“Se vuoi arrivare primo corri da solo.
Se vuoi camminare lontano cammina insieme.
Per il bene comune, uniti facciamo squadra.
Questo è il mio augurio”. Vi avevo inviato
questo breve pensiero per Natale e ora,
con alle spalle già la Pasqua, vi rinnovo
questo mio invito a fare squadra, a
condividere sempre di più quel modello
veronese della solidarietà che sta alla
base di tutte le nostre iniziative.
E Verona, anche grazie ai suoi tanti
concittadini sparsi nel mondo, di solidarietà
può realizzarne davvero tanta, anche
verso quei connazionali, quei “compaesani”
che hanno vissuto fortune alterne e
che ora devono sentire vicini i loro
amici veronesi. Per questo ho voluto
fortemente quel fondo di solidarietà,
che ho intitolato “Aggiungi un posto
a tavola” per non dimenticare le necessità
di nessuno, per dare l’opportunità a
chi vuol concretamente essere vicino
a chi attraverso un periodo difficile
di poterlo fare. L’associazione ha in
cantiere grandi progetti, come l’Università
Verona a Karthoum, in Sudan, fortemente
voluta dai padri Combiniani, che quest’anno
festeggiano i 150 anni della fondazione,
e dal cardinale Gabriel Zubweir Wako,
il primo successore nero nel ruolo di
arcivescovo della capitale sudanese.
Ma tanti altri progetti stanno maturando
in America Latina, grazie alla fattiva,
preziosa collaborazione dei circoli
dei Veronesi nel Mondo. In quest’azione
corale di solidarietà internazionale
ci è vicino il vescovo di Verona, monsignor
Giuseppe Zenti, di cui ricordo l’invito
rivolto ai nostri associati in occasione
delle festività natalizie “Vicini alla
gente intercettandone i bisogni”. L’anno
scorso, in occasione del convegno sull’immigrazione
per festeggiare i 35 anni del nostro
sodalizio, era mersa forte l’esigenza
di un maggior coordinamento tra i circoli,
di una maggior circolarità di idee e
di proposte. È una richiesta che accolgo
in pieno, rivolgendomi in particolare
ai giovani il cui interesse sta crescendo
per le nostre attività. Vi rinnovo i
miei auguri e vi invio un ideale abbraccio
per farvi sentire vicina la gente di
Verona. Riccardo Ceni
La solidarietà
in rete
Cari Veronesi nel Mondo, colgo l’occasione
dell’uscita del primo numero del 2008
della rivista dell’associazione per
presentarmi a voi nella veste di nuovo
direttore del periodico. Sono grata
al presidente Giuseppe Riccardo Ceni
di avermi offerto quest’opportunità
che mi ha aperto una .nestra sul mondo
dell’emigrazione, una realtà che tanto
ha contribuito al progresso dell’Italia.
Poco tempo fa qualcuno mi faceva giustamente
notare, a proposito di italiani all’estero,
che se è vero che dobbiamo onorare la
memoria dei nostri Caduti in guerra,
dovremmo onorare ancora di più l’opera
di chi è andato a lavorare in un Paese
straniero contribuendo con il suo impegno
a migliorare le condizioni delle persone
che ha lasciato in patria e all’esempio
che questo suo lavoro ha costituito
per tanti italiani. Non è retorica dire
che con le commesse degli italiani dall’estero
molti italiani in patria hanno potuto
risollevarsi dai guasti prodotti dalla
guerra, determinando un radicale cambiamento
del destino di molte famiglie verso
migliori condizioni di vita. Un vantaggio
di cui in anni non lontani ha bene.ciato
l’intera società. Inoltre l’opera di
tanti italiani, e veronesi in particolare,
all’estero ha contribuito non poco allo
sviluppo e al miglioramento delle società
in cui gli emigranti si sono inseriti.
Oggi gli emigranti sono cambiati, si
sono trasformati in manager, in professionisti
di alto livello, in imprenditori che
portano nel mondo il marchio Italia
e quello di Verona a livelli di eccellenza,
anche nel campo della solidarietà. Ma
tutto questo non ci fa dimenticare coloro
che li hanno preceduti, con le loro
storie di coraggio, di difficoltà, con
le loro affermazioni, il loro adattarsi
a una vita completamente nuova. Nella
rivista, oltre a informare quanti vivono
all’estero circa la vita veronese, vogliamo
anche raccontare le storie dei “nostri”
veronesi, di quelli che partirono e
fondarono nuove realtà produttive e
sociali, dei loro . gli e dei loro nipoti.
Per tutti Verona resta un punto di riferimento,
il luogo dove tutto è iniziato. E vorremmo
nei prossimi mesi dare un contributo
a questo legame, rafforzandolo con la
forza dei ricordi, delle notizie, delle
curiosità, per dire a tutti i Veronesi
nel Mondo che la loro città, la loro
provincia, non li dimentica. Anzi, ha
sempre voglia di sentirli e di partecipare
alla loro vita di tutti i giorni. Un
grande auguro pasquale ai soci e ai
lettori dell’associazione e buon lavoro
a tutti. Elena Cardinali
In Sudan
l’università Comboni
SOLIDARIETÀ. Incontro tra il vescovo
di Karthoum e l’Associazione Veronesi
nel Mondo per sostenere il progetto
educativo che si realizzerà nella capitale
africana
Formare la futura classe dirigente del
Sudan in un’università ad indirizzo
cattolico nel nome di San Daniele Comboni.
È il sogno del Cardinale Gabriele Zubeir
Wako, un progetto che l’ottavo successore
del santo missionario veronese a Karthoum
sta preparando da 15 anni, che già ebbe
l’approvazione di papa Paolo Giovanni
II in occasione della beati.cazione
prima e della canonizzazione poi di
Comboni, l’aposotolo veronese delle
popolazioni africane che proprio in
Sudan creò le basi della sua opera umanitaria.
Ieri sera, alla Gran Guardia, monsignor
Wako ha avuto modo di incontrare il
cardinale Camillo Ruini, in occasione
della presentazione del libro di Papa
Benedetto XVI, per spiegargli nel dettaglio
le .nalità del progetto in Sudan che
monsignor Ruini aveva già avuto modo
di conoscere, esprimendo solidarietà
all’iniziativa, come hanno già fatto
il vescovo di Verona mons. Giuseppe
Zenti e uno dei suoi predecessori, mons.
Attilio Nicora. L’anno scorso questo
ambizioso piano è stato adottato dall’Associazione
Veronesi nel Mondo, di cui è presidente
l’onorevole Giuseppe Riccardo Ceni,
che si adoperò per creare un comitato
d’onore promotore per sostenere anche
.nanziariamente l’opera. Ne seguì un
primo incontro con monsignor Wako a
Verona, per la presentazione del progetto
della Comboni Verona University, e ieri,
nella Casa dei Padri Comboniani di vicolo
Pozzo, con il Superiore dei Comboniani,
padre Romeo Ballan, monsignor Wako ha
incontrato nuovamente un gruppo di soci
dei Veronesi nel Mondo per spiegare
l’evoluzione del progetto. «Per quanto
riguarda l’iter burocratico siamo ormai
in dirittura d’arrivo», ha spiegato
monsignor Wako, «con i permessi governativi
in ordine e il terreno già pronto per
iniziare lo scavo delle fondamenta.
Non è stato un cammino semplice, anche
se con il governo di Karthoum sta mostrando
disponibilità nei confronti di questo
nostro piano. Spero che le autorità
sudanesi capiscano che quest’opera aiuterà
tutti i laici sudanesi. Certo, la nostra
sarà una formazione con contenuti cattolici
ma rivolta ai laici. La mia idea è che
dovrà essere un’università per i laici
gestita dai laici». La Comboni Verona
University avrà ; come prime facoltà
quelle di Scienze dell’Educazione e
di Medicina. L’Università di Verona
ha già dato la sua disponibilità a fornire
un supporto formativo. Ma il vero sostegno
economico arriverà da enti veronesi,
come spiega il presidente dell’associazione,
Ceni:«Queso progetto rappresenta un
grazie corale di Verona al lavoro dei
missionari comboniani. E con questo
spirito ho già avuto l’appoggio della
Fondazione Cariverona, del Banco Popolare
di Verona e della Cattolica Assicurazioni,
che per quest’occasione faranno squadra.
Questo progetto incarna il sogno di
San Daniele Comboni, quello di costruire
l’Africa con gli africani. Perchè grazie
all’Università Comboni si potranno formare
giovani sudanesi che restino in Sudan
per contribuire allo sviluppo del loro
Paese. Devo dire che in tutto questo
siamo stati accolti a braccia aperti
sia da monsignor Zenti che da monsignor
Nicora. E so già che anche il cardinal
Ruini guarda con interesse a questo
progetto targato Verona. Mi auguro che
in futuro altri sostenitori vorranno
condividere questo sogno che si avvia
a diventare presto realtà». Il progetto
per la realizzazione della Comboni Verona
University andrà a inserirsi in un contesto
sociale particolarmente dif. cile, per
la situazione di instabilità che ha
dominato il Su dan negli ultimi anni.
Pur essendo un Paese ricco di risorse,
e di petrolio in particolare, non riesce
a decollare economicamente a causa delle
guerre intestine che si sono susseguite
a partire dal 1956. La situazione peggiore
è quella nel Darfur, che contrappone
etnie africane a etnie arabe e che si
protrae da oltre cinque anni tra assalti
e tregue relativamente lunghe, con gravi
ripercussioni sulla popolazione costretta
spesso a esodi di massa verso la capitale
o verso il confinante Ciad, dove è costretta
ad ammassarsi in campi profughi vivendo
in condizioni di desolante povertà.
Svizzera Assemblea
del C.A.V.E.S
Confederazione delle associazioni venete
in Svizzera
Nel padiglione del Circolo Acli di Wohlen,
nel Cantone San Gallo in Svizzera, si
è svolta la statutaria assemblea annuale
della C.A.VE.S., la Confederazione delle
associazioni venete in Svizzera, alla
presenza di oltre ottanta presidenti
e delegati delle 42 Associazioni venete,
Vicenza, Padova, Verona, Treviso, Belluno,
ancora operanti nella Confederazione
Elvetica. Ospite referente il professor
Ulderico Bernardi dell’università Ca`
Foscari di Venezia che ha svolto il
tema di fondo del convegno intitolato
,
con ammirabile competenza, attualità
e realismo.Il Presidente della C.A.VE.
S., Emirano Colombo, ha salutato, oltre
che i delegati delle associazioni aderenti
alla Confederazione, i numerosi ospiti
giunti dalla Svizzera e dall’Italia,
tra cui il presidente dell’UNAIE (Unione
Nazionale Associazione Immigrati e Emigrati)
Franco Narducci, la signora Luisa Gregis,
Agente consolare di Wettingen, la signora
Maria Luisa Cuccaro, del Consolato Generale
di Basilea, il professor Goachino Bratti,
presidente dei Bellunesi nel Mondo,
Riccado Masini, direttore dei Trevisani
nel Mondo,Adriano Frigo, del direttivo
dei Vicentini nel Mondo e Ottavio Messetti,
segretario dei Veronesi nel Mondo. L’Assessore
regionale del Veneto Oscar De Bona,
ha incaricato il dottor Egidio Pistore,
dirigente ai Flussi Migratori, a portare
il suo saluto oltre che a rendere partecipi
i veneti della Svizzera delle azioni
programmatiche e promotrici della Regione.
Tema trasversale di fondo è stato quello
del nuovo Statuto regionale nel quale
da anni i Veneti all’estero chiedono
il pieno riconoscimento dei milioni
di corregionali sparsi nel Mondo all’accesso
a pari diritti e doveri con coloro che
vivono in Regione. Questo vale anche
e soprattutto per il diritto di voto
attivo e passivo nell’ambito regionale.
Le Conferenze d’Area del Brasile, dell’Argentina
e della Svizzera (Basilea 2007), unite
alla Consulta per i Veneti nel Mondo
e l’incontro avvenuto a Venezia con
la Commissione Consiliare dello Statuto
lo scorso novembre, costituiscono la
tangente prova che i Veneti nel Mondo
unisolo chiedono al Consiglio Regionale
di legiferare in tale direzione. Il
professor Goachino Bratti, redattore
di molteplici ordini del giorno sul
tema, è ritornato sulla tematica per
insistere, motivare e spronare chi di
dovere su questa irrinunciabile forma
di partecipazione e di diritto civile.
Attenzione particolare è stata rivolta
verso la preoccupante “invasione” di
nuove sigle a carattere nazionale dove
dubbi e noti personaggi inventano federazioni
di “Italiani nel Mondo” prive di qualsiasi
base democratica e sull’onda della attuale
propaganda elettorale a titolo personale.
L’Assemblea ha inoltre salutato il folto
gruppo di giovani presenti che dimostrano
sempre più interesse alla bi-cultura,
alla politica, all’istruzione e alle
tradizioni venete e italiane dando vita
a forme diverse di aggregazione verso
e con il Veneto. Forme queste più confacenti
al mondo moderno e globalizzato in cui
viviamo, ma sempre con il comune denominatore
dell’amore e dell’attaccamento alla
terra natale.
Mantovani nel Mondo
È INIZIATA UNA PROFICUA COLLABORAZIONE
CON LA NOSTRA ASSOCIAZIONE
Ecco una storia d’immigrazione relativa
ai nostri mantovani, che partirono
da Sermide alla volta degli Stati Uniti
a inizio Novecento, diretti ai campi
di cotone. E’ la storia di 260 sermidesi
dimenticati per un secolo, che sembra
essere uscita dalle pagine di un romanzo
dell’Ottocento. La si conosce grazie
al lavo ro dello studioso dell’emigrazione
Ernesto Milani dell’Associazione dei
Mantovani nel Mondo e all’interessamento
dell’Associazione Parco della Comunicazione
Visiva Del Po. Una vicenda di cui non
vi è traccia nella memoria collettiva
locale presentata solo recentemente
alla Festa dell’Emigrante 2007 in occasione
del decennale di fondazione dell’Associazione
dei Mantovani nel Mondo Onlus. Ai primi
del Novecento 260 sermidesi si trasferiscono
negli Stati Uniti per sfuggire dalla
miseria con la speranza di ribadire
le alterne fortune di altri espatriati
prima. In un arco di pochi anni, dal
1905 al 1907, sono una cinquantina le
famiglie che se ne van-no da questo
angolo di Mantovano, salpa-no da Genova
e affrontano un viaggio che dura dai
quindici ai venti giorni. Quello che
impressiona sono le età dei partenti:
non tanto degli adulti, generalmente
tra i 30 e i 40 anni, ma quelle di ragazzi
e bambini: 13, 11, 7, 5, 2, addirittura
un anno. Le famiglie, indebitatesi per
sostenere il costo del viaggio, una
volta arrivate nel nuovo mondo incrementano
l’indigenza con il trasferimento alle
piantagioni di Ellis Island (New York)
porto d’entrata negli Stati Uniti per
antonomasia. Ben presto il sogno si
trasforma in incubo; giunti sulle sponde
del Mississippi, tra Arkansas, Luisiana,
Alabama e Tennessee, gli emigrati subiscono
una condizione di schiavitù simile a
quella che la gente di colore aveva
provato .no alla guerra di secessione.
Le piantagioni di cotone in cui vengono
trasferiti sono luoghi malsani e poverissimi,
le condizioni di vita insopportabili.
Tempi duri anche a causa dell’in.azione
del prezzo del cotone; ogni tentativo
di fuga viene duramente perseguito dalla
polizia che riporta i fuggiaschi sui
campi di lavoro. Questa vera e propria
tratta degli schiavi pare fosse gestita
da clan italiani in collegamento fra
le due sponde dell’oceano. Le località
di arrivo sono Robinsonville, Rosedale,
Leland, Indianola, Longwood e Greenville.
I nomi delle famiglie coinvolte rimandano
all’anagrafe contemporanea. Sconcertanti
le testimonianze dei protagonisti riportate
nelle lettere rinvenute dal professor
Milani nel rapporto del sostituto procuratore
federale Mary Grace Quackenbos (1908)
sulle possibili violazioni delle leggi
sugli immigrati e sulla manodopera nelle
piantagioni: fame, povertà, malattia
e morte i temi ricorrenti, in una tragedia
tutta sermidese. Fino ad ora nessuno
sapeva di questa gente che, illusa di
abbandonare la miseria lasciata sul
Po, l’ha ritrovata peggiore sulle rive
del Mississipi. Una storia fra tante,
inscritta nell’ampio .usso migratorio
che all’inizio del secolo ha coinvolto
parecchi mantovani, partiti per il continente
americano e diretti non solo al nord,
ma soprattutto in Argentina, prima,
e poi in Brasile dove tuttora risiedono
numerosi nuclei dal cognome italiano.
In ricordo di quell’esodo massiccio
a Magnacavallo, “capitale morale dell’emigrato”,
ha eretto un monumento nel parco centrale
del paese. Delle cinquanta famiglie
sermidesi del Mississipi si sono perse
le tracce; non si sa a quale destino
siano andate incontro, nè se qualcuno
di quegli sfortunati migranti riuscì
a tornare in patria. L’argomento si
presta ad ulteriori indagini e ricerche,
un ottimo tema per studenti che intendano
compilare tesi di laurea originali di
elevato contenuto storiogra.co. Chi
sono, dove sono, che cosa fanno i nipoti
dei sermidesi del Mississippi?
1957 –
2007 50° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE
DELLA “TRENTINI NEL MONDO”
Nasceva a Trento il 10 novembre del
1957 la Associazione Trentini nel Mondo
onlus. Per volontà e determinazione
di alcune persone sensibili, appartenenti
a diverse organizzazioni provinciali
e regionali, si diede vita ad una associazione
che avesse a cuore tutti i trentini
emigrati nel mondo, af.nché si dimostrasse
loro solidarietà ed amicizia, e si riallacciassero
quei legami sopiti, spesso trascurati
dalle autorità locali e nazionali, a
volte anche dalle stesse famiglie. Il
2007 ha segnato quindi il felice 50°
anniversario della Associazione. Data
la vicinanza geogra.ca e i numerosi
rapporti tra il Veronese e l’area trentina,
l’Associazione Veronesi nel Mondo intende
avviare un pro.cuo dialogo con i “cugini”
trentini per approfondire i legami tra
le due comunità, anche progettando iniziative
comuni per i prossimi anni. Per il Trentino
il culmine delle celebrazioni si è avuto
nei giorni 10 e 11 novembre scorsi con
un fine settimana dedicato alla memoria,
alle riflessioni, alla festa per un
così importante traguardo. Con l’inaugurazione
della mostra “50 anni di .lo diretto
con gli emigrati trentini” avvenuta
presso Palazzo Roccabruna a Trento,
si sono aperte uf. cialmente le celebrazioni.
La mostra ha raccontato la storia attraverso
le pagine della rivista “Trentini nel
mondo”, il mensile che sin dal gennaio
1958 ha svolto ininterrottamente un
prezioso ruolo di informazione e collegamento
fra gli emigrati e la terra di origine
e fra i trentini nelle varie parti del
mondo. Oltre trecento le persone presenti
alla cerimonia inaugurale, molte delle
quali in rappresentanza degli oltre
duecento Circoli trentini sparsi in
tutto il mondo. Nella sua relazione
il presidente Ferruccio Pisoni ha ripercorso
alcune tappe fondamentali della vita
dell’Associazione. Fin dall’inizio essa
si è sforzata di capire quali fossero
realmente le sofferenze e le necessità
di chi emigrava. Attraverso incontri
con i trentini emigrati, furono messi
a fuoco i problemi, si fissarono le
priorità e si individuarono le istituzioni
alle quali rivolgersi per portarli a
soluzione. Fra i momenti cruciali Pisoni
ha citato il contributo dato nel 1966
dalla Trentini nel mondo alla nascita
dell’UNAIE (Unione Nazionale Associazioni
Immigrati ed Emigrati), quando si sentì
la necessità di poter contare su un
soggetto a carattere nazionale capace
di raccogliere le istanze degli emigrati
e rappresentarle ai massimi livelli:
Parlamento, Governo e Comunità Europea.
Altre pietre miliari nella storia della
Trentini nel mondo sono la nascita dei
Circoli, che a partire dagli Anni 70
subisce una forte spinta; nel 1975 c’è
poi il varo della prima legge provinciale
in tema di emigrazione che designava
i possibili campi d’intervento diretto
della Provincia; negli Anni 90 c’è l’avvio
di interventi di solidarietà che dai
sussidi di sopravvivenza per i più bisognosi
si estesero via, via al piano case ed
ai progetti di cooperazione allo sviluppo,
in risposta ai problemi delle comunità
di origine trentina soprattutto nei
paesi del Sud America; sempre negli
anni 90 all’nterno dell’Associazione
si dà vita al Gruppo giovani, che con
le sue diramazioni in tutto il mondo
ha concorso in modo determinante alla
riuscita dei congressi mondiali dei
giovani voluti dall’Assessorato Provinciale
per l’emigrazione nel 1998 e nel 2003.
Dopo gli interventi delle autorità locali,
è seguito un altro momento particolarmente
emozionante ed altamente simbolico.
A nome dei Circoli del loro paese di
provenienza, hanno porta-to il loro
saluto trentini provenienti da Argentina,
Belgio, Bosnia Erzegovina, Serbia, Brasile,
Cile, Danimarca, Francia, Germania,
Gran Bretagna, Lussemburgo, Messico,
Nord America (Stati Uniti e Canada),
Paraguay, Romania, Svizzera, Uruguay,
Italia. Hanno portato il saluto anche
un rappresentante dei Circoli ex emigrati
e del Gruppo Giovani. In.ne è stato
presenatto il volume “Un solco lungo
cinquanta anni. La Trentini nel Mondo
dal 1957 al 2007”, la pubblicazione
dei Trentini nel mondo.
PREMIO
MASI, simposio internazionale
Peter Hayes, australiano, uno dei massimi
esperti a livello internazionale di
viticoltura nonché presidente dell’OIV
(Organisation Internationale de la Vigne
et du Vin), la più grande associazione
mondiale del settore vitivinicolo, è
il vincitore del Premio Internazionale
Masi 2007 per la Civiltà del Vino attribuito
dalla Fondazione Masi e promosso da
Masi Agricola, azienda veronese leader
nella produzione di Amarone, giunto
quest’anno alla sua XXVI^ edizione.
Con lui hanno diviso la botte di Amarone
Masi, il tradizionale trofeo che contraddistingue
questo premio, i tre insigniti del Premio
Masi per la Civiltà Veneta: la scrittrice
Antonia Arslan, la cui opera prima è
stata subito tradotta nelle principali
lingue e quindi in un .lm, e due artisti
dell’immagine di fama internazionale,
un au-tore di storie a fumetti che ha
collaborato anche con federico Fellini,
Milo Manara, e un grande fotografo,
Gianni Berengo Gardin, autore di centinaia
di testi di foto di tutto il consueto,
si è svolta nell’antica pieve longobarda
di San Giorgio in Valpolicella, preceduta
dalla tradizionale firma della botte
da parte dei vincitori nelle cantine
Masi di Gargagnago. Con l’assegnazione
del Premio Internazionale Masi Civiltà
del Vino a Peter Hayes si vuole non
solo premiare la più importante organizzazione
di produttori vitivinicoli a livello
intergovernativo, l’Organisation Internationale
de la Vigne et du Vin, ma per la prima
volta rendere omaggio ad un produttore
australiano quale rappresentante del
grande sviluppo vitivinicolo di un continente
che, pur essendosi affacciato da poco
sulla scena mondiale, è oggi in grado
di competere a pari livello sui grandi
mercati internazionali con paesi di
lunga tradizione. Non ultimo, il Premio
intende essere un riconoscimento per
il Veneto che, nella primavera del prossimo
anno ospiterà a Verona, per la prima
volta in Italia, il congresso dell’OIV,
un appuntamento di richiamo internazionale.
Trofeo
Raguzzi
Il Rugby Club Valpolicella, che ha sede
a San Pietro In Cariano, e l’Associazione
«Veronesi nel Mondo» hanno incontrato
a Pasqua i Comitati dipartimentali francesi
di Savoia ed Alta Savoia. Il gemellaggio
tra Francia e Valpolicella nel segno
del rugby acquista un particolare signi.cato
poichè gli ospiti francesi che sono
arrivati per Pasqua in terra scaligera
costituiscono una rappresentanza di
«veronesi» emigrati da tanti anni nella
Savoia francese. A San Vito di Negrar
sono stati ospitati i Comitati Dipartimentali
della Savoia ed Alta Savoia, che hanno
accompagnato due squadre di rugby, formate
da circa 50 ragazzi under 17, che si
sono confrontate due volte, una il sabato
e l’altra il lunedì di Pasqua sul campo
di San Pietro In Cariano, con due selezioni
di giocatori pari età, formate dalle
società di rugby di Valpolicella, West
Verona, Rovigo, Badia Polesine, Ferrara,
Frassinelle e Villadose, nell’ambito
di un torneo memorial dedicato ad Albino
Raguzzi, motore per tantissimi anni
del folto gruppo di connazionali veronesi
emigrati in Savoia, scomparso recentemente
e sepolto a Montorio. Alla comitiva
sono stati assicurati due «terzi tempi»,
uno sabato 22 marzo, alla sera, e l’altro
lunedì 24 marzo, che hanno previsto
l’ospitalità gratuita per tutti (circa
100 ragazzi oltre agli ospiti ed accompagnatori)
a tavola nella «club house» della società
a San Pietro in Cariano. Il Trofeo che
l’Associazione Veronesi nel Mondo ha
messi in palio è stato aggiudicato al
Comitato della Savoia francese che lo
metterà in palio il prossimo anno con
una visita dei ragazzi del Valpolicella.
Così in maniera semplice ogni anno,
alternando la visita una volta in Italia
e una volta in Francia, si ricorderà
Albino Raguzzi.
I risultati: Sabato ore 16.00 Valpolicella-Savoia
10-28 West Verona-Alta Savoia 0-55 Lunedì
ore 10.30 Valpolicella-Alta Savoia 5-45
La più grande Manifestazione della Federazione
italiana Amatori Sport
Sport,
scuola e salute alla Montefortiana
Se qualcuno volesse sapere cosa sia
la Montefortiana deve osservare Gianluigi
Pasetto durante la ‘tre giorni di eventi
‘ legata alla Marcia di Monteforte:
Gianluigi è un organizzatore consapevole
che per tre giorni deve vivere mezzo
metro sopra tutto e tutti, presente
ovunque ma già proiettato dove potrebbe
esservi una necessità, sempre di un
fresco adrenalinico che però non lascia
mai trasparire le fatiche accumulate,
immerso e contemporaneamente distaccato
dalla realtà che lo circonda, sereno
e nel contempo alla massima all’erta,
sempre capace di dispensare pillole
di certezza e soluzioni ovvie in un
ambiente ed in circostanze che metterebbero
a dura prova chiunque. E come lui tutto
lo staff organizzativo, mai nervoso,
mai impreparato, sempre attento ai particolari
approntati con cura in un intero anno
di programmazione: oltre 300 Soci af.liati
e 700 volontari trovano in questi personaggi
i loro riferimenti ed il loro esempio
in un crescendo di iniziative e di novità
che fanno della Montefortiana un continuo
divenire mai uguale a se stessa. Quando,
invece, si parla di Montefortiana tra
gli addetti ai lavori, ci si riferisce
alla più grande Manifestazione della
Federazione italiana Amatori Sport (Fiasp),
alla più ef.ciente e complessa organizzazione
amatoriale presente nel panorama italiano,
alla più visibile, spettacolare e desiderata
adunata di podismo. I partecipanti,
per contro, vedono nella Montefortiana
un momento di grande aggregazione dove
accanto alla parte tecnica rappresentata
dai percorsi collinari sparsi nel territorio
del Soave ed ai chilometraggi, si apprezza
anche l’amicizia tra ritrovati amici,
e un momento particolare dove i prodotti
della territorialità assumono ruolo
ancor più legante e amalgamante sia
dell’amicizia che dei partecipanti.
Un tut-t’uno pregevole e di alto valore
tecnico e associativo che rende questa
rimpatriata un grande momento di festa.
Marcia dei Bambini ‘ Per il Sorriso
dei Bimbi ‘: non so se vi sia uguale
realtà sul territorio nazionale, certo
è che vedere 2000 – 2500 bambini assiepati
al nastro di partenza, felici, contenti,
ansiosi di esserci e di camminare insieme
ai propri insegnanti riempie il cuore
e rilassa la mente. Se poi pensi che
tutto ciò che si vede è un’espressione
vera della FIASP, allora quella gioia
dei bambini passa in te e ti motiva
sempre più a credere in questo movimento
genuino e senza con.ni d’età. E’ la
parte più semplice e senza peccato della
FIASP: i bambini non ti sollecitano
i cartellini di partecipazione per partire
in anticipo, non ti chiedono cosa sia
il riconoscimento e quanto costi, se
vi siano docce calde ad attenderti all’arrivo,
se i kilometri siano ‘ giusti ‘ o se
ci siano salite o discese importanti,
a che ora si dia seguito alla premiazione
dei gruppi, se sia contemplato qualche
speciale premio per il più anziano o
per ex campioni. I bambini con lo schiamazzo
ed il vociare che è loro tipico chiedono
con gli occhi che il tempo passi e giunga
l’ora della partenza uf.ciale per essere
liberi di sfogare la propria prorompente
vitalità, espressione della naturale
felicità interiore. Spettacolare. Il
ricavato di questo evento viene devoluto
quest’anno all’Istituto Scolastico Superiore
per In fermieri del St. Mary’s Medicine
College di San ShingHsiang in Taiwan
ed al Cenro ricerca IRCCS San Camillo
in Venezia a testimonianza che lo sport
deve sempre guardare oltre il .sico
e deve avere valore universale. Concorso
dei disegni riservati alle Scuole: un
concorso scolastico individuale a tema,
sempre più interessante e più seguito
dagli alunni. Quest’anno alla massiccia
adesione delle classi del territorio
si sono aggiunti i disegni provenienti
da Taiwan ( grazie al-l’interessamento
ed al patrocinio di S.E. Chou-Seng Tou,
Ambasciatore di Taiwan presso la Santa
Sede ) e dal New Jersey, Stato d’oltreoceano
ormai diventato la terza patria del
Gruppo Podistico Valdalpone De Megni
dopo il produttivo gemellaggio del-la
Montefortiana con la maratona di New
York. Il tema del Concorso era riservato
a ‘ Corriamo .... Senza lasciare indietro
chi inciampa ‘, un tema molto etico,
universale nel suo valore intrinseco
che contribuisce a mettere in risalto
la reciproca comprensione superando
anche eventuali differenze espressive
o comunicative del bambino. Il tema
imperniato sulla solidarietà è quanto
di meglio la semplicità e la generosità
innata del fanciullo potessero desiderare.
Successo e universalità del tema hanno
fatto sì che quest’anno i lavori saranno
presentati anche a Lotung (Taiwan )
in un Istituto dei Padri Camilliani
che cureranno analoga mostra ed evento
nella regione asiatica. La cultura non
ha frontiere! V° Simposio ‘Scienza,
Salute, Persona: Umanizzarsi per Umanizzare.
E’ un appuntamento che cresce ogni anno
e che rimane il .ore all’occhiello della
Montefortiana i cui Responsabili hanno
lavorato nel tempo perché il pregevole
evento sportivo si colorasse di cultura
sia in valore assoluto che come risalto
e conoscenza del territorio, cultura
del paesaggio del Soave, cultura delle
tradizioni e della popolazione veneta.
La dotta relazione introduttiva è stata
presentata da S.E.R. il Cardinale Javier
Lozano Barragàn, Presidente del Ponti.
cio Consiglio per la Pastorale della
Salute. Rendere semplici ed accessibili
a tutti i concetti di ‘ Salute come
Tensione verso l’Armonia ‘, e ‘ Cristo
come salute spirituale, corporale e
cosmica ’ sono proprietà che solo grandi
personaggi possono permettersi, disarmando
tutti gli ascoltatori. Il dottor Paolo
Rizzini, vice presidente della Fondazione
Smith Kline , ha illustrato le attuali
linee di ricerca della Fondazione mirate,
tra l’altro, a costituire una banca
dati nazionale ed europea sull’autismo,
patologia nota a livello dell’espressione
clinica, ma ancora più che sconosciuta
nei suoi aspetti eziopatologici. Don
Andrea Manto, direttore dell’Uf.cio
Nazionale per la pastorale della Salute
della CEI, ha ricondotto l’attenzione
dei convenuti sugli aspetti della salute
e sulla crescita e maturazione della
persona nel rapporto con gli altri e
nelle varie fasi della vita. Il Relatore
ha saputo rendere con semplicità concetti
innovativi e dif.cile approccio. Il
Convegno è stato poi concluso dal dottor
Giuseppe Colantonio presidente nazionale
della FIASP che ha riportato l’attenzione
sulla umanizzazione dello Sport, proponendone
le linee guida essenziali ed indicando
nella Federazione Italiana Amatori Sport
per Tutti, la FIASP, e nella Federazione
Internazionale degli Sport Popolari,
l’IVV, le Associazioni in questo momento
più vicine al concetto autentico di
Sport umanizzante.
Il presidente dell’Associazione “Veronesi
nel Mondo”, on. Giuseppe Riccardo Ceni,
è ben lieto di dare il patrocinio al
Concorso di disegno scolastico organizzato
dal C.S.A. di Verona asssieme all’Associazione
Amici di Don Angelo Marini, nell’ambito
della 33° Montefortiana collaborando
in modo particolare nel settore estero
(USA, Formosa) con dei premi ai ragazzi
partecipanti al Concorso. Porge alle
scuole, insegnanti e scolari il grazie
più sincero per la partecipazione, che
con la loro presenza aiutano concretamente
le missioni camilliane! Festeggeremo
tutti insieme alle premiazioni!
La riunione
delle Associazioni Venete
Più coordinamento e qualche fondo economico
dalla Regione. Sono le principali richieste
emerse dall’incontro delle associazioni
venete dell’emigrazione che si è svolto
a marzo alla Camera di Commercio, al
cui inizio ha dato il suo saluto il
presidente dell’ente camerale, il dottor
Fabio Bortolazzi. L’iniziativa di radunare
i rappresentanti delle diverse realtà
associative venete dell’area dell’emigrazione
è stata dell’onorevole Giuseppe Riccardo
Ceni, presidente dell’associazione “Veronesi
nel mondo” che ha sollecitato i colleghi
a far richiesta alla Regione Veneto
di uno stanziamento minimo di fondi
per consentire ai diversi sodalizi di
“poter esistere”. La Regione, infatti,
. nanzia i progetti delle associazioni
ma, ha precisato Ceni, “anche per poter
realizzare i progetti occorre avere
una sede e pagare delle spese per tenerla
funzionante”. Le associazioni venete
degli emigranti sono ormai uno dei pochi
legami che numerose persone trasferitesi
da molti anni all’estero mantengono
con la madre patria. Basti pensare che
solo nel Comune di Verona sono circa
7000 i veronesi iscritti all’Aire, l’Anagrafe
dei residenti italiani al-l’estero (che
ricevono regolari comunicazioni dai
Comuni d’apaprtenenza) mentre quelli
del-l’intera provincia sono circa 35.000.
L’incontro in Camera di Commercio, ha
precisato il presidente Ceni, “ha permesso
uno scambio di idee, esperienze e programmi
tra i diversi rappresentanti dei sodalizi
veneti e l’esigenza più sentita è quella
del coordinamento, di fare squadra per
ottimizzare le attività e ridurre le
spese. Credo che sia la formula vincente
per il futuro: pur mantendendo ciascuno
le proprie peculiarità, i veneti devono
fare sistema per mantenere saldi i rapporti
sia con i vec-chi migranti ma anche
con i loro discendenti, gettando le
basi per una solidarietà futura anche
tra i migranti del terzo millennio,
professionisti e manager che sanno esportare
nel mondo il modello veneto dell’imprenditoria
e della solidarietà”.
Il vocabolario
del Cimbro è custode di un «tesoro»
Importante evento per la cultura cimbra
in cui era presente il Presidente Ceni
per presentare il nuovo libro “Cammino
della fede” (capitelli e santuari cimbri
riprodotti dalla comunità Cimbra ad
Antonio Prado - Brasile). In aprile,
in Sala Farinati, la Biblioteca Civica
ha ospitato la presentazione del Vocabolario
Cimbro-Italiano e del numero 38 della
Rivista Cimbri “Tzimbar”, iniziativa
organizzata dal Curatorium Cimbricum
Veronese. Sono intervenuti irappresentanti
della Comunità montana, del Bim Adige
e della provincia di Verona, con un
saluto dell’assessore alle Politiche
sociali della Regione Veneto, Stefano
Valdegamberi, e del Responsabile della
Biblioteca Civica. L’introduzione è
stata af.data al presidente del Curatorium,
Vito Massalongo. Quindi è seguita la
relazione della curatrice del Vocabolario,
Adriana Bulgarelli. Un saluto in cimbro
è stato proposto da Renzo Dal Bosco,
insegnante in madrelingua mentre la
relazione sul lavoro è stata fatta da
Aldo Ridolfi, caporedattore della rivista
dei Cimbri “Tzimbar”. sono seguite le
relazioni di Pietro Piazzola, direttore
della rivista Cimbri “Tzimbar”, e del
professor Marcello Bondardo, linguista.
Il primo «Vocabolario comparato della
lingua cimbra» è uscito dopo tre anni
di lavoro. Pubblicato dal Curatorium
Cimbricum Veronense ed è un’opera colossale
per impegno profuso in documentazione,
ricerca, analisi delle forme della parlata
cimbra a partire dagli scritti di don
Marco Pezzo del 1763, dei fratelli Cipolla
del 1883-84, del linguaggio cimbro di
don Pietro Mercante del 1936 e di monsignor
Giuseppe Cappelletti del1956. Ma anche
gli studi di Gianni Rapelli del 1983
e le conoscenze linguistiche apprese
dalla madre di Renzo Dal Bosco di Giazza
nel 2004. Oltre duecento anni di testimonianze
scritte e orali sono affrontate dal
vocabolario nelle diverse forme riportate
dai cimbri non solo di Giazza, ma anche
di tutta la Lessinia. Ben seimila lemmi
vengono presentati su colonne affiancate,
evidenziando le varie forme della parola
secondi i diversi autori. Non è solo
un excursus storico attraverso la lingua,
ma anche un lavoro di consolidamento
della stessa e la sua evoluzione nel
tempo. «Quando una lingua sta per morire,
quando una minoranza lotta per la sua
sopravvivenza linguistica, sociale e
culturale, quando un patrimonio sembra
soccombere di fronte all’inevitabile
af.evolirsi delle parole, la realizzazione
di un vocabolario diventa un elemento
di difesa di un patrimonio, ormai di
poche decine di parlanti a Giazza»,
ha detto Vito Massalongo, presidente
del Curatorium. «Era una decina d’anni
che si pensava di realizzare un lavoro
di re cupero di questo genere», ha aggiunto
il presidente, «e con l’introduzione
del-lo sportello linguistico, frutto
della legge 482 e dei fondi della legge
regionale sulle minoranze linguistiche
del Veneto, si sono potuti avere tempo
e risorse per affrontarlo». L’impresa
ha coinvolto in primis la curatrice
Adriana Bulgarelli per più di tre anni,
ma anche un folto gruppo di collaboratori,
tra i quali Aldo Ridol., caporedattore
della rivista Cimbri-Tzimbar; Renzo
Dal Bosco (uno di pochi a parlare ancora
cimbro); Gianni Molinari, che ha affrontato
questo argomento insieme a Marta Tezza,
Ezio Bonomi, Roberto Nordera, Piero
Piazzola, Gianni Rapelli,Vito Massalongo
e Marzio Miliani, responsabile del-la
gra.ca e delle illustrazioni. Adriana
Bulgarelli spiega la .loso. a dell’opera:
«Abbiamo voluto realizzare un vocabolario
della parlata dei Tredici Comuni Veronesi,
limitandolo al cimbro della zona raccolto
dalla viva voce dei parlanti nel corso
degli anni, ponendolo a confronto con
ciò che è stato scritto da chi ci ha
preceduti. Mettere per iscritto una
lingua parlata è un controsenso», continua
la curatrice, «perché una lingua di
tradizione orale è soggetta inevitabilmente
a continue interpretazioni ed alterazioni,
ancor più di una lingua scritta, la
cui incessante evoluzione è ben nota».
Il lavoro svolto per il Vocabolario
è secondo Piero Piazzola, presidente
emerito del Curatorium, «un grande aiuto
a frenare o a contenere la perdita di
questo patrimonio linguistico; e quindi
è un’opera straordinaria e singolare».
PADRE COMPRI
Il cultore della Sindone
Da 53 anni vive e lavora in Giappone
come educatore e uomo di cultura. Un
veronese doc padre Gaetano Compri, nato
a Verona, nel quartiere di Santa Lucia,
il 17 marzo del 1930, che fece la sua
professione religiosa come Salesiano
il 16 agosto del 1946 e si trasferì
in Giappone il 2 aprile del 1955. Venne
ordinato sacerdote 50 anni fa, il 9
marzo del 1958. Per lui il 2008, dunque,
è l’anno del-l’anniversario. Che festeggia
però con grande semplicità e con il
sorriso. ,
racconta padre Compri. .
Se aprite il sito “Salesian Digital
Library” e cercate “Cimatti”, suggerisce
padre Compri, .
,
conclude padre Compri. .
Per L’11 aprile è tornato a Verona e
il 1 maggio ha fatto ritorno al suo
lavoro in Giappone. La famiglia dei
Veronesi nel Mondo gli è vicina e festeggia
con lui il suo sacerdotale
e missionario. Chi vuol contattare padre
Gaetano Compri può scrivergli al Salesian
Seminary, Chofu-shi, Fujimi-cho 321-12,182-0033
Tokyo JAPAN o inviare una e-mail a:
compri@v-cimatti.com URL www.v-cimatti.com
fax 0424-906707.
Sergio
Pasetto, il cantore di Giulietta
Il mese di febbraio per Verona ha segnato
un appuntamento importante, quello co
nil tema dell'amore romantico celebrato
da William Shakespeare nel suo dramma
Giulietta e Romeo che ha contribuito
a dare a Verona una notorietà mondiale.
Così il Comune anche quest’anno ha deciso
di celebrare questo mito con ,
dieci giorni dedicati agli innamorati
nel periodo di San Valentino con iniziative
diverse, dalle celebrazioni culturali
ai menù per due persone nei ristoranti
che hanno aderito all’iniziativa. Ma
se Shakespeare con la sua penna ha regalato
a Verona il mito dell’amore eterno,
c’è un altro veronese che sta contribuendo
a diffondere il messaggio di Shakespeare
attraverso un’altra forma d’arte, la
scultura. E’ Sergio Pasetto, che ha
realizzato una sorta di itinerario scaligero
sulle orme di Giulietta attraverso la
città, partendo dalla Tomba, dove si
trova il suo portale con le formelle
che raccontano la vicenda celebrata
dal drammaturgo inglese, ai portoni
della Bra, dove è stato collocato il
busto ritraente lo scrittore, a Palazzo
Carlotti, in prossimità dei Portoni
Borsari, dove è stata sistemata una
formella bronzea con il duello tra Romeo
e Tebaldo . Quest’ultima collocazione
non è casuale. Pare che proprio in questo
punto della città il novelliere Matteo
Bandello, ai cui testi s’ispirò Shakespeare
per scrivere la sua tragedia, abbia
collocato il mortale confronto tra i
due giovani appartenenti a fazioni opposte.
Per inciso, nel dramma scespiriano a
finire ucciso è Tebaldo, e Romeo, per
sfuggire agli strali della giustizia,
deve abbandonare Verona con sommo dolore
di Giulietta. Il resto della vicenda
è noto. Un’altra formella bronzea di
Pasetto viene collocata in questo periodo
sul muro della cosiddetta Casa di Romeo,
dietro le Arche Scaligere, a integrare
ulteriormente il percorso scespiriano
in città. Un altro monumento realizzato
nel segno di Giulietta e Romeo è ,
due grandi mani che avvolgono la romantica
scena del bacio tra i due giovanissimi
protagonisti del dramma di Shakespeare.
Il monumento si trova a Bussolengo.
La produzione artistica di Sergio Pasetto
tocca molti altri temi, in particolare
quelli sociali, tesi alla denuncia delle
ingiustizie, ma anche temi religiosi,
come testimonia la sua prolifica produzione
di formelle e statue che si trovano
alla Biblioteca Capitolare, a fianco
del Duomo, e in santuari famosi come
quello trentino di San Romedio e la
Via Crucis nel convento delle Clarisse
a Venezia. www.sergiopasetto.com
30° Premiazione
Fedeltà al lavoro, progresso economico
e lavoro veronese nel mondo
Grande successo anche quest’anno per
la tradizionale “festa” del lavoro veronese
Era gremita la sala dell’Auditorium
dell’Ente Fiera, domenica 9 dicembre
2007, per la ormai annuale cerimonia
di premiazione della Fedeltà al Lavoro,
Progresso economico e lavoro veronese
nel mondo, che dal 1952 si pone come
un importante momento di confronto fra
il mondo del lavoro, autonomo e dipendente
e i vertici dell’ente. Il concorso viene
bandito, con modalità analoghe, dalle
Camere di Commercio di tutta Italia,
che attraverso tale mezzo intendono
assegnare un riconoscimento a tutti
i lavoratori, dipendenti e autonomi,
che hanno ben operato nelle rispettive
province. L’intento della Camera di
Commercio, attraverso quest’iniziativa,
è quello di riconoscere i meriti e di
conferire premi tangibili ai protagonisti
della vita economica e sociale della
Provincia veronese per l’attività svolta,
come frutto di un continuo e concreto
rapporto tra l’Ente Camerale e gli operatori
economici. Quest’anno sono stati premiati
in 120 tra lavoratori dipendenti che
hanno operato in silenzio e con impegno
a fianco dell’imprenditore, lavoratori
autonomi e personalità che si sono distinte
nel lavoro, conseguendo una notevole
perizia professionale o contribuendo
allo sviluppo dell’economia veronese
e al prestigio della nostra città. La
cerimonia ha avuto inizio con gli interventi
degli esponenti politici locali: Alfredo
Meocci, Vicesindaco del Comune di Verona,
Elio Mosele, Presidente della Provincia,
e Giancarlo Conta, assessore alle politiche
ambientali della Regione Veneto. Il
Presidente della Camera di Commercio
di Verona, Fabio Bortolazzi, illustrando
l’attività che l’Ente Camerale ha sviluppato
nel 2007 a favore delle imprese veronesi,
ha evidenziato la vocazione imprenditoriale
dei cittadini che si orienta, soprattutto,
verso la costituzione di piccole e medie
imprese le quali, senza nulla togliere
alle grandi, costituiscono per Verona
e la sua Provincia una delle ricchezze,
una delle forze propulsive dell’economia
territoriale. Il Presidente si è soffermato
poi sul colosso “Cina”, e ha sottolineato
come questo nuovo mercato possa offrire
nuove opportunità di lavoro alle nostre
imprese. Ha ricordato, infatti, che
proprio la Camera di Commercio di Verona
ha realizzato quest’anno un’importante
missione in Cina, al fine di conoscere
e verificare quali siano le concrete
possibilità di un ampliamento del mercato
verso quel Paese. Tutto questo, però,
ha specificato il Presidente, deve essere
accompagnato da un’apertura anche di
mentalità: non siamo più a contatto
di un Paese povero e arretrato, ma di
un Paese che è cresciuto vertiginosamente
sia dal punto di vista organizzativo
sia formativo, e che vuole essere all’altezza
della competitività del mercato mondiale.
Il Presidente ha poi concluso augurandosi
che tutte le aziende abbiano sempre
meno oneri e impedimenti burocratici
da affrontare, al fine di poter raggiungere
ulteriori traguardi, e ottenere quei
successi economici che meritano a pieno
titolo per l’operosità e l’intraprendenza
imprenditoriale dimostrata ogni giorno.
In tutto sono stati assegnati 120 premi,
distribuiti fra aziende e dipendenti.
Di particolare rilevanza quelli assegnati
ai nostri concittadini che hanno onorato
il nome di Verona all’estero e alle
personalità e imprese che hanno raggiunto
una notorietà internazionale.
GRUPPO VERONESI CHE SI SONO PARTICOLARMENTE
DISTINTI ALL’ESTERO
UMBERTO MARSILI - Argentina Attualmente
in pensione, la sua attività professionale
si è svolta in importanti industrie
farmaceutiche nazionali ed internazionali.
Grazie alla sua preparazione nel campo
della chimica, ha contribuito a lanciare
sul mercato farmaceutico vari nuovi
medicinali che hanno raggiunto le prime
posizioni di mercato. Oggi, la sua attività
prevalente si svolge nell’ambito della
solidarietà, in organizzazioni accreditate
che lavorano a favore di persone che
in Argentina sono particolarmente indigenti.
Con l’aiuto dell’associazione Veronesi
nel Mondo, ha organizzato un gruppo
di per-sone disponibili a realizzare
un piano di assistenza, ribattezzato
“Aggiungi un posto a tavola”, a favore
di circa 20 famiglie veronesi che in
Argentina versano in dif.coltà economiche.
NICOLA CAPONE - Irlanda Dublino Da quasi
20 anni, vive e lavora all’estero come
export area manager per importanti aziende
di abbigliamento. Attualmente è amministratore
dell’agenzia Benetton in Irlanda, in
Scozia e in Galles con il compito di
promuovere il brand, sviluppo e marketing
della società.
TIZIANO MOTTERAN Irlanda Dublino General
Manager di Sella Life, Compagnia di
Assicurazioni con sede a Dublino, nella
sua professione ha percorso importanti
tappe rafforzando la sua professionalità
nell’ambito del settore assicurativo
sia a Verona che a Dublino.
BRUNO PAGGI - Roverè Veronese insieme
al fratello, parte dall’Italia nel 1954
e si trasferisce in Argentina, paese
che in quel tempo appare pieno di opportunità.
Fonda un’azienda nel settore dell’edilizia
e raggiunge ottimi risultati. La crisi
dell’89 lo costringe a ritornare in
patria e precisamente a Roverè v.se
dove ricomincia una nuova vita e una
nuova attività sempre nel settore dell’edilizia.
PIETRO PAGGI - Roverè Veronese Anche
il sig. Pietro per più di 35 anni ha
vissuto in Argentina lavorando alacremente
nel settore dell’edilizia. Da qualche
anno la crisi economica del paese del
sud America lo ha costretto, come il
fratello Bruno, a fare ritorno a Verona.
CARLO ALBERTO RIZZINI Irlanda Mulligan
Trasferitosi in Irlanda dal 1994 con
la moglie e i due .gli, crea e gestisce
una struttura dove ospita piccoli gruppi
di turisti ai quali offre vacanze personalizzate
caratterizzate da svaghi sportivi all’aria
aperta. “Casa Rizzini” è una villa di
vetro, senza recinzioni o inferriate
circondata da una parco di 6 ettari
con piante secolari, situata nel cuore
della verde Irlanda. La passione per
la vita a contatto della natura e per
la scoperta delle bellezze che essa
offre, nonché il rispetto per l’ambiente
costituiscono il leit motiv che caratterizza
questa attività.
VERONESI DELL’ANNO: LE PERSONALITA’
CHE, GRAZIE ALLALORO ATTIVITÀ IN CAMPO
ARTISTICO E SPORTIVO HANNO DATO UN SIGNIFICATIVO
CONTRIBUTO ALLA VALORIZZAZIONE DELL’IMMAGINE
DI VERONA.
DFX CORSE – Cologna Veneta Dietro allo
spettacolo e ai successi del DFX Corse
c’è un’azienda di alto livello presente
oggi come una delle prime cinque strutture
del Campionato Mondiale Super-bike.
Un team giovane e appassionato, una
realtà sportiva che, grazie alla straordinaria
preparazione tecnica, all’impegno costante
e alla perfetta gestione manageriale,
ha saputo conquistare i vertici di questo
avvincente campionato. Già nel 1997
quando Daniele Carli fonda il Team e
vince il campionato italiano SP 600,
si intravede la volontà e la voglia
di vincere. Da allora, in soli 10 anni,
il Team ha conquista vittorie importanti
nelle principali gare europee e mondiali.
Nel 2007 grazie all’altissima professionalità
dimostrata, il Team ha ottenuto il sostegno
diretto della Honda Racing Corporation,
la prima casa motociclistica al mondo,
la quale, oltre a mettere a disposizione
le proprie moto da gara, considera la
DFX uno dei principali partner strategici
per lo sviluppo di nuovi progetti.
RUDY ROTTA – Arbizzano di Negrar E’
nato musicalmente a Lucerna dove la
famiglia era emigrata all’inizio degli
anni ’60. Rientrato in Italia all’età
di 18 anni ricco di un importante bagaglio
tecnico e culturale affronta un duro
cammino on the road senza compromessi
ed esitazioni rivelando immediatamente,
nel corso delle sue innumerevoli esibizioni
live, le sue grandi doti di front-man.
Rudy Rotta è una delle “leggende” viventi
della musica italiana contemporanea.
Celebre nell’arco dell’intero circuito
blues mondiale, grazie ai suoi innumerevoli
concerti in tutto il mondo.Questi rispetto
per l’artista lo porta ad essere invitato
al Kansas City Blues Festival dove divide
il palco con Al Green, Taj Mahal, Brian
Setzer davanti a ventimila americani
entusiasti della sua esibizione a tal
punto da eleggerlo quale massimo referente
del Blues europeo. Viene ingaggiato
in tutte le più importanti rassegne
internazionali dedicate alla buona musica
blues; nel 2003 ha partecipato insieme
alla sua band al concertone del primo
maggio a Roma, con un’esibizione in
diretta nazionale sul palco di piazza
S.Giovanni di fronte a oltre 700.000
persone. Nel 2004 la Fender intitola
una serie di chitarre a suo nome, producendo
la prima Fender Strato “Rudy Rotta”
signature. Onore riservato solo a pochissimi
artisti nell’intero panorama mondiale.
PREMIO DOMUS MERCATORUM ALLA PERSONALITA’
CHE SI E’ MAGGIORMENTE DISTINTA PER
IL CONTRIBUTO ASSICURATO ALL’ECONOMIA
E ALLO SVILUPPO DELLA PROVINCIA.
LUIGI CARLON – Presidente della INDEX
s.p.a. di Castel d’Azzano Grazie alle
spiccate doti imprenditoriali e con
felici intuizioni manageriali, ha dato
vita a un’azienda, la Index s.p.a. che,
in breve tempo, si è imposta come una
delle più importanti al mondo per la
produzione di una vasta gamma di materiali
tecnologicamente avanzati destinati
all’edilizia. Convinto fautore dell’importanza
della Ricerca, prodigandosi per valorizzare
le Risorse umane, ha saputo innovare
continuamente i prodotti e i processi
aziendali, contribuendo allo sviluppo
occupazionale nel territorio veronese,
assicurando all’impresa una presenza
signi.cativa in tutti i Paesi dei cinque
continenti, promuovendo in Italia e
all’Estero un’immagine vincente della
nostra economia. INDEX infatti, è presente
in tutte le regioni italiane e all’estero,
con .liali in Gran Bretagna e Francia
e con oltre 100 distributori nei principali
paesi dei 5 con Giappone. E’ strutturata
in 5 divisioni che producono sistemi
innovativi e materiali specialistici
per il mercato edile.
Specchiasol
si aggiugidica il Premio Imprenditore
Veronese dell’anno
Ha trasformato in impresa i rime-di
naturali. Ed è diventato un industriale
di successo. Per questo motivo è stato
consegnato al dottor Giuseppe Maria
Ricchiuto, fondatore e amministratore
unico di Specchiasol srl, industria
erboristica e farmaceutica a livello
internazionale, il Premio Maxim Imprenditore
veronese dell’anno, giunto quest’anno
alla seconda edizione. La consegna del
riconoscimento, consistente in un trofeo
realizzato dal maestro orafo Alberto
Zucchetta, è avvenuta all’hotel Maxim
di via Belviglieri, nel cor-so di una
serata condotta da Renzo Casalini, a
cui hanno partecipato numerosi imprenditori
veronesi, tra cui Giordano Veronesi,
vincitore della prima edizione del Premio,
che ha consegnato il trofeo al dottor
Ricchiuto, insieme ai proprietari dell’hotel,
Osvaldo Bagnoli e Franco Nanni. L’evento,
organizzato dal Maxim, ha visto la partecipazione
di numerosi sponsor tra cui Feltre traslochi
di Negretti srl e la casa vinicola Cecilia
Beretta che ha offerto i vini per la
serata. Il dottor Ricchiuto, nel ricevere
il trofeo di Zucchetta, ha ricordato
gli esordi del-la sua attività, oltre
40 anni fa, nella sua terra d’origine,
la Puglia. «Il nome della ditta lo coniò
mia .glia Susanna», ha ricordato l’imprenditore
che si considera veronese d’adozione.
«Specchia era il nome del nostro paese
e lei aggiunse sol, perchè, disse, il
sole illumina tutto e porta bene. E
il tempo le ha dato ragione».
Sono aperte le iscrizioni soci 2008
Per il versamento recarsi presso la
sede (in orari uf.cio) oppure sul conto
corrente postale: IBAN IT 90 CIN G ABI
07601 CAB 11700 conto corrente 000016117376
costo iscrizione 15,00 euro Anno sociale
Tessera n°Corso Porta Nuova, 96 - 37122
Verona (I) Cod. Fiscale e P. I.V.A 007100
40 239 Tel. (+39) 045 80 85 809 - 80
85 747 Fax (+39) 045 80 85 747 - 59
46 48 intenet: www.veronesinelmondo.orge-mail:
presidenza@veronesinelmondo.org Associazione
“VERONESI nel MONDO” 2008 100 per far
meglio e fare di più contribuisci anche
tu! Dal Comune di Verona Un cordiale
e caloroso saluto ai Veronesi nel mondo.
Nel corso dei prossimi anni svilupperemo
una serie di rapporti culturali e sociali
tra le comunità veronesi residenti all’estero
e la realtà veronese, con reciproco
bene.cio in termini di sviluppo culturale,
sociale, turistico ed economico, favorendo
periodici scambi turistico-culturali
tra associazioni di Veronesi all’estero
e gruppi di cittadini, giovani e meno
giovani. Inoltre, per i Veronesi che
intendono rientrare nella madre patria,
è stato istituito un Uf.cio per rispondere
alle varie esigenze e fornire assistenza
di fronte alle numerose dif. coltà che
possono incontrare. Auguro a tutti buon
lavoro. Assessore Vittorio di Dio con
delega ai Rapporti con i Veronesi nel
mondo DAL COMUNE DI VERONA Veronesi
nel Mondo sempre più vicini
Tecnologie
veronesi nel mondo
Albrigi porta nelle migliori cantine
del mondo le tecnologie enologiche più
innovative, assieme alla cultura e allo
stile della nostra città Albrigi Tecnologie
è un’azienda leader nella progettazione
e costruzione di impianti in acciaio
inox altamente innovativi. Nata 25 anni
fa