli.
A Verona si sono incontrati con l’Associazione
Veronesi nel Mondo ed hanno consegnato
un ricordo al Segretario dell’Associazione,
Ottavio Messetti. Tra i visitatori, c’erano
anche persone di origine veronese. Elsa
Bertolotti Tavares, per esempio, nata
a Verona e trasferitasi nel 1954, a soli
quattro anni, in Brasile, era tornata
in Italia nel 1963, quindi aveva seguito
la famiglia per lavorare in Belgio prima
di ristabilirsi definitivamente nel grande
paese latino-americano. In Brasile dagli
anni ’50 anche i coniugi Damiano e Maria Maschi,
entrambi originari di Badia Calavena;
Gianfranco Andrioli, veronese, è
in Brasile dal 1951, ed è venuto
a Verona con la moglie Darcy Piccinini
Andrioli, che è invece nativa
di San Paolo nel Brasile.
SUCCESSO CHIARO
E NETTO: AL PRIMO TURNO ELETTORALE CON
PIU’ DEL 60% DI PREFERENZE
FLAVIO TOSI E’ IL NUOVO
SINDACO DI VERONA
L’ESPONENTE LEGHISTA, CANDIDATO DEL CENTRO-DESTRA,
HA ‘STACCATO’ L’EX-PRIMO
CITTADINO PAOLO ZANOTTO, RIMASTO AL
33%
Flavio Tosi, il neo sindaco di Verona
eletto lo scorso 29 maggio, è
nato il 18 giugno del 1969. Si è
diplomato al liceo ginnasio statale
"Scipione Maffei" e ha esercitato
la professione di tecnico informatico
prima di dedicarsi interamente alla
politica.Nel 1994, a 25 anni, è
stato eletto consigliere comunale
a Verona: da allora fino ad oggi è
sempre stato capogruppo del suo partito.
Dal 1997 al 2003 ha ricoperto il ruolo
di segretario provinciale della Lega
Nord-Liga Veneta. Nell'aprile del
2000 è stato eletto consigliere
regionale della Regione Veneto ed
è stato rieletto alle ultime
votazioni del 2005, ottenendo il record
assoluto di preferenze tra tutti i
candidati (28.000 preferenze). Ha
ricoperto la carica di assessore regionale
alla Sanità sino al 25 giugno
del 2007. Formata la Giunta, è
stata istituita la delega ai Rapporti
con i veronesi nel mondo che si pone
l'obiettivo di rafforzare i legami
con le varie comunità italiane
e veronesi nel mondo attraverso una
mappatura delel diverse realtà
associative esistenti all'estero e
in Italia. L'assessore a cui è
stata assegnata questa delega è
Vittorio Di Dio, di Alleanza Nazionale,
50 anni, che ha anche le deleghe all'edilizia
pubblica e alle pari opportunità.
Durante i prossimi anni, ha fatto
sapere il neo assessore, verrà
sviluppata una serie di rapporti culturali
e sociali tra le comunità veronesi
all'estero e la realtà veronese,
con beneficio reciproco in termini
di scambi culturali e sociali, con
il coinvolgimento e la partecipazione
di enti e associazioni cittadine come
la Camera di Commercio e l'università.
Nell'ambito dell'amministrazione comunale
verrà istituito un ufficio
come punto di riferimento per i ‹veronesi
di rientro› per rispondere
alle loro esigenze e fornire assistenza
sul fronte del reperimento di un alloggio,
della scuola e del lavoro, attivando
allo scopo un link nella homepage
del sito web del Comune di Verona.
Si organizzeranno quindi dei momenti
di incotnro e di scambio con i ‹veronesi
di rientro› dai diversi continenti
con le rappresentanze diplomatiche
e consolari, anche al fine di conoscere
le maggiori difficoltà incontrate
e, per quanto possibile, per poter
trovare delle soluzioni adeguate.
BALBONI
ACQUA OSPITE DI SOLIDARIETA’
INVITATO ALL’ASSIMP DAL PRESIDENTE CENI
Nel maggio scorso, è tornato a Verona Giuseppe
Balboni Acqua, ambasciatore d’Italia
alla Santa Sede, per anni a stretto
contatto con Papa Giovanni Paolo
II°. Balboni Acqua ha partecipato
ad una serata di solidarietà,
ospitata al Ristorante Re Teodorico
accanto all’omonimo Castello
sulle Torricelle, organizzata dall’ASSIMP,
associazione che riunisce imprenditori
e professionisti presieduta da Giorgio
Montresor. Balboni Acqua è
venuto su invito del Presidente
dell’Associazione Veronesi
nel Mondo Giuseppe Riccardo Ceni,
che da parecchi anni condivide con
lui una profonda amicizia. L’Assimp
sostiene con le sue iniziative il
progetto di costruzione di una casa-famiglia
per 50 persone su iniziativa della
Fondazione L’Ancora, diretta
da Don Renzo Zocca, sacerdote apprezzatissimo,
oltreché per la sua opera
pastorale in diverse parrocchie
di Verona, per la sua costante attenzione/vicinanza
concreta a chi è in difficoltà,
dal giovane emarginato all’anziano
malato o solo. Balboni Acqua ha
intrattenuto i partecipanti raccontando
soprattutto la sua lunga esperienza
a contatto con Papa Giovanni Paolo
II°, pontefice che ha avuto
molte intuizioni straordinarie,
tra le quali, molto significative,
l’universalizzazione dell’apostolato
della Chiesa, e la speciale attenzione
riservata al mondo dei giovani.
E’ PREFETTO
DELLA CONGREGAZIONE PER LE CHIESE
ORIENTALI
MONSIGNOR
SANDRI, ARGENTINO DI CAPRINO
A giugno, Papa Benedetto XVI° l’ha nominato
Prefetto della Congregazione per le
Chiese Orientali, cioè quel
dicastero pontificio che si occupa
delle comunità orientali di
rito differente da quello latino,
come gli armeni per esempio. Monsignor
Leopoldo Sandri, in passato, aveva
già ricoperto ruoli importanti
nella gerarchia diplomatica del Vaticano,
per esempio come Nunzio Apostolico
in Messico e in Venezuela. Il 2 aprile
del 2005 ebbe lui il compito di comunicare,
in diretta televisiva, la scomparsa
di Giovanni Paolo II°. Monsignor
Sandri, di nazionalità argentina,
è originario del-la montagna
veronese. Suo padre, Antonio Enrico
Sandri, nato nel 1897 e scomparso
nel 1965, era di Lubiara, frazione
di Caprino, ai piedi del Montebaldo,
che emigrò nel paese sudamericano
all’indomani della crisi economica
del 1929. Il Presidente dell’Associazione
Veronesi nel Mondo, Giuseppe Riccardo
Ceni (a sua volta figlio di mamma
nata in Argentina da genitori italiani
là emigrati prima della Prima
Guerra Mondiale) si è messo
direttamente in contatto con lui,
invitandolo ad essere ospite non appena
possibile della nostra associazione
a Verona. Monsignor Sandri ha risposto
di poter presto aderire all’invito,
affermando di sentirsi legato ai Veronesi
nel Mondo in virtù delle sue
origini caprinesi.
UN DOCUMENTARIO
RACCOGLIERA’ LE STORIE DELL’EMIGRAZIONE
VENETA
UN POPOLO DI AMBASCIATORI
“Un popolo di ambasciatori – I veneti nel
mondo”, è il titolo
del progetto che sarà realizzato
per l’assessorato alle Politiche
dei Flussi Migratori della Regione
del Veneto, il primo realizzato
da una Regione, allo scopo di mantenere
vivi i collegamenti con i propri
connazionali che, in 132 anni, si
sono diffusi nei vari continenti.
Si tratta di un film documentario
della durata di un’ora, che
ricostruirà le cause, le
modalità e la natura dei
flussi migratori attraverso interviste,
documenti d’epoca ed episodi
di vita quotidiana raccolti tra
la gente che ha dovuto lasciare
il Veneto. Ampio spazio sarà
lasciato alla descrizione della
vita attuale degli emigrati e dei
loro discendenti, a come questi
siano riusciti a man-tenere lingua
e tradizioni della terra d’origine
in quella straniera, al loro ruolo
anche nell’economia veneta.
Importante per la realizzazione
del reportage sarà la collaborazione
delle Associazioni dei Veneti nel
Mondo e la consulenza fornita da
docenti universitari e giornalisti.
Tra i consulenti anche Luigi Pallaro,
emigrato in Argentina, imprenditore
e oggi anche senatore al Parlamento
Italiano. Il film-documentario “Un
popolo di Ambasciatori – I
Veneti nel Mondo” descrive
i tempi, le modalità e la
natura del processo migratorio,
individua le principali mete scelte
dagli emigrati veneti, racconta
le loro vicende grazie, soprattutto,
alle storie personali dei protagonisti.
Attraverso un percorso che inizia
con la partenza degli emigrati veneti,
con l’ausilio di interviste,
raccolta di testimonianze personali,
spaccati di vita quotidiana, fotografie,
lettere, documenti di viaggio e
oggetti con i quali sono par-titi,
ripercorreremo il viaggio di questi
contadini, seggiolai, boscaioli,
scalpellini, venditori ambulanti,
oltre che minatori, muratori, costruttori
edili, e la loro vita all’estero
sino ad arrivare alla loro situazione
attuale. Uno sguardo particolare
è riservato all’universo
femminile, al racconto dell’emigrazione
dal punto di vista delle donne partite
al seguito dei loro uomini: dalle
balie alle lavoratrici in filanda,
dalle cromère alle braccianti
agricole, fino alle cameriere nelle
case dei ricchi signori.
INIZIATIVA TRA
SOLIDARIETA’ E CULTURA
IL BARBIERE DI SIVIGLIA NEL
TEATRO DELLE SORELLE DELLA MISERICORDIA
DI BUENOS AIRES
Hanno dato nuovi frutti i semi della solidarietà
che la nostra associazione - tramite
il Circolo Arena Veronesi nel
Mondo di Buenos Aires, presieduto
con grande impegno e passione
da Luciano Stizzoli - da tempo
ha allacciato con il locale Istituto
delle Sorelle della Misericordia
di Verona, di cui è superiora
generale Suor Ancilla Seno. L’Isituto,
che il Presidente Ceni, con Stizzoli,
aveva visitato nella sua visita
in Argentina nell’autunno
scorso, gestisce una scuola per
un migliaio di bambini e ragazzi
fino a diciotto anni, nonché
un pensionato con 85 stanze per
signore anziane, entrambi intitolati
a Don Carlo Steeb, fondatore del-la
Congregazione. Il Teatro all’interno
dell’Istituto, che negli
ultimi anni si era limitato ad
accogliere feste e manifestazioni,
è stato rimesso in funzione
partendo dal restauro di un pianoforte,
ed ha cominciato ad ospitare opere
liriche, prima “La Traviata”
di Giuseppe Verdi, e, a luglio,
“Il barbiere di Siviglia”
di Gioacchino Rossini (che quest’anno,
tra l’altro, fa parte del
cartellone della stagione lirica
areniana a Verona). L’iniziativa
si è giovata della collaborazione
con l’Istituto Superiore
di Arte del Teatro Colòn
di Buenos Aires, che ha messo
a disposizione i suoi artisti,
offrendo a tutti gli interessati
spettacoli ad accesso gratuito.
Un’iniziativa, come ha sottolineato
Ceni, che prosegue sul modello
veronese della solidarietà
nei confronti delle suore veronesi
e degli emigranti italiani, combinandolo
con una promozione culturale dell’immagine
di Verona, legata ad uno dei suoi
grandi cavalli di battaglia, cioè
l’opera lirica. Il Teatro
Colòn è uno dei
più importanti in tutto
il Sudamerica nell’ambito
del teatro e della lirica.
ORGANIZZATA
DAL CONSOLATO D’ITALIA IN
AUSTRALIA CONCLUSA
CON SUCCESSO A BRISBANE LA SETTIMANA
ITALIANA 2007
Si è conclusa con grande successo di pubblico e
di critica la prima edizione della Settimana
Italiana 2007 a Brisbane. Essa si proponeva
di celebrare, attraverso una serie di
even-ti di alto livello, l’Italia,
Paese ammirato in tutto il mondo proprio
per il suo inestimabile patrimonio di
unicità culturale. Il programma
è stato molto articolato. Hanno
aperto la settimana i musicisti del
gruppo pop/rock TRIM, i cinque talentuosi
componenti della band romana si sono
esibiti davanti ad un pubblico entusiasta
di giovani italiani e australiani, attratti
dalla sapiente combinazione di musiche
italiane e ingle-si, canzoni scelte
dal loro repertorio, grandi classici
italiani quali Eppur mi son scordato
di te di Lucio Battisti e cover
di famosi gruppi stranieri come AC/DC,
Queen, Robert Plant e Radio-head. Il
gruppo ha suonato persino canzoni della
nota band Wolf-mother, i cui componenti
sono nativi proprio di Brisbane. I TRIM
si sono anche esibiti il 3 giugno nel
noto locale cittadino “La Dolce
Vita”, nell’ambito di un
nutrito programma di eventi che, sino
a tarda sera, ha allietato i numerosi
intervenuti con un contorno di auto
Ferrari. E’ seguito il tradizionale
ricevimento per la Festa della Repubblica,
al quale hanno partecipato le Autorià
locali, tra cui il presidente del Parlamento
del Queensland, Myke Reynolds, tutti
i maggiori esponenti della comunità
italiana, numerosi uomini d’affari
e personalità del mondo della
cultura. Era presente anche il Console
Francesco Capecchi che, nel suo intervento,
ha ricordato il significato della ricorrenza
del 2 giugno del 1946, quando il popolo
italiano, “attraverso lo strumento
più importante della democrazia
partecipativa”, scelse “la
propria forma di Stato”, iniziando
così “il cammino che ha
portato il nostro Paese a concludere
una difficile pace, a raggiungere una
faticosa ricostruzione, a svilupparsi
economicamente e politicamente, ad aderire
alla Comunità Europea ed infine
ad essere quel Paese democratico, moderno,
conosciuto ed ammirato in tutto il mondo”.
Capecchi ha anche voluto sottolineare
come in un mondo globalizzato sia “essenziale
riconoscere e valorizzare lo scambio
tra le culture” e come in questo
contesto assuma “ancora maggiore
importanza l’influenza del patrimonio
culturale italiano, diffuso anche attraverso
la comunità che risiede in Queensland,
nello sviluppo del Paese che ci ospita
e che costituisce un così memorabile
esempio di integrazione e sintesi tra
culture diverse”. Il Console ha
infine ricordato come il Consolato d’Italia
in Brisbane abbia iniziato con il Governo
del Queensland una proficua collaborazione,
immaginando proprio un passaggio di
testimone tra la Settimana Italiana
e quella del Queensland, che si è
realizzato idealmente il 5 giugno quando
ha avuto luogo la Prima dello spettacolo
di teatro e danza “…Arrivi…Partenze”,
realizzato da DadaDance, prodotto da
New Realm Media e accompagnato dalle
note musicali dell’ottimo chitarrista/percussionista
brasiliano Jaider de Oliveira. “…Arrivi…Partenze”
ha chiuso ufficialmente l’Italian
Week 2007 e dunque il ‘cammino’
degli artisti che a Brisbane si sono
esibiti con successo. Ma il ‘viaggio’
attraverso la cultura italiana avrà
in futuro altri significativi momenti,
forte dell’attività del
nostro Consolato che, assicurano da
Brisbane, continuerà ad associare
il proprio nome a nuovi eventi di simile
importanza, spinto dalla convinzione
che si debba “seguire e valorizzare
gli importanti cambiamenti sociali e
di costume della comunità italiana”.
CAMBIO AI VERTICI DELLA SOCIETA’ DI ASSICURAZIONE PAOLO BEDONI
NUOVO PRESIDENTE DI CATTOLICA
A seguito dell’annuale Assemblea
e all’elezione del nuovo Consiglio
di Amministrazione, Paolo Bedoni, ex-Presidente
nazionale della Coldiretti, è
stato confermato alla carica di Presidente
della Società Cattolica di Assicruazioni.
Bedoni era già subentrato alla
guida di Cattolica lo scorso dicembre,
quando l’ex-Presidente Giuseppe
Camadini aveva abbandonato per gravi
motivi di salute. Camadini è
rimasto comunque nel CdA di Cattolica
insieme a Giovannimaria Seccamani Mazzoli,
Giovanni Zonin, Ermanno Rho, Luigi Baraggia,
Pierluigi Angeli, Angelo Caloia, Luciano
Colombini, Angelo Ferro, Stefano Gnecchi
Ruscone, Felice Martinelli, Aldo Poli,
Pilade Riello, Pier Giorgio Ruggiero,
Domingo Sugranyes Bickel, e Antonio
Tessitore. Il 12 giugno il Consiglio
di Amministrazione ha anche preso atto
delle dimissioni di Ezio Paolo Reggia
da Amministratore Delegato e Consigliere,
per motivi personali. Il CdA ha espresso
al dottor Reggia la più viva
gratitudine per l’apporto dato
nei 17 anni di servizio, per la crescita
e il consolidamento della Società
e del Gruppo. Agli inizi di maggio si
è insediato nella carica di Direttore
Generale il dottor Giovan Battista Mazzucchelli.
“Credo – ha detto Bedoni
ai soci di Cattolica – di poter
esprimere in generale i migliori auspici
per i futuri sviluppi dell’attività
della nostra Società e del nostro
Gruppo, certamente sollecitato ad un’azione
di forte implementazione e rinnovamento
della sua struttura operativa e dei
suoi prodotti da un mercato altamente
competitivo e in forte movimento, soprattutto
in considerazione all’evoluzione
del sistema bancario e del modello di
bancassurance. Con l’Assemblea
abbiamo posto le premesse per questa
nuova fase della vita di Cattolica alla
quale guardiamo con motivata fiducia,
nella consapevolezza che le solide basi
della nostra Società, basata
sul principio cooperativo e su un forte
legame con il territorio, ci consentono
di procedere in modo spedito sulla strada
dell’innovazione dei prodotti
e dei servizi come ci viene richiesto
dal mercato”. L
A CITTÀ A NOVEMBRE OSPITERÀ
LA NONA EDIZIONE DI VINITALY CHINA.
LA POSSIBILITÀ DI SVILUPPARE
RAPPORTI COMMERCIALI E PROMOZIONALI
CON LE IMPRESE CINESI
VERONAFIERE INAUGURA L’UFFICIO
DI
RAPPRESENTANZA A SHANGHAI
Lo scorso 30 maggio a Shangai, il direttore generale Giovanni
Mantovani, il responsabile dell’Ice
Maurizio Forte e il governatore
di Pudong Wan Daning hanno aperto
ufficialmente la nuova sede dell’Ente
nella capitale economica cinese.
Un nuovo ufficio di rappresentanza
per Veronafiere in Cina. E’
stato inaugurato a Shanghai, nel
grattacielo Three C -Zhong Bao Mansion,
dal direttore generale Giovanni
Mantovani, dal governatore del distretto
di Pudong Wan Daning, dal direttore
dell’Ice (Istituto nazionale
per il commercio estero) di Shanghai
Maurizio Forte, dai responsabili
delle Camere di commercio italiane
in Cina, dai delegati delle banche
italiane (Unicredit, Banca Intesa,
Monte dei Paschi, ecc.), dal capo
dell’ufficio di rappresentanza
del Banco Popolare di Verona e Novara
Luigi Grisi e dai principali importatori
di alimenti e bevande nella Repubblica
popolare. Shanghai, capitale economica
del Paese, conta oltre 17 milioni
di abitanti, ha uno dei porti più
trafficati del mondo (circa 450
milioni di tonnellate di merci movimentate
nei container) e negli ultimi anni
ha registrato una crescita annua
tra il 9 e il 14%, assicurando al
governo centrale fino al 25% delle
entrate di carattere fiscale. Il
Pil, Prodotto interno lordo, della
«Parigi d’Oriente»
è di oltre 60 miliardi di
euro. La città è un
centro finanziario e commerciale
di enorme dinamismo, tanto da rivaleggiare,
da sola, con Hong Kong, una delle
tradizionali tigri asiatiche. Veronafiere,
proprio per favorire ulteriori canali
di comunicazione e di cooperazione
tra le imprese italiane e quelle
cinesi, ha deciso di aprire una
sede, gestito da personale cinese,
nella zona di Pudong, il distretto
finanziario e commerciale, dalla
quale sarà possibile curare
al meglio il mercato agroalimentare
e delle tecnologie alimentari, del
«building» e dell’arredamento.
«Questo ufficio», spiega
Mantovani, «rappresenta una
nuova opportunità di contatto
e di sviluppo per le nostre imprese,
che grazie a Veronafiere potranno
avere un trampolino di lancio promozionale
per i loro prodotti. L’esperienza
che abbiamo acquisito in questi
anni con Vinitaly China, la cui
nona edizione è in programma
dal 29 novembre al 1° dicembre
a Shanghai, ci permette di affrontare
al meglio questo importantissimo
mercato, che manifesta un interesse
crescente per i prodotti made in
Italy, diventando un vero e proprio
partner delle imprese». «La
presenza diretta sul territorio»,
ha concluso, «rafforza il
nostro ruolo di vetrina internazionale
e di spazio d’incontro della
globalizzazione».
CERIMONIA AL
PALAZZO DELLA GRAN GUARDIA
VERONA PREMIA I SUOI VINI
‘TOP’
CRESCENTE SUCCESSO DELL’INIZIATIVA DELLA C.C.I.A.A.
Sono 113 i vini che hanno sfilato sabato 23 giugno alla
Gran Guardia per la proclamazione
dei vincitori del 4° Concorso
Enologico “Verona Wine Top”.
Una rappresentanza di assoluto prestigio
e qualità, con vini che hanno
superato una dura selezione per potersi
fregiare della menzione “Verona
Wine Top”, e che soprattutto
entreranno nella Guida ai 100 grandi
vini di Verona, ormai punto di riferimento
anche al di fuori dei confini nazionali
per gli appassionati del vino di qualità.
Alla cerimonia di presentazione, oltre
al Presidente della Camera di Commercio
di Verona Fabio Bortolazzi, erano
pre-senti i massimi rappresentanti
degli Enti e delle Istituzioni, a
testimonianza di come la scelta di
un’immagine ‘unica’
per il vino veronese, intrapresa dall’ente
camerale, si sia con il tempo rivelata
vincente. Al termine della cerimonia
i 113 ‘top’ delle denominazioni
d’origine scaligere sono stati
offerti in degustazione agli intervenuti,
per coronare degnamente l’evento.
Sono complessivamente 61 le aziende
produttrici dei vini vincitori, rappresentativi
di tutte le zone vinicole della nostra
provincia. Il Concorso, riservato
ai vini della provincia di Verona
a denominazione di origine controllata
e a denominazione di origine controllata
e garantita, si propone di valorizzare
le produzioni locali di qualità,
favorendo la conoscenza delle singole
denominazioni, di sensibilizzare i
produttori al miglioramento del prodotto,
e di orientare il consumatore nella
scelta di prodotti di qualità
e con un forte legame al territorio.
I ‘campioni’ iscritti
al concorso sono stati catalogati
e successivamente anonimizzati dal
notaio incaricato di garantire la
regolarità dello svolgimento
dello stesso, quindi sono stati valutati
secondo il metodo indicato dall’Union
Internationale des Oenologues. I commissari,
divisi in otto commissioni, formate
ognuna da un giornalista specializzato
e da quattro enologi, hanno valutato
in tre giorni di lavoro 372 campioni
presentati da 137 aziende veronesi,
compilando 3720 schede di valutazione,
attribuendo 52.170 giudizi parziali
e utilizzando oltre 4000 bicchieri.
Alla fine dell’estate verrà
data alle stampe la nuova “Guida
Verona Wine Top”, che nella
edizione dello scorso anno ha registrato
una tiratura di ben 35.000 copie,
diffuse in tutto il mondo e distribuite
in tutte le Fiere e le manifestazioni
internazionali dell’agroalimentare.
L’analisi sensoriale di ciascun
vino selezionato verrà redatta
per l’edizione 2007 dal giornalista
Massimo Zanichelli, firma prestigiosa
con all’attivo numerose collaborazioni
con le maggiori case editrici del
settore. Nato a Milano, classe 1970,
laureato in Lettere Moderne, Zanichelli
firma la guida “I Vini d’Italia”
e collabora con la guida “I
Ristoranti d’Italia” del
Gruppo Espresso; cura la rivista bimestrale
e la guida “Cantine d’Italia”
di Go Wine Editore; collabora con
il bimestrale “Mood” e
con la Veronelli Editore, per la quale
ha curato il nuovo “Repertorio
dei Vini Italiani”, oltre ad
aver scritto diversi articoli per
“Ex Vinis”. Ha inoltre
collaborato con la rivista “Grand
Gourmet” del Gruppo Mondadori.
PRESENTATA ALLA
TRIENNALE DI MILANO LA 42° EDIZIONE
DELLA RASSEGNA LEADER DI SETTORE
IN PROGRAMMA DAL 4 AL 7 OTTOBRE 2007
A VERONAFIERE
MARMOMACC, CAPITALE MONDIALE
DELLA
NUOVA CULTURA DELLA PIETRA NATURALE
LA RASSEGNA È DIVENTATA L’ANELLO DI CONGIUNZIONE
TRA I PRODUTTORI DI MACCHINARI, TECNOLOGIA,
ACCESSORI, LE AZIENDE DI ESTRAZIONE,
LAVORAZIONE TRASFORMAZIONE E IL MONDO
DEL DESIGN, DEGLI ARCHITETTI, DEI
PROGETTISTI E DEI CONSUMATORI.
TUTTA LA FILIERA SI INCONTRERÀ
A VERONA PER CAPIRE I NUOVI TREND
E TRARRE COSÌ SPUNTO PER LE
NUOVE “COLLEZIONI”
Milano-Verona, 30 maggio 2007. Passerella alla Triennale
di Milano per la 42^ edizione di
Marmomacc (Mostra Internazionale
di Marmi, Pietre, Design e Tecnologie,
in programma a Veronafiere dal 4
al 7 ottobre 2007, www.marmomacc.com),
che ha presentato il calendario
di eventi culturali della sezione
«Marmo, Architettura e Design».
Dopo l’edizione 2006, che
ha visto presenti oltre 62 mila
operatori dei quali il 41% è
rappresentato da 118 Paesi esteri
(+12% sul 2005) e più di
1.450 espositori provenienti da
52 paesi (+ 4%) dei quali quasi
la metà esteri, su una superficie
netta di 71.981 mila metri quadrati
(+ 10%) secondo i dati certificati
Fkm, le attese per il 2007 non possono
che essere positive. Con i padiglioni
10 e 11 inaugurati lo scorso anno
per oltre 20 mila metri quadrati
dedicati ai lavorati e al design
e con il padiglione 7, il più
grande mai realizzato per utensili,
abrasivi e prodotti chimici per
la lavorazione, Veronafiere, organizzatore
di Marmomacc, presenta per la prossima
42° edizione di Marmomacc il
nuovo Padiglione 7B di 13 mila metri
quadrati. La nuova area ospita anche
la Partecipazione ufficiale Egiziana
e la Federazione Spagnola della
Pietra Naturale che, oltre lo spazio
espositivo di 1.500 metri nel quale
espongono più di 40 aziende,
presenta la mostra «Nuova
Architettura di pietra in Spagna».
“Marmomacc è un’occasione
unica per riscoprire la cultura
della pietra nella modernità
– ha dichiarato Fulvio Irace,
direttore della sezione Architettura
della Triennale di Milano durante
la presentazione – e per valorizzare
gli utilizzi di questo materiale
così antico ma così
moderno, attraverso foto, progetti
e disegni originali delle migliori
opere realizzate in pietra nell'ultimo
decennio (edifici pubblici, uffici,
housing, interventi urbani) dai
principali protagonisti dell'architettura
iberica contemporanea, come Alberto
Campo Baeza a Rafael Moneo. “Promuovere
la cultura della Pietra –
ha aggiunto Vincenzo Pavan, curatore
di mostre ed eventi per Marmomacc
Architettura e Design – è
un’esigenza avvertita dalle
imprese e dalle istituzioni di cui
Marmomacc si fa por-
E APPLICAZIONI NELL’ABITARE E NELL’EDILIZIA.
tavoce, promuovendo corsi sulla
tecnica del-la lavorazione del marmo
sia a livello nazionale che internazionale”.
Riconosciuta come educational provider
dal-l’AIA (American Institute
of Architects), associazione alla
quale è iscritta la maggior
parte degli architetti statunitense,
e dopo aver stretto partnership
con RIBA (the Royal Institute of
British Architects) e RAIC (Royal
Architectural Institute of Canada),
Marmomacc coinvolge gli architetti
a partecipare ogni anno a lezioni
teoriche e pratiche, con la visita
a siti estrattivi e con l’esperienza
diretta di visione dei vari processi
di lavorazione del materiale lapideo.
Da due anni inoltre Marmomacc sostiene
progetti formativi con l’Università
di Mantova, sede staccata del Politecnico
di Milano, e da quest’anno
verrà intrapresa analoga
attività formativa con la
Facoltà di Architettura di
Ferrara. Ancora, nell’ambito
di «Marmo Architettura e Design»,
Marmomacc 2007 presenta una mostra
dedicata al Premio Internazionale
Biennale Architetture di Pietra
(massimo riconoscimento di caratura
mondiale per i progettisti che impiegano
materiali lapidei, giunto alla 10°edizione)
che attraverso una serie di iniziative
culturali ripercorre gli utilizzi
della pietra nella architettura
contemporanea. “Marmomacc
diventa luogo di contenuti prestigiosi
– ha dichiarato Carlo Forcolini,
presidente dell’Associazione
per il Disegno industriale –
e con il concorso La leggerezza
del marmo, inserito all’interno
di “Marmomacc incontra il
design”, vengono coinvolti
sia architetti-designer di fama
internazionale come Riccardo Blumer,
Matteo Borghi, Aldo Cibic, Michele
De Lucchi, Odile Decq, Kengo Kuma,
Alberto Meda, Simone Micheli, Marco
Piva, Denis Santachiara, Tobia Scarpa,
sia aziende espositrici leader del
settore, che realizzeranno i prototipi
che verranno presentati durante
il prossimo Marmomacc (Verona, 4/7
ottobre 2007) all’interno
degli stand delle aziende che vi
hanno aderito. Gli appuntamenti
culturali della 42° edizione
continuano con il convegno «La
Bellezza del marmo», organizzato
in collaborazione con l’Associazione
Donne del Marmo, fondata nel 2006
con il patrocinio di Marmomacc,
con la mostra «Puglia paesaggio
di pietre» e ancora con il
«Best Comunicator Award»,
che premia, dopo un attento lavoro
di selezione di una giuria qualificata,
i migliori stand realizzati per
questa edizione della manifestazione.
“Coniugare cultura ed economia
per valorizzarare questo importante
settore del Made in Italy è
il nostro principale obiettivo–
ha concluso Gianfranco Castellani,
vice presidente vicario di Veronafiere,
organizzatore di Marmomacc –
una manifestazione che, proponendo
eventi sempre innovativi, esula
dalla sua natura commerciale e si
propone come anello di congiunzione
della filiera. Marmomacc è
di anno in anno sempre più
luogo d’incontro non solo
per le aziende e i produttori ma
anche per esperti del design, architetti,
progettisti, buyer internazionali
e, non ultimi, consumatori finali:
un’occasione unica, riconosciuta
a livello mondiale, dove percepire
i nuovi trend e trarre spunto per
utilizzi innovativi della tecnica
marmorea nell’abitare e nell’edilizia”.
DUE MOMENTI
PER RICORDARE UNA REALTA’ DA
RISCOPRIRE
EMIGRANTE EROE DELLA VITA
A CAMPOSILVANO GLI EMIGRANTI DELLA LESSINIA
Come ormai da tradizione, si è svolto anche quest’anno,
domenica 22 luglio, il tradizionale
incontro a Camposilvano degli
Emigranti della Lessinia, con
relativa commemorazione di questo
importante capitolo, per molti
versi ancora da riscoprire, della
storia italiana. La Festa è
stata aperta in mattinata dal
concerto campanario eseguito dalla
Squadra campanaria di S.Zeno di
Colognola ai Colli. Successivamente
è stata celebrata la Santa
Messa da Don Walter Soave, animata
dal Gruppo parrocchiale di Velo
Veronese. Al termine della celebrazione,
la toccante cerimonia commemorativa
davanti al Monumento all’Emigrante
Italia-no. A fianco del monumento,
anche quest’anno è
stata allestita una piccola ma
significativa mostra con immagini
e testimonianze sull’emigrazione
ita-liana. Il pranzo conviviale
al ristorante Conca dei Parpari
ha concluso festosamente l’incontro.
La serata precedente, al Teatro
Parrocchiale di Velo, ha ospitato
la rappresentazione dello spettacolo
“Il ponte sugli oceani –
Lessinia, Veneto, Italia. Storie
di emigranti”. Tratto dal-l’omonimo
libro di Raffaello Canteri, con
l’attore Walter Peraro e
i musicisti dell’Acoustic
Duo, per la regia di Andrea Castelletti,
sta avendo grande successo in
tutto il territorio scaligero
e non solo. Narra l’epopea
di una famiglia di emigranti della
Lessinia (tutto nasce nella contrada
Arzare di Roverè), attraverso
le vicissitudini di quattro generazioni
in varie parti del mondo (Americhe,
Europa, Australia). L’idea
è quella di portare l’anno
prossimo questo spettacolo in
un tour tra Brasile, Argentina
e Stati Uniti, negli scenari descritti
nel libro.
COMITATO TRICOLORE
PER GLI ITALIANI NEL MONDO - DELEGAZIONE
VENETO
GIOVANI VENETI RECUPERATI
IN SOGGIORNO CULTURALE A VERONA
Tuffo nel passato dei loro progenitori per i partecipanti
ad un Progetto Formativo realizzato
a Verona dal 18 giugno al 7 luglio
nei set-tori del Trasporto e della
Logistica rivolto a discendenti
di veneti emigrati nel passato nell’Est
Europa.
Sono arrivati
alla spicciolata a Verona usufruendo
di aerei, treni ed autobus, dodici
giovani d’origine veneta designati
a partecipare ad un Progetto Formativo
Culturale, organizzato dalla Delegazione
Veneto del CTIM (Comitato Tricolore
per gli Italiani nel Mondo) con il
supporto finanziario dell’Assessorato
ai Flussi Migratori della Regione
Veneto ed il contributo del Comune
di Verona, il soggiorno ha interessato
persone individuate tra quante hanno
fatto richiesta di partecipazione
e selezionate da una specifica commissione
composta da referenti dello stesso
Ctim Veneto, dell’, della Confederazione
dei Giovani Veneti nel Mondo, dell’Associazione
Triveneto per l’Est Europa e
dell’Associazione Veneti nel
Mondo. Sono stati alloggiati presso
il Centro “Mons. Carraro”
ed hanno rispettato un denso programma
preparato ad hoc. La permanenza di
questa “pattuglia” di
veneti “recuperati” ha
incluso incontri istituzionali (con
Comune, Provincia, enti veronesi e
con l’Assessore ai Flussi Migratori
della Regione Veneto, Oscar De Bona),
visite turistico-culturali, uno stage
su vari aspetti veneto-veronesi. Tutto
per saperne di più su ciò
che le generazioni precedenti hanno
lasciato per avventure di fatica nelle
varie nazioni dell’Est Europa.
Tutor del Corso è stato il
Dr. Pino Cirillo, cultore in materia
di Trasporti presso la Facoltà
di Economia e Commercio dell’Università
di Verona.
Si tratta dei Croati Adriano Sluga e Jasmina Hadalic,
degli Ungheresi Peter Chiari Bodnar
e Ildiko Bertalan, degli Slovacchi
Alessandro Amato e Iveta Vojtusova,
dei Romeni Wanda Dubyk, Antonella
Fanizzi, Diana Giurea, Monica Savioli,
Mihai Postoaca e Ramona Otilia.
Hanno sangue veneto nelle vene essendo
discendenti di veneti che, soprattutto
durante il dominio austroungarico,
sono stati costretti dalle necessità
ad emigrare nell’ottocento
per lavorare con legname e marmi.
Circostanze storiche, in seguito,
hanno impedito il ritorno di quei
nuclei originari. I partecipanti
rientrando nei rispettivi Paesi,
diventeranno gli “ambasciatori”
d’un nuovo, costruttivo rapporto
(e per mol-ti versi inedito) riacquisito
dopo anni di colpevole oblio. Il
Veneto e Verona, dunque, sono anche
… altrove. All’Est,
come dimostrano questi pronipoti
di lontane emigrazioni.
IL PRESIDENTE
E’ LUIGI GRISI
E’
NATO IL CLUB VERONESI, ASIA
Adesso l’evento è ufficiale. Con il certificato
di registrazione dell’associazione,
rilasciato dalle autorità competenti
lo scorso 16 giugno, è nato a
Hong Kong il Club Veronesi, Asia. La
notizia ci è stata comunicata
con soddisfazione da Luigi Grisi, Presidente
del Club. La competenza territoriale
comprende tutti i paesi del-la regione
Asia/Pacifico. Grisi sta già
cominciando a promuovere l’associazione
al fine di raccogliere adesioni, e ha
già contattato una decina di
veronesi. Ricordiamo che a Luigi Grisi,
nel dicembre scorso, è stato
assegnato dalla Camera di Commercio
il Premio Fedeltà al Lavoro,
Progresso Economico e Lavoro Veronese
nel Mondo. Da quasi vent’anni
Grisi è rappresentante in Asia
del Banco Popolare di Verona e Novara.
Tra i compiti svolti, tutta una serie
di servizi a favore delle aziende italiane
ed in particolare di quelle veronesi
in Asia, interessate al processo di
internazionalizzazione. A parte l’attività
professionale, Grisi ha ricoperto diverse
posizioni importanti nella vita sociale
italiana all’estero; è
stato infatti Vicepresidente della Camera
di Commercio Italiana a Hong Kong, per
conto del-la quale ha creato nel 2000
il Festival Italiano che si svolge con
cadenza annuale nel mese di giugno.
In questo ambito, ha inviato per tre
anni L’Arena di Verona a dare
un saggio di buona opera agli orientali.
Per oltre dieci anni è stato
anche Vicepresidente della “Dante
Alighieri” di Hong Kong, per promuovere
la cultura e la lingua italiana all’estero.
GIA’ AL LAVORO
A SAN ZENO DI MONTAGNA
CON IL NUOVO TECNICO IACHINI
PER TORNARE SUBITO IN A!
Nell’anno più nero dello
sport veronese, anche il Chievo all’ultima
giornata manca l’appuntamento
decisivo e retrocede in serie B Il 2006/2007
è stato davvero l’anno
orribile dello sport veronese, che
ha visto contemporaneamente retrocedere
il Chievo in serie B, l’Hellas
in serie C (e questo è molto
più grave, anche se in qualche
modo quasi annunciato), e anche la Marmi
Lanza, nella pallavolo, in A2. Intendiamoci,
che una società men che provinciale
come dimensioni qual è il Chievo,
dopo più di un quinquennio di
onorata, spesso straordinaria permanenza
nella massima divisione, retroceda in
serie B, ci sta e fa parte del gioco.
Come ha detto in più di un’occasione
il mister Gigi Delneri, che comunque
resterà l’anno prossimo
in serie A alla guida dell’Atalanta,
non bisogna mai finire di ringraziare
il Presidente Campedelli, il DS Sartori
e i ragazzi che da una decina d’anni
a questa parte hanno in diversi momenti
contribuito a costruire la ‘leggenda’
del Chievo, società che, lo ricordiamo,
è diventata un simbolo addirittura
a livello mondiale di come ‘piccolo’,
nel calcio, possa essere bellissimo.
Certo, dispiace un po’, al di
là del fatto che almeno per un
anno non vederemo al “Bentegodi”
le ‘grandi’ del calcio italiano,
per come siamo retrocessi. Rimaniamo
convinti - e sembrava quasi fatta a
qualche giornata dal termine –
che il Chievo, pur al termine di un’annata
comunque assai travagliata, aveva le
carte in regola e i meriti tecnici per
rimanere in serie A. Forse, purtroppo,
ci si è illusi troppo presto
di avercela fatta. Forse è mancata
un po’ di fortuna, e forse non
si è tenuto conto che a fine
campionato molte partite, si sa, hanno
l’abitudine di finire con risultati
imprevedibili, non conformi ai reali
valori in campo. Leggi, tanto per considerare
soltanto l’ultima giornata, il
Milan campione d’Europa che perde
due a zero a Reggio Calabria con la
Reggina, che così scavalca il
Chievo. Combine? Probabilmente no. Milan
ormai sazio dopo il successo in Coppa
dei Campioni, molte riserve in campo,
e anche quelle con il pensiero ormai
rivolto al mare. Certo, ci ricordiamo
di partite più ‘vere’,
anche all’ultima giornata, in
campionati di venti, trenta anni fa.
Si sa, il calcio è cambiato in
peggio, continuiamo a ripeterlo e facciamo
la figura dei nostalgici brontoloni.
E’ così, purtroppo, e del
resto anche allora, comunque, si assisteva
a qualche match mentalmente addomesticato,
senza che bisognasse per forza parlare
di partita venduta. E poi, diciamocelo
franca-mente, il Chievo la sua occasione
l’aveva. Per salvarsi, gli bastava
non perdere, all’ultima giornata,
contro il Catania sul campo neutro di
Bologna. E invece i gialloblù
sono arrivati scarichi e molli al confronto
diretto nella città emiliana,
e hanno perso due a zero senza combattere
con il coltello tra i denti, come avrebbero
dovuto fare. E così, per un punto
in meno di Reggina, Siena, Cagliari
e Torino (che sono rimaste in A) siamo
andati in B in compagnia, non bella,
di Ascoli e Messina da tempo già
condannate. Una retrocessione che ha
concluso un’annata partita già
malissimo l’estate scorsa, con
un mercato infelice, l’eliminazione
immediata dalla Coppa dei Campioni e
poi dalla Uefa, l’esonero probabilmente
un po’ affrettato di Bepi Pillon,
dopo il bellissimo campionato precedente.
Poi Delneri. Ci ricordiamo che solo
qualche settimana prima del suo reimpiego,
in occasione della presentazione di
un libro a lui dedicato (e alla favola
del vecchio Chievo), il Gigi diceva
che non sarebbe ritornato alla guida
dei gialloblù, perché
non amava le “minestre riscaldate”.
Probabilmente intuiva che certi ricordi
è meglio lasciarli come sono.
Intendiamoci, non che le colpe della
retrocessione siano da attribuire solo
al Gigi. Magari si è un po’
intestardito su certe scelte, ma è
indubbio che buona parte dei ragazzi
non è stata all’altezza
dei propri mezzi. A cominciare da Obinna,
talento puro su cui ci sentiamo di scommettere
ancora, ma che di fatto ha giocato come
sa sol-tanto per un breve periodo nella
prima fase della gestione Delneri. Siamo
in B, ma non ci fasciamo la testa. Il
sogno non è finito. Ci piace
come la società ha reagito. Senza
troppe recriminazioni, ma mettendosi
subito al lavoro chiaramente con l’intenzione
di tornare in A, non di vivacchiare
in qualche maniera in B, come si poteva
temere. Il Presidente Campedelli non
molla, tiene ad avere la sua creatura
sempre bella, sana e forte. Delneri
sarebbe rimasto anche in B, ma siamo
convinti – anche se rimarremo
sempre grandi estimatori del Gigi –
che bene abbia fatto la società
a puntare su un tecnico nuovo, emergente,
di forte personalità. Si tratta
di Beppe Iachini, proprio l’ex-calciatore
del Verona, quando l’Hellas, a
fine anni ’80, si batteva ancora
in A e frequentava la zona Uefa. Di
quel Verona Iachini, piccolo e tozzo,
non bello da vedere ma tremendamente
efficace a centrocampo, era l’inesauribile
‘mastino’, uno di quei giocatori
- un po’ alla Gattuso per intenderci
– che il pubblico ama perché
lottano fino all’ultimo. L’anno
scorso ha fatto molto bene a Piacenza,
in B, portando la squadra vicina alla
promozione in serie A. A campagna acquisti
ancora praticamente ferma, Campedelli
e Sartori parlano di un telaio, che
in fondo non era così male neppure
per la serie A, che dovrebbe essere
in gran parte mantenuto anche in B.
Certo qualche gioiello se ne andrà,
a cominciare dal ‘Nazionale’
Semioli, ma siamo fiduciosi di vedere
un Chievo primattore. Anche perché
nella B 2007/2008 non ci sono più
gli squadroni Juventus, Napoli e Genoa,
tornati prevedibilmente in A. E sarà
lecito, dunque, puntare in alto.
DOPO 64 ANNI, RETROCESSIONE IN C 1.
HELLAS ANNO ZERO
NON È SERVITO, PURTROPPO, UN BUON GIRONE DI RITORNO.
MA IL CONTE ARVEDI PROMETTE CHE NON
SARÀ UNA CADUTA LIBERA. E’
successo quello che non succedeva
da 64 anni, ma che pur-troppo già
all’inizio dell’ultima
stagione, ancora segnata dalle precedenti
sciagurate gestioni Pastorello, era
parsa una concreta eventualità.
Il Verona Hellas, giovedì 21
giugno 2007, non è risucito
a superare il modesto Spezia nel ritorno
al “Bentegodi” dello spareggio
per rimanere in serie B, quello che
adesso si chiama “Play-Out”.
All’andata, nella città
ligure che dalla C 1 l’anno
scorso era stata promossa, l’Hellas
aveva perso 2 a 1, gettando allegramente
via una partita che era sembrata poter
tranquillamente dominare. L’ottimismo
comunque rimaneva, perché i
gialloblu’ parevano superiori
agli spezzini, e si pensava che non
fosse troppo difficile vincere, sarebbe
bastato un gol, in casa nostra. E
invece al “Bentegodi”,
tra caldo e nervosismo, si è
capito presto che il compito era difficile,
e man mano che scorrevano i minuti
si è fatto difficilissimo,
con il nervosismo in continuo aumento
fino a tramutarsi, negli ultimi minuti,
in una sorta di rassegnazione. Malinconico
zero a zero il risultato finale, Spezia
salvo, Hellas retrocesso, con i giocatori
gialloblu incapaci persino di rialzarsi
dal terreno di gioco, storditi dall’amarezza.
Non ci eravamo abituati, ad associare
i colori del Verona alla serie C.
In più di cent’anni di
vita, l’Hellas ci era stato
soltanto nei primi anni ’40,
tra l’altro tempo di guerra,
con i campionati sfalsati dagli eventi
bellici, insomma praticamente un periodo
in cui davvero si pensava a ben altro,
non certo al pallone. Anche per noi
che scriviamo su questo giornale una
sensazione nuova. Frequentiamo il
“Bentegodi” da appassionati
spettatori dal 1966, e abbiamo un
flebile ricordo che proprio in quell’annata
1966-67 alla C eravamo andati vicini,
salvati in extremis dal nuovo tandem
di allenatori formato dal ‘Barone’
Nils Liedholm e dall’umile Ugo
Pozzan, ex-calciatore gialloblù
di ottimo livello sempre fedele alla
casacca anche successivamente. Era
il Verona di Bertola e Joan, di Petrelli
e del brasiliano Dino Da Costa, grande
centravanti a fine carriera. Con un
po’ di importanti ritocchi (Mascetti,
Bui..), sempre Liedholm alla guida,
e il commendator Saverio Garonzi alla
presidenza, l’anno dopo il Verona
avrebbe conquistato, per la seconda
volta nella sua storia, la serie A.
Poi, come si sa, una vicenda gloriosa,
con lo scudetto, finali di Coppa Italia,
la Coppa Campioni, la Coppa Uefa,
una lunga e onorata militanza in A,
grandi calciatori italiani e stranieri,
soddisfazioni memorabili. Poi un po’
di su e giù tra A e B e, all’indomani
della straordinaria gestione di Mister
Prandelli (che aveva ottenuto una
splendida salvezza in A), il progressivo
declino societario con il Presidente
Pastorello, che ha deliberatamente
seguito, negli anni, una politica
di degenerativo impoverimento tecnico
della squadra, puntando esclusivamente
a vendere i migliori. Questa la situazione
che si è trovato in mano a
inizio anno il Conte Piero Arvedi,
con una compagine di ragazzini chiaramente
non adeguati alla serie B. A gennaio
è stato esonerato Massimo Ficcadenti
(che l’anno prossimo sarà
in A alla guida della Reggina), al
suo posto è arrivato il bravo
Giampiero Ventura, la situazione di
classifica era praticamente disperata.
Col mercato invernale è arrivato
qualche innesto di esperienza, e in
particolare azzeccato, alla lunga,
si è rivelato il ritorno di
Claudio Ferrarese. L’Hellas
ha inanellato una bella serie di risultati
positivi, riportandosi un paio di
mesi fa in zona salvezza. Sembrava
fatta, intorno ai gialloblù
si era riacceso l’entusiasmo
del pubblico, i ‘ragazzini’
sembravano cresciuti sotto l’ala
protettiva dei ‘nuovi’
di maggior esperienza (Ferrante, Biasi…).
Purtroppo il giocattolo ha cominciato
a perder colpi proprio nelle ultime
partite. Qualche infortunio e qualche
ingenuità di troppo, le altre
concorrenti che si sono messe a marciare
veloci, la per-durante mancanza di
un attacco cui Marco Ferrante si è
mostrato troppo vecchio, ormai, per
poter dare sufficiente forza d’urto.
E così, con la concomitanza
di vari risultati (anche qui con eventi
davvero impensabili su certi campi…)
i ragazzi di Ventura si sono trovati
a doversi giocar tutto nel doppio
confronto con lo Spezia, e abbiamo
detto com’è andata. Senza
soffermarci troppo su inutili analisi
tecnico-tattiche, diciamo che lo zero
a zero casalingo ha evidenziato tutta
l’immaturità e la mancanza
di personalità della gran parte
dei gialloblù, anche di quelli
che nel corso del campionato hanno
dimostrato di avere dei numeri. Al
momento della “Sfida all’OK
Corral”, del faccia a faccia
finale, il Verona ha avuto paura,
si è bloccato, avviluppato
dallo spettro della vergogna di retrocedere
in C. Cosa che, fino a quel 21 giugno,
Arvedi ripeteva di non prendere nemmeno
in considerazione. Al momento in cui
scriviamo il Presidente si è
preso qualche giorno di vacanza. Pronto
a ricominciare, affiancato ancora
dal DS Peppe Cannella. Ventura è
andato ad allenare il Pisa, neopromosso
in serie B. Al suo posto Franco Colomba.
Ottima persona, ex-ottimo calciatore
dai piedi buoni nel Bologna tra anni
’70 e ’80, tecnico di
vaglia anche se le sue esperienze
più recenti non sono state
felici. Per la serie C sarebbe quasi
un lusso. Ma consoliamoci, perché
in tempi recenti sono an-date in serie
C squadre come Bologna, Cagliari,
Fiorentina, Napoli, Genoa…
Ripartiamo dall’anno zero, la
nobiltà di una squadra si vede
anche in queste situazioni.