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    Aut. del Trib. di Verona del 6/6/1974 n.312 - Dir. Resp. Beppe Montresor
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Luglio 2007

 

Anno XXXV - n. 34 - Agosto 2007 - Periodico

UN BUSTO ALLA MEMORIA DI MONSIGNOR GIUSEPPE CARRARO

INAUGURATO IN OCCASIONE DELL’ULTIMA CELEBRAZIONE DI PADRE FLAVIO ROBERTO CARRARO. CON IL CONTRIBUTO DEI VERONESI NEL MONDO. Lo scorso 29 giugno c’è stato un po’ il passaggio delle consegne tra Padre Flavio Roberto Carraro, che dopo quasi dieci anni ha abbandonato, per limiti di età, la guida della Diocesi di Verona, e Monsignor Giuseppe Zenti, che dal 30 giugno è ufficialmente il nuovo Vescovo di Verona. All’ultima celebrazione liturgica di Padre Flavio ha presenziato in Cattedrale anche l’Associazione Veronesi nel Mondo, guidata dal Presidente Giuseppe Riccardo Ceni, che ha voluto contribuire, nell’occasione, alla realizzazione di un busto dedicato invece a Monsignor Giuseppe Carraro, Vescovo di Verona per un lungo periodo negli anni ’60 e ’70. Attualmente è in corso un processo di beatificazione di Monsignor Giuseppe Carraro, che è sepolto all’interno del Duomo di Verona.

Con il contributo economico per la realizzazione del busto, l’Associazione Veronesi nel Mondo ha voluto ricordare la memoria del Professor Alberto De Mori, che fu il suo primo Presidente dal 1972 al 1976, e in seguito Presidente Onorario fino alla scomparsa di pochi anni fa. All’epoca della creazione dell’Associazione Veronesi nel Mondo, Vescovo di Verona era appunto Monsignor Giuseppe Carraro. Un gesto, dunque, fortemente simbolico, che vuole onorare una persona che ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della nostra associazione, e che nel contempo si vuole inserire in un percorso di intenso rapporto, senza soluzione di continuità, con la Chiesa Veronese del passato lontano e recente, e con quella che, con l’ingresso in cattedrale di Monsignor Zenti, guarda con fiducia al prossimo futuro.

Grazie Padre Flavio, bentornato Don Giuseppe
Il primo pensiero va a Padre Flavio Roberto Carraro, che ha retto per parecchi anni la nostra Diocesi, con l’autorevole umiltà del Frate Cappuccino, e che si è sempre dimostrato vicino alla nostra Associazione. In più di un’occasione ci siamo incontrati, non ci ha mai fatto mancare l’attenzione rivolta a noi come rappresentanti di tutta la comunità veronese residente all’estero. A Padre Flavio Roberto Carraro, che avendo compiuto i 75 anni si è dimes-so dall’incarico di Vescovo di Verona, vogliamo esprimere tutto il nostro Grazie per il cammino percorso insieme. Diamo il benvenuto, anzi il bentornato, al nuovo Vescovo di Verona, Monsignor Giuseppe Zenti, che è originario di San Martino Buon Albergo, e che aveva lavorato a lungo nella nostra città prima di essere nominato Vescovo, nel 2003 da Papa Giovanni Paolo II°, a Vittorio Veneto. L’augurio che ci facciamo è quello di proseguire il percorso comune, nell’ottica, peraltro già affermata da Monsignor Zenti, di una Verona sempre più calata in una realtà che abbraccia tutti i continenti. Nei prossimi numeri del nostro periodico daremo ampio spazio ad una presentazione del nuovo Vescovo di Verona ai nostri lettori.
IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE VERONESI NEL MONDO GIUSEPPE RICCARDO CENI .



Per gentile concessione dell’autrice, riportiamo qui un ampio estratto di un articolo pubblicato sul quotidiano “L’Arena” lo scorso 14 maggio.

UN’UNIVERSITA’ INTITOLATA A COMBONI
Il progetto consegnato all’Associazione Veronesi nel Mondo e al nostro ateneo
Fu la terra prediletta da Daniele Comboni, dove elaborò il suo progetto missionario, quello di salvare l’Africa con l’Africa. Oggi il Sudan, Paese martoriato da un lungo conflitto interno che sta avviandosi sul cammino della distensione, sta vivendo grandi trasformazioni. E la Chiesa cattolica vuole dare il suo contributo con la fondazione di un’Università che porterà il nome di Comboni e sarà punto di riferimento per la formazione di una nuova classe dirigente locale. E’ un progetto che coinvolge profondamente Verona, da una parte con l’Università scaligera che ha già offerto la sua disponibilità per la formazione degli studenti, e dal-l’altra con l’Associazione Veronesi nel Mondo, di cui è Presidente l’onorevole Giuseppe Riccardo Ceni, per reperire risorse per realizzare l’opera. Cuore di questa iniziativa culturale e sociale è il cardinale sudanese Gabriel Zubeir Wako, settimo successore di Daniele Comboni e primo cardinale africano a guidare i cattolici del Sudan.
Di recente Monsignor Wako è giunto a Verona, ospite dei Padri Comboniani, per presentare il suo progetto che a Verona è legato per molti motivi, a partire dalla ‘paternità’ comboniana dell’opera e della disponibilità mostrata dal rettore dell’ateneo scaligero Alessandro Mazzucco e dall’Associazione Veronesi nel Mondo a contribuire alla creazione di quest’opera fondamentale per il futuro del Sudan.Per questo Monsignor Wako ha consegnato copia del progetto all’onorevole Ceni. E’ dall’inizio degli anni Ottanta che circola l’idea di un’università cattolica in Sudan. Il progetto era già stato incoraggiato da Giovanni Paolo II°, l’indomani della canonizzazione di Daniele Comboni e da Benedetto XVI°. “Lo scopo – ha spiegato Monsignor Wako – non è quello di includere programmi accademici avanzati, ma di cominciare con facoltà per tecnici, infermieri e assistenti sociali per il ceto medio, per quelli che cercano di mettere in moto il processo di sviluppo” Il problema, a questo punto, è come realizzare quest’università, garantendone l’autonomia da un regime filo-islamico e trovando le risorse necessarie per realizzarla e, quindi, per metterla a disposizione di tutti i cittadini sudanesi, senza distinzioni di censo. Tutto questo in una realtà attanagliata da una povertà radicale aggravata dal problema dei rifugiati arrivati dal Sud Sudan e ora dal Darfur e da altre zone del Sudan. Ed è qui che si inserisce l’iniziativa dell’Associazione Veronesi nel Mondo, che da anni, grazie alle sue sedi sparse in diversi continenti, s’impegna e sostiene le opere dei missionari veronesi grazie al contributo degli emigranti partiti da Verona e anche dei loro figli, che in questo modo hanno esportato nel mondo il modello veronese della solidarietà, fatto di concretezza e continuità nel tempo, con opere già attive, ad esempio, in Brasile e in Venezuela.
Di Elena Cardinali



PER LA PRIMA VOLTA A GRIFFITH
ROMEO E GIULIETTA INSIEME AL “PAPA’ DEL GNOCO”.
Una cosa simile non era mai stata organizzata in passato. La gita dell’Associazione dei Veronesi di Melbourne tenutasi a Griffith gli scorsi 24-26 marzo ha avuto quindi un sapore del tutto unico. Il Comitato dell’Associazione quest’anno era desideroso di trovare un’occasione nuova, un modo diverso rispetto al passato ma altrettanto coinvolgente per portare “un po’ di Verona” agli amici di Griffith. Il periodo di carnevale è sembrato a molti un’occasione da cogliere al volo. Come le altre tradizioni di Verona anche quella del “Venerdì Gnocolar” è una festività che i Veronesi di Melbourne portano ancora nel cuore. Ritrovarsi tutti insieme con gli altri Veronesi di Griffith, per festeggiare a modo proprio “El Carneval de Verona” è da subito parsa una bella idea. Guidata dal Presidente Renzo Zanella, la macchina organizzativa si è immediatamente messa in moto. Il gruppo dei partecipanti si è ritrovato alle 7 del mattino al Veneto Club di Bullen, pronto per partire alla volta di Griffith. Insieme ai Veronesi si sono uniti mol-ti altri amici associati, provenienti da diverse zone d’Italia ma con la stessa voglia di trascorrere insieme tre giorni di festa e d’allegria. Arrivati a Griffith, l’accoglienza si è dimostrata fin subito delle migliori. I Veronesi del luogo con la signora Rosetta Rossi e il Presidente Italo Codemo, erano ad attendere il gruppo al Catholic Club di Hanwood, luogo della prima cena a base di specialità del
luogo. La domenica è poi iniziata con la celebrazione eucaristica presieduta da Don Beltrame, parroco d’origine veneta. La mattinata si è poi conclusa con un’interessante visita ad uno dei più noti agrumeti della zona,
piacevolmente accompagnati dal proprietario, Orfeo Bergamin. Il momento principale è stato poi quello delle 12,30, allo Yugali Catholic Club dove l’Associazione Veronesi di Griffith, insieme con quella di Melbourne, avevano organizzato per l’occasione un pranzo domenicale in grande stile. Con trecento altri italiani da anni residenti a Griffith, l’impressione era proprio quella di essere a Verona: gnocchi caldi e galani per tutti, balli, danze a suon di fisarmonica e molta allegria. A completare la festa, la presenza delle tanto attese maschere di Verona, portate per l’occasione dall’Associazione dei Veronesi di Melbourne, grazie anche all’aiuto dell’imprenditore Giancarlo Giusti ed all’Associazione Veronesi di Griffith. La maschera del “Papà del Gnoco” era impersonata dal signor Terry Corradi, mentre Romeo e Giulietta, la coppia più famosa di Verona, erano interpretati da Lorenzo e Sara, due giovani veronesi attualmente a Melbourne per motivi di studio. I tre personaggi, vestiti con i costumi originali provenienti direttamente dalla città scaligera (donati dal Presidente del Carnevale di Verona, Luigi D’Agostino, e da Giulio Tamassia, Presidente del Club di Giulietta di Verona), hanno riscosso subito un gran successo. Per i più piccoli è stata l’occasione di vedere alcune tra le maschere italiane più conosciute nel mondo, per i più grandi un modo per fare un tuffo nel passato. La domenica è finita con una cena alla Pizzeria “Romeo e Giulietta” di Griffith dove le due maschere veronesi, con tanto di foto, hanno onorato i titolari del locale. Al termine della gita non sono mancati i complimenti per l’organizzazione. Ancora una volta le comunità dei Veronesi di Melbourne e Griffith si sono distinte per la loro capacità organizzative e la voglia di fare. Nonostante il passare degli anni, il desiderio di festeggiare insieme e di tenere vive le proprie tradizioni italiane è ancora forte. Un ringraziamento particolare va a tutti i partecipanti ma soprattutto a Renzo Zanella, Presidente dei Veronesi di Melbourne, e ai Comitati delle due Associazioni.
Lorenzo Bianconi


Dal Brasile, Parte l'Associazione della Gioventu Veneta
Lo scorso 2 maggio è stata creata ad Erechim, in Brasile nel Rio Grande do Sul, la GIOVERE, sigla che sta per Associazione della Gioventù Veneta di Erechim, ente aderente alla Federazione Veneta La Piave FAINORS. Questa nuova associazione ha la finalità di rappresentare i giovani veneti di Erechim e delle regioni nord e nordest del Rio Grande do Sul. La neonata associazione condivide provvisoriamente la sede con la Federazione Veneta, in Rua Nelson Ehlers 98, sala 53, ad Erechim. La si può contattare telefonicamente al numero 55/5433212709 oppure all’indirizzo giovere.rs@gmail.com. Il direttivo della più giovane associazione della Federazione Veneta La Piave FAINORS è così formato: Presidente: Patricia Madalozzo Vicepresidente: Morvane Boiani 1° Segretario: Rodrigo Castilhos 2° Segretario: Joana Bellani 1° Tesoriere: Ricardo Coradi 2° Tesoriere: Ederson Tibola Revisori dei conti: Adriane Castilhos, Cristiane Paola Rigo e Rafael Testa. La sera del 30 maggio, poi, la Giovere si è riunita in Assemblea Generale per accogliere nuovi associati e organizzare dei dipartimenti di competenza. All’inizio, la Presidente Patricia Madalozzo ha esposto ai presenti i princìpi discussi nei suoi precedenti colloqui con il prefetto di Erechim, con i Circoli Veneti di La Piave FAINORS e con il Presidente del Comitato Veneto del Rio Grande do Sul, Dottor Luiz Carlos B.Piazzetta. Sono stati creati i seguenti dipartimenti con i relativi responsabili: Impresa: Angelina Bonente, Andreia Silveira Auozani. Teatro: Rafael Testa, Anucha Michielin, Jorge Nardelli, Michael Miotto e Fernando Pagliosa Detoni. Sport: Fernando Detoni, Ederson Tibola, Caetano Serafin. Attività sociali: Angelina Bonente, Andreia Silveira Auozani.


QUEI SACERDOTI A FIANCO DEI MIGRANTI
IL PROSSIMO 9 SETTEMBRE, SAN GREGORIO DI VERONELLA CELEBRERÀ TRE SUOI CONCITTADINI,
MISSIONARI SCALABRINIANI, CHE PER MEZZO SECOLO SI SONO MESSI AL SERVIZIO DELL’EMIGRAZIONE
I veronesi residenti all’estero iscritti all’Aire nel 2006 risultavano 21,365. Fanno parte di quel triste primato detenuto dal Veneto, la regione che ha fornito più emigrati italiani nel mondo negli ultimi 150 anni. Eppure non sempre i veneti rimasti in patria hanno fat-to memoria di questo esodo. Lo studio e la riflessione sul fenomeno sono stati fatti quando altri hanno incominciato a bussare alle nostre porte. Non sono mancati nel Veneto sacerdoti e suore che si sono fatti migranti con i migranti. Anche dal-la provincia di Verona si registrano numerose presenze. Il prossimo 9 settembre a San Gregorio di Veronella Francesco Danese, Gelmino Metrini e Abramo Seghetto, tre missionari scalabriniani, celebreranno 50 anni di sacerdozio e di servizio ai migranti. Il paese vuole onorare tre suoi concittadini che si sono distinti per il loro amore e la loro competenza in campo migratorio. La famiglia di Padre Francesco Danese ha dovuto molto presto lasciare le terre della Bassa e cercare lavoro in Piemonte. Dopo la specializzazione filosofica e teologica alla Pontificia Università Gregoriana, Padre Francesco ha insegnato nel seminario scalabriniano di Bassano del Grappa. Ma la sua passione per i migranti era troppo forte e ben presto chiese ed ottenne di essere inviato in missione. Padre Abramo Seghetto completa i suoi studi teologici a Piacenza e parte come missionario tra gli italiani in Alsazia. A Mulhouse aiuta a costruire la nuova sede della missione e la chiesa per gli italiani. Si laurea successivamente in sociologia a Lovanio e, accanto al suo impegno pastorale, si dedica allo studio delle migrazioni, in particolare all’emigrazione in Belgio. Chi vuole analizzare la presenza degli Italiani in Belgio non può fare a meno di consultare i preziosi volumi curati da Padre Seghetto. Ricordiamo la sua opera più recente su Marcinelle, “Il Belgio degli Italiani. Ricordare è giusto, non dimenticare è un dovere”, scritta in collaborazione con Rosario Nocera e corredata dalla prestigiosa prefazione del Presidente della Repubblica ita-liana, un’opera che ha conosciuto un grande successo editoriale; “Le pietre della speranza. Testimonianze dei migranti italiani in Belgio”; “Sopravvissuti per raccontare. Testimonianze di minatori italiani in Belgio”. Gelmino Metrini è il missionario apostolo. Anch’egli ha vissuto sulla sua pelle il dramma dell’emigrazione. Come le famiglie dei suoi confratelli, molti dei suoi familiari sono emigrati in Lombardia. Dolce, affabile, servizievole. La sua presenza in Belgio, Svizzera, Italia ha lasciato il segno. 50 anni di lavoro tra i migranti hanno significato per questi tre missionari un impegno quotidiano ad aiutare i migranti, a farli senti-re a casa lontano da casa, ad es-sere loro vicino nei momenti felici, ma soprattutto nelle immani tragedie che hanno colpito l’emigrazione. Basti ricordare la presenza dei missionari a Marcinelle nei giorni tra i più tragici dell’emigrazione italiana, quando finalmente di fronte alle tante bare il governo e le istituzioni prendono finalmente coscienza che esiste il problema “italiani all’estero”, persone da tutelare. 50 anni come missionari di emigrazione: preti amati dalla gente e ignorati dalle istituzioni, perché avevano il coraggio di ricordare ai rappresentanti dello Stato doveri spesso tralasciati. Preti che hanno saputo vivere con speranza, investendo energie umane e spirituali nei minatori e negli ultimi arrivati, sicuri che il loro amore li avrebbe trasformati in risorsa per il paese ospitante. Preti che hanno visitato regolarmente le baracche lavate dal pianto delle mogli disperate perché la polvere nera impregnava tutto. Padre Seghetto ha raccolto le loro storie, mentre Padre Danese ha scelto per parecchi anni di vivere in un quartiere plurietnico di Marsiglia con l’intento di far fiorire la gioia dove sembrare regnare soltanto la vicendevole ostilità. Piccoli grandi uomini; sognatori e realizzatori. La storia dell’emigrazione è fatta anche da loro: forse soprattutto da loro. E San Gregorio di Veronella fa bene ad onorare questi suoi concittadini.
Padre Giovanni Graziano Tassello Presidente della IV° Commissione “Lingua e Cultura” del CGIE


> DAL BELGIO
VERONIQUE SALVI, GIOVANE DEPUTATA FEDERALE
Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, come tanti altri veronesi spinti dal bisogno, la famiglia Santi lasciò la luminosità di Castelvero, frazione di Vestena
nuova, per ritrovarsi nell’oscurità del bacino carbonifero di Charleroi in Belgio.
Ed è proprio a Charleroi che nasce, nel 1973, Véronique Salvi. Lei fa molto ono
re agli italiani in generale, e in particolare ai veronesi della regione di Charleroi.
Il padre di Véronique, originario di Brescia, è il Vicepresidente dell’Associazione Veronesi nel Mondo di Charleroi. La madre,
Maria Santi, originaria di Vestenanuova, ne è la segretaria. Dopo le elementari e le medie, Véronique si è iscritta all’Univer
sité Catholique di Lovanio, e all’età di 22 anni si è laureata in Scienze Politiche.
E’ consigliere comunale e capo gruppo del partito centrista C.D.H. della città di Charleroi, un’entità di 200.000 persone.
Dopo le consultazioni elettorali dell’ottobre 2006, Véronique è stata eletta Deputata Federale.
Oggi Véronique ha la nazionalità belga, ma parte del suo cuore è rivolto a Verona. Una delle sue mete preferite - quan
do può permettersi qualche giorno di riposo – è infatti passeggiare per le vie del centro storico di Verona, e fare anche
un po’ di shopping.
Véronique ha promesso di sostenere con forza l’Associazione Veronesi nel Mondo – Circolo di Charleroi. Il comitato la rin
grazia e gli facciamo i complimenti oer il suo successo professionale. Ed infine vogliamo dirgli quanto siamo fieri di lei.
Associazione Veronesi nel Mondo – Circolo di Charleroi 33, Avenue Empain – 6001 Marcinelle – Belgio Tel: 00/32/071/431124 - Mail: lino.stoppele@skynet.be


> DALLA FRANCIA
Da Marina Raguzzi, Presidente dell’Associazione Arena Veronesi nel Mondo di Chambéry, riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo, pubblicato nell’ottobre dello scorso anno sul giornale “Le Dauphiné Libéré”, a proposito delle nozze doro di Alba e Nicolò Simonetto.
NOZZE D’ORO PER ALBA E NICOLO’
Fianco a fianco davanti l’altare, durante la cerimonia religiosa, uniti come il primo giorno. Così, prima di fare la festa, nella fede che li ha guidati tutta la loro vita e nelle loro azioni quotidiane, Alba e Nicolò Simonetto hanno celebrato i loro cinquant’anni di matrimonio, domenica 29 ottobre 2006. Tutti e due sono dei ‘pilastri’ della Missione cattolica italiana, dell’attività parrocchiale, nella quale si sono sempre impegnati senza tenere con-to del tempo, e di ciò che avevano di superfluo, lui dando materiali per i lavori di mantenimento dei locali della Missione e lei facendo diversi lavori di cucitura e maglieria per lo stand della kermesse di Sant’Antonio. Sono anche adorabili personaggi della vita di Chambéry, esempi d’integrazione, di coraggio nel lavoro e di combattimento contro le avversità dell’esistenza e nel medesimo tempo di preservazione della cultura e delle radici per tutta la comunità italiana della Savoia. Tutti e due sono veneti, di Romano d’Ezzelino (Vicenza). Lui, 79 anni, è venuto in Francia il 14 aprile 1952 perché a quell’epoca in Italia non c’era lavoro. Fece per cinque stagioni il boscaiolo in Alta Savoia. Poi, sapendo che si sarebbe sposato, venne a cercare un altro lavoro a Chambéry, Savoia, dove aveva parenti. Lì incominciò a lavorare il 20 agosto 1956 come distributore di carbone. Il 20 ottobre 1956 ritornò in Italia e il 27 ottobre si sposò con Alba Dissegna, di quattro anni più giovane. Poi il 2 novembre se la portò in Francia. Nicolò Simonetto è una ‘vedette’ della città ducale. Conosce meglio di chiunque tutte le scale e i buchi di Chambéry. Il carbone si portava nei granai e il kerosene nelle cantine. La cerimonia è stata celebrata dall’anziano parroco della basilica metropolitana di Chambéry, Pierre Curtelin. Poi, attorno alla copia, un po’ commossa, tutti si sono trovati (Italiani e tanti amici francesi) al copioso rinfresco per brindare in loro onore e infine per il pranzo di nozze che è stato, a parere di tutti gli invitati, veramente d’oro. I signori Simonetto hanno ricevuto tanti bei regali e molte belle composizioni floreali: in particolare quelle del sindaco di Chambéry ed ex-ministro, Louis Besson, del Console d’Italia a Chambéry, Andrea Cascone, e dell’Associazione Arena Veronesi nel Mondo.


> DAL LUSSEMBURGO
ECCO I VENETI DI LUSSEMBURGO
FIRMATO IL NUOVO STATUTO, IN BASE AGLI ACCORDI DI BASILEA
Giornata importante, quella dello scorso 8 giugno a Esch-Sur Alzette in Lussemburgo. In base a quanto era stato stabilito il mese precedente nella Conferenza d’Area dei Veneti d’Europa a Basilea, in Svizzera, è stato firmato il nuovo statuto, con relativo nuovo regolamento, che ha decretato la nascita dei Veneti di Lussemburgo, denominazione che va a sostituire la precedente Unione Triveneti. E’ stato anche presentato il nuovo logo dei Veneti di Lussemburgo, ovvero il Leone di Venezia. La giornata è stata un successo, e per l’Associazione Veronesi nel Mondo vi hanno preso parte il Segretario Ottavio Messetti, che ha portato e lètto il Saluto del Presidente Ceni (riportato nella sua interezza qui a fianco), e il Cavalier Benito Scamperle, Presidente del Circolo degli Ex-Emigrati Veronesi. Il convivio si è tenuto in uno spazio altamente suggestivo, un’ex-fonderia, dove sono convenute circa 250 persone, rappresentanti delle varie associazioni di Vicentini, Trevisani, Bellunesì e Friulani. Era naturalmente presente Vito Spinosa, Presidente dell’Associazione Veronesi nel Mondo del Lussemburgo, tra gli organizzatori della giornata, che ha firmato lo Statu
to sopracitato.
Simpatica iniziativa della giornata, le differenti specialità enogastronomiche portate dalle varie associazioni: il Prosecco trevigiano, la polenta e baccalà vicentina, e via dicendo. I Veronesi nel Mondo hanno presentato le specialità veronesi dei salumi e formaggi tipici, offerti dalla ditta Negroni (gruppo Veronesi) e Consorzio Monte Veronese.


> DALL’EGITTO
LA SCOMPARSA DI SUOR ROSALDA SPREA
Ci scrive da Bacos – Alessandria d’Egitto, Suor Ildegarda Malfatti Suor Rosalda Sprea non è più tra noi, ci ha lasciate. Ora la sua vita è lassù in cielo a godere il bene che si è meritata dopo tanti anni di lavoro e non pochi sacrifici qui in Egitto; con persone musulmane che non la pensano come noi. Sicura che pregherà anche per voi, per la vostra costanza e fedeltà che avete avuto per lei.


> DAL BELGIO
IL CIRCOLO DI CHARLEROI, UN ESEMPIO DA SEGUIRE
Nel giugno 2006, Teresa Veronesi si è dimessa dalla carica di Presidente dell’Associazione Veronesi nel Mondo di Charleroi. Ringraziamo Teresa per le fruttuose attività che lei ha organizzato per anni.
Si è costituito un nuovo comitato, che si è dato come proprio scopo quello di ravvivare la fiamma nel cuore dei veronesi di Charleroi.
Teresa ha consegnato a Lino Stoppele, il nuovo Presidente, una lista di nomi e di indirizzi di veronesi che si possono considerare di
prima generazione. Per la maggior parte, persone che si sono trasferite in Belgio subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, tra il 1946
e il 1950.
Alcuni sono tornati in Italia, molti hanno cambiato indirizzo, altri purtroppo sono morti.
Questa lista doveva assolutamente essere aggiornata, e completata. Due componenti del comitato hanno verificato nome dopo nome,
indirizzo dopo indirizzo. Per più di quattro mesi hanno corretto, cancellato, aggiunto nomi ed indirizzi, per arrivare ad un risultato en
tusiasmante ed inaspettato. Sono stati trovati più di 300 ‘nuovi’ veronesi. Oggigiorno si può dire che nelle regioni di Charleroi, Mons,
La Louviére, Namur, Bruxelles, vivono più di 550 veronesi. Alcuni veramente Doc di origine, altri della seconda e terza generazione,
figli e nipoti degli emigrati negli anni 1946/50.
Il nuovo comitato non si è accontentato di questo risultato. Per quattro mesi hanno fatto più di 270 telefonate chiedendo ai differenti
interlocutori di quale Comune fossero originarie le loro famiglie.
A tutt’oggi 100 soci hanno aderito all’Associazione Veronesi nel Mondo –
Circolo di Charleroi. Altri hanno promesso di aderire. Ma il comitato non
ha intenzione di fermarsi, per cui allo scopo di interessare altri veronesi,
specialmente quelli di terza e quarta generazione, e di invogliarli ad iscri
versi al Circolo, inseriamo i dati di riferimento cui rivolgersi. Si può telefo
nare, scrivere, tutte le proposte verranno ascoltate con attenzione. L’o
biettivo del Circolo è di radunare tutti i Veronesi, perché si possa dire che
a Charleroi, Mons, La Louviére, Namur, Bruxelles, “Verona c’è”.
Con un plauso al notevole lavoro di ricerca e di aggiornamento svolto dal
Circolo, e assicurando che a tutti i soci verrà spedito il nostro periodico
quale veicolo di collegamento, ci auguriamo che altri Circoli di Veronesi
nel Mondo riescano a compiere lo stesso lavoro.
Associazione Veronesi nel Mondo – Circolo di Charleroi
33, Avenue Empain – 6001 Marcinelle – Belgio
Tel: 00/32/071/431124 -Mail: lino.stoppele@skynet.be



DAL BRASILE
COMITATO VENETO DEL RIO GRANDE DO SUL
Il 30 giugno scorso l’Assemblea generale del Comitato Veneto del Rio Grande do Sul (COMVERS), ha eletto il Direttivo dell’Ente che resterà in carica per i prossimi due anni. Sono stati ammessi in questa fase e hanno potuto partecipare all’elezione tutte le Associazioni e tutti i Circoli Veneti del Rio Grande do Sul che hanno sollecitato l’adesione e hanno soddisfatto in tempo le mini-me esigenze stabilite dal direttivo provvisorio. Il Direttivo del COMVERS risulta così costituito: Presidente: Luiz Carlos B.Piazzetta; Vicepresidente: Tarcisio Vasco Michelon; Segretaria: Nair Panizzon Baroni; Tesoriere: Ademir Peretti. Consiglio Direttivo: Elio Luiz Zanette, Ademir Gugel, Floriano Molon. Supplenti: Elcio Rigon, Ferdinando Moresco e Gertrudes Reolon Castilhos. Revisori dei Conti: Amarildo Orso, Jorge Molon, Nei Zanette. Supplenti: Felix Slaviero, Patricia Madalozzo e Cesar Augusto Prezzi. Consulente: Cesar Augusto Prezzi.



A MARANO DI VALPOLICELLA
25° RADUNO DEGLI EX-EMIGRANTI VERONESI
Domenica 27 maggio si è svolto a Marano di Valpolicella il 25° Raduno degli Ex-Emigranti Veronesi, organizzato come sempre dal Circolo Ex-Emigranti Veronesi della Valpolicella, di cui da trent’anni è Presidente il benemerito Cavalier Benito Scamperle. Dopo l’arrivo a Marano, Don Walter Soave ha celebrato la Santa Messa, alla presenza del Presidente dell’Associazione Veronesi nel Mondo On.Giuseppe Riccardo Ceni, del Vicepresidente Giuseppe Bertani, del Segretario Ottavio Messetti, del Consigliere Sergio Ruzzenente, del Sindaco di Marano Simone Venturini, e di altre autorità. Al termine della celebrazione, ci si è recati al Monumento ai Caduti, ove è stata depositata una corona di alloro per ricordare gli amici emigranti che non sono più tornati, deceduti e sepolti in terra straniera. A conclusione della cerimonia, i partecipanti hanno proseguito verso il Centro Monsignor Carraro a Parona, ove si è tenuto il pranzo sociale. Nel corso della riunione conviviale, sono stati consegnati cinque riconoscimenti ad altrettanti ex-emigranti in diversi stati europei. Con tanti brindisi e danze, si è concluso il festoso raduno.


COSI’ GIUSEPPE BERTANI, NOSTRO VICEPRESIDENTE, SINTETIZZA IL SENSO DELLA CONFERENZA D’AREA DI BASILEA
SIAMO VENETI, SIAMO ITALIANI, SIAMO EUROPEI!
Parole pronunciate da Mario Fedrigotto, responsabile consolare dei Veneti in Svizzera A lato riportiamo gran parte del documento finale espresso dai Veneti d’Europa nella Conferenza d’Area che si è svolta a Basilea, in Svizzera, dal 23 al 25 marzo scorsi. Un incontro importante, indetto dall’Associazione dei Bellunesi nel Mondo, cui hanno partecipato per l’Associazione Veronesi nel Mondo il Vicepresidente Giuseppe Bertani, delegato dal Presidente Ceni, e il consigliere Massimo Mariotti, rappresentante anche del Comitato Tricolore. “Un’esperienza stupenda – ci ha raccontato il Vicepresidente Bertani – che ha riunito nella città svizzera tutte le rappresentanze dei Veneti d’Europa, più di 400 persone, provenienti da 18 tra i 27 Paesi dell’Unione Europea. La delegazione dei Veneti nel Mondo era guidata da Oscar de Bona, assessore regionale alle Politiche dei Flussi Migratori, e da Adriano Rasi Caldogno, Segretario Generale della Programmazione della Regione Veneto. Pre-senti tra gli altri Egidio Pistore, Segretario dei Veneti nel Mondo, e l’avvocato Federica De Rossi, Segretario Generale dei Giovani Veneti nel Mondo. Presente anche Padre Graziano Tassel-lo, Scalabriniano, che guida il Centro di Immigrazione di Basilea. Per sintetizzare la ‘filosofia’ della Conferenza, che nel documento finale traccia importanti linee-guida per il futuro dei Veneti d’Europa, Bertani ricorda l’intervento di Mario Fedrigotto, responsabile consolare dei Veneti in Svizzera, che è originario della Bassa Veronese, di Oppeano. “Siamo Veneti, siamo Italiani, siamo Europei!”.


RAPPRESENTANTI DEI VENETI DI SAN PAOLO
ABBRACCIO VERONESE TRA BRASILE E ITALIA
Lo scorso 22 maggio, circa una ventina di pensionati hanno visitato la città di Verona e la zona del Lago di Garda, nell’ambito di un ‘tour’ che, dal 13 al 23 dello stesso mese, li ha portati a vedere varie città e località del Veneto (Venezia, Abano Terme, Padova, Cortina d’Ampezzo, Rovigo, Delta del Po, i Colli Euganei). I visitatori facevano parte della Federazione delle Associazioni Venete dello Stato di San Paolo del Brasile e sono stati accompagnati da Bruna Saccardo Spinelli. A Verona si sono incontrati con l’Associazione Veronesi nel Mondo ed hanno consegnato un ricordo al Segretario dell’Associazione, Ottavio Messetti. Tra i visitatori, c’erano anche persone di origine veronese. Elsa Bertolotti Tavares, per esempio, nata a Verona e trasferitasi nel 1954, a soli quattro anni, in Brasile, era tornata in Italia nel 1963, quindi aveva seguito la famiglia per lavorare in Belgio prima di ristabilirsi definitivamente nel grande paese latino-americano. In Brasile dagli
anni ’50 anche i coniugi Damiano e Maria Maschi, entrambi originari di Badia Calavena; Gianfranco Andrioli, veronese, è in Brasile dal 1951, ed è venuto a Verona con la moglie Darcy Piccinini Andrioli, che è invece nativa di San Paolo nel Brasile.


SUCCESSO CHIARO E NETTO: AL PRIMO TURNO ELETTORALE CON PIU’ DEL 60% DI PREFERENZE
FLAVIO TOSI E’ IL NUOVO SINDACO DI VERONA
L’ESPONENTE LEGHISTA, CANDIDATO DEL CENTRO-DESTRA,
HA ‘STACCATO’ L’EX-PRIMO CITTADINO PAOLO ZANOTTO, RIMASTO AL 33%
Flavio Tosi, il neo sindaco di Verona eletto lo scorso 29 maggio, è nato il 18 giugno del 1969. Si è diplomato al liceo ginnasio statale "Scipione Maffei" e ha esercitato la professione di tecnico informatico prima di dedicarsi interamente alla politica.Nel 1994, a 25 anni, è stato eletto consigliere comunale a Verona: da allora fino ad oggi è sempre stato capogruppo del suo partito. Dal 1997 al 2003 ha ricoperto il ruolo di segretario provinciale della Lega Nord-Liga Veneta. Nell'aprile del 2000 è stato eletto consigliere regionale della Regione Veneto ed è stato rieletto alle ultime votazioni del 2005, ottenendo il record assoluto di preferenze tra tutti i candidati (28.000 preferenze). Ha ricoperto la carica di assessore regionale alla Sanità sino al 25 giugno del 2007. Formata la Giunta, è stata istituita la delega ai Rapporti con i veronesi nel mondo che si pone l'obiettivo di rafforzare i legami con le varie comunità italiane e veronesi nel mondo attraverso una mappatura delel diverse realtà associative esistenti all'estero e in Italia. L'assessore a cui è stata assegnata questa delega è Vittorio Di Dio, di Alleanza Nazionale, 50 anni, che ha anche le deleghe all'edilizia pubblica e alle pari opportunità. Durante i prossimi anni, ha fatto sapere il neo assessore, verrà sviluppata una serie di rapporti culturali e sociali tra le comunità veronesi all'estero e la realtà veronese, con beneficio reciproco in termini di scambi culturali e sociali, con il coinvolgimento e la partecipazione di enti e associazioni cittadine come la Camera di Commercio e l'università. Nell'ambito dell'amministrazione comunale verrà istituito un ufficio come punto di riferimento per i ‹veronesi di rientro› per rispondere alle loro esigenze e fornire assistenza sul fronte del reperimento di un alloggio, della scuola e del lavoro, attivando allo scopo un link nella homepage del sito web del Comune di Verona. Si organizzeranno quindi dei momenti di incotnro e di scambio con i ‹veronesi di rientro› dai diversi continenti con le rappresentanze diplomatiche e consolari, anche al fine di conoscere le maggiori difficoltà incontrate e, per quanto possibile, per poter trovare delle soluzioni adeguate.

BALBONI ACQUA OSPITE DI SOLIDARIETA’
INVITATO ALL’ASSIMP DAL PRESIDENTE CENI
Nel maggio scorso, è tornato a Verona Giuseppe Balboni Acqua, ambasciatore d’Italia alla Santa Sede, per anni a stretto contatto con Papa Giovanni Paolo II°. Balboni Acqua ha partecipato ad una serata di solidarietà, ospitata al Ristorante Re Teodorico accanto all’omonimo Castello sulle Torricelle, organizzata dall’ASSIMP, associazione che riunisce imprenditori e professionisti presieduta da Giorgio Montresor. Balboni Acqua è venuto su invito del Presidente dell’Associazione Veronesi nel Mondo Giuseppe Riccardo Ceni, che da parecchi anni condivide con lui una profonda amicizia. L’Assimp sostiene con le sue iniziative il progetto di costruzione di una casa-famiglia per 50 persone su iniziativa della Fondazione L’Ancora, diretta da Don Renzo Zocca, sacerdote apprezzatissimo, oltreché per la sua opera pastorale in diverse parrocchie di Verona, per la sua costante attenzione/vicinanza concreta a chi è in difficoltà, dal giovane emarginato all’anziano malato o solo. Balboni Acqua ha intrattenuto i partecipanti raccontando soprattutto la sua lunga esperienza a contatto con Papa Giovanni Paolo II°, pontefice che ha avuto molte intuizioni straordinarie, tra le quali, molto significative, l’universalizzazione dell’apostolato della Chiesa, e la speciale attenzione riservata al mondo dei giovani.

E’ PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER LE CHIESE ORIENTALI
MONSIGNOR SANDRI, ARGENTINO DI CAPRINO
A giugno, Papa Benedetto XVI° l’ha nominato Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, cioè quel dicastero pontificio che si occupa delle comunità orientali di rito differente da quello latino, come gli armeni per esempio. Monsignor Leopoldo Sandri, in passato, aveva già ricoperto ruoli importanti nella gerarchia diplomatica del Vaticano, per esempio come Nunzio Apostolico in Messico e in Venezuela. Il 2 aprile del 2005 ebbe lui il compito di comunicare, in diretta televisiva, la scomparsa di Giovanni Paolo II°. Monsignor Sandri, di nazionalità argentina, è originario del-la montagna veronese. Suo padre, Antonio Enrico Sandri, nato nel 1897 e scomparso nel 1965, era di Lubiara, frazione di Caprino, ai piedi del Montebaldo, che emigrò nel paese sudamericano all’indomani della crisi economica del 1929. Il Presidente dell’Associazione Veronesi nel Mondo, Giuseppe Riccardo Ceni (a sua volta figlio di mamma nata in Argentina da genitori italiani là emigrati prima della Prima Guerra Mondiale) si è messo direttamente in contatto con lui, invitandolo ad essere ospite non appena possibile della nostra associazione a Verona. Monsignor Sandri ha risposto di poter presto aderire all’invito, affermando di sentirsi legato ai Veronesi nel Mondo in virtù delle sue origini caprinesi.

UN DOCUMENTARIO RACCOGLIERA’ LE STORIE DELL’EMIGRAZIONE VENETA
UN POPOLO DI AMBASCIATORI
“Un popolo di ambasciatori – I veneti nel mondo”, è il titolo del progetto che sarà realizzato per l’assessorato alle Politiche dei Flussi Migratori della Regione del Veneto, il primo realizzato da una Regione, allo scopo di mantenere vivi i collegamenti con i propri connazionali che, in 132 anni, si sono diffusi nei vari continenti. Si tratta di un film documentario della durata di un’ora, che ricostruirà le cause, le modalità e la natura dei flussi migratori attraverso interviste, documenti d’epoca ed episodi di vita quotidiana raccolti tra la gente che ha dovuto lasciare il Veneto. Ampio spazio sarà lasciato alla descrizione della vita attuale degli emigrati e dei loro discendenti, a come questi siano riusciti a man-tenere lingua e tradizioni della terra d’origine in quella straniera, al loro ruolo anche nell’economia veneta. Importante per la realizzazione del reportage sarà la collaborazione delle Associazioni dei Veneti nel Mondo e la consulenza fornita da docenti universitari e giornalisti. Tra i consulenti anche Luigi Pallaro, emigrato in Argentina, imprenditore e oggi anche senatore al Parlamento Italiano. Il film-documentario “Un popolo di Ambasciatori – I Veneti nel Mondo” descrive i tempi, le modalità e la natura del processo migratorio, individua le principali mete scelte dagli emigrati veneti, racconta le loro vicende grazie, soprattutto, alle storie personali dei protagonisti. Attraverso un percorso che inizia con la partenza degli emigrati veneti, con l’ausilio di interviste, raccolta di testimonianze personali, spaccati di vita quotidiana, fotografie, lettere, documenti di viaggio e oggetti con i quali sono par-titi, ripercorreremo il viaggio di questi contadini, seggiolai, boscaioli, scalpellini, venditori ambulanti, oltre che minatori, muratori, costruttori edili, e la loro vita all’estero sino ad arrivare alla loro situazione attuale. Uno sguardo particolare è riservato all’universo femminile, al racconto dell’emigrazione dal punto di vista delle donne partite al seguito dei loro uomini: dalle balie alle lavoratrici in filanda, dalle cromère alle braccianti agricole, fino alle cameriere nelle case dei ricchi signori.

INIZIATIVA TRA SOLIDARIETA’ E CULTURA
IL BARBIERE DI SIVIGLIA NEL TEATRO DELLE SORELLE DELLA MISERICORDIA DI BUENOS AIRES
Hanno dato nuovi frutti i semi della solidarietà che la nostra associazione - tramite il Circolo Arena Veronesi nel Mondo di Buenos Aires, presieduto con grande impegno e passione da Luciano Stizzoli - da tempo ha allacciato con il locale Istituto delle Sorelle della Misericordia di Verona, di cui è superiora generale Suor Ancilla Seno. L’Isituto, che il Presidente Ceni, con Stizzoli, aveva visitato nella sua visita in Argentina nell’autunno scorso, gestisce una scuola per un migliaio di bambini e ragazzi fino a diciotto anni, nonché un pensionato con 85 stanze per signore anziane, entrambi intitolati a Don Carlo Steeb, fondatore del-la Congregazione. Il Teatro all’interno dell’Istituto, che negli ultimi anni si era limitato ad accogliere feste e manifestazioni, è stato rimesso in funzione partendo dal restauro di un pianoforte, ed ha cominciato ad ospitare opere liriche, prima “La Traviata” di Giuseppe Verdi, e, a luglio, “Il barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini (che quest’anno, tra l’altro, fa parte del cartellone della stagione lirica areniana a Verona). L’iniziativa si è giovata della collaborazione con l’Istituto Superiore di Arte del Teatro Colòn di Buenos Aires, che ha messo a disposizione i suoi artisti, offrendo a tutti gli interessati spettacoli ad accesso gratuito. Un’iniziativa, come ha sottolineato Ceni, che prosegue sul modello veronese della solidarietà nei confronti delle suore veronesi e degli emigranti italiani, combinandolo con una promozione culturale dell’immagine di Verona, legata ad uno dei suoi grandi cavalli di battaglia, cioè l’opera lirica. Il Teatro Colòn è uno dei più importanti in tutto il Sudamerica nell’ambito del teatro e della lirica.

ORGANIZZATA DAL CONSOLATO D’ITALIA IN AUSTRALIA
CONCLUSA CON SUCCESSO A BRISBANE LA SETTIMANA ITALIANA 2007
Si è conclusa con grande successo di pubblico e di critica la prima edizione della Settimana Italiana 2007 a Brisbane. Essa si proponeva di celebrare, attraverso una serie di even-ti di alto livello, l’Italia, Paese ammirato in tutto il mondo proprio per il suo inestimabile patrimonio di unicità culturale. Il programma è stato molto articolato. Hanno aperto la settimana i musicisti del gruppo pop/rock TRIM, i cinque talentuosi componenti della band romana si sono esibiti davanti ad un pubblico entusiasta di giovani italiani e australiani, attratti dalla sapiente combinazione di musiche italiane e ingle-si, canzoni scelte dal loro repertorio, grandi classici italiani quali Eppur mi son scordato di te di Lucio Battisti e cover di famosi gruppi stranieri come AC/DC, Queen, Robert Plant e Radio-head. Il gruppo ha suonato persino canzoni della nota band Wolf-mother, i cui componenti sono nativi proprio di Brisbane. I TRIM si sono anche esibiti il 3 giugno nel noto locale cittadino “La Dolce Vita”, nell’ambito di un nutrito programma di eventi che, sino a tarda sera, ha allietato i numerosi intervenuti con un contorno di auto Ferrari. E’ seguito il tradizionale ricevimento per la Festa della Repubblica, al quale hanno partecipato le Autorià locali, tra cui il presidente del Parlamento del Queensland, Myke Reynolds, tutti i maggiori esponenti della comunità italiana, numerosi uomini d’affari e personalità del mondo della cultura. Era presente anche il Console Francesco Capecchi che, nel suo intervento, ha ricordato il significato della ricorrenza del 2 giugno del 1946, quando il popolo italiano, “attraverso lo strumento più importante della democrazia partecipativa”, scelse “la propria forma di Stato”, iniziando così “il cammino che ha portato il nostro Paese a concludere una difficile pace, a raggiungere una faticosa ricostruzione, a svilupparsi economicamente e politicamente, ad aderire alla Comunità Europea ed infine ad essere quel Paese democratico, moderno, conosciuto ed ammirato in tutto il mondo”. Capecchi ha anche voluto sottolineare come in un mondo globalizzato sia “essenziale riconoscere e valorizzare lo scambio tra le culture” e come in questo contesto assuma “ancora maggiore importanza l’influenza del patrimonio culturale italiano, diffuso anche attraverso la comunità che risiede in Queensland, nello sviluppo del Paese che ci ospita e che costituisce un così memorabile esempio di integrazione e sintesi tra culture diverse”. Il Console ha infine ricordato come il Consolato d’Italia in Brisbane abbia iniziato con il Governo del Queensland una proficua collaborazione, immaginando proprio un passaggio di testimone tra la Settimana Italiana e quella del Queensland, che si è realizzato idealmente il 5 giugno quando ha avuto luogo la Prima dello spettacolo di teatro e danza “…Arrivi…Partenze”, realizzato da DadaDance, prodotto da New Realm Media e accompagnato dalle note musicali dell’ottimo chitarrista/percussionista brasiliano Jaider de Oliveira. “…Arrivi…Partenze” ha chiuso ufficialmente l’Italian Week 2007 e dunque il ‘cammino’ degli artisti che a Brisbane si sono esibiti con successo. Ma il ‘viaggio’ attraverso la cultura italiana avrà in futuro altri significativi momenti, forte dell’attività del nostro Consolato che, assicurano da Brisbane, continuerà ad associare il proprio nome a nuovi eventi di simile importanza, spinto dalla convinzione che si debba “seguire e valorizzare gli importanti cambiamenti sociali e di costume della comunità italiana”.


CAMBIO AI VERTICI DELLA SOCIETA’ DI ASSICURAZIONE
PAOLO BEDONI NUOVO PRESIDENTE DI CATTOLICA
A seguito dell’annuale Assemblea e all’elezione del nuovo Consiglio di Amministrazione, Paolo Bedoni, ex-Presidente nazionale della Coldiretti, è stato confermato alla carica di Presidente della Società Cattolica di Assicruazioni. Bedoni era già subentrato alla guida di Cattolica lo scorso dicembre, quando l’ex-Presidente Giuseppe Camadini aveva abbandonato per gravi motivi di salute. Camadini è rimasto comunque nel CdA di Cattolica insieme a Giovannimaria Seccamani Mazzoli, Giovanni Zonin, Ermanno Rho, Luigi Baraggia, Pierluigi Angeli, Angelo Caloia, Luciano Colombini, Angelo Ferro, Stefano Gnecchi Ruscone, Felice Martinelli, Aldo Poli, Pilade Riello, Pier Giorgio Ruggiero, Domingo Sugranyes Bickel, e Antonio Tessitore. Il 12 giugno il Consiglio di Amministrazione ha anche preso atto delle dimissioni di Ezio Paolo Reggia da Amministratore Delegato e Consigliere, per motivi personali. Il CdA ha espresso al dottor Reggia la più viva gratitudine per l’apporto dato nei 17 anni di servizio, per la crescita e il consolidamento della Società e del Gruppo. Agli inizi di maggio si è insediato nella carica di Direttore Generale il dottor Giovan Battista Mazzucchelli. “Credo – ha detto Bedoni ai soci di Cattolica – di poter esprimere in generale i migliori auspici per i futuri sviluppi dell’attività della nostra Società e del nostro Gruppo, certamente sollecitato ad un’azione di forte implementazione e rinnovamento della sua struttura operativa e dei suoi prodotti da un mercato altamente competitivo e in forte movimento, soprattutto in considerazione all’evoluzione del sistema bancario e del modello di bancassurance. Con l’Assemblea abbiamo posto le premesse per questa nuova fase della vita di Cattolica alla quale guardiamo con motivata fiducia, nella consapevolezza che le solide basi della nostra Società, basata sul principio cooperativo e su un forte legame con il territorio, ci consentono di procedere in modo spedito sulla strada dell’innovazione dei prodotti e dei servizi come ci viene richiesto dal mercato”. L

A CITTÀ A NOVEMBRE OSPITERÀ LA NONA EDIZIONE DI VINITALY CHINA.
LA POSSIBILITÀ DI SVILUPPARE RAPPORTI COMMERCIALI E PROMOZIONALI CON LE IMPRESE CINESI
VERONAFIERE INAUGURA L’UFFICIO DI
RAPPRESENTANZA A SHANGHAI

Lo scorso 30 maggio a Shangai, il direttore generale Giovanni Mantovani, il responsabile dell’Ice Maurizio Forte e il governatore di Pudong Wan Daning hanno aperto ufficialmente la nuova sede dell’Ente nella capitale economica cinese. Un nuovo ufficio di rappresentanza per Veronafiere in Cina. E’ stato inaugurato a Shanghai, nel grattacielo Three C -Zhong Bao Mansion, dal direttore generale Giovanni Mantovani, dal governatore del distretto di Pudong Wan Daning, dal direttore dell’Ice (Istituto nazionale per il commercio estero) di Shanghai Maurizio Forte, dai responsabili delle Camere di commercio italiane in Cina, dai delegati delle banche italiane (Unicredit, Banca Intesa, Monte dei Paschi, ecc.), dal capo dell’ufficio di rappresentanza del Banco Popolare di Verona e Novara Luigi Grisi e dai principali importatori di alimenti e bevande nella Repubblica popolare. Shanghai, capitale economica del Paese, conta oltre