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    Aut. del Trib. di Verona del 6/6/1974 n.312 - Dir. Resp. Beppe Montresor
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Luglio 2007

 

Anno XXXV - n. 34 - Agosto 2007 - Periodico

UN BUSTO ALLA MEMORIA DI MONSIGNOR GIUSEPPE CARRARO

INAUGURATO IN OCCASIONE DELL’ULTIMA CELEBRAZIONE DI PADRE FLAVIO ROBERTO CARRARO. CON IL CONTRIBUTO DEI VERONESI NEL MONDO. Lo scorso 29 giugno c’è stato un po’ il passaggio delle consegne tra Padre Flavio Roberto Carraro, che dopo quasi dieci anni ha abbandonato, per limiti di età, la guida della Diocesi di Verona, e Monsignor Giuseppe Zenti, che dal 30 giugno è ufficialmente il nuovo Vescovo di Verona. All’ultima celebrazione liturgica di Padre Flavio ha presenziato in Cattedrale anche l’Associazione Veronesi nel Mondo, guidata dal Presidente Giuseppe Riccardo Ceni, che ha voluto contribuire, nell’occasione, alla realizzazione di un busto dedicato invece a Monsignor Giuseppe Carraro, Vescovo di Verona per un lungo periodo negli anni ’60 e ’70. Attualmente è in corso un processo di beatificazione di Monsignor Giuseppe Carraro, che è sepolto all’interno del Duomo di Verona.

Con il contributo economico per la realizzazione del busto, l’Associazione Veronesi nel Mondo ha voluto ricordare la memoria del Professor Alberto De Mori, che fu il suo primo Presidente dal 1972 al 1976, e in seguito Presidente Onorario fino alla scomparsa di pochi anni fa. All’epoca della creazione dell’Associazione Veronesi nel Mondo, Vescovo di Verona era appunto Monsignor Giuseppe Carraro. Un gesto, dunque, fortemente simbolico, che vuole onorare una persona che ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della nostra associazione, e che nel contempo si vuole inserire in un percorso di intenso rapporto, senza soluzione di continuità, con la Chiesa Veronese del passato lontano e recente, e con quella che, con l’ingresso in cattedrale di Monsignor Zenti, guarda con fiducia al prossimo futuro.

Grazie Padre Flavio, bentornato Don Giuseppe
Il primo pensiero va a Padre Flavio Roberto Carraro, che ha retto per parecchi anni la nostra Diocesi, con l’autorevole umiltà del Frate Cappuccino, e che si è sempre dimostrato vicino alla nostra Associazione. In più di un’occasione ci siamo incontrati, non ci ha mai fatto mancare l’attenzione rivolta a noi come rappresentanti di tutta la comunità veronese residente all’estero. A Padre Flavio Roberto Carraro, che avendo compiuto i 75 anni si è dimes-so dall’incarico di Vescovo di Verona, vogliamo esprimere tutto il nostro Grazie per il cammino percorso insieme. Diamo il benvenuto, anzi il bentornato, al nuovo Vescovo di Verona, Monsignor Giuseppe Zenti, che è originario di San Martino Buon Albergo, e che aveva lavorato a lungo nella nostra città prima di essere nominato Vescovo, nel 2003 da Papa Giovanni Paolo II°, a Vittorio Veneto. L’augurio che ci facciamo è quello di proseguire il percorso comune, nell’ottica, peraltro già affermata da Monsignor Zenti, di una Verona sempre più calata in una realtà che abbraccia tutti i continenti. Nei prossimi numeri del nostro periodico daremo ampio spazio ad una presentazione del nuovo Vescovo di Verona ai nostri lettori.
IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE VERONESI NEL MONDO GIUSEPPE RICCARDO CENI .



Per gentile concessione dell’autrice, riportiamo qui un ampio estratto di un articolo pubblicato sul quotidiano “L’Arena” lo scorso 14 maggio.

UN’UNIVERSITA’ INTITOLATA A COMBONI
Il progetto consegnato all’Associazione Veronesi nel Mondo e al nostro ateneo
Fu la terra prediletta da Daniele Comboni, dove elaborò il suo progetto missionario, quello di salvare l’Africa con l’Africa. Oggi il Sudan, Paese martoriato da un lungo conflitto interno che sta avviandosi sul cammino della distensione, sta vivendo grandi trasformazioni. E la Chiesa cattolica vuole dare il suo contributo con la fondazione di un’Università che porterà il nome di Comboni e sarà punto di riferimento per la formazione di una nuova classe dirigente locale. E’ un progetto che coinvolge profondamente Verona, da una parte con l’Università scaligera che ha già offerto la sua disponibilità per la formazione degli studenti, e dal-l’altra con l’Associazione Veronesi nel Mondo, di cui è Presidente l’onorevole Giuseppe Riccardo Ceni, per reperire risorse per realizzare l’opera. Cuore di questa iniziativa culturale e sociale è il cardinale sudanese Gabriel Zubeir Wako, settimo successore di Daniele Comboni e primo cardinale africano a guidare i cattolici del Sudan.
Di recente Monsignor Wako è giunto a Verona, ospite dei Padri Comboniani, per presentare il suo progetto che a Verona è legato per molti motivi, a partire dalla ‘paternità’ comboniana dell’opera e della disponibilità mostrata dal rettore dell’ateneo scaligero Alessandro Mazzucco e dall’Associazione Veronesi nel Mondo a contribuire alla creazione di quest’opera fondamentale per il futuro del Sudan.Per questo Monsignor Wako ha consegnato copia del progetto all’onorevole Ceni. E’ dall’inizio degli anni Ottanta che circola l’idea di un’università cattolica in Sudan. Il progetto era già stato incoraggiato da Giovanni Paolo II°, l’indomani della canonizzazione di Daniele Comboni e da Benedetto XVI°. “Lo scopo – ha spiegato Monsignor Wako – non è quello di includere programmi accademici avanzati, ma di cominciare con facoltà per tecnici, infermieri e assistenti sociali per il ceto medio, per quelli che cercano di mettere in moto il processo di sviluppo” Il problema, a questo punto, è come realizzare quest’università, garantendone l’autonomia da un regime filo-islamico e trovando le risorse necessarie per realizzarla e, quindi, per metterla a disposizione di tutti i cittadini sudanesi, senza distinzioni di censo. Tutto questo in una realtà attanagliata da una povertà radicale aggravata dal problema dei rifugiati arrivati dal Sud Sudan e ora dal Darfur e da altre zone del Sudan. Ed è qui che si inserisce l’iniziativa dell’Associazione Veronesi nel Mondo, che da anni, grazie alle sue sedi sparse in diversi continenti, s’impegna e sostiene le opere dei missionari veronesi grazie al contributo degli emigranti partiti da Verona e anche dei loro figli, che in questo modo hanno esportato nel mondo il modello veronese della solidarietà, fatto di concretezza e continuità nel tempo, con opere già attive, ad esempio, in Brasile e in Venezuela.
Di Elena Cardinali



PER LA PRIMA VOLTA A GRIFFITH
ROMEO E GIULIETTA INSIEME AL “PAPA’ DEL GNOCO”.
Una cosa simile non era mai stata organizzata in passato. La gita dell’Associazione dei Veronesi di Melbourne tenutasi a Griffith gli scorsi 24-26 marzo ha avuto quindi un sapore del tutto unico. Il Comitato dell’Associazione quest’anno era desideroso di trovare un’occasione nuova, un modo diverso rispetto al passato ma altrettanto coinvolgente per portare “un po’ di Verona” agli amici di Griffith. Il periodo di carnevale è sembrato a molti un’occasione da cogliere al volo. Come le altre tradizioni di Verona anche quella del “Venerdì Gnocolar” è una festività che i Veronesi di Melbourne portano ancora nel cuore. Ritrovarsi tutti insieme con gli altri Veronesi di Griffith, per festeggiare a modo proprio “El Carneval de Verona” è da subito parsa una bella idea. Guidata dal Presidente Renzo Zanella, la macchina organizzativa si è immediatamente messa in moto. Il gruppo dei partecipanti si è ritrovato alle 7 del mattino al Veneto Club di Bullen, pronto per partire alla volta di Griffith. Insieme ai Veronesi si sono uniti mol-ti altri amici associati, provenienti da diverse zone d’Italia ma con la stessa voglia di trascorrere insieme tre giorni di festa e d’allegria. Arrivati a Griffith, l’accoglienza si è dimostrata fin subito delle migliori. I Veronesi del luogo con la signora Rosetta Rossi e il Presidente Italo Codemo, erano ad attendere il gruppo al Catholic Club di Hanwood, luogo della prima cena a base di specialità del
luogo. La domenica è poi iniziata con la celebrazione eucaristica presieduta da Don Beltrame, parroco d’origine veneta. La mattinata si è poi conclusa con un’interessante visita ad uno dei più noti agrumeti della zona,
piacevolmente accompagnati dal proprietario, Orfeo Bergamin. Il momento principale è stato poi quello delle 12,30, allo Yugali Catholic Club dove l’Associazione Veronesi di Griffith, insieme con quella di Melbourne, avevano organizzato per l’occasione un pranzo domenicale in grande stile. Con trecento altri italiani da anni residenti a Griffith, l’impressione era proprio quella di essere a Verona: gnocchi caldi e galani per tutti, balli, danze a suon di fisarmonica e molta allegria. A completare la festa, la presenza delle tanto attese maschere di Verona, portate per l’occasione dall’Associazione dei Veronesi di Melbourne, grazie anche all’aiuto dell’imprenditore Giancarlo Giusti ed all’Associazione Veronesi di Griffith. La maschera del “Papà del Gnoco” era impersonata dal signor Terry Corradi, mentre Romeo e Giulietta, la coppia più famosa di Verona, erano interpretati da Lorenzo e Sara, due giovani veronesi attualmente a Melbourne per motivi di studio. I tre personaggi, vestiti con i costumi originali provenienti direttamente dalla città scaligera (donati dal Presidente del Carnevale di Verona, Luigi D’Agostino, e da Giulio Tamassia, Presidente del Club di Giulietta di Verona), hanno riscosso subito un gran successo. Per i più piccoli è stata l’occasione di vedere alcune tra le maschere italiane più conosciute nel mondo, per i più grandi un modo per fare un tuffo nel passato. La domenica è finita con una cena alla Pizzeria “Romeo e Giulietta” di Griffith dove le due maschere veronesi, con tanto di foto, hanno onorato i titolari del locale. Al termine della gita non sono mancati i complimenti per l’organizzazione. Ancora una volta le comunità dei Veronesi di Melbourne e Griffith si sono distinte per la loro capacità organizzative e la voglia di fare. Nonostante il passare degli anni, il desiderio di festeggiare insieme e di tenere vive le proprie tradizioni italiane è ancora forte. Un ringraziamento particolare va a tutti i partecipanti ma soprattutto a Renzo Zanella, Presidente dei Veronesi di Melbourne, e ai Comitati delle due Associazioni.
Lorenzo Bianconi


Dal Brasile, Parte l'Associazione della Gioventu Veneta
Lo scorso 2 maggio è stata creata ad Erechim, in Brasile nel Rio Grande do Sul, la GIOVERE, sigla che sta per Associazione della Gioventù Veneta di Erechim, ente aderente alla Federazione Veneta La Piave FAINORS. Questa nuova associazione ha la finalità di rappresentare i giovani veneti di Erechim e delle regioni nord e nordest del Rio Grande do Sul. La neonata associazione condivide provvisoriamente la sede con la Federazione Veneta, in Rua Nelson Ehlers 98, sala 53, ad Erechim. La si può contattare telefonicamente al numero 55/5433212709 oppure all’indirizzo giovere.rs@gmail.com. Il direttivo della più giovane associazione della Federazione Veneta La Piave FAINORS è così formato: Presidente: Patricia Madalozzo Vicepresidente: Morvane Boiani 1° Segretario: Rodrigo Castilhos 2° Segretario: Joana Bellani 1° Tesoriere: Ricardo Coradi 2° Tesoriere: Ederson Tibola Revisori dei conti: Adriane Castilhos, Cristiane Paola Rigo e Rafael Testa. La sera del 30 maggio, poi, la Giovere si è riunita in Assemblea Generale per accogliere nuovi associati e organizzare dei dipartimenti di competenza. All’inizio, la Presidente Patricia Madalozzo ha esposto ai presenti i princìpi discussi nei suoi precedenti colloqui con il prefetto di Erechim, con i Circoli Veneti di La Piave FAINORS e con il Presidente del Comitato Veneto del Rio Grande do Sul, Dottor Luiz Carlos B.Piazzetta. Sono stati creati i seguenti dipartimenti con i relativi responsabili: Impresa: Angelina Bonente, Andreia Silveira Auozani. Teatro: Rafael Testa, Anucha Michielin, Jorge Nardelli, Michael Miotto e Fernando Pagliosa Detoni. Sport: Fernando Detoni, Ederson Tibola, Caetano Serafin. Attività sociali: Angelina Bonente, Andreia Silveira Auozani.


QUEI SACERDOTI A FIANCO DEI MIGRANTI
IL PROSSIMO 9 SETTEMBRE, SAN GREGORIO DI VERONELLA CELEBRERÀ TRE SUOI CONCITTADINI,
MISSIONARI SCALABRINIANI, CHE PER MEZZO SECOLO SI SONO MESSI AL SERVIZIO DELL’EMIGRAZIONE
I veronesi residenti all’estero iscritti all’Aire nel 2006 risultavano 21,365. Fanno parte di quel triste primato detenuto dal Veneto, la regione che ha fornito più emigrati italiani nel mondo negli ultimi 150 anni. Eppure non sempre i veneti rimasti in patria hanno fat-to memoria di questo esodo. Lo studio e la riflessione sul fenomeno sono stati fatti quando altri hanno incominciato a bussare alle nostre porte. Non sono mancati nel Veneto sacerdoti e suore che si sono fatti migranti con i migranti. Anche dal-la provincia di Verona si registrano numerose presenze. Il prossimo 9 settembre a San Gregorio di Veronella Francesco Danese, Gelmino Metrini e Abramo Seghetto, tre missionari scalabriniani, celebreranno 50 anni di sacerdozio e di servizio ai migranti. Il paese vuole onorare tre suoi concittadini che si sono distinti per il loro amore e la loro competenza in campo migratorio. La famiglia di Padre Francesco Danese ha dovuto molto presto lasciare le terre della Bassa e cercare lavoro in Piemonte. Dopo la specializzazione filosofica e teologica alla Pontificia Università Gregoriana, Padre Francesco ha insegnato nel seminario scalabriniano di Bassano del Grappa. Ma la sua passione per i migranti era troppo forte e ben presto chiese ed ottenne di essere inviato in missione. Padre Abramo Seghetto completa i suoi studi teologici a Piacenza e parte come missionario tra gli italiani in Alsazia. A Mulhouse aiuta a costruire la nuova sede della missione e la chiesa per gli italiani. Si laurea successivamente in sociologia a Lovanio e, accanto al suo impegno pastorale, si dedica allo studio delle migrazioni, in particolare all’emigrazione in Belgio. Chi vuole analizzare la presenza degli Italiani in Belgio non può fare a meno di consultare i preziosi volumi curati da Padre Seghetto. Ricordiamo la sua opera più recente su Marcinelle, “Il Belgio degli Italiani. Ricordare è giusto, non dimenticare è un dovere”, scritta in collaborazione con Rosario Nocera e corredata dalla prestigiosa prefazione del Presidente della Repubblica ita-liana, un’opera che ha conosciuto un grande successo editoriale; “Le pietre della speranza. Testimonianze dei migranti italiani in Belgio”; “Sopravvissuti per raccontare. Testimonianze di minatori italiani in Belgio”. Gelmino Metrini è il missionario apostolo. Anch’egli ha vissuto sulla sua pelle il dramma dell’emigrazione. Come le famiglie dei suoi confratelli, molti dei suoi familiari sono emigrati in Lombardia. Dolce, affabile, servizievole. La sua presenza in Belgio, Svizzera, Italia ha lasciato il segno. 50 anni di lavoro tra i migranti hanno significato per questi tre missionari un impegno quotidiano ad aiutare i migranti, a farli senti-re a casa lontano da casa, ad es-sere loro vicino nei momenti felici, ma soprattutto nelle immani tragedie che hanno colpito l’emigrazione. Basti ricordare la presenza dei missionari a Marcinelle nei giorni tra i più tragici dell’emigrazione italiana, quando finalmente di fronte alle tante bare il governo e le istituzioni prendono finalmente coscienza che esiste il problema “italiani all’estero”, persone da tutelare. 50 anni come missionari di emigrazione: preti amati dalla gente e ignorati dalle istituzioni, perché avevano il coraggio di ricordare ai rappresentanti dello Stato doveri spesso tralasciati. Preti che hanno saputo vivere con speranza, investendo energie umane e spirituali nei minatori e negli ultimi arrivati, sicuri che il loro amore li avrebbe trasformati in risorsa per il paese ospitante. Preti che hanno visitato regolarmente le baracche lavate dal pianto delle mogli disperate perché la polvere nera impregnava tutto. Padre Seghetto ha raccolto le loro storie, mentre Padre Danese ha scelto per parecchi anni di vivere in un quartiere plurietnico di Marsiglia con l’intento di far fiorire la gioia dove sembrare regnare soltanto la vicendevole ostilità. Piccoli grandi uomini; sognatori e realizzatori. La storia dell’emigrazione è fatta anche da loro: forse soprattutto da loro. E San Gregorio di Veronella fa bene ad onorare questi suoi concittadini.
Padre Giovanni Graziano Tassello Presidente della IV° Commissione “Lingua e Cultura” del CGIE


> DAL BELGIO
VERONIQUE SALVI, GIOVANE DEPUTATA FEDERALE
Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, come tanti altri veronesi spinti dal bisogno, la famiglia Santi lasciò la luminosità di Castelvero, frazione di Vestena
nuova, per ritrovarsi nell’oscurità del bacino carbonifero di Charleroi in Belgio.
Ed è proprio a Charleroi che nasce, nel 1973, Véronique Salvi. Lei fa molto ono
re agli italiani in generale, e in particolare ai veronesi della regione di Charleroi.
Il padre di Véronique, originario di Brescia, è il Vicepresidente dell’Associazione Veronesi nel Mondo di Charleroi. La madre,
Maria Santi, originaria di Vestenanuova, ne è la segretaria. Dopo le elementari e le medie, Véronique si è iscritta all’Univer
sité Catholique di Lovanio, e all’età di 22 anni si è laureata in Scienze Politiche.
E’ consigliere comunale e capo gruppo del partito centrista C.D.H. della città di Charleroi, un’entità di 200.000 persone.
Dopo le consultazioni elettorali dell’ottobre 2006, Véronique è stata eletta Deputata Federale.
Oggi Véronique ha la nazionalità belga, ma parte del suo cuore è rivolto a Verona. Una delle sue mete preferite - quan
do può permettersi qualche giorno di riposo – è infatti passeggiare per le vie del centro storico di Verona, e fare anche
un po’ di shopping.
Véronique ha promesso di sostenere con forza l’Associazione Veronesi nel Mondo – Circolo di Charleroi. Il comitato la rin
grazia e gli facciamo i complimenti oer il suo successo professionale. Ed infine vogliamo dirgli quanto siamo fieri di lei.
Associazione Veronesi nel Mondo – Circolo di Charleroi 33, Avenue Empain – 6001 Marcinelle – Belgio Tel: 00/32/071/431124 - Mail: lino.stoppele@skynet.be


> DALLA FRANCIA
Da Marina Raguzzi, Presidente dell’Associazione Arena Veronesi nel Mondo di Chambéry, riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo, pubblicato nell’ottobre dello scorso anno sul giornale “Le Dauphiné Libéré”, a proposito delle nozze doro di Alba e Nicolò Simonetto.
NOZZE D’ORO PER ALBA E NICOLO’
Fianco a fianco davanti l’altare, durante la cerimonia religiosa, uniti come il primo giorno. Così, prima di fare la festa, nella fede che li ha guidati tutta la loro vita e nelle loro azioni quotidiane, Alba e Nicolò Simonetto hanno celebrato i loro cinquant’anni di matrimonio, domenica 29 ottobre 2006. Tutti e due sono dei ‘pilastri’ della Missione cattolica italiana, dell’attività parrocchiale, nella quale si sono sempre impegnati senza tenere con-to del tempo, e di ciò che avevano di superfluo, lui dando materiali per i lavori di mantenimento dei locali della Missione e lei facendo diversi lavori di cucitura e maglieria per lo stand della kermesse di Sant’Antonio. Sono anche adorabili personaggi della vita di Chambéry, esempi d’integrazione, di coraggio nel lavoro e di combattimento contro le avversità dell’esistenza e nel medesimo tempo di preservazione della cultura e delle radici per tutta la comunità italiana della Savoia. Tutti e due sono veneti, di Romano d’Ezzelino (Vicenza). Lui, 79 anni, è venuto in Francia il 14 aprile 1952 perché a quell’epoca in Italia non c’era lavoro. Fece per cinque stagioni il boscaiolo in Alta Savoia. Poi, sapendo che si sarebbe sposato, venne a cercare un altro lavoro a Chambéry, Savoia, dove aveva parenti. Lì incominciò a lavorare il 20 agosto 1956 come distributore di carbone. Il 20 ottobre 1956 ritornò in Italia e il 27 ottobre si sposò con Alba Dissegna, di quattro anni più giovane. Poi il 2 novembre se la portò in Francia. Nicolò Simonetto è una ‘vedette’ della città ducale. Conosce meglio di chiunque tutte le scale e i buchi di Chambéry. Il carbone si portava nei granai e il kerosene nelle cantine. La cerimonia è stata celebrata dall’anziano parroco della basilica metropolitana di Chambéry, Pierre Curtelin. Poi, attorno alla copia, un po’ commossa, tutti si sono trovati (Italiani e tanti amici francesi) al copioso rinfresco per brindare in loro onore e infine per il pranzo di nozze che è stato, a parere di tutti gli invitati, veramente d’oro. I signori Simonetto hanno ricevuto tanti bei regali e molte belle composizioni floreali: in particolare quelle del sindaco di Chambéry ed ex-ministro, Louis Besson, del Console d’Italia a Chambéry, Andrea Cascone, e dell’Associazione Arena Veronesi nel Mondo.


> DAL LUSSEMBURGO
ECCO I VENETI DI LUSSEMBURGO
FIRMATO IL NUOVO STATUTO, IN BASE AGLI ACCORDI DI BASILEA
Giornata importante, quella dello scorso 8 giugno a Esch-Sur Alzette in Lussemburgo. In base a quanto era stato stabilito il mese precedente nella Conferenza d’Area dei Veneti d’Europa a Basilea, in Svizzera, è stato firmato il nuovo statuto, con relativo nuovo regolamento, che ha decretato la nascita dei Veneti di Lussemburgo, denominazione che va a sostituire la precedente Unione Triveneti. E’ stato anche presentato il nuovo logo dei Veneti di Lussemburgo, ovvero il Leone di Venezia. La giornata è stata un successo, e per l’Associazione Veronesi nel Mondo vi hanno preso parte il Segretario Ottavio Messetti, che ha portato e lètto il Saluto del Presidente Ceni (riportato nella sua interezza qui a fianco), e il Cavalier Benito Scamperle, Presidente del Circolo degli Ex-Emigrati Veronesi. Il convivio si è tenuto in uno spazio altamente suggestivo, un’ex-fonderia, dove sono convenute circa 250 persone, rappresentanti delle varie associazioni di Vicentini, Trevisani, Bellunesì e Friulani. Era naturalmente presente Vito Spinosa, Presidente dell’Associazione Veronesi nel Mondo del Lussemburgo, tra gli organizzatori della giornata, che ha firmato lo Statu
to sopracitato.
Simpatica iniziativa della giornata, le differenti specialità enogastronomiche portate dalle varie associazioni: il Prosecco trevigiano, la polenta e baccalà vicentina, e via dicendo. I Veronesi nel Mondo hanno presentato le specialità veronesi dei salumi e formaggi tipici, offerti dalla ditta Negroni (gruppo Veronesi) e Consorzio Monte Veronese.


> DALL’EGITTO
LA SCOMPARSA DI SUOR ROSALDA SPREA
Ci scrive da Bacos – Alessandria d’Egitto, Suor Ildegarda Malfatti Suor Rosalda Sprea non è più tra noi, ci ha lasciate. Ora la sua vita è lassù in cielo a godere il bene che si è meritata dopo tanti anni di lavoro e non pochi sacrifici qui in Egitto; con persone musulmane che non la pensano come noi. Sicura che pregherà anche per voi, per la vostra costanza e fedeltà che avete avuto per lei.


> DAL BELGIO
IL CIRCOLO DI CHARLEROI, UN ESEMPIO DA SEGUIRE
Nel giugno 2006, Teresa Veronesi si è dimessa dalla carica di Presidente dell’Associazione Veronesi nel Mondo di Charleroi. Ringraziamo Teresa per le fruttuose attività che lei ha organizzato per anni.
Si è costituito un nuovo comitato, che si è dato come proprio scopo quello di ravvivare la fiamma nel cuore dei veronesi di Charleroi.
Teresa ha consegnato a Lino Stoppele, il nuovo Presidente, una lista di nomi e di indirizzi di veronesi che si possono considerare di
prima generazione. Per la maggior parte, persone che si sono trasferite in Belgio subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, tra il 1946
e il 1950.
Alcuni sono tornati in Italia, molti hanno cambiato indirizzo, altri purtroppo sono morti.
Questa lista doveva assolutamente essere aggiornata, e completata. Due componenti del comitato hanno verificato nome dopo nome,
indirizzo dopo indirizzo. Per più di quattro mesi hanno corretto, cancellato, aggiunto nomi ed indirizzi, per arrivare ad un risultato en
tusiasmante ed inaspettato. Sono stati trovati più di 300 ‘nuovi’ veronesi. Oggigiorno si può dire che nelle regioni di Charleroi, Mons,
La Louviére, Namur, Bruxelles, vivono più di 550 veronesi. Alcuni veramente Doc di origine, altri della seconda e terza generazione,
figli e nipoti degli emigrati negli anni 1946/50.
Il nuovo comitato non si è accontentato di questo risultato. Per quattro mesi hanno fatto più di 270 telefonate chiedendo ai differenti
interlocutori di quale Comune fossero originarie le loro famiglie.
A tutt’oggi 100 soci hanno aderito all’Associazione Veronesi nel Mondo –
Circolo di Charleroi. Altri hanno promesso di aderire. Ma il comitato non
ha intenzione di fermarsi, per cui allo scopo di interessare altri veronesi,
specialmente quelli di terza e quarta generazione, e di invogliarli ad iscri
versi al Circolo, inseriamo i dati di riferimento cui rivolgersi. Si può telefo
nare, scrivere, tutte le proposte verranno ascoltate con attenzione. L’o
biettivo del Circolo è di radunare tutti i Veronesi, perché si possa dire che
a Charleroi, Mons, La Louviére, Namur, Bruxelles, “Verona c’è”.
Con un plauso al notevole lavoro di ricerca e di aggiornamento svolto dal
Circolo, e assicurando che a tutti i soci verrà spedito il nostro periodico
quale veicolo di collegamento, ci auguriamo che altri Circoli di Veronesi
nel Mondo riescano a compiere lo stesso lavoro.
Associazione Veronesi nel Mondo – Circolo di Charleroi
33, Avenue Empain – 6001 Marcinelle – Belgio
Tel: 00/32/071/431124 -Mail: lino.stoppele@skynet.be



DAL BRASILE
COMITATO VENETO DEL RIO GRANDE DO SUL
Il 30 giugno scorso l’Assemblea generale del Comitato Veneto del Rio Grande do Sul (COMVERS), ha eletto il Direttivo dell’Ente che resterà in carica per i prossimi due anni. Sono stati ammessi in questa fase e hanno potuto partecipare all’elezione tutte le Associazioni e tutti i Circoli Veneti del Rio Grande do Sul che hanno sollecitato l’adesione e hanno soddisfatto in tempo le mini-me esigenze stabilite dal direttivo provvisorio. Il Direttivo del COMVERS risulta così costituito: Presidente: Luiz Carlos B.Piazzetta; Vicepresidente: Tarcisio Vasco Michelon; Segretaria: Nair Panizzon Baroni; Tesoriere: Ademir Peretti. Consiglio Direttivo: Elio Luiz Zanette, Ademir Gugel, Floriano Molon. Supplenti: Elcio Rigon, Ferdinando Moresco e Gertrudes Reolon Castilhos. Revisori dei Conti: Amarildo Orso, Jorge Molon, Nei Zanette. Supplenti: Felix Slaviero, Patricia Madalozzo e Cesar Augusto Prezzi. Consulente: Cesar Augusto Prezzi.



A MARANO DI VALPOLICELLA
25° RADUNO DEGLI EX-EMIGRANTI VERONESI
Domenica 27 maggio si è svolto a Marano di Valpolicella il 25° Raduno degli Ex-Emigranti Veronesi, organizzato come sempre dal Circolo Ex-Emigranti Veronesi della Valpolicella, di cui da trent’anni è Presidente il benemerito Cavalier Benito Scamperle. Dopo l’arrivo a Marano, Don Walter Soave ha celebrato la Santa Messa, alla presenza del Presidente dell’Associazione Veronesi nel Mondo On.Giuseppe Riccardo Ceni, del Vicepresidente Giuseppe Bertani, del Segretario Ottavio Messetti, del Consigliere Sergio Ruzzenente, del Sindaco di Marano Simone Venturini, e di altre autorità. Al termine della celebrazione, ci si è recati al Monumento ai Caduti, ove è stata depositata una corona di alloro per ricordare gli amici emigranti che non sono più tornati, deceduti e sepolti in terra straniera. A conclusione della cerimonia, i partecipanti hanno proseguito verso il Centro Monsignor Carraro a Parona, ove si è tenuto il pranzo sociale. Nel corso della riunione conviviale, sono stati consegnati cinque riconoscimenti ad altrettanti ex-emigranti in diversi stati europei. Con tanti brindisi e danze, si è concluso il festoso raduno.


COSI’ GIUSEPPE BERTANI, NOSTRO VICEPRESIDENTE, SINTETIZZA IL SENSO DELLA CONFERENZA D’AREA DI BASILEA
SIAMO VENETI, SIAMO ITALIANI, SIAMO EUROPEI!
Parole pronunciate da Mario Fedrigotto, responsabile consolare dei Veneti in Svizzera A lato riportiamo gran parte del documento finale espresso dai Veneti d’Europa nella Conferenza d’Area che si è svolta a Basilea, in Svizzera, dal 23 al 25 marzo scorsi. Un incontro importante, indetto dall’Associazione dei Bellunesi nel Mondo, cui hanno partecipato per l’Associazione Veronesi nel Mondo il Vicepresidente Giuseppe Bertani, delegato dal Presidente Ceni, e il consigliere Massimo Mariotti, rappresentante anche del Comitato Tricolore. “Un’esperienza stupenda – ci ha raccontato il Vicepresidente Bertani – che ha riunito nella città svizzera tutte le rappresentanze dei Veneti d’Europa, più di 400 persone, provenienti da 18 tra i 27 Paesi dell’Unione Europea. La delegazione dei Veneti nel Mondo era guidata da Oscar de Bona, assessore regionale alle Politiche dei Flussi Migratori, e da Adriano Rasi Caldogno, Segretario Generale della Programmazione della Regione Veneto. Pre-senti tra gli altri Egidio Pistore, Segretario dei Veneti nel Mondo, e l’avvocato Federica De Rossi, Segretario Generale dei Giovani Veneti nel Mondo. Presente anche Padre Graziano Tassel-lo, Scalabriniano, che guida il Centro di Immigrazione di Basilea. Per sintetizzare la ‘filosofia’ della Conferenza, che nel documento finale traccia importanti linee-guida per il futuro dei Veneti d’Europa, Bertani ricorda l’intervento di Mario Fedrigotto, responsabile consolare dei Veneti in Svizzera, che è originario della Bassa Veronese, di Oppeano. “Siamo Veneti, siamo Italiani, siamo Europei!”.


RAPPRESENTANTI DEI VENETI DI SAN PAOLO
ABBRACCIO VERONESE TRA BRASILE E ITALIA
Lo scorso 22 maggio, circa una ventina di pensionati hanno visitato la città di Verona e la zona del Lago di Garda, nell’ambito di un ‘tour’ che, dal 13 al 23 dello stesso mese, li ha portati a vedere varie città e località del Veneto (Venezia, Abano Terme, Padova, Cortina d’Ampezzo, Rovigo, Delta del Po, i Colli Euganei). I visitatori facevano parte della Federazione delle Associazioni Venete dello Stato di San Paolo del Brasile e sono stati accompagnati da Bruna Saccardo Spinelli. A Verona si sono incontrati con l’Associazione Veronesi nel Mondo ed hanno consegnato un ricordo al Segretario dell’Associazione, Ottavio Messetti. Tra i visitatori, c’erano anche persone di origine veronese. Elsa Bertolotti Tavares, per esempio, nata a Verona e trasferitasi nel 1954, a soli quattro anni, in Brasile, era tornata in Italia nel 1963, quindi aveva seguito la famiglia per lavorare in Belgio prima di ristabilirsi definitivamente nel grande paese latino-americano. In Brasile dagli
anni ’50 anche i coniugi Damiano e Maria Maschi, entrambi originari di Badia Calavena; Gianfranco Andrioli, veronese, è in Brasile dal 1951, ed è venuto a Verona con la moglie Darcy Piccinini Andrioli, che è invece nativa di San Paolo nel Brasile.


SUCCESSO CHIARO E NETTO: AL PRIMO TURNO ELETTORALE CON PIU’ DEL 60% DI PREFERENZE
FLAVIO TOSI E’ IL NUOVO SINDACO DI VERONA
L’ESPONENTE LEGHISTA, CANDIDATO DEL CENTRO-DESTRA,
HA ‘STACCATO’ L’EX-PRIMO CITTADINO PAOLO ZANOTTO, RIMASTO AL 33%
Flavio Tosi, il neo sindaco di Verona eletto lo scorso 29 maggio, è nato il 18 giugno del 1969. Si è diplomato al liceo ginnasio statale "Scipione Maffei" e ha esercitato la professione di tecnico informatico prima di dedicarsi interamente alla politica.Nel 1994, a 25 anni, è stato eletto consigliere comunale a Verona: da allora fino ad oggi è sempre stato capogruppo del suo partito. Dal 1997 al 2003 ha ricoperto il ruolo di segretario provinciale della Lega Nord-Liga Veneta. Nell'aprile del 2000 è stato eletto consigliere regionale della Regione Veneto ed è stato rieletto alle ultime votazioni del 2005, ottenendo il record assoluto di preferenze tra tutti i candidati (28.000 preferenze). Ha ricoperto la carica di assessore regionale alla Sanità sino al 25 giugno del 2007. Formata la Giunta, è stata istituita la delega ai Rapporti con i veronesi nel mondo che si pone l'obiettivo di rafforzare i legami con le varie comunità italiane e veronesi nel mondo attraverso una mappatura delel diverse realtà associative esistenti all'estero e in Italia. L'assessore a cui è stata assegnata questa delega è Vittorio Di Dio, di Alleanza Nazionale, 50 anni, che ha anche le deleghe all'edilizia pubblica e alle pari opportunità. Durante i prossimi anni, ha fatto sapere il neo assessore, verrà sviluppata una serie di rapporti culturali e sociali tra le comunità veronesi all'estero e la realtà veronese, con beneficio reciproco in termini di scambi culturali e sociali, con il coinvolgimento e la partecipazione di enti e associazioni cittadine come la Camera di Commercio e l'università. Nell'ambito dell'amministrazione comunale verrà istituito un ufficio come punto di riferimento per i ‹veronesi di rientro› per rispondere alle loro esigenze e fornire assistenza sul fronte del reperimento di un alloggio, della scuola e del lavoro, attivando allo scopo un link nella homepage del sito web del Comune di Verona. Si organizzeranno quindi dei momenti di incotnro e di scambio con i ‹veronesi di rientro› dai diversi continenti con le rappresentanze diplomatiche e consolari, anche al fine di conoscere le maggiori difficoltà incontrate e, per quanto possibile, per poter trovare delle soluzioni adeguate.

BALBONI ACQUA OSPITE DI SOLIDARIETA’
INVITATO ALL’ASSIMP DAL PRESIDENTE CENI
Nel maggio scorso, è tornato a Verona Giuseppe Balboni Acqua, ambasciatore d’Italia alla Santa Sede, per anni a stretto contatto con Papa Giovanni Paolo II°. Balboni Acqua ha partecipato ad una serata di solidarietà, ospitata al Ristorante Re Teodorico accanto all’omonimo Castello sulle Torricelle, organizzata dall’ASSIMP, associazione che riunisce imprenditori e professionisti presieduta da Giorgio Montresor. Balboni Acqua è venuto su invito del Presidente dell’Associazione Veronesi nel Mondo Giuseppe Riccardo Ceni, che da parecchi anni condivide con lui una profonda amicizia. L’Assimp sostiene con le sue iniziative il progetto di costruzione di una casa-famiglia per 50 persone su iniziativa della Fondazione L’Ancora, diretta da Don Renzo Zocca, sacerdote apprezzatissimo, oltreché per la sua opera pastorale in diverse parrocchie di Verona, per la sua costante attenzione/vicinanza concreta a chi è in difficoltà, dal giovane emarginato all’anziano malato o solo. Balboni Acqua ha intrattenuto i partecipanti raccontando soprattutto la sua lunga esperienza a contatto con Papa Giovanni Paolo II°, pontefice che ha avuto molte intuizioni straordinarie, tra le quali, molto significative, l’universalizzazione dell’apostolato della Chiesa, e la speciale attenzione riservata al mondo dei giovani.

E’ PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER LE CHIESE ORIENTALI
MONSIGNOR SANDRI, ARGENTINO DI CAPRINO
A giugno, Papa Benedetto XVI° l’ha nominato Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, cioè quel dicastero pontificio che si occupa delle comunità orientali di rito differente da quello latino, come gli armeni per esempio. Monsignor Leopoldo Sandri, in passato, aveva già ricoperto ruoli importanti nella gerarchia diplomatica del Vaticano, per esempio come Nunzio Apostolico in Messico e in Venezuela. Il 2 aprile del 2005 ebbe lui il compito di comunicare, in diretta televisiva, la scomparsa di Giovanni Paolo II°. Monsignor Sandri, di nazionalità argentina, è originario del-la montagna veronese. Suo padre, Antonio Enrico Sandri, nato nel 1897 e scomparso nel 1965, era di Lubiara, frazione di Caprino, ai piedi del Montebaldo, che emigrò nel paese sudamericano all’indomani della crisi economica del 1929. Il Presidente dell’Associazione Veronesi nel Mondo, Giuseppe Riccardo Ceni (a sua volta figlio di mamma nata in Argentina da genitori italiani là emigrati prima della Prima Guerra Mondiale) si è messo direttamente in contatto con lui, invitandolo ad essere ospite non appena possibile della nostra associazione a Verona. Monsignor Sandri ha risposto di poter presto aderire all’invito, affermando di sentirsi legato ai Veronesi nel Mondo in virtù delle sue origini caprinesi.

UN DOCUMENTARIO RACCOGLIERA’ LE STORIE DELL’EMIGRAZIONE VENETA
UN POPOLO DI AMBASCIATORI
“Un popolo di ambasciatori – I veneti nel mondo”, è il titolo del progetto che sarà realizzato per l’assessorato alle Politiche dei Flussi Migratori della Regione del Veneto, il primo realizzato da una Regione, allo scopo di mantenere vivi i collegamenti con i propri connazionali che, in 132 anni, si sono diffusi nei vari continenti. Si tratta di un film documentario della durata di un’ora, che ricostruirà le cause, le modalità e la natura dei flussi migratori attraverso interviste, documenti d’epoca ed episodi di vita quotidiana raccolti tra la gente che ha dovuto lasciare il Veneto. Ampio spazio sarà lasciato alla descrizione della vita attuale degli emigrati e dei loro discendenti, a come questi siano riusciti a man-tenere lingua e tradizioni della terra d’origine in quella straniera, al loro ruolo anche nell’economia veneta. Importante per la realizzazione del reportage sarà la collaborazione delle Associazioni dei Veneti nel Mondo e la consulenza fornita da docenti universitari e giornalisti. Tra i consulenti anche Luigi Pallaro, emigrato in Argentina, imprenditore e oggi anche senatore al Parlamento Italiano. Il film-documentario “Un popolo di Ambasciatori – I Veneti nel Mondo” descrive i tempi, le modalità e la natura del processo migratorio, individua le principali mete scelte dagli emigrati veneti, racconta le loro vicende grazie, soprattutto, alle storie personali dei protagonisti. Attraverso un percorso che inizia con la partenza degli emigrati veneti, con l’ausilio di interviste, raccolta di testimonianze personali, spaccati di vita quotidiana, fotografie, lettere, documenti di viaggio e oggetti con i quali sono par-titi, ripercorreremo il viaggio di questi contadini, seggiolai, boscaioli, scalpellini, venditori ambulanti, oltre che minatori, muratori, costruttori edili, e la loro vita all’estero sino ad arrivare alla loro situazione attuale. Uno sguardo particolare è riservato all’universo femminile, al racconto dell’emigrazione dal punto di vista delle donne partite al seguito dei loro uomini: dalle balie alle lavoratrici in filanda, dalle cromère alle braccianti agricole, fino alle cameriere nelle case dei ricchi signori.

INIZIATIVA TRA SOLIDARIETA’ E CULTURA
IL BARBIERE DI SIVIGLIA NEL TEATRO DELLE SORELLE DELLA MISERICORDIA DI BUENOS AIRES
Hanno dato nuovi frutti i semi della solidarietà che la nostra associazione - tramite il Circolo Arena Veronesi nel Mondo di Buenos Aires, presieduto con grande impegno e passione da Luciano Stizzoli - da tempo ha allacciato con il locale Istituto delle Sorelle della Misericordia di Verona, di cui è superiora generale Suor Ancilla Seno. L’Isituto, che il Presidente Ceni, con Stizzoli, aveva visitato nella sua visita in Argentina nell’autunno scorso, gestisce una scuola per un migliaio di bambini e ragazzi fino a diciotto anni, nonché un pensionato con 85 stanze per signore anziane, entrambi intitolati a Don Carlo Steeb, fondatore del-la Congregazione. Il Teatro all’interno dell’Istituto, che negli ultimi anni si era limitato ad accogliere feste e manifestazioni, è stato rimesso in funzione partendo dal restauro di un pianoforte, ed ha cominciato ad ospitare opere liriche, prima “La Traviata” di Giuseppe Verdi, e, a luglio, “Il barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini (che quest’anno, tra l’altro, fa parte del cartellone della stagione lirica areniana a Verona). L’iniziativa si è giovata della collaborazione con l’Istituto Superiore di Arte del Teatro Colòn di Buenos Aires, che ha messo a disposizione i suoi artisti, offrendo a tutti gli interessati spettacoli ad accesso gratuito. Un’iniziativa, come ha sottolineato Ceni, che prosegue sul modello veronese della solidarietà nei confronti delle suore veronesi e degli emigranti italiani, combinandolo con una promozione culturale dell’immagine di Verona, legata ad uno dei suoi grandi cavalli di battaglia, cioè l’opera lirica. Il Teatro Colòn è uno dei più importanti in tutto il Sudamerica nell’ambito del teatro e della lirica.

ORGANIZZATA DAL CONSOLATO D’ITALIA IN AUSTRALIA
CONCLUSA CON SUCCESSO A BRISBANE LA SETTIMANA ITALIANA 2007
Si è conclusa con grande successo di pubblico e di critica la prima edizione della Settimana Italiana 2007 a Brisbane. Essa si proponeva di celebrare, attraverso una serie di even-ti di alto livello, l’Italia, Paese ammirato in tutto il mondo proprio per il suo inestimabile patrimonio di unicità culturale. Il programma è stato molto articolato. Hanno aperto la settimana i musicisti del gruppo pop/rock TRIM, i cinque talentuosi componenti della band romana si sono esibiti davanti ad un pubblico entusiasta di giovani italiani e australiani, attratti dalla sapiente combinazione di musiche italiane e ingle-si, canzoni scelte dal loro repertorio, grandi classici italiani quali Eppur mi son scordato di te di Lucio Battisti e cover di famosi gruppi stranieri come AC/DC, Queen, Robert Plant e Radio-head. Il gruppo ha suonato persino canzoni della nota band Wolf-mother, i cui componenti sono nativi proprio di Brisbane. I TRIM si sono anche esibiti il 3 giugno nel noto locale cittadino “La Dolce Vita”, nell’ambito di un nutrito programma di eventi che, sino a tarda sera, ha allietato i numerosi intervenuti con un contorno di auto Ferrari. E’ seguito il tradizionale ricevimento per la Festa della Repubblica, al quale hanno partecipato le Autorià locali, tra cui il presidente del Parlamento del Queensland, Myke Reynolds, tutti i maggiori esponenti della comunità italiana, numerosi uomini d’affari e personalità del mondo della cultura. Era presente anche il Console Francesco Capecchi che, nel suo intervento, ha ricordato il significato della ricorrenza del 2 giugno del 1946, quando il popolo italiano, “attraverso lo strumento più importante della democrazia partecipativa”, scelse “la propria forma di Stato”, iniziando così “il cammino che ha portato il nostro Paese a concludere una difficile pace, a raggiungere una faticosa ricostruzione, a svilupparsi economicamente e politicamente, ad aderire alla Comunità Europea ed infine ad essere quel Paese democratico, moderno, conosciuto ed ammirato in tutto il mondo”. Capecchi ha anche voluto sottolineare come in un mondo globalizzato sia “essenziale riconoscere e valorizzare lo scambio tra le culture” e come in questo contesto assuma “ancora maggiore importanza l’influenza del patrimonio culturale italiano, diffuso anche attraverso la comunità che risiede in Queensland, nello sviluppo del Paese che ci ospita e che costituisce un così memorabile esempio di integrazione e sintesi tra culture diverse”. Il Console ha infine ricordato come il Consolato d’Italia in Brisbane abbia iniziato con il Governo del Queensland una proficua collaborazione, immaginando proprio un passaggio di testimone tra la Settimana Italiana e quella del Queensland, che si è realizzato idealmente il 5 giugno quando ha avuto luogo la Prima dello spettacolo di teatro e danza “…Arrivi…Partenze”, realizzato da DadaDance, prodotto da New Realm Media e accompagnato dalle note musicali dell’ottimo chitarrista/percussionista brasiliano Jaider de Oliveira. “…Arrivi…Partenze” ha chiuso ufficialmente l’Italian Week 2007 e dunque il ‘cammino’ degli artisti che a Brisbane si sono esibiti con successo. Ma il ‘viaggio’ attraverso la cultura italiana avrà in futuro altri significativi momenti, forte dell’attività del nostro Consolato che, assicurano da Brisbane, continuerà ad associare il proprio nome a nuovi eventi di simile importanza, spinto dalla convinzione che si debba “seguire e valorizzare gli importanti cambiamenti sociali e di costume della comunità italiana”.


CAMBIO AI VERTICI DELLA SOCIETA’ DI ASSICURAZIONE
PAOLO BEDONI NUOVO PRESIDENTE DI CATTOLICA
A seguito dell’annuale Assemblea e all’elezione del nuovo Consiglio di Amministrazione, Paolo Bedoni, ex-Presidente nazionale della Coldiretti, è stato confermato alla carica di Presidente della Società Cattolica di Assicruazioni. Bedoni era già subentrato alla guida di Cattolica lo scorso dicembre, quando l’ex-Presidente Giuseppe Camadini aveva abbandonato per gravi motivi di salute. Camadini è rimasto comunque nel CdA di Cattolica insieme a Giovannimaria Seccamani Mazzoli, Giovanni Zonin, Ermanno Rho, Luigi Baraggia, Pierluigi Angeli, Angelo Caloia, Luciano Colombini, Angelo Ferro, Stefano Gnecchi Ruscone, Felice Martinelli, Aldo Poli, Pilade Riello, Pier Giorgio Ruggiero, Domingo Sugranyes Bickel, e Antonio Tessitore. Il 12 giugno il Consiglio di Amministrazione ha anche preso atto delle dimissioni di Ezio Paolo Reggia da Amministratore Delegato e Consigliere, per motivi personali. Il CdA ha espresso al dottor Reggia la più viva gratitudine per l’apporto dato nei 17 anni di servizio, per la crescita e il consolidamento della Società e del Gruppo. Agli inizi di maggio si è insediato nella carica di Direttore Generale il dottor Giovan Battista Mazzucchelli. “Credo – ha detto Bedoni ai soci di Cattolica – di poter esprimere in generale i migliori auspici per i futuri sviluppi dell’attività della nostra Società e del nostro Gruppo, certamente sollecitato ad un’azione di forte implementazione e rinnovamento della sua struttura operativa e dei suoi prodotti da un mercato altamente competitivo e in forte movimento, soprattutto in considerazione all’evoluzione del sistema bancario e del modello di bancassurance. Con l’Assemblea abbiamo posto le premesse per questa nuova fase della vita di Cattolica alla quale guardiamo con motivata fiducia, nella consapevolezza che le solide basi della nostra Società, basata sul principio cooperativo e su un forte legame con il territorio, ci consentono di procedere in modo spedito sulla strada dell’innovazione dei prodotti e dei servizi come ci viene richiesto dal mercato”. L

A CITTÀ A NOVEMBRE OSPITERÀ LA NONA EDIZIONE DI VINITALY CHINA.
LA POSSIBILITÀ DI SVILUPPARE RAPPORTI COMMERCIALI E PROMOZIONALI CON LE IMPRESE CINESI
VERONAFIERE INAUGURA L’UFFICIO DI
RAPPRESENTANZA A SHANGHAI

Lo scorso 30 maggio a Shangai, il direttore generale Giovanni Mantovani, il responsabile dell’Ice Maurizio Forte e il governatore di Pudong Wan Daning hanno aperto ufficialmente la nuova sede dell’Ente nella capitale economica cinese. Un nuovo ufficio di rappresentanza per Veronafiere in Cina. E’ stato inaugurato a Shanghai, nel grattacielo Three C -Zhong Bao Mansion, dal direttore generale Giovanni Mantovani, dal governatore del distretto di Pudong Wan Daning, dal direttore dell’Ice (Istituto nazionale per il commercio estero) di Shanghai Maurizio Forte, dai responsabili delle Camere di commercio italiane in Cina, dai delegati delle banche italiane (Unicredit, Banca Intesa, Monte dei Paschi, ecc.), dal capo dell’ufficio di rappresentanza del Banco Popolare di Verona e Novara Luigi Grisi e dai principali importatori di alimenti e bevande nella Repubblica popolare. Shanghai, capitale economica del Paese, conta oltre 17 milioni di abitanti, ha uno dei porti più trafficati del mondo (circa 450 milioni di tonnellate di merci movimentate nei container) e negli ultimi anni ha registrato una crescita annua tra il 9 e il 14%, assicurando al governo centrale fino al 25% delle entrate di carattere fiscale. Il Pil, Prodotto interno lordo, della «Parigi d’Oriente» è di oltre 60 miliardi di euro. La città è un centro finanziario e commerciale di enorme dinamismo, tanto da rivaleggiare, da sola, con Hong Kong, una delle tradizionali tigri asiatiche. Veronafiere, proprio per favorire ulteriori canali di comunicazione e di cooperazione tra le imprese italiane e quelle cinesi, ha deciso di aprire una sede, gestito da personale cinese, nella zona di Pudong, il distretto finanziario e commerciale, dalla quale sarà possibile curare al meglio il mercato agroalimentare e delle tecnologie alimentari, del «building» e dell’arredamento. «Questo ufficio», spiega Mantovani, «rappresenta una nuova opportunità di contatto e di sviluppo per le nostre imprese, che grazie a Veronafiere potranno avere un trampolino di lancio promozionale per i loro prodotti. L’esperienza che abbiamo acquisito in questi anni con Vinitaly China, la cui nona edizione è in programma dal 29 novembre al 1° dicembre a Shanghai, ci permette di affrontare al meglio questo importantissimo mercato, che manifesta un interesse crescente per i prodotti made in Italy, diventando un vero e proprio partner delle imprese». «La presenza diretta sul territorio», ha concluso, «rafforza il nostro ruolo di vetrina internazionale e di spazio d’incontro della globalizzazione».

CERIMONIA AL PALAZZO DELLA GRAN GUARDIA
VERONA PREMIA I SUOI VINI ‘TOP’
CRESCENTE SUCCESSO DELL’INIZIATIVA DELLA C.C.I.A.A.
Sono 113 i vini che hanno sfilato sabato 23 giugno alla Gran Guardia per la proclamazione dei vincitori del 4° Concorso Enologico “Verona Wine Top”. Una rappresentanza di assoluto prestigio e qualità, con vini che hanno superato una dura selezione per potersi fregiare della menzione “Verona Wine Top”, e che soprattutto entreranno nella Guida ai 100 grandi vini di Verona, ormai punto di riferimento anche al di fuori dei confini nazionali per gli appassionati del vino di qualità. Alla cerimonia di presentazione, oltre al Presidente della Camera di Commercio di Verona Fabio Bortolazzi, erano pre-senti i massimi rappresentanti degli Enti e delle Istituzioni, a testimonianza di come la scelta di un’immagine ‘unica’ per il vino veronese, intrapresa dall’ente camerale, si sia con il tempo rivelata vincente. Al termine della cerimonia i 113 ‘top’ delle denominazioni d’origine scaligere sono stati offerti in degustazione agli intervenuti, per coronare degnamente l’evento. Sono complessivamente 61 le aziende produttrici dei vini vincitori, rappresentativi di tutte le zone vinicole della nostra provincia. Il Concorso, riservato ai vini della provincia di Verona a denominazione di origine controllata e a denominazione di origine controllata e garantita, si propone di valorizzare le produzioni locali di qualità, favorendo la conoscenza delle singole denominazioni, di sensibilizzare i produttori al miglioramento del prodotto, e di orientare il consumatore nella scelta di prodotti di qualità e con un forte legame al territorio. I ‘campioni’ iscritti al concorso sono stati catalogati e successivamente anonimizzati dal notaio incaricato di garantire la regolarità dello svolgimento dello stesso, quindi sono stati valutati secondo il metodo indicato dall’Union Internationale des Oenologues. I commissari, divisi in otto commissioni, formate ognuna da un giornalista specializzato e da quattro enologi, hanno valutato in tre giorni di lavoro 372 campioni presentati da 137 aziende veronesi, compilando 3720 schede di valutazione, attribuendo 52.170 giudizi parziali e utilizzando oltre 4000 bicchieri. Alla fine dell’estate verrà data alle stampe la nuova “Guida Verona Wine Top”, che nella edizione dello scorso anno ha registrato una tiratura di ben 35.000 copie, diffuse in tutto il mondo e distribuite in tutte le Fiere e le manifestazioni internazionali dell’agroalimentare. L’analisi sensoriale di ciascun vino selezionato verrà redatta per l’edizione 2007 dal giornalista Massimo Zanichelli, firma prestigiosa con all’attivo numerose collaborazioni con le maggiori case editrici del settore. Nato a Milano, classe 1970, laureato in Lettere Moderne, Zanichelli firma la guida “I Vini d’Italia” e collabora con la guida “I Ristoranti d’Italia” del Gruppo Espresso; cura la rivista bimestrale e la guida “Cantine d’Italia” di Go Wine Editore; collabora con il bimestrale “Mood” e con la Veronelli Editore, per la quale ha curato il nuovo “Repertorio dei Vini Italiani”, oltre ad aver scritto diversi articoli per “Ex Vinis”. Ha inoltre collaborato con la rivista “Grand Gourmet” del Gruppo Mondadori.


PRESENTATA ALLA TRIENNALE DI MILANO LA 42° EDIZIONE DELLA RASSEGNA LEADER DI SETTORE
IN PROGRAMMA DAL 4 AL 7 OTTOBRE 2007 A VERONAFIERE
MARMOMACC, CAPITALE MONDIALE DELLA
NUOVA CULTURA DELLA PIETRA NATURALE

LA RASSEGNA È DIVENTATA L’ANELLO DI CONGIUNZIONE TRA I PRODUTTORI DI MACCHINARI, TECNOLOGIA, ACCESSORI, LE AZIENDE DI ESTRAZIONE,
LAVORAZIONE TRASFORMAZIONE E IL MONDO DEL DESIGN, DEGLI ARCHITETTI, DEI PROGETTISTI E DEI CONSUMATORI.
TUTTA LA FILIERA SI INCONTRERÀ A VERONA PER CAPIRE I NUOVI TREND E TRARRE COSÌ SPUNTO PER LE NUOVE “COLLEZIONI”
Milano-Verona, 30 maggio 2007. Passerella alla Triennale di Milano per la 42^ edizione di Marmomacc (Mostra Internazionale di Marmi, Pietre, Design e Tecnologie, in programma a Veronafiere dal 4 al 7 ottobre 2007, www.marmomacc.com), che ha presentato il calendario di eventi culturali della sezione «Marmo, Architettura e Design». Dopo l’edizione 2006, che ha visto presenti oltre 62 mila operatori dei quali il 41% è rappresentato da 118 Paesi esteri (+12% sul 2005) e più di 1.450 espositori provenienti da 52 paesi (+ 4%) dei quali quasi la metà esteri, su una superficie netta di 71.981 mila metri quadrati (+ 10%) secondo i dati certificati Fkm, le attese per il 2007 non possono che essere positive. Con i padiglioni 10 e 11 inaugurati lo scorso anno per oltre 20 mila metri quadrati dedicati ai lavorati e al design e con il padiglione 7, il più grande mai realizzato per utensili, abrasivi e prodotti chimici per la lavorazione, Veronafiere, organizzatore di Marmomacc, presenta per la prossima 42° edizione di Marmomacc il nuovo Padiglione 7B di 13 mila metri quadrati. La nuova area ospita anche la Partecipazione ufficiale Egiziana e la Federazione Spagnola della Pietra Naturale che, oltre lo spazio espositivo di 1.500 metri nel quale espongono più di 40 aziende, presenta la mostra «Nuova Architettura di pietra in Spagna». “Marmomacc è un’occasione unica per riscoprire la cultura della pietra nella modernità – ha dichiarato Fulvio Irace, direttore della sezione Architettura della Triennale di Milano durante la presentazione – e per valorizzare gli utilizzi di questo materiale così antico ma così moderno, attraverso foto, progetti e disegni originali delle migliori opere realizzate in pietra nell'ultimo decennio (edifici pubblici, uffici, housing, interventi urbani) dai principali protagonisti dell'architettura iberica contemporanea, come Alberto Campo Baeza a Rafael Moneo. “Promuovere la cultura della Pietra – ha aggiunto Vincenzo Pavan, curatore di mostre ed eventi per Marmomacc Architettura e Design – è un’esigenza avvertita dalle imprese e dalle istituzioni di cui Marmomacc si fa por-
E APPLICAZIONI NELL’ABITARE E NELL’EDILIZIA. tavoce, promuovendo corsi sulla tecnica del-la lavorazione del marmo sia a livello nazionale che internazionale”. Riconosciuta come educational provider dal-l’AIA (American Institute of Architects), associazione alla quale è iscritta la maggior parte degli architetti statunitense, e dopo aver stretto partnership con RIBA (the Royal Institute of British Architects) e RAIC (Royal Architectural Institute of Canada), Marmomacc coinvolge gli architetti a partecipare ogni anno a lezioni teoriche e pratiche, con la visita a siti estrattivi e con l’esperienza diretta di visione dei vari processi di lavorazione del materiale lapideo. Da due anni inoltre Marmomacc sostiene progetti formativi con l’Università di Mantova, sede staccata del Politecnico di Milano, e da quest’anno verrà intrapresa analoga attività formativa con la Facoltà di Architettura di Ferrara. Ancora, nell’ambito di «Marmo Architettura e Design», Marmomacc 2007 presenta una mostra dedicata al Premio Internazionale Biennale Architetture di Pietra (massimo riconoscimento di caratura mondiale per i progettisti che impiegano materiali lapidei, giunto alla 10°edizione) che attraverso una serie di iniziative culturali ripercorre gli utilizzi della pietra nella architettura contemporanea. “Marmomacc diventa luogo di contenuti prestigiosi – ha dichiarato Carlo Forcolini, presidente dell’Associazione per il Disegno industriale – e con il concorso La leggerezza del marmo, inserito all’interno di “Marmomacc incontra il design”, vengono coinvolti sia architetti-designer di fama internazionale come Riccardo Blumer, Matteo Borghi, Aldo Cibic, Michele De Lucchi, Odile Decq, Kengo Kuma, Alberto Meda, Simone Micheli, Marco Piva, Denis Santachiara, Tobia Scarpa, sia aziende espositrici leader del settore, che realizzeranno i prototipi che verranno presentati durante il prossimo Marmomacc (Verona, 4/7 ottobre 2007) all’interno degli stand delle aziende che vi hanno aderito. Gli appuntamenti culturali della 42° edizione continuano con il convegno «La Bellezza del marmo», organizzato in collaborazione con l’Associazione Donne del Marmo, fondata nel 2006 con il patrocinio di Marmomacc, con la mostra «Puglia paesaggio di pietre» e ancora con il «Best Comunicator Award», che premia, dopo un attento lavoro di selezione di una giuria qualificata, i migliori stand realizzati per questa edizione della manifestazione. “Coniugare cultura ed economia per valorizzarare questo importante settore del Made in Italy è il nostro principale obiettivo– ha concluso Gianfranco Castellani, vice presidente vicario di Veronafiere, organizzatore di Marmomacc – una manifestazione che, proponendo eventi sempre innovativi, esula dalla sua natura commerciale e si propone come anello di congiunzione della filiera. Marmomacc è di anno in anno sempre più luogo d’incontro non solo per le aziende e i produttori ma anche per esperti del design, architetti, progettisti, buyer internazionali e, non ultimi, consumatori finali: un’occasione unica, riconosciuta a livello mondiale, dove percepire i nuovi trend e trarre spunto per utilizzi innovativi della tecnica marmorea nell’abitare e nell’edilizia”.

DUE MOMENTI PER RICORDARE UNA REALTA’ DA RISCOPRIRE
EMIGRANTE EROE DELLA VITA
A CAMPOSILVANO GLI EMIGRANTI DELLA LESSINIA
Come ormai da tradizione, si è svolto anche quest’anno, domenica 22 luglio, il tradizionale incontro a Camposilvano degli Emigranti della Lessinia, con relativa commemorazione di questo importante capitolo, per molti versi ancora da riscoprire, della storia italiana. La Festa è stata aperta in mattinata dal concerto campanario eseguito dalla Squadra campanaria di S.Zeno di Colognola ai Colli. Successivamente è stata celebrata la Santa Messa da Don Walter Soave, animata dal Gruppo parrocchiale di Velo Veronese. Al termine della celebrazione, la toccante cerimonia commemorativa davanti al Monumento all’Emigrante Italia-no. A fianco del monumento, anche quest’anno è stata allestita una piccola ma significativa mostra con immagini e testimonianze sull’emigrazione ita-liana. Il pranzo conviviale al ristorante Conca dei Parpari ha concluso festosamente l’incontro. La serata precedente, al Teatro Parrocchiale di Velo, ha ospitato la rappresentazione dello spettacolo “Il ponte sugli oceani – Lessinia, Veneto, Italia. Storie di emigranti”. Tratto dal-l’omonimo libro di Raffaello Canteri, con l’attore Walter Peraro e i musicisti dell’Acoustic Duo, per la regia di Andrea Castelletti, sta avendo grande successo in tutto il territorio scaligero e non solo. Narra l’epopea di una famiglia di emigranti della Lessinia (tutto nasce nella contrada Arzare di Roverè), attraverso le vicissitudini di quattro generazioni in varie parti del mondo (Americhe, Europa, Australia). L’idea è quella di portare l’anno prossimo questo spettacolo in un tour tra Brasile, Argentina e Stati Uniti, negli scenari descritti nel libro.


COMITATO TRICOLORE PER GLI ITALIANI NEL MONDO - DELEGAZIONE VENETO
GIOVANI VENETI RECUPERATI
IN SOGGIORNO CULTURALE A VERONA

Tuffo nel passato dei loro progenitori per i partecipanti ad un Progetto Formativo realizzato a Verona dal 18 giugno al 7 luglio nei set-tori del Trasporto e della Logistica rivolto a discendenti di veneti emigrati nel passato nell’Est Europa.
Sono arrivati alla spicciolata a Verona usufruendo di aerei, treni ed autobus, dodici giovani d’origine veneta designati a partecipare ad un Progetto Formativo Culturale, organizzato dalla Delegazione Veneto del CTIM (Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo) con il supporto finanziario dell’Assessorato ai Flussi Migratori della Regione Veneto ed il contributo del Comune di Verona, il soggiorno ha interessato persone individuate tra quante hanno fatto richiesta di partecipazione e selezionate da una specifica commissione composta da referenti dello stesso Ctim Veneto, dell’, della Confederazione dei Giovani Veneti nel Mondo, dell’Associazione Triveneto per l’Est Europa e dell’Associazione Veneti nel Mondo. Sono stati alloggiati presso il Centro “Mons. Carraro” ed hanno rispettato un denso programma preparato ad hoc. La permanenza di questa “pattuglia” di veneti “recuperati” ha incluso incontri istituzionali (con Comune, Provincia, enti veronesi e con l’Assessore ai Flussi Migratori della Regione Veneto, Oscar De Bona), visite turistico-culturali, uno stage su vari aspetti veneto-veronesi. Tutto per saperne di più su ciò che le generazioni precedenti hanno lasciato per avventure di fatica nelle varie nazioni dell’Est Europa. Tutor del Corso è stato il Dr. Pino Cirillo, cultore in materia di Trasporti presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Verona.
Si tratta dei Croati Adriano Sluga e Jasmina Hadalic, degli Ungheresi Peter Chiari Bodnar e Ildiko Bertalan, degli Slovacchi Alessandro Amato e Iveta Vojtusova, dei Romeni Wanda Dubyk, Antonella Fanizzi, Diana Giurea, Monica Savioli, Mihai Postoaca e Ramona Otilia. Hanno sangue veneto nelle vene essendo discendenti di veneti che, soprattutto durante il dominio austroungarico, sono stati costretti dalle necessità ad emigrare nell’ottocento per lavorare con legname e marmi. Circostanze storiche, in seguito, hanno impedito il ritorno di quei nuclei originari. I partecipanti rientrando nei rispettivi Paesi, diventeranno gli “ambasciatori” d’un nuovo, costruttivo rapporto (e per mol-ti versi inedito) riacquisito dopo anni di colpevole oblio. Il Veneto e Verona, dunque, sono anche … altrove. All’Est, come dimostrano questi pronipoti di lontane emigrazioni.

IL PRESIDENTE E’ LUIGI GRISI
E’ NATO IL CLUB VERONESI, ASIA
Adesso l’evento è ufficiale. Con il certificato di registrazione dell’associazione, rilasciato dalle autorità competenti lo scorso 16 giugno, è nato a Hong Kong il Club Veronesi, Asia. La notizia ci è stata comunicata con soddisfazione da Luigi Grisi, Presidente del Club. La competenza territoriale comprende tutti i paesi del-la regione Asia/Pacifico. Grisi sta già cominciando a promuovere l’associazione al fine di raccogliere adesioni, e ha già contattato una decina di veronesi. Ricordiamo che a Luigi Grisi, nel dicembre scorso, è stato assegnato dalla Camera di Commercio il Premio Fedeltà al Lavoro, Progresso Economico e Lavoro Veronese nel Mondo. Da quasi vent’anni Grisi è rappresentante in Asia del Banco Popolare di Verona e Novara. Tra i compiti svolti, tutta una serie di servizi a favore delle aziende italiane ed in particolare di quelle veronesi in Asia, interessate al processo di internazionalizzazione. A parte l’attività professionale, Grisi ha ricoperto diverse posizioni importanti nella vita sociale italiana all’estero; è stato infatti Vicepresidente della Camera di Commercio Italiana a Hong Kong, per conto del-la quale ha creato nel 2000 il Festival Italiano che si svolge con cadenza annuale nel mese di giugno. In questo ambito, ha inviato per tre anni L’Arena di Verona a dare un saggio di buona opera agli orientali. Per oltre dieci anni è stato anche Vicepresidente della “Dante Alighieri” di Hong Kong, per promuovere la cultura e la lingua italiana all’estero.


GIA’ AL LAVORO A SAN ZENO DI MONTAGNA
CON IL NUOVO TECNICO IACHINI
PER TORNARE SUBITO IN A!
Nell’anno più nero dello sport veronese, anche il Chievo all’ultima giornata manca l’appuntamento decisivo e retrocede in serie B Il 2006/2007 è stato davvero l’anno orribile dello sport veronese, che ha visto contemporaneamente retrocedere il Chievo in serie B, l’Hellas in serie C (e questo è molto più grave, anche se in qualche modo quasi annunciato), e anche la Marmi Lanza, nella pallavolo, in A2. Intendiamoci, che una società men che provinciale come dimensioni qual è il Chievo, dopo più di un quinquennio di onorata, spesso straordinaria permanenza nella massima divisione, retroceda in serie B, ci sta e fa parte del gioco. Come ha detto in più di un’occasione il mister Gigi Delneri, che comunque resterà l’anno prossimo in serie A alla guida dell’Atalanta, non bisogna mai finire di ringraziare il Presidente Campedelli, il DS Sartori e i ragazzi che da una decina d’anni a questa parte hanno in diversi momenti contribuito a costruire la ‘leggenda’ del Chievo, società che, lo ricordiamo, è diventata un simbolo addirittura a livello mondiale di come ‘piccolo’, nel calcio, possa essere bellissimo. Certo, dispiace un po’, al di là del fatto che almeno per un anno non vederemo al “Bentegodi” le ‘grandi’ del calcio italiano, per come siamo retrocessi. Rimaniamo convinti - e sembrava quasi fatta a qualche giornata dal termine – che il Chievo, pur al termine di un’annata comunque assai travagliata, aveva le carte in regola e i meriti tecnici per rimanere in serie A. Forse, purtroppo, ci si è illusi troppo presto di avercela fatta. Forse è mancata un po’ di fortuna, e forse non si è tenuto conto che a fine campionato molte partite, si sa, hanno l’abitudine di finire con risultati imprevedibili, non conformi ai reali valori in campo. Leggi, tanto per considerare soltanto l’ultima giornata, il Milan campione d’Europa che perde due a zero a Reggio Calabria con la Reggina, che così scavalca il Chievo. Combine? Probabilmente no. Milan ormai sazio dopo il successo in Coppa dei Campioni, molte riserve in campo, e anche quelle con il pensiero ormai rivolto al mare. Certo, ci ricordiamo di partite più ‘vere’, anche all’ultima giornata, in campionati di venti, trenta anni fa. Si sa, il calcio è cambiato in peggio, continuiamo a ripeterlo e facciamo la figura dei nostalgici brontoloni. E’ così, purtroppo, e del resto anche allora, comunque, si assisteva a qualche match mentalmente addomesticato, senza che bisognasse per forza parlare di partita venduta. E poi, diciamocelo franca-mente, il Chievo la sua occasione l’aveva. Per salvarsi, gli bastava non perdere, all’ultima giornata, contro il Catania sul campo neutro di Bologna. E invece i gialloblù sono arrivati scarichi e molli al confronto diretto nella città emiliana, e hanno perso due a zero senza combattere con il coltello tra i denti, come avrebbero dovuto fare. E così, per un punto in meno di Reggina, Siena, Cagliari e Torino (che sono rimaste in A) siamo andati in B in compagnia, non bella, di Ascoli e Messina da tempo già condannate. Una retrocessione che ha concluso un’annata partita già malissimo l’estate scorsa, con un mercato infelice, l’eliminazione immediata dalla Coppa dei Campioni e poi dalla Uefa, l’esonero probabilmente un po’ affrettato di Bepi Pillon, dopo il bellissimo campionato precedente. Poi Delneri. Ci ricordiamo che solo qualche settimana prima del suo reimpiego, in occasione della presentazione di un libro a lui dedicato (e alla favola del vecchio Chievo), il Gigi diceva che non sarebbe ritornato alla guida dei gialloblù, perché non amava le “minestre riscaldate”. Probabilmente intuiva che certi ricordi è meglio lasciarli come sono. Intendiamoci, non che le colpe della retrocessione siano da attribuire solo al Gigi. Magari si è un po’ intestardito su certe scelte, ma è indubbio che buona parte dei ragazzi non è stata all’altezza dei propri mezzi. A cominciare da Obinna, talento puro su cui ci sentiamo di scommettere ancora, ma che di fatto ha giocato come sa sol-tanto per un breve periodo nella prima fase della gestione Delneri. Siamo in B, ma non ci fasciamo la testa. Il sogno non è finito. Ci piace come la società ha reagito. Senza troppe recriminazioni, ma mettendosi subito al lavoro chiaramente con l’intenzione di tornare in A, non di vivacchiare in qualche maniera in B, come si poteva temere. Il Presidente Campedelli non molla, tiene ad avere la sua creatura sempre bella, sana e forte. Delneri sarebbe rimasto anche in B, ma siamo convinti – anche se rimarremo sempre grandi estimatori del Gigi – che bene abbia fatto la società a puntare su un tecnico nuovo, emergente, di forte personalità. Si tratta di Beppe Iachini, proprio l’ex-calciatore del Verona, quando l’Hellas, a fine anni ’80, si batteva ancora in A e frequentava la zona Uefa. Di quel Verona Iachini, piccolo e tozzo, non bello da vedere ma tremendamente efficace a centrocampo, era l’inesauribile ‘mastino’, uno di quei giocatori - un po’ alla Gattuso per intenderci – che il pubblico ama perché lottano fino all’ultimo. L’anno scorso ha fatto molto bene a Piacenza, in B, portando la squadra vicina alla promozione in serie A. A campagna acquisti ancora praticamente ferma, Campedelli e Sartori parlano di un telaio, che in fondo non era così male neppure per la serie A, che dovrebbe essere in gran parte mantenuto anche in B. Certo qualche gioiello se ne andrà, a cominciare dal ‘Nazionale’ Semioli, ma siamo fiduciosi di vedere un Chievo primattore. Anche perché nella B 2007/2008 non ci sono più gli squadroni Juventus, Napoli e Genoa, tornati prevedibilmente in A. E sarà lecito, dunque, puntare in alto.


DOPO 64 ANNI, RETROCESSIONE IN C 1.
HELLAS ANNO ZERO
NON È SERVITO, PURTROPPO, UN BUON GIRONE DI RITORNO. MA IL CONTE ARVEDI PROMETTE CHE NON SARÀ UNA CADUTA LIBERA. E’ successo quello che non succedeva da 64 anni, ma che pur-troppo già all’inizio dell’ultima stagione, ancora segnata dalle precedenti sciagurate gestioni Pastorello, era parsa una concreta eventualità. Il Verona Hellas, giovedì 21 giugno 2007, non è risucito a superare il modesto Spezia nel ritorno al “Bentegodi” dello spareggio per rimanere in serie B, quello che adesso si chiama “Play-Out”. All’andata, nella città ligure che dalla C 1 l’anno scorso era stata promossa, l’Hellas aveva perso 2 a 1, gettando allegramente via una partita che era sembrata poter tranquillamente dominare. L’ottimismo comunque rimaneva, perché i gialloblu’ parevano superiori agli spezzini, e si pensava che non fosse troppo difficile vincere, sarebbe bastato un gol, in casa nostra. E invece al “Bentegodi”, tra caldo e nervosismo, si è capito presto che il compito era difficile, e man mano che scorrevano i minuti si è fatto difficilissimo, con il nervosismo in continuo aumento fino a tramutarsi, negli ultimi minuti, in una sorta di rassegnazione. Malinconico zero a zero il risultato finale, Spezia salvo, Hellas retrocesso, con i giocatori gialloblu incapaci persino di rialzarsi dal terreno di gioco, storditi dall’amarezza. Non ci eravamo abituati, ad associare i colori del Verona alla serie C. In più di cent’anni di vita, l’Hellas ci era stato soltanto nei primi anni ’40, tra l’altro tempo di guerra, con i campionati sfalsati dagli eventi bellici, insomma praticamente un periodo in cui davvero si pensava a ben altro, non certo al pallone. Anche per noi che scriviamo su questo giornale una sensazione nuova. Frequentiamo il “Bentegodi” da appassionati spettatori dal 1966, e abbiamo un flebile ricordo che proprio in quell’annata 1966-67 alla C eravamo andati vicini, salvati in extremis dal nuovo tandem di allenatori formato dal ‘Barone’ Nils Liedholm e dall’umile Ugo Pozzan, ex-calciatore gialloblù di ottimo livello sempre fedele alla casacca anche successivamente. Era il Verona di Bertola e Joan, di Petrelli e del brasiliano Dino Da Costa, grande centravanti a fine carriera. Con un po’ di importanti ritocchi (Mascetti, Bui..), sempre Liedholm alla guida, e il commendator Saverio Garonzi alla presidenza, l’anno dopo il Verona avrebbe conquistato, per la seconda volta nella sua storia, la serie A. Poi, come si sa, una vicenda gloriosa, con lo scudetto, finali di Coppa Italia, la Coppa Campioni, la Coppa Uefa, una lunga e onorata militanza in A, grandi calciatori italiani e stranieri, soddisfazioni memorabili. Poi un po’ di su e giù tra A e B e, all’indomani della straordinaria gestione di Mister Prandelli (che aveva ottenuto una splendida salvezza in A), il progressivo declino societario con il Presidente Pastorello, che ha deliberatamente seguito, negli anni, una politica di degenerativo impoverimento tecnico della squadra, puntando esclusivamente a vendere i migliori. Questa la situazione che si è trovato in mano a inizio anno il Conte Piero Arvedi, con una compagine di ragazzini chiaramente non adeguati alla serie B. A gennaio è stato esonerato Massimo Ficcadenti (che l’anno prossimo sarà in A alla guida della Reggina), al suo posto è arrivato il bravo Giampiero Ventura, la situazione di classifica era praticamente disperata. Col mercato invernale è arrivato qualche innesto di esperienza, e in particolare azzeccato, alla lunga, si è rivelato il ritorno di Claudio Ferrarese. L’Hellas ha inanellato una bella serie di risultati positivi, riportandosi un paio di mesi fa in zona salvezza. Sembrava fatta, intorno ai gialloblù si era riacceso l’entusiasmo del pubblico, i ‘ragazzini’ sembravano cresciuti sotto l’ala protettiva dei ‘nuovi’ di maggior esperienza (Ferrante, Biasi…). Purtroppo il giocattolo ha cominciato a perder colpi proprio nelle ultime partite. Qualche infortunio e qualche ingenuità di troppo, le altre concorrenti che si sono messe a marciare veloci, la per-durante mancanza di un attacco cui Marco Ferrante si è mostrato troppo vecchio, ormai, per poter dare sufficiente forza d’urto. E così, con la concomitanza di vari risultati (anche qui con eventi davvero impensabili su certi campi…) i ragazzi di Ventura si sono trovati a doversi giocar tutto nel doppio confronto con lo Spezia, e abbiamo detto com’è andata. Senza soffermarci troppo su inutili analisi tecnico-tattiche, diciamo che lo zero a zero casalingo ha evidenziato tutta l’immaturità e la mancanza di personalità della gran parte dei gialloblù, anche di quelli che nel corso del campionato hanno dimostrato di avere dei numeri. Al momento della “Sfida all’OK Corral”, del faccia a faccia finale, il Verona ha avuto paura, si è bloccato, avviluppato dallo spettro della vergogna di retrocedere in C. Cosa che, fino a quel 21 giugno, Arvedi ripeteva di non prendere nemmeno in considerazione. Al momento in cui scriviamo il Presidente si è preso qualche giorno di vacanza. Pronto a ricominciare, affiancato ancora dal DS Peppe Cannella. Ventura è andato ad allenare il Pisa, neopromosso in serie B. Al suo posto Franco Colomba. Ottima persona, ex-ottimo calciatore dai piedi buoni nel Bologna tra anni ’70 e ’80, tecnico di vaglia anche se le sue esperienze più recenti non sono state felici. Per la serie C sarebbe quasi un lusso. Ma consoliamoci, perché in tempi recenti sono an-date in serie C squadre come Bologna, Cagliari, Fiorentina, Napoli, Genoa… Ripartiamo dall’anno zero, la nobiltà di una squadra si vede anche in queste situazioni.

 
 
       
 
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