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    Aut. del Trib. di Verona del 6/6/1974 n.312 - Dir. Resp. Elena Cardinali
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Aprile 2008

 

Il saluto del Presidente
Per vincere fare squadra

“Se vuoi arrivare primo corri da solo. Se vuoi camminare lontano cammina insieme. Per il bene comune, uniti facciamo squadra. Questo è il mio augurio”. Vi avevo inviato questo breve pensiero per Natale e ora, con alle spalle già la Pasqua, vi rinnovo questo mio invito a fare squadra, a condividere sempre di più quel modello veronese della solidarietà che sta alla base di tutte le nostre iniziative. E Verona, anche grazie ai suoi tanti concittadini sparsi nel mondo, di solidarietà può realizzarne davvero tanta, anche verso quei connazionali, quei “compaesani” che hanno vissuto fortune alterne e che ora devono sentire vicini i loro amici veronesi. Per questo ho voluto fortemente quel fondo di solidarietà, che ho intitolato “Aggiungi un posto a tavola” per non dimenticare le necessità di nessuno, per dare l’opportunità a chi vuol concretamente essere vicino a chi attraverso un periodo difficile di poterlo fare. L’associazione ha in cantiere grandi progetti, come l’Università Verona a Karthoum, in Sudan, fortemente voluta dai padri Combiniani, che quest’anno festeggiano i 150 anni della fondazione, e dal cardinale Gabriel Zubweir Wako, il primo successore nero nel ruolo di arcivescovo della capitale sudanese. Ma tanti altri progetti stanno maturando in America Latina, grazie alla fattiva, preziosa collaborazione dei circoli dei Veronesi nel Mondo. In quest’azione corale di solidarietà internazionale ci è vicino il vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti, di cui ricordo l’invito rivolto ai nostri associati in occasione delle festività natalizie “Vicini alla gente intercettandone i bisogni”. L’anno scorso, in occasione del convegno sull’immigrazione per festeggiare i 35 anni del nostro sodalizio, era mersa forte l’esigenza di un maggior coordinamento tra i circoli, di una maggior circolarità di idee e di proposte. È una richiesta che accolgo in pieno, rivolgendomi in particolare ai giovani il cui interesse sta crescendo per le nostre attività. Vi rinnovo i miei auguri e vi invio un ideale abbraccio per farvi sentire vicina la gente di Verona. Riccardo Ceni


La solidarietà in rete

Cari Veronesi nel Mondo, colgo l’occasione dell’uscita del primo numero del 2008 della rivista dell’associazione per presentarmi a voi nella veste di nuovo direttore del periodico. Sono grata al presidente Giuseppe Riccardo Ceni di avermi offerto quest’opportunità che mi ha aperto una .nestra sul mondo dell’emigrazione, una realtà che tanto ha contribuito al progresso dell’Italia. Poco tempo fa qualcuno mi faceva giustamente notare, a proposito di italiani all’estero, che se è vero che dobbiamo onorare la memoria dei nostri Caduti in guerra, dovremmo onorare ancora di più l’opera di chi è andato a lavorare in un Paese straniero contribuendo con il suo impegno a migliorare le condizioni delle persone che ha lasciato in patria e all’esempio che questo suo lavoro ha costituito per tanti italiani. Non è retorica dire che con le commesse degli italiani dall’estero molti italiani in patria hanno potuto risollevarsi dai guasti prodotti dalla guerra, determinando un radicale cambiamento del destino di molte famiglie verso migliori condizioni di vita. Un vantaggio di cui in anni non lontani ha bene.ciato l’intera società. Inoltre l’opera di tanti italiani, e veronesi in particolare, all’estero ha contribuito non poco allo sviluppo e al miglioramento delle società in cui gli emigranti si sono inseriti. Oggi gli emigranti sono cambiati, si sono trasformati in manager, in professionisti di alto livello, in imprenditori che portano nel mondo il marchio Italia e quello di Verona a livelli di eccellenza, anche nel campo della solidarietà. Ma tutto questo non ci fa dimenticare coloro che li hanno preceduti, con le loro storie di coraggio, di difficoltà, con le loro affermazioni, il loro adattarsi a una vita completamente nuova. Nella rivista, oltre a informare quanti vivono all’estero circa la vita veronese, vogliamo anche raccontare le storie dei “nostri” veronesi, di quelli che partirono e fondarono nuove realtà produttive e sociali, dei loro . gli e dei loro nipoti. Per tutti Verona resta un punto di riferimento, il luogo dove tutto è iniziato. E vorremmo nei prossimi mesi dare un contributo a questo legame, rafforzandolo con la forza dei ricordi, delle notizie, delle curiosità, per dire a tutti i Veronesi nel Mondo che la loro città, la loro provincia, non li dimentica. Anzi, ha sempre voglia di sentirli e di partecipare alla loro vita di tutti i giorni. Un grande auguro pasquale ai soci e ai lettori dell’associazione e buon lavoro a tutti. Elena Cardinali


In Sudan l’università Comboni

SOLIDARIETÀ. Incontro tra il vescovo di Karthoum e l’Associazione Veronesi nel Mondo per sostenere il progetto educativo che si realizzerà nella capitale africana
Formare la futura classe dirigente del Sudan in un’università ad indirizzo cattolico nel nome di San Daniele Comboni. È il sogno del Cardinale Gabriele Zubeir Wako, un progetto che l’ottavo successore del santo missionario veronese a Karthoum sta preparando da 15 anni, che già ebbe l’approvazione di papa Paolo Giovanni II in occasione della beati.cazione prima e della canonizzazione poi di Comboni, l’aposotolo veronese delle popolazioni africane che proprio in Sudan creò le basi della sua opera umanitaria. Ieri sera, alla Gran Guardia, monsignor Wako ha avuto modo di incontrare il cardinale Camillo Ruini, in occasione della presentazione del libro di Papa Benedetto XVI, per spiegargli nel dettaglio le .nalità del progetto in Sudan che monsignor Ruini aveva già avuto modo di conoscere, esprimendo solidarietà all’iniziativa, come hanno già fatto il vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti e uno dei suoi predecessori, mons. Attilio Nicora. L’anno scorso questo ambizioso piano è stato adottato dall’Associazione Veronesi nel Mondo, di cui è presidente l’onorevole Giuseppe Riccardo Ceni, che si adoperò per creare un comitato d’onore promotore per sostenere anche .nanziariamente l’opera. Ne seguì un primo incontro con monsignor Wako a Verona, per la presentazione del progetto della Comboni Verona University, e ieri, nella Casa dei Padri Comboniani di vicolo Pozzo, con il Superiore dei Comboniani, padre Romeo Ballan, monsignor Wako ha incontrato nuovamente un gruppo di soci dei Veronesi nel Mondo per spiegare l’evoluzione del progetto. «Per quanto riguarda l’iter burocratico siamo ormai in dirittura d’arrivo», ha spiegato monsignor Wako, «con i permessi governativi in ordine e il terreno già pronto per iniziare lo scavo delle fondamenta. Non è stato un cammino semplice, anche se con il governo di Karthoum sta mostrando disponibilità nei confronti di questo nostro piano. Spero che le autorità sudanesi capiscano che quest’opera aiuterà tutti i laici sudanesi. Certo, la nostra sarà una formazione con contenuti cattolici ma rivolta ai laici. La mia idea è che dovrà essere un’università per i laici gestita dai laici». La Comboni Verona University avrà ; come prime facoltà quelle di Scienze dell’Educazione e di Medicina. L’Università di Verona ha già dato la sua disponibilità a fornire un supporto formativo. Ma il vero sostegno economico arriverà da enti veronesi, come spiega il presidente dell’associazione, Ceni:«Queso progetto rappresenta un grazie corale di Verona al lavoro dei missionari comboniani. E con questo spirito ho già avuto l’appoggio della Fondazione Cariverona, del Banco Popolare di Verona e della Cattolica Assicurazioni, che per quest’occasione faranno squadra. Questo progetto incarna il sogno di San Daniele Comboni, quello di costruire l’Africa con gli africani. Perchè grazie all’Università Comboni si potranno formare giovani sudanesi che restino in Sudan per contribuire allo sviluppo del loro Paese. Devo dire che in tutto questo siamo stati accolti a braccia aperti sia da monsignor Zenti che da monsignor Nicora. E so già che anche il cardinal Ruini guarda con interesse a questo progetto targato Verona. Mi auguro che in futuro altri sostenitori vorranno condividere questo sogno che si avvia a diventare presto realtà». Il progetto per la realizzazione della Comboni Verona University andrà a inserirsi in un contesto sociale particolarmente dif. cile, per la situazione di instabilità che ha dominato il Su dan negli ultimi anni. Pur essendo un Paese ricco di risorse, e di petrolio in particolare, non riesce a decollare economicamente a causa delle guerre intestine che si sono susseguite a partire dal 1956. La situazione peggiore è quella nel Darfur, che contrappone etnie africane a etnie arabe e che si protrae da oltre cinque anni tra assalti e tregue relativamente lunghe, con gravi ripercussioni sulla popolazione costretta spesso a esodi di massa verso la capitale o verso il confinante Ciad, dove è costretta ad ammassarsi in campi profughi vivendo in condizioni di desolante povertà.


Svizzera
Assemblea del C.A.V.E.S

Confederazione delle associazioni venete in Svizzera
Nel padiglione del Circolo Acli di Wohlen, nel Cantone San Gallo in Svizzera, si è svolta la statutaria assemblea annuale della C.A.VE.S., la Confederazione delle associazioni venete in Svizzera, alla presenza di oltre ottanta presidenti e delegati delle 42 Associazioni venete, Vicenza, Padova, Verona, Treviso, Belluno, ancora operanti nella Confederazione Elvetica. Ospite referente il professor Ulderico Bernardi dell’università Ca` Foscari di Venezia che ha svolto il tema di fondo del convegno intitolato , con ammirabile competenza, attualità e realismo.Il Presidente della C.A.VE. S., Emirano Colombo, ha salutato, oltre che i delegati delle associazioni aderenti alla Confederazione, i numerosi ospiti giunti dalla Svizzera e dall’Italia, tra cui il presidente dell’UNAIE (Unione Nazionale Associazione Immigrati e Emigrati) Franco Narducci, la signora Luisa Gregis, Agente consolare di Wettingen, la signora Maria Luisa Cuccaro, del Consolato Generale di Basilea, il professor Goachino Bratti, presidente dei Bellunesi nel Mondo, Riccado Masini, direttore dei Trevisani nel Mondo,Adriano Frigo, del direttivo dei Vicentini nel Mondo e Ottavio Messetti, segretario dei Veronesi nel Mondo. L’Assessore regionale del Veneto Oscar De Bona, ha incaricato il dottor Egidio Pistore, dirigente ai Flussi Migratori, a portare il suo saluto oltre che a rendere partecipi i veneti della Svizzera delle azioni programmatiche e promotrici della Regione. Tema trasversale di fondo è stato quello del nuovo Statuto regionale nel quale da anni i Veneti all’estero chiedono il pieno riconoscimento dei milioni di corregionali sparsi nel Mondo all’accesso a pari diritti e doveri con coloro che vivono in Regione. Questo vale anche e soprattutto per il diritto di voto attivo e passivo nell’ambito regionale. Le Conferenze d’Area del Brasile, dell’Argentina e della Svizzera (Basilea 2007), unite alla Consulta per i Veneti nel Mondo e l’incontro avvenuto a Venezia con la Commissione Consiliare dello Statuto lo scorso novembre, costituiscono la tangente prova che i Veneti nel Mondo unisolo chiedono al Consiglio Regionale di legiferare in tale direzione. Il professor Goachino Bratti, redattore di molteplici ordini del giorno sul tema, è ritornato sulla tematica per insistere, motivare e spronare chi di dovere su questa irrinunciabile forma di partecipazione e di diritto civile. Attenzione particolare è stata rivolta verso la preoccupante “invasione” di nuove sigle a carattere nazionale dove dubbi e noti personaggi inventano federazioni di “Italiani nel Mondo” prive di qualsiasi base democratica e sull’onda della attuale propaganda elettorale a titolo personale. L’Assemblea ha inoltre salutato il folto gruppo di giovani presenti che dimostrano sempre più interesse alla bi-cultura, alla politica, all’istruzione e alle tradizioni venete e italiane dando vita a forme diverse di aggregazione verso e con il Veneto. Forme queste più confacenti al mondo moderno e globalizzato in cui viviamo, ma sempre con il comune denominatore dell’amore e dell’attaccamento alla terra natale.

Mantovani nel Mondo

È INIZIATA UNA PROFICUA COLLABORAZIONE CON LA NOSTRA ASSOCIAZIONE

Ecco una storia d’immigrazione relativa ai nostri mantovani, che partirono da Sermide alla volta degli Stati Uniti a inizio Novecento, diretti ai campi di cotone. E’ la storia di 260 sermidesi dimenticati per un secolo, che sembra essere uscita dalle pagine di un romanzo dell’Ottocento. La si conosce grazie al lavo ro dello studioso dell’emigrazione Ernesto Milani dell’Associazione dei Mantovani nel Mondo e all’interessamento dell’Associazione Parco della Comunicazione Visiva Del Po. Una vicenda di cui non vi è traccia nella memoria collettiva locale presentata solo recentemente alla Festa dell’Emigrante 2007 in occasione del decennale di fondazione dell’Associazione dei Mantovani nel Mondo Onlus. Ai primi del Novecento 260 sermidesi si trasferiscono negli Stati Uniti per sfuggire dalla miseria con la speranza di ribadire le alterne fortune di altri espatriati prima. In un arco di pochi anni, dal 1905 al 1907, sono una cinquantina le famiglie che se ne van-no da questo angolo di Mantovano, salpa-no da Genova e affrontano un viaggio che dura dai quindici ai venti giorni. Quello che impressiona sono le età dei partenti: non tanto degli adulti, generalmente tra i 30 e i 40 anni, ma quelle di ragazzi e bambini: 13, 11, 7, 5, 2, addirittura un anno. Le famiglie, indebitatesi per sostenere il costo del viaggio, una volta arrivate nel nuovo mondo incrementano l’indigenza con il trasferimento alle piantagioni di Ellis Island (New York) porto d’entrata negli Stati Uniti per antonomasia. Ben presto il sogno si trasforma in incubo; giunti sulle sponde del Mississippi, tra Arkansas, Luisiana, Alabama e Tennessee, gli emigrati subiscono una condizione di schiavitù simile a quella che la gente di colore aveva provato .no alla guerra di secessione. Le piantagioni di cotone in cui vengono trasferiti sono luoghi malsani e poverissimi, le condizioni di vita insopportabili. Tempi duri anche a causa dell’in.azione del prezzo del cotone; ogni tentativo di fuga viene duramente perseguito dalla polizia che riporta i fuggiaschi sui campi di lavoro. Questa vera e propria tratta degli schiavi pare fosse gestita da clan italiani in collegamento fra le due sponde dell’oceano. Le località di arrivo sono Robinsonville, Rosedale, Leland, Indianola, Longwood e Greenville. I nomi delle famiglie coinvolte rimandano all’anagrafe contemporanea. Sconcertanti le testimonianze dei protagonisti riportate nelle lettere rinvenute dal professor Milani nel rapporto del sostituto procuratore federale Mary Grace Quackenbos (1908) sulle possibili violazioni delle leggi sugli immigrati e sulla manodopera nelle piantagioni: fame, povertà, malattia e morte i temi ricorrenti, in una tragedia tutta sermidese. Fino ad ora nessuno sapeva di questa gente che, illusa di abbandonare la miseria lasciata sul Po, l’ha ritrovata peggiore sulle rive del Mississipi. Una storia fra tante, inscritta nell’ampio .usso migratorio che all’inizio del secolo ha coinvolto parecchi mantovani, partiti per il continente americano e diretti non solo al nord, ma soprattutto in Argentina, prima, e poi in Brasile dove tuttora risiedono numerosi nuclei dal cognome italiano. In ricordo di quell’esodo massiccio a Magnacavallo, “capitale morale dell’emigrato”, ha eretto un monumento nel parco centrale del paese. Delle cinquanta famiglie sermidesi del Mississipi si sono perse le tracce; non si sa a quale destino siano andate incontro, nè se qualcuno di quegli sfortunati migranti riuscì a tornare in patria. L’argomento si presta ad ulteriori indagini e ricerche, un ottimo tema per studenti che intendano compilare tesi di laurea originali di elevato contenuto storiogra.co. Chi sono, dove sono, che cosa fanno i nipoti dei sermidesi del Mississippi?


1957 – 2007 50° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE DELLA “TRENTINI NEL MONDO”

Nasceva a Trento il 10 novembre del 1957 la Associazione Trentini nel Mondo onlus. Per volontà e determinazione di alcune persone sensibili, appartenenti a diverse organizzazioni provinciali e regionali, si diede vita ad una associazione che avesse a cuore tutti i trentini emigrati nel mondo, af.nché si dimostrasse loro solidarietà ed amicizia, e si riallacciassero quei legami sopiti, spesso trascurati dalle autorità locali e nazionali, a volte anche dalle stesse famiglie. Il 2007 ha segnato quindi il felice 50° anniversario della Associazione. Data la vicinanza geogra.ca e i numerosi rapporti tra il Veronese e l’area trentina, l’Associazione Veronesi nel Mondo intende avviare un pro.cuo dialogo con i “cugini” trentini per approfondire i legami tra le due comunità, anche progettando iniziative comuni per i prossimi anni. Per il Trentino il culmine delle celebrazioni si è avuto nei giorni 10 e 11 novembre scorsi con un fine settimana dedicato alla memoria, alle riflessioni, alla festa per un così importante traguardo. Con l’inaugurazione della mostra “50 anni di .lo diretto con gli emigrati trentini” avvenuta presso Palazzo Roccabruna a Trento, si sono aperte uf. cialmente le celebrazioni. La mostra ha raccontato la storia attraverso le pagine della rivista “Trentini nel mondo”, il mensile che sin dal gennaio 1958 ha svolto ininterrottamente un prezioso ruolo di informazione e collegamento fra gli emigrati e la terra di origine e fra i trentini nelle varie parti del mondo. Oltre trecento le persone presenti alla cerimonia inaugurale, molte delle quali in rappresentanza degli oltre duecento Circoli trentini sparsi in tutto il mondo. Nella sua relazione il presidente Ferruccio Pisoni ha ripercorso alcune tappe fondamentali della vita dell’Associazione. Fin dall’inizio essa si è sforzata di capire quali fossero realmente le sofferenze e le necessità di chi emigrava. Attraverso incontri con i trentini emigrati, furono messi a fuoco i problemi, si fissarono le priorità e si individuarono le istituzioni alle quali rivolgersi per portarli a soluzione. Fra i momenti cruciali Pisoni ha citato il contributo dato nel 1966 dalla Trentini nel mondo alla nascita dell’UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati), quando si sentì la necessità di poter contare su un soggetto a carattere nazionale capace di raccogliere le istanze degli emigrati e rappresentarle ai massimi livelli: Parlamento, Governo e Comunità Europea. Altre pietre miliari nella storia della Trentini nel mondo sono la nascita dei Circoli, che a partire dagli Anni 70 subisce una forte spinta; nel 1975 c’è poi il varo della prima legge provinciale in tema di emigrazione che designava i possibili campi d’intervento diretto della Provincia; negli Anni 90 c’è l’avvio di interventi di solidarietà che dai sussidi di sopravvivenza per i più bisognosi si estesero via, via al piano case ed ai progetti di cooperazione allo sviluppo, in risposta ai problemi delle comunità di origine trentina soprattutto nei paesi del Sud America; sempre negli anni 90 all’nterno dell’Associazione si dà vita al Gruppo giovani, che con le sue diramazioni in tutto il mondo ha concorso in modo determinante alla riuscita dei congressi mondiali dei giovani voluti dall’Assessorato Provinciale per l’emigrazione nel 1998 e nel 2003. Dopo gli interventi delle autorità locali, è seguito un altro momento particolarmente emozionante ed altamente simbolico. A nome dei Circoli del loro paese di provenienza, hanno porta-to il loro saluto trentini provenienti da Argentina, Belgio, Bosnia Erzegovina, Serbia, Brasile, Cile, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Messico, Nord America (Stati Uniti e Canada), Paraguay, Romania, Svizzera, Uruguay, Italia. Hanno portato il saluto anche un rappresentante dei Circoli ex emigrati e del Gruppo Giovani. In.ne è stato presenatto il volume “Un solco lungo cinquanta anni. La Trentini nel Mondo dal 1957 al 2007”, la pubblicazione dei Trentini nel mondo.


PREMIO MASI, simposio internazionale

Peter Hayes, australiano, uno dei massimi esperti a livello internazionale di viticoltura nonché presidente dell’OIV (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin), la più grande associazione mondiale del settore vitivinicolo, è il vincitore del Premio Internazionale Masi 2007 per la Civiltà del Vino attribuito dalla Fondazione Masi e promosso da Masi Agricola, azienda veronese leader nella produzione di Amarone, giunto quest’anno alla sua XXVI^ edizione. Con lui hanno diviso la botte di Amarone Masi, il tradizionale trofeo che contraddistingue questo premio, i tre insigniti del Premio Masi per la Civiltà Veneta: la scrittrice Antonia Arslan, la cui opera prima è stata subito tradotta nelle principali lingue e quindi in un .lm, e due artisti dell’immagine di fama internazionale, un au-tore di storie a fumetti che ha collaborato anche con federico Fellini, Milo Manara, e un grande fotografo, Gianni Berengo Gardin, autore di centinaia di testi di foto di tutto il consueto, si è svolta nell’antica pieve longobarda di San Giorgio in Valpolicella, preceduta dalla tradizionale firma della botte da parte dei vincitori nelle cantine Masi di Gargagnago. Con l’assegnazione del Premio Internazionale Masi Civiltà del Vino a Peter Hayes si vuole non solo premiare la più importante organizzazione di produttori vitivinicoli a livello intergovernativo, l’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin, ma per la prima volta rendere omaggio ad un produttore australiano quale rappresentante del grande sviluppo vitivinicolo di un continente che, pur essendosi affacciato da poco sulla scena mondiale, è oggi in grado di competere a pari livello sui grandi mercati internazionali con paesi di lunga tradizione. Non ultimo, il Premio intende essere un riconoscimento per il Veneto che, nella primavera del prossimo anno ospiterà a Verona, per la prima volta in Italia, il congresso dell’OIV, un appuntamento di richiamo internazionale.


Trofeo Raguzzi

Il Rugby Club Valpolicella, che ha sede a San Pietro In Cariano, e l’Associazione «Veronesi nel Mondo» hanno incontrato a Pasqua i Comitati dipartimentali francesi di Savoia ed Alta Savoia. Il gemellaggio tra Francia e Valpolicella nel segno del rugby acquista un particolare signi.cato poichè gli ospiti francesi che sono arrivati per Pasqua in terra scaligera costituiscono una rappresentanza di «veronesi» emigrati da tanti anni nella Savoia francese. A San Vito di Negrar sono stati ospitati i Comitati Dipartimentali della Savoia ed Alta Savoia, che hanno accompagnato due squadre di rugby, formate da circa 50 ragazzi under 17, che si sono confrontate due volte, una il sabato e l’altra il lunedì di Pasqua sul campo di San Pietro In Cariano, con due selezioni di giocatori pari età, formate dalle società di rugby di Valpolicella, West Verona, Rovigo, Badia Polesine, Ferrara, Frassinelle e Villadose, nell’ambito di un torneo memorial dedicato ad Albino Raguzzi, motore per tantissimi anni del folto gruppo di connazionali veronesi emigrati in Savoia, scomparso recentemente e sepolto a Montorio. Alla comitiva sono stati assicurati due «terzi tempi», uno sabato 22 marzo, alla sera, e l’altro lunedì 24 marzo, che hanno previsto l’ospitalità gratuita per tutti (circa 100 ragazzi oltre agli ospiti ed accompagnatori) a tavola nella «club house» della società a San Pietro in Cariano. Il Trofeo che l’Associazione Veronesi nel Mondo ha messi in palio è stato aggiudicato al Comitato della Savoia francese che lo metterà in palio il prossimo anno con una visita dei ragazzi del Valpolicella. Così in maniera semplice ogni anno, alternando la visita una volta in Italia e una volta in Francia, si ricorderà Albino Raguzzi.
I risultati: Sabato ore 16.00 Valpolicella-Savoia 10-28 West Verona-Alta Savoia 0-55 Lunedì ore 10.30 Valpolicella-Alta Savoia 5-45


La più grande Manifestazione della Federazione italiana Amatori Sport

Sport, scuola e salute alla Montefortiana
Se qualcuno volesse sapere cosa sia la Montefortiana deve osservare Gianluigi Pasetto durante la ‘tre giorni di eventi ‘ legata alla Marcia di Monteforte: Gianluigi è un organizzatore consapevole che per tre giorni deve vivere mezzo metro sopra tutto e tutti, presente ovunque ma già proiettato dove potrebbe esservi una necessità, sempre di un fresco adrenalinico che però non lascia mai trasparire le fatiche accumulate, immerso e contemporaneamente distaccato dalla realtà che lo circonda, sereno e nel contempo alla massima all’erta, sempre capace di dispensare pillole di certezza e soluzioni ovvie in un ambiente ed in circostanze che metterebbero a dura prova chiunque. E come lui tutto lo staff organizzativo, mai nervoso, mai impreparato, sempre attento ai particolari approntati con cura in un intero anno di programmazione: oltre 300 Soci af.liati e 700 volontari trovano in questi personaggi i loro riferimenti ed il loro esempio in un crescendo di iniziative e di novità che fanno della Montefortiana un continuo divenire mai uguale a se stessa. Quando, invece, si parla di Montefortiana tra gli addetti ai lavori, ci si riferisce alla più grande Manifestazione della Federazione italiana Amatori Sport (Fiasp), alla più ef.ciente e complessa organizzazione amatoriale presente nel panorama italiano, alla più visibile, spettacolare e desiderata adunata di podismo. I partecipanti, per contro, vedono nella Montefortiana un momento di grande aggregazione dove accanto alla parte tecnica rappresentata dai percorsi collinari sparsi nel territorio del Soave ed ai chilometraggi, si apprezza anche l’amicizia tra ritrovati amici, e un momento particolare dove i prodotti della territorialità assumono ruolo ancor più legante e amalgamante sia dell’amicizia che dei partecipanti. Un tut-t’uno pregevole e di alto valore tecnico e associativo che rende questa rimpatriata un grande momento di festa. Marcia dei Bambini ‘ Per il Sorriso dei Bimbi ‘: non so se vi sia uguale realtà sul territorio nazionale, certo è che vedere 2000 – 2500 bambini assiepati al nastro di partenza, felici, contenti, ansiosi di esserci e di camminare insieme ai propri insegnanti riempie il cuore e rilassa la mente. Se poi pensi che tutto ciò che si vede è un’espressione vera della FIASP, allora quella gioia dei bambini passa in te e ti motiva sempre più a credere in questo movimento genuino e senza con.ni d’età. E’ la parte più semplice e senza peccato della FIASP: i bambini non ti sollecitano i cartellini di partecipazione per partire in anticipo, non ti chiedono cosa sia il riconoscimento e quanto costi, se vi siano docce calde ad attenderti all’arrivo, se i kilometri siano ‘ giusti ‘ o se ci siano salite o discese importanti, a che ora si dia seguito alla premiazione dei gruppi, se sia contemplato qualche speciale premio per il più anziano o per ex campioni. I bambini con lo schiamazzo ed il vociare che è loro tipico chiedono con gli occhi che il tempo passi e giunga l’ora della partenza uf.ciale per essere liberi di sfogare la propria prorompente vitalità, espressione della naturale felicità interiore. Spettacolare. Il ricavato di questo evento viene devoluto quest’anno all’Istituto Scolastico Superiore per In fermieri del St. Mary’s Medicine College di San ShingHsiang in Taiwan ed al Cenro ricerca IRCCS San Camillo in Venezia a testimonianza che lo sport deve sempre guardare oltre il .sico e deve avere valore universale. Concorso dei disegni riservati alle Scuole: un concorso scolastico individuale a tema, sempre più interessante e più seguito dagli alunni. Quest’anno alla massiccia adesione delle classi del territorio si sono aggiunti i disegni provenienti da Taiwan ( grazie al-l’interessamento ed al patrocinio di S.E. Chou-Seng Tou, Ambasciatore di Taiwan presso la Santa Sede ) e dal New Jersey, Stato d’oltreoceano ormai diventato la terza patria del Gruppo Podistico Valdalpone De Megni dopo il produttivo gemellaggio del-la Montefortiana con la maratona di New York. Il tema del Concorso era riservato a ‘ Corriamo .... Senza lasciare indietro chi inciampa ‘, un tema molto etico, universale nel suo valore intrinseco che contribuisce a mettere in risalto la reciproca comprensione superando anche eventuali differenze espressive o comunicative del bambino. Il tema imperniato sulla solidarietà è quanto di meglio la semplicità e la generosità innata del fanciullo potessero desiderare. Successo e universalità del tema hanno fatto sì che quest’anno i lavori saranno presentati anche a Lotung (Taiwan ) in un Istituto dei Padri Camilliani che cureranno analoga mostra ed evento nella regione asiatica. La cultura non ha frontiere! V° Simposio ‘Scienza, Salute, Persona: Umanizzarsi per Umanizzare. E’ un appuntamento che cresce ogni anno e che rimane il .ore all’occhiello della Montefortiana i cui Responsabili hanno lavorato nel tempo perché il pregevole evento sportivo si colorasse di cultura sia in valore assoluto che come risalto e conoscenza del territorio, cultura del paesaggio del Soave, cultura delle tradizioni e della popolazione veneta. La dotta relazione introduttiva è stata presentata da S.E.R. il Cardinale Javier Lozano Barragàn, Presidente del Ponti. cio Consiglio per la Pastorale della Salute. Rendere semplici ed accessibili a tutti i concetti di ‘ Salute come Tensione verso l’Armonia ‘, e ‘ Cristo come salute spirituale, corporale e cosmica ’ sono proprietà che solo grandi personaggi possono permettersi, disarmando tutti gli ascoltatori. Il dottor Paolo Rizzini, vice presidente della Fondazione Smith Kline , ha illustrato le attuali linee di ricerca della Fondazione mirate, tra l’altro, a costituire una banca dati nazionale ed europea sull’autismo, patologia nota a livello dell’espressione clinica, ma ancora più che sconosciuta nei suoi aspetti eziopatologici. Don Andrea Manto, direttore dell’Uf.cio Nazionale per la pastorale della Salute della CEI, ha ricondotto l’attenzione dei convenuti sugli aspetti della salute e sulla crescita e maturazione della persona nel rapporto con gli altri e nelle varie fasi della vita. Il Relatore ha saputo rendere con semplicità concetti innovativi e dif.cile approccio. Il Convegno è stato poi concluso dal dottor Giuseppe Colantonio presidente nazionale della FIASP che ha riportato l’attenzione sulla umanizzazione dello Sport, proponendone le linee guida essenziali ed indicando nella Federazione Italiana Amatori Sport per Tutti, la FIASP, e nella Federazione Internazionale degli Sport Popolari, l’IVV, le Associazioni in questo momento più vicine al concetto autentico di Sport umanizzante.

Il presidente dell’Associazione “Veronesi nel Mondo”, on. Giuseppe Riccardo Ceni, è ben lieto di dare il patrocinio al Concorso di disegno scolastico organizzato dal C.S.A. di Verona asssieme all’Associazione Amici di Don Angelo Marini, nell’ambito della 33° Montefortiana collaborando in modo particolare nel settore estero (USA, Formosa) con dei premi ai ragazzi partecipanti al Concorso. Porge alle scuole, insegnanti e scolari il grazie più sincero per la partecipazione, che con la loro presenza aiutano concretamente le missioni camilliane! Festeggeremo tutti insieme alle premiazioni!


La riunione delle Associazioni Venete
Più coordinamento e qualche fondo economico dalla Regione. Sono le principali richieste emerse dall’incontro delle associazioni venete dell’emigrazione che si è svolto a marzo alla Camera di Commercio, al cui inizio ha dato il suo saluto il presidente dell’ente camerale, il dottor Fabio Bortolazzi. L’iniziativa di radunare i rappresentanti delle diverse realtà associative venete dell’area dell’emigrazione è stata dell’onorevole Giuseppe Riccardo Ceni, presidente dell’associazione “Veronesi nel mondo” che ha sollecitato i colleghi a far richiesta alla Regione Veneto di uno stanziamento minimo di fondi per consentire ai diversi sodalizi di “poter esistere”. La Regione, infatti, . nanzia i progetti delle associazioni ma, ha precisato Ceni, “anche per poter realizzare i progetti occorre avere una sede e pagare delle spese per tenerla funzionante”. Le associazioni venete degli emigranti sono ormai uno dei pochi legami che numerose persone trasferitesi da molti anni all’estero mantengono con la madre patria. Basti pensare che solo nel Comune di Verona sono circa 7000 i veronesi iscritti all’Aire, l’Anagrafe dei residenti italiani al-l’estero (che ricevono regolari comunicazioni dai Comuni d’apaprtenenza) mentre quelli del-l’intera provincia sono circa 35.000. L’incontro in Camera di Commercio, ha precisato il presidente Ceni, “ha permesso uno scambio di idee, esperienze e programmi tra i diversi rappresentanti dei sodalizi veneti e l’esigenza più sentita è quella del coordinamento, di fare squadra per ottimizzare le attività e ridurre le spese. Credo che sia la formula vincente per il futuro: pur mantendendo ciascuno le proprie peculiarità, i veneti devono fare sistema per mantenere saldi i rapporti sia con i vec-chi migranti ma anche con i loro discendenti, gettando le basi per una solidarietà futura anche tra i migranti del terzo millennio, professionisti e manager che sanno esportare nel mondo il modello veneto dell’imprenditoria e della solidarietà”.


Il vocabolario del Cimbro è custode di un «tesoro»

Importante evento per la cultura cimbra in cui era presente il Presidente Ceni per presentare il nuovo libro “Cammino della fede” (capitelli e santuari cimbri riprodotti dalla comunità Cimbra ad Antonio Prado - Brasile). In aprile, in Sala Farinati, la Biblioteca Civica ha ospitato la presentazione del Vocabolario Cimbro-Italiano e del numero 38 della Rivista Cimbri “Tzimbar”, iniziativa organizzata dal Curatorium Cimbricum Veronese. Sono intervenuti irappresentanti della Comunità montana, del Bim Adige e della provincia di Verona, con un saluto dell’assessore alle Politiche sociali della Regione Veneto, Stefano Valdegamberi, e del Responsabile della Biblioteca Civica. L’introduzione è stata af.data al presidente del Curatorium, Vito Massalongo. Quindi è seguita la relazione della curatrice del Vocabolario, Adriana Bulgarelli. Un saluto in cimbro è stato proposto da Renzo Dal Bosco, insegnante in madrelingua mentre la relazione sul lavoro è stata fatta da Aldo Ridolfi, caporedattore della rivista dei Cimbri “Tzimbar”. sono seguite le relazioni di Pietro Piazzola, direttore della rivista Cimbri “Tzimbar”, e del professor Marcello Bondardo, linguista. Il primo «Vocabolario comparato della lingua cimbra» è uscito dopo tre anni di lavoro. Pubblicato dal Curatorium Cimbricum Veronense ed è un’opera colossale per impegno profuso in documentazione, ricerca, analisi delle forme della parlata cimbra a partire dagli scritti di don Marco Pezzo del 1763, dei fratelli Cipolla del 1883-84, del linguaggio cimbro di don Pietro Mercante del 1936 e di monsignor Giuseppe Cappelletti del1956. Ma anche gli studi di Gianni Rapelli del 1983 e le conoscenze linguistiche apprese dalla madre di Renzo Dal Bosco di Giazza nel 2004. Oltre duecento anni di testimonianze scritte e orali sono affrontate dal vocabolario nelle diverse forme riportate dai cimbri non solo di Giazza, ma anche di tutta la Lessinia. Ben seimila lemmi vengono presentati su colonne affiancate, evidenziando le varie forme della parola secondi i diversi autori. Non è solo un excursus storico attraverso la lingua, ma anche un lavoro di consolidamento della stessa e la sua evoluzione nel tempo. «Quando una lingua sta per morire, quando una minoranza lotta per la sua sopravvivenza linguistica, sociale e culturale, quando un patrimonio sembra soccombere di fronte all’inevitabile af.evolirsi delle parole, la realizzazione di un vocabolario diventa un elemento di difesa di un patrimonio, ormai di poche decine di parlanti a Giazza», ha detto Vito Massalongo, presidente del Curatorium. «Era una decina d’anni che si pensava di realizzare un lavoro di re cupero di questo genere», ha aggiunto il presidente, «e con l’introduzione del-lo sportello linguistico, frutto della legge 482 e dei fondi della legge regionale sulle minoranze linguistiche del Veneto, si sono potuti avere tempo e risorse per affrontarlo». L’impresa ha coinvolto in primis la curatrice Adriana Bulgarelli per più di tre anni, ma anche un folto gruppo di collaboratori, tra i quali Aldo Ridol., caporedattore della rivista Cimbri-Tzimbar; Renzo Dal Bosco (uno di pochi a parlare ancora cimbro); Gianni Molinari, che ha affrontato questo argomento insieme a Marta Tezza, Ezio Bonomi, Roberto Nordera, Piero Piazzola, Gianni Rapelli,Vito Massalongo e Marzio Miliani, responsabile del-la gra.ca e delle illustrazioni. Adriana Bulgarelli spiega la .loso. a dell’opera: «Abbiamo voluto realizzare un vocabolario della parlata dei Tredici Comuni Veronesi, limitandolo al cimbro della zona raccolto dalla viva voce dei parlanti nel corso degli anni, ponendolo a confronto con ciò che è stato scritto da chi ci ha preceduti. Mettere per iscritto una lingua parlata è un controsenso», continua la curatrice, «perché una lingua di tradizione orale è soggetta inevitabilmente a continue interpretazioni ed alterazioni, ancor più di una lingua scritta, la cui incessante evoluzione è ben nota». Il lavoro svolto per il Vocabolario è secondo Piero Piazzola, presidente emerito del Curatorium, «un grande aiuto a frenare o a contenere la perdita di questo patrimonio linguistico; e quindi è un’opera straordinaria e singolare».


PADRE COMPRI Il cultore della Sindone

Da 53 anni vive e lavora in Giappone come educatore e uomo di cultura. Un veronese doc padre Gaetano Compri, nato a Verona, nel quartiere di Santa Lucia, il 17 marzo del 1930, che fece la sua professione religiosa come Salesiano il 16 agosto del 1946 e si trasferì in Giappone il 2 aprile del 1955. Venne ordinato sacerdote 50 anni fa, il 9 marzo del 1958. Per lui il 2008, dunque, è l’anno del-l’anniversario. Che festeggia però con grande semplicità e con il sorriso. , racconta padre Compri. . Se aprite il sito “Salesian Digital Library” e cercate “Cimatti”, suggerisce padre Compri, . , conclude padre Compri. . Per L’11 aprile è tornato a Verona e il 1 maggio ha fatto ritorno al suo lavoro in Giappone. La famiglia dei Veronesi nel Mondo gli è vicina e festeggia con lui il suo sacerdotale e missionario. Chi vuol contattare padre Gaetano Compri può scrivergli al Salesian Seminary, Chofu-shi, Fujimi-cho 321-12,182-0033 Tokyo JAPAN o inviare una e-mail a: compri@v-cimatti.com URL www.v-cimatti.com fax 0424-906707.


Sergio Pasetto, il cantore di Giulietta

Il mese di febbraio per Verona ha segnato un appuntamento importante, quello co nil tema dell'amore romantico celebrato da William Shakespeare nel suo dramma Giulietta e Romeo che ha contribuito a dare a Verona una notorietà mondiale. Così il Comune anche quest’anno ha deciso di celebrare questo mito con , dieci giorni dedicati agli innamorati nel periodo di San Valentino con iniziative diverse, dalle celebrazioni culturali ai menù per due persone nei ristoranti che hanno aderito all’iniziativa. Ma se Shakespeare con la sua penna ha regalato a Verona il mito dell’amore eterno, c’è un altro veronese che sta contribuendo a diffondere il messaggio di Shakespeare attraverso un’altra forma d’arte, la scultura. E’ Sergio Pasetto, che ha realizzato una sorta di itinerario scaligero sulle orme di Giulietta attraverso la città, partendo dalla Tomba, dove si trova il suo portale con le formelle che raccontano la vicenda celebrata dal drammaturgo inglese, ai portoni della Bra, dove è stato collocato il busto ritraente lo scrittore, a Palazzo Carlotti, in prossimità dei Portoni Borsari, dove è stata sistemata una formella bronzea con il duello tra Romeo e Tebaldo . Quest’ultima collocazione non è casuale. Pare che proprio in questo punto della città il novelliere Matteo Bandello, ai cui testi s’ispirò Shakespeare per scrivere la sua tragedia, abbia collocato il mortale confronto tra i due giovani appartenenti a fazioni opposte. Per inciso, nel dramma scespiriano a finire ucciso è Tebaldo, e Romeo, per sfuggire agli strali della giustizia, deve abbandonare Verona con sommo dolore di Giulietta. Il resto della vicenda è noto. Un’altra formella bronzea di Pasetto viene collocata in questo periodo sul muro della cosiddetta Casa di Romeo, dietro le Arche Scaligere, a integrare ulteriormente il percorso scespiriano in città. Un altro monumento realizzato nel segno di Giulietta e Romeo è , due grandi mani che avvolgono la romantica scena del bacio tra i due giovanissimi protagonisti del dramma di Shakespeare. Il monumento si trova a Bussolengo. La produzione artistica di Sergio Pasetto tocca molti altri temi, in particolare quelli sociali, tesi alla denuncia delle ingiustizie, ma anche temi religiosi, come testimonia la sua prolifica produzione di formelle e statue che si trovano alla Biblioteca Capitolare, a fianco del Duomo, e in santuari famosi come quello trentino di San Romedio e la Via Crucis nel convento delle Clarisse a Venezia. www.sergiopasetto.com


30° Premiazione Fedeltà al lavoro, progresso economico e lavoro veronese nel mondo
Grande successo anche quest’anno per la tradizionale “festa” del lavoro veronese Era gremita la sala dell’Auditorium dell’Ente Fiera, domenica 9 dicembre 2007, per la ormai annuale cerimonia di premiazione della Fedeltà al Lavoro, Progresso economico e lavoro veronese nel mondo, che dal 1952 si pone come un importante momento di confronto fra il mondo del lavoro, autonomo e dipendente e i vertici dell’ente. Il concorso viene bandito, con modalità analoghe, dalle Camere di Commercio di tutta Italia, che attraverso tale mezzo intendono assegnare un riconoscimento a tutti i lavoratori, dipendenti e autonomi, che hanno ben operato nelle rispettive province. L’intento della Camera di Commercio, attraverso quest’iniziativa, è quello di riconoscere i meriti e di conferire premi tangibili ai protagonisti della vita economica e sociale della Provincia veronese per l’attività svolta, come frutto di un continuo e concreto rapporto tra l’Ente Camerale e gli operatori economici. Quest’anno sono stati premiati in 120 tra lavoratori dipendenti che hanno operato in silenzio e con impegno a fianco dell’imprenditore, lavoratori autonomi e personalità che si sono distinte nel lavoro, conseguendo una notevole perizia professionale o contribuendo allo sviluppo dell’economia veronese e al prestigio della nostra città. La cerimonia ha avuto inizio con gli interventi degli esponenti politici locali: Alfredo Meocci, Vicesindaco del Comune di Verona, Elio Mosele, Presidente della Provincia, e Giancarlo Conta, assessore alle politiche ambientali della Regione Veneto. Il Presidente della Camera di Commercio di Verona, Fabio Bortolazzi, illustrando l’attività che l’Ente Camerale ha sviluppato nel 2007 a favore delle imprese veronesi, ha evidenziato la vocazione imprenditoriale dei cittadini che si orienta, soprattutto, verso la costituzione di piccole e medie imprese le quali, senza nulla togliere alle grandi, costituiscono per Verona e la sua Provincia una delle ricchezze, una delle forze propulsive dell’economia territoriale. Il Presidente si è soffermato poi sul colosso “Cina”, e ha sottolineato come questo nuovo mercato possa offrire nuove opportunità di lavoro alle nostre imprese. Ha ricordato, infatti, che proprio la Camera di Commercio di Verona ha realizzato quest’anno un’importante missione in Cina, al fine di conoscere e verificare quali siano le concrete possibilità di un ampliamento del mercato verso quel Paese. Tutto questo, però, ha specificato il Presidente, deve essere accompagnato da un’apertura anche di mentalità: non siamo più a contatto di un Paese povero e arretrato, ma di un Paese che è cresciuto vertiginosamente sia dal punto di vista organizzativo sia formativo, e che vuole essere all’altezza della competitività del mercato mondiale. Il Presidente ha poi concluso augurandosi che tutte le aziende abbiano sempre meno oneri e impedimenti burocratici da affrontare, al fine di poter raggiungere ulteriori traguardi, e ottenere quei successi economici che meritano a pieno titolo per l’operosità e l’intraprendenza imprenditoriale dimostrata ogni giorno.

In tutto sono stati assegnati 120 premi, distribuiti fra aziende e dipendenti. Di particolare rilevanza quelli assegnati ai nostri concittadini che hanno onorato il nome di Verona all’estero e alle personalità e imprese che hanno raggiunto una notorietà internazionale.

GRUPPO VERONESI CHE SI SONO PARTICOLARMENTE DISTINTI ALL’ESTERO

UMBERTO MARSILI - Argentina Attualmente in pensione, la sua attività professionale si è svolta in importanti industrie farmaceutiche nazionali ed internazionali. Grazie alla sua preparazione nel campo della chimica, ha contribuito a lanciare sul mercato farmaceutico vari nuovi medicinali che hanno raggiunto le prime posizioni di mercato. Oggi, la sua attività prevalente si svolge nell’ambito della solidarietà, in organizzazioni accreditate che lavorano a favore di persone che in Argentina sono particolarmente indigenti. Con l’aiuto dell’associazione Veronesi nel Mondo, ha organizzato un gruppo di per-sone disponibili a realizzare un piano di assistenza, ribattezzato “Aggiungi un posto a tavola”, a favore di circa 20 famiglie veronesi che in Argentina versano in dif.coltà economiche.

NICOLA CAPONE - Irlanda Dublino Da quasi 20 anni, vive e lavora all’estero come export area manager per importanti aziende di abbigliamento. Attualmente è amministratore dell’agenzia Benetton in Irlanda, in Scozia e in Galles con il compito di promuovere il brand, sviluppo e marketing della società.

TIZIANO MOTTERAN Irlanda Dublino General Manager di Sella Life, Compagnia di Assicurazioni con sede a Dublino, nella sua professione ha percorso importanti tappe rafforzando la sua professionalità nell’ambito del settore assicurativo sia a Verona che a Dublino.

BRUNO PAGGI - Roverè Veronese insieme al fratello, parte dall’Italia nel 1954 e si trasferisce in Argentina, paese che in quel tempo appare pieno di opportunità. Fonda un’azienda nel settore dell’edilizia e raggiunge ottimi risultati. La crisi dell’89 lo costringe a ritornare in patria e precisamente a Roverè v.se dove ricomincia una nuova vita e una nuova attività sempre nel settore dell’edilizia.

PIETRO PAGGI - Roverè Veronese Anche il sig. Pietro per più di 35 anni ha vissuto in Argentina lavorando alacremente nel settore dell’edilizia. Da qualche anno la crisi economica del paese del sud America lo ha costretto, come il fratello Bruno, a fare ritorno a Verona.

CARLO ALBERTO RIZZINI Irlanda Mulligan Trasferitosi in Irlanda dal 1994 con la moglie e i due .gli, crea e gestisce una struttura dove ospita piccoli gruppi di turisti ai quali offre vacanze personalizzate caratterizzate da svaghi sportivi all’aria aperta. “Casa Rizzini” è una villa di vetro, senza recinzioni o inferriate circondata da una parco di 6 ettari con piante secolari, situata nel cuore della verde Irlanda. La passione per la vita a contatto della natura e per la scoperta delle bellezze che essa offre, nonché il rispetto per l’ambiente costituiscono il leit motiv che caratterizza questa attività.

VERONESI DELL’ANNO: LE PERSONALITA’ CHE, GRAZIE ALLALORO ATTIVITÀ IN CAMPO ARTISTICO E SPORTIVO HANNO DATO UN SIGNIFICATIVO CONTRIBUTO ALLA VALORIZZAZIONE DELL’IMMAGINE DI VERONA.

DFX CORSE – Cologna Veneta Dietro allo spettacolo e ai successi del DFX Corse c’è un’azienda di alto livello presente oggi come una delle prime cinque strutture del Campionato Mondiale Super-bike. Un team giovane e appassionato, una realtà sportiva che, grazie alla straordinaria preparazione tecnica, all’impegno costante e alla perfetta gestione manageriale, ha saputo conquistare i vertici di questo avvincente campionato. Già nel 1997 quando Daniele Carli fonda il Team e vince il campionato italiano SP 600, si intravede la volontà e la voglia di vincere. Da allora, in soli 10 anni, il Team ha conquista vittorie importanti nelle principali gare europee e mondiali. Nel 2007 grazie all’altissima professionalità dimostrata, il Team ha ottenuto il sostegno diretto della Honda Racing Corporation, la prima casa motociclistica al mondo, la quale, oltre a mettere a disposizione le proprie moto da gara, considera la DFX uno dei principali partner strategici per lo sviluppo di nuovi progetti.

RUDY ROTTA – Arbizzano di Negrar E’ nato musicalmente a Lucerna dove la famiglia era emigrata all’inizio degli anni ’60. Rientrato in Italia all’età di 18 anni ricco di un importante bagaglio tecnico e culturale affronta un duro cammino on the road senza compromessi ed esitazioni rivelando immediatamente, nel corso delle sue innumerevoli esibizioni live, le sue grandi doti di front-man. Rudy Rotta è una delle “leggende” viventi della musica italiana contemporanea. Celebre nell’arco dell’intero circuito blues mondiale, grazie ai suoi innumerevoli concerti in tutto il mondo.Questi rispetto per l’artista lo porta ad essere invitato al Kansas City Blues Festival dove divide il palco con Al Green, Taj Mahal, Brian Setzer davanti a ventimila americani entusiasti della sua esibizione a tal punto da eleggerlo quale massimo referente del Blues europeo. Viene ingaggiato in tutte le più importanti rassegne internazionali dedicate alla buona musica blues; nel 2003 ha partecipato insieme alla sua band al concertone del primo maggio a Roma, con un’esibizione in diretta nazionale sul palco di piazza S.Giovanni di fronte a oltre 700.000 persone. Nel 2004 la Fender intitola una serie di chitarre a suo nome, producendo la prima Fender Strato “Rudy Rotta” signature. Onore riservato solo a pochissimi artisti nell’intero panorama mondiale.


PREMIO DOMUS MERCATORUM ALLA PERSONALITA’ CHE SI E’ MAGGIORMENTE DISTINTA PER IL CONTRIBUTO ASSICURATO ALL’ECONOMIA E ALLO SVILUPPO DELLA PROVINCIA.

LUIGI CARLON – Presidente della INDEX s.p.a. di Castel d’Azzano Grazie alle spiccate doti imprenditoriali e con felici intuizioni manageriali, ha dato vita a un’azienda, la Index s.p.a. che, in breve tempo, si è imposta come una delle più importanti al mondo per la produzione di una vasta gamma di materiali tecnologicamente avanzati destinati all’edilizia. Convinto fautore dell’importanza della Ricerca, prodigandosi per valorizzare le Risorse umane, ha saputo innovare continuamente i prodotti e i processi aziendali, contribuendo allo sviluppo occupazionale nel territorio veronese, assicurando all’impresa una presenza signi.cativa in tutti i Paesi dei cinque continenti, promuovendo in Italia e all’Estero un’immagine vincente della nostra economia. INDEX infatti, è presente in tutte le regioni italiane e all’estero, con .liali in Gran Bretagna e Francia e con oltre 100 distributori nei principali paesi dei 5 con Giappone. E’ strutturata in 5 divisioni che producono sistemi innovativi e materiali specialistici per il mercato edile.


Specchiasol si aggiugidica il Premio Imprenditore Veronese dell’anno

Ha trasformato in impresa i rime-di naturali. Ed è diventato un industriale di successo. Per questo motivo è stato consegnato al dottor Giuseppe Maria Ricchiuto, fondatore e amministratore unico di Specchiasol srl, industria erboristica e farmaceutica a livello internazionale, il Premio Maxim Imprenditore veronese dell’anno, giunto quest’anno alla seconda edizione. La consegna del riconoscimento, consistente in un trofeo realizzato dal maestro orafo Alberto Zucchetta, è avvenuta all’hotel Maxim di via Belviglieri, nel cor-so di una serata condotta da Renzo Casalini, a cui hanno partecipato numerosi imprenditori veronesi, tra cui Giordano Veronesi, vincitore della prima edizione del Premio, che ha consegnato il trofeo al dottor Ricchiuto, insieme ai proprietari dell’hotel, Osvaldo Bagnoli e Franco Nanni. L’evento, organizzato dal Maxim, ha visto la partecipazione di numerosi sponsor tra cui Feltre traslochi di Negretti srl e la casa vinicola Cecilia Beretta che ha offerto i vini per la serata. Il dottor Ricchiuto, nel ricevere il trofeo di Zucchetta, ha ricordato gli esordi del-la sua attività, oltre 40 anni fa, nella sua terra d’origine, la Puglia. «Il nome della ditta lo coniò mia .glia Susanna», ha ricordato l’imprenditore che si considera veronese d’adozione. «Specchia era il nome del nostro paese e lei aggiunse sol, perchè, disse, il sole illumina tutto e porta bene. E il tempo le ha dato ragione».


Sono aperte le iscrizioni soci 2008


Per il versamento recarsi presso la sede (in orari uf.cio) oppure sul conto corrente postale: IBAN IT 90 CIN G ABI 07601 CAB 11700 conto corrente 000016117376 costo iscrizione 15,00 euro Anno sociale Tessera n°Corso Porta Nuova, 96 - 37122 Verona (I) Cod. Fiscale e P. I.V.A 007100 40 239 Tel. (+39) 045 80 85 809 - 80 85 747 Fax (+39) 045 80 85 747 - 59 46 48 intenet: www.veronesinelmondo.orge-mail: presidenza@veronesinelmondo.org Associazione “VERONESI nel MONDO” 2008 100 per far meglio e fare di più contribuisci anche tu! Dal Comune di Verona Un cordiale e caloroso saluto ai Veronesi nel mondo. Nel corso dei prossimi anni svilupperemo una serie di rapporti culturali e sociali tra le comunità veronesi residenti all’estero e la realtà veronese, con reciproco bene.cio in termini di sviluppo culturale, sociale, turistico ed economico, favorendo periodici scambi turistico-culturali tra associazioni di Veronesi all’estero e gruppi di cittadini, giovani e meno giovani. Inoltre, per i Veronesi che intendono rientrare nella madre patria, è stato istituito un Uf.cio per rispondere alle varie esigenze e fornire assistenza di fronte alle numerose dif. coltà che possono incontrare. Auguro a tutti buon lavoro. Assessore Vittorio di Dio con delega ai Rapporti con i Veronesi nel mondo DAL COMUNE DI VERONA Veronesi nel Mondo sempre più vicini


Tecnologie veronesi nel mondo

Albrigi porta nelle migliori cantine del mondo le tecnologie enologiche più innovative, assieme alla cultura e allo stile della nostra città Albrigi Tecnologie è un’azienda leader nella progettazione e costruzione di impianti in acciaio inox altamente innovativi. Nata 25 anni fa